Un Millesimo di Inquietudine: Valeria Golino ha ricevuto il Premio “Inquieto dell’anno”

Millesimo. Pubblico delle grandi occasioni ieri sera, domenica 5 luglio, Ph Giorgio Levratto 2in piazza Italia a Millesimo, per la cerimonia di consegna del Premio Inquieto dell’Anno a Valeria Golino.

Dopo il saluto del sindaco, Pietro Pizzorno, l’attrice, a colloquio con il presidente del Circolo degli Inquieti, Elio Ferraris, ha parlato della sua “inquietudine”. Un dialogo accompagnato da un omaggio filmato, a cura del regista Eros Achiardi, e dalle note del sax di Roberto Fiello Rebuffello.

La cerimonia di consegna del Premio a Valeria Golino fa parte degli eventi di “Un Millesimo di Inquietudine”, rassegna di incontri e dibattiti con musicisti, scienziati, filosofi, artisti e scrittori, organizzata dal Circolo con il contributo del Comune, della Fondazione De Mari, della Camera di Commercio e della Cassa di Risparmio di Savona, che proseguirà nelle giornate del 18 e 19 luglio.

“Un Millesimo di Inquietudine non è la Festa dell’Inquietudine, ma è l’unico evento al mondo dedicato appunto, all’Inquietudine”, ha sottolineato il presidente del Circolo, Elio Ferraris.

Questa la motivazione del Premio a Valeria Golino:

“Il Circolo degli Inquieti potrebbe conferire la sua massima attestazione di Inquietudine a Valeria Golino anche solo valutando il suo percorso di vita e professionale.

Un percorso noto in cui Valeria ha, con sapienza, mescolato saperi, culture e lingue diverse; esperienze, avventure e viaggi sempre nuovi; amori, amicizie, passioni e sentimenti vissuti palesemente e intensamente. E senza ostentazioni.

Valeria Golino non ha un nome d’arte; non le serve così come non le serve il gossip. Le sue esternazioni mediatiche sono poche ed essenziali.

Di lei si parla e si scrive molto ma di Lei , in fin dei conti, si conosce poco.

Il suo fascino è il fascino inquieto della discrezione.

Per lei parlano i personaggi interpretati, l’espressività e la bellezza del suo viso e dei suoi occhi. Il suo volto manifesta la magia delle sue origini ed offre effetti che solo una maschera greca sa rendere; sul set Valeria si trasforma in altri esseri e si fa compartecipe, con le sue, delle loro e delle nostre inquietudini.

E da qui inizia a trapelare l’Inquietudine profonda che anima e permea Valeria.

Il suo nomadismo non è solo culturale, non è solo nobile vagabondaggio tra culture, paesi, creatività e forme artistiche. Valeria sembra far proprio il nomadismo mentale di Montaigne per cui “l’abitudine e la fissità degli atteggiamenti mentali ottundono i sensi e nascondono la vera natura delle cose”. Una natura delle cose che la nostra Inquieta ricerca con curiosità e acume ma che non intende definire, quasi fosse blasfemo alzare il velo di mistero che ne preserva l’intimità.

Per questo – non i personaggi – ma le persone che Lei interpreta sono sempre diverse e irrisolte. Non rappresentano la perfezione, né fisica né intellettuale.

Ad esse, tuttavia, la nostra Valeria conferisce un fascino e una forza seduttiva talmente solenni da sottolineare in quelle persone inquiete l’esistenza di una bellezza senza tempo e che va ben oltre alle loro non-perfezioni.

Al Circolo degli Inquieti Valeria, per la sua Inquietudine, appare quindi terrestre, ctonia, lunare. Se la dovessimo raffigurare la faremmo triplice, con 3 teste o 3 corpi, proprio come la multiforme Ecate, dea degli incantesimi, della luna, della notte, dei boschi, dei lupi e di quei crocicchi dove le sue statue venivano poste a protezione dei viandanti.

Il Circolo degli Inquieti conferendo, quindi, a Valeria Golino il Premio Inquieto dell’Anno-Inquieto ad honorem, la colloca di buon grado nel suo particolare Pantheon. E la invita, con la sua molteplicità di vite e la sua multiformità artistica, a continuare ad essere d’aiuto a tutti coloro che, come noi Inquieti, intendono esplorare meglio se stessi e il mistero che ci pervade”.

Il Premio Inquieto dell’Anno non ha valore venale. Consiste in un piccolo drappo di lino con il “titolo” sovraricamato, contenuto in una pentola di terracotta “sghimbescia”, schiacciata da un lato e con i manici disposti in modo irregolare.

Negli anni scorsi è stato assegnato a Ramin Bahrami, Guido Ceronetti, Ferruccio De Bortoli e gli abitanti dell’Aquila, Renato Zero, Elio (di Elio e le storie tese), Don Luigi Ciotti, Milly e Massimo Moratti, Raffaella Carrà, Régis Debray, Costa Gavras, Oliviero Toscani, Barbara Spinelli, Antonio Ricci, Gino Paoli, Francesco Biamonti, Gad Lerner, Carmen Llera Moravia.

Attesi il 18 e 19 luglio a Millesimo, fra i molti ospiti, il magistrato Gherardo Colombo, il genetista e neuro scienziato Edoardo Boncinelli, i filosofi Valerio Meattini e Francesca Rigotti, l’artista Ugo Nespolo, il cantante, autore e musicista Shel Shapiro e lo studioso di astrologia Marco Pesatori.

© Foto: Giorgio Levratto e Linda Finardi

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