{"id":97721,"date":"2012-11-06T08:19:52","date_gmt":"2012-11-06T07:19:52","guid":{"rendered":"http:\/\/albengacorsara.it\/2012\/11\/06\/political-essay-7-novembre-1917-non-deporre-il-filo-rosso-del-ragionamento\/"},"modified":"2019-08-22T17:36:02","modified_gmt":"2019-08-22T15:36:02","slug":"political-essay-7-novembre-1917-non-deporre-il-filo-rosso-del-ragionamento","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.albengacorsara.it\/corsara\/2012\/11\/06\/political-essay-7-novembre-1917-non-deporre-il-filo-rosso-del-ragionamento\/","title":{"rendered":"Political Essay &#8211; 7 NOVEMBRE 1917: NON DEPORRE IL FILO ROSSO DEL RAGIONAMENTO"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong>di Franco Astengo<\/strong> &#8211; Scrive Lucio Magri nel suo \u201cSarto di Ulm\u201d: sono infatti diventato comunista, per ragioni d\u2019et\u00e0, quando la temperie del fascismo e della Resistenza si era chiusa da un decennio, anzi dopo il XX congresso del PCUS e i fatti d\u2019Ungheria, e dopo aver letto oltre a Marx, Lenin e Gramsci anche Trockij e il marxismo occidentale eterodosso. Non posso dunque dire: l\u2019ho fatto per combattere meglio il fascismo, oppure dello stalinismo e delle \u201cpurghe\u201d non sapevo nulla. Ci sono entrato, perch\u00e9 credevo, come ho continuato poi a credere, a un progetto radicale di cambiamento della societ\u00e0 di cui occorreva sopportare i costi\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A 95 anni dalla Rivoluzione d\u2019Ottobre, da cui giorno che John Reed defin\u00ec come \u201c I dieci giorni che sconvolsero il mondo\u201d, prendo a prestito le parole di Magri per cercare di argomentare ci\u00f2 che ho cercato di descrivere nel titolo: non deporre il filo rosso del ragionamento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Argomenter\u00f2 questa mia necessit\u00e0 seguendo il filone indicato da un grande pensatore marxista, Eric J. Hobsbawn nel suo \u201cIl Secolo Breve, 1914-1991\u201d, riprendendo letteralmente dal suo testo una citazione di Marx del 1859 : \u201c Nella produzione sociale dei loro mezzi di sussistenza gli esseri umani entrano in relazioni determinate e necessarie, indipendenti dalla loro volont\u00e0, relazioni produttive che corrispondono a uno stadio determinato nello sviluppo delle forze produttive materiali\u2026In una certa fase del loro sviluppo le forze produttive materiali della societ\u00e0 entrano in contraddizione con le relazioni produttive esistenti, ossia, ci\u00f2 che non \u00e8 altro che l\u2019espressione legale di queste, con le relazioni di propriet\u00e0 entro le quali esse si erano mosse precedentemente. Da forme di sviluppo della forze produttive queste relazioni si sono trasformate nelle loro catene. Entriamo allora in un\u2019epoca di rivoluzione sociale\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ecco descritto, profeticamente in anticipo, il conflitto tra le forze di produzione e la sovrastruttura sociale, istituzionale ed ideologica che, dalla Rivoluzione d\u2019Ottobre in avanti, aveva trasformato una economia agraria in una economia industriale avanzate, dentro alle grandi temperie del \u2018900 tra le quali si \u00e8 collocata, al centro, la grande tragedia della Seconda Guerra Mondiale e poi il dipanarsi complesso e difficile di quella che \u00e8 stata definita \u201cGuerra Fredda\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I problemi che \u201cl\u2019umanit\u00e0\u201d o piuttosto i bolscevichi si erano posti nel 1917 non erano risolubili nelle loro circostanze di tempo e di luogo, o lo erano solo molto parzialmente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Oggi ci vorrebbe un grado di fiducia molto alto per sostenere che \u00e8 visibile una soluzione nel futuro prossimo per i problemi scaturiti dal crollo del comunismo sovietico o per affermare che ogni soluzione che si offrir\u00e0 nella prossima generazione potr\u00e0 rappresentare un punto di progresso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La situazione che si trova di fronte a noi appare chiara: con il crollo dell\u2019URSS l\u2019esperimento del \u201csocialismo reale\u201d \u00e8 terminato. Infatti, anche dove sono sopravvissuti regimi comunisti come in Cina essi hanno abbandonato l\u2019idea originale di una economia controllata dal centro e pianificata dallo stato in una societ\u00e0 completamente collettivizzata, oppure l\u2019idea di una economia cooperativa senza mercato n\u00e9 propriet\u00e0 privata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non possiamo per\u00f2 cedere senza combattere la battaglia delle idee rispetto alle tesi di Huntington e Fukuyama : la storia non  \u00e8 finita!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il punto sul quale ragionare ancora, proprio oggi nella ricorrenza della data della presa del potere da parte dei bolscevichi, riguarda il fatto che l\u2019esperimento sovietico non era stato concepito come alternativa globale al capitalismo, ma come risposta specifica alla situazione peculiare di un paese come la Russia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il fallimento della rivoluzione mondiale, tra la fine degli anni\u201910 e l\u2019inizio degli anni\u201920 nell\u2019immediato indomani della seconda guerra mondiale, port\u00f2 cos\u00ec all\u2019emergere della linea del \u201csocialismo in un paese solo\u201d e, quindi, all\u2019assunzione di quel compito di alternativa globale, sulla base del quale l\u2019URSS ottenne comunque notevoli risultati, a partire dalla costruzione degli altri Partiti Comunisti e della vittoria nella seconda guerra mondiale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019esito, per\u00f2, \u00e8 stato quello gi\u00e0 rilevabile nel vizio d\u2019origine (Plechanov scrisse: che la Rivoluzione d\u2019Ottobre potr\u00e0 portare, nel migliore dei casi, ad un  \u201cImpero cinese tinto di rosso\u201d).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019impossibilit\u00e0 di rappresentare, da parte del comunismo sovietico, una alternativa globale al capitalismo ha cos\u00ec portato, alla fine, al rivelarsi di una economia senza sbocchi e ad un sistema politico al riguardo del quale non \u00e8 possibile esprimere certamente un giudizio positivo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il nocciolo della nostra riflessione deve per\u00f2 risiedere, oggi come oggi (dopo almeno due decenni di arresto di qualsiasi tentativo di sviluppo in avanti di un pensiero \u201ccritico\u201d, al di fuori dalle logiche della globalizzazione e dell\u2019altermondismo, ma considerando tutti gli sviluppi verificatisi sul terreno dell\u2019economia, dell\u2019innovazione tecnologica, del ruolo degli \u201cStati-nazione\u201d, della diversit\u00e0 e complessit\u00e0 dei livelli di sviluppo nell\u2019ambito del pianeta) nel cercare di comprendere fino a che punto il fallimento dell\u2019esperimento sovietico abbia messo in dubbio l\u2019intero progetto del socialismo tradizionale, cio\u00e8 il progetto di una economia basata essenzialmente sulla propriet\u00e0 sociale e sulla direzione pianificata dei mezzi di produzione, di distribuzione e di scambio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si tratta di aprire un vero e proprio filone di pensiero, tante volte enunciato, ma mai praticato: si tratta di separare la questione del socialismo in generale da quello dell\u2019esperienza specifica del \u201csocialismo reale\u201d, con coraggio e curiosit\u00e0 intellettuale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Proprio l\u2019incapacit\u00e0 dell\u2019economia di tipo sovietico a riformarsi in un \u201csocialismo di mercato\u201d, come pure si \u00e8 tanto di fare dimostra con chiarezza come il fallimento del socialismo sovietico non intacchi la possibilit\u00e0 di esplorare la possibilit\u00e0 di altri tipi di socialismo, intesi \u2013 davvero \u2013 come alternativa di societ\u00e0 e quindi di espressione di una cultura politica assolutamente autonoma ed in grado di affrontare le grandi contraddizioni dell\u2019oggi, dal punto di vista della difficolt\u00e0 della condizione sociale delle grandi masse.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non mi addentro nell\u2019analisi delle visioni profetiche di cui pure disponiamo (Hilferding sulla finanziarizzazione, Luxemburg sul \u201csocialismo o barbarie\u201d, Gramsci sull\u2019egemonia, tanto per fare soltanto alcuni esempi). Concludo ribadendo, appunto: non deponiamo il filo rosso del ragionamento.<\/p>\n<blockquote style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>* Franco Astengo &#8211; Savona, politologo<\/strong><\/p>\n<\/blockquote>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>di Franco Astengo &#8211; Scrive Lucio Magri nel suo \u201cSarto di Ulm\u201d: sono infatti diventato comunista, per ragioni d\u2019et\u00e0, quando la temperie del fascismo e della Resistenza si era chiusa da un decennio, anzi dopo <a class=\"mh-excerpt-more\" href=\"https:\/\/www.albengacorsara.it\/corsara\/2012\/11\/06\/political-essay-7-novembre-1917-non-deporre-il-filo-rosso-del-ragionamento\/\" title=\"Political Essay &#8211; 7 NOVEMBRE 1917: NON DEPORRE IL FILO ROSSO DEL RAGIONAMENTO\">[&#8230;]<\/a><\/p>\n<\/div>","protected":false},"author":9,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_lmt_disableupdate":"","_lmt_disable":"","footnotes":""},"categories":[124,26,34,145,46,56],"tags":[8212],"class_list":{"0":"post-97721","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","6":"category-dibattiti","7":"category-le-notizie-del-giorno","8":"category-nazionale","9":"category-partiti-movimenti-associazioni","10":"category-politica","11":"category-rubriche","12":"tag-politica-e-amministrazione"},"modified_by":null,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.albengacorsara.it\/corsara\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/97721","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.albengacorsara.it\/corsara\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.albengacorsara.it\/corsara\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.albengacorsara.it\/corsara\/wp-json\/wp\/v2\/users\/9"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.albengacorsara.it\/corsara\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=97721"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.albengacorsara.it\/corsara\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/97721\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.albengacorsara.it\/corsara\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=97721"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.albengacorsara.it\/corsara\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=97721"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.albengacorsara.it\/corsara\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=97721"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}