{"id":96998,"date":"2012-10-28T13:00:33","date_gmt":"2012-10-28T11:00:33","guid":{"rendered":"http:\/\/albengacorsara.it\/2012\/10\/28\/political-essay-la-crisi-di-un-modello-il-partito-personale\/"},"modified":"2019-08-22T17:35:30","modified_gmt":"2019-08-22T15:35:30","slug":"political-essay-la-crisi-di-un-modello-il-partito-personale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.albengacorsara.it\/corsara\/2012\/10\/28\/political-essay-la-crisi-di-un-modello-il-partito-personale\/","title":{"rendered":"Political Essay &#8211; LA CRISI DI UN MODELLO: IL PARTITO PERSONALE"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong>di Franco Astengo<\/strong> &#8211; L\u2019uscita dalla scena politica, certificata anche dai giudici di Milano, di Silvio Berlusconi porta con s\u00e9, rispetto alla complessa realt\u00e0 del sistema politico italiano, alcune novit\u00e0 del tutto fondamentali: prima fra tutte l\u2019evidente necessit\u00e0 di quello che l\u2019editoriale del \u201cCorriere della Sera\u201d di venerd\u00ec 27 Ottobre definiva \u201crimescolamento delle carte\u201d (in termine tecnico \u201criallineamento sistemico\u201d) e, inoltre, la crisi del modello del \u201cpartito personale\u201d imposto proprio da Berlusconi nel 1994 e risultato dominante fino ad oggi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il \u201cpartito personale\u201d pu\u00f2 essere catalogato come frutto di un processo di evoluzione del \u201cpartito pigliatutti\u201d, individuato da Kircheimer fin dagli anni&#8217;60 quale variante di natura prettamente elettoralistica della categoria dei partiti a \u201cintegrazione di massa\u201d: si tratta di una categoria che, all&#8217;interno di un sistema politico particolarmente complesso come quello italiano, assume un significato particolare perch\u00e9 si tratta di un modello che nella situazione italiana \u00e8 stato introdotto in connubio con l&#8217;altro modello del \u201cpartito-azienda\u201d, per esaltare in maniera esasperata la personalizzazione della politica intesa come funzionale all&#8217;uso dei mezzi di comunicazione di massa (in particolare della televisione) in luogo dei meccanismi tradizionali di partecipazione, con gli effetti sul linguaggio, la qualit\u00e0 dell&#8217;agire politico, il rapporto tra politica e societ\u00e0, l&#8217;uso delle istituzioni che abbiamo tutti davanti agli occhi (altri modelli di \u201cpartito personale\u201d all&#8217;epoca furono, con diversa fortuna, la Lega Nord che \u00e8 rimasta ancorata comunque a quello schema fino alla caduta del padre fondatore e adesso molto incerta sulle prospettive da questo punto di vista e il Patto Segni, invece rapidamente esauritosi).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;utilizzo di Internet come mezzo di velocizzazione del messaggio ha poi completato il quadro di una radicale trasformazione del soggetto collettivo e dell&#8217;agire individuale in politica (come in tanti altri campi, compresa l&#8217;economia).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La premessa, quindi, \u00e8 quella che il modello del \u201cpartito personale\u201d \u00e8 un modello che non appartiene alla tradizione della sinistra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Difatti a onor del vero il filone PDS-DS-PD da un lato e quello PPI-Margherita-PD dall\u2019altro non l\u2019hanno adottato, finendo con l\u2019attrezzarsi (si fa per dire) attraverso una forma di confuso \u201cpigliatutti\u201d e ideando uno schema di \u201cprimarie all\u2019italiana\u201d che, fuori dallo specchietto delle allodole della partecipazione democratica (come ha fatto ben rilevare Nadia Urbinati) rende molto complessa la vita interno del partito \u201cibrido\u201d o della \u201camalgama mal riuscita\u201d come lo defin\u00ec a suo tempo Massimo D\u2019Alema.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Altri, invece, a sinistra come a destra (o anche all\u2019interno dello stesso PD utilizzando proprio lo schema delle primarie) hanno adottato il modello che, in questo frangente, mi permetto di definire, pur con un termine giornalistico e non politologico, \u201cberlusconiano\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quel modello che, costatata l\u2019impossibilit\u00e0 di ridurre lo schema di riferimento del sistema politico italiano non tanto al bipartitismo (il sogno della messa nel cassetto della \u201cvocazione maggioritaria\u201d) ma almeno al bipolarismo, sar\u00e0 superato nei fatti obsolescendo rapidamente, com\u2019\u00e8 nella logica dell\u2019era della velocit\u00e0 dei messaggi e delle comunicazioni di massa: se ne sta accorgendo anche lo stesso leader del Movimento 5 Stelle (o perlomeno i suoi guru) che potr\u00e0 ancora sfruttare l\u2019onda della cosiddetta \u201dantipolitica\u201d almeno fino alle elezioni legislative generali del 2013, ma poi dovr\u00e0 affrontare anch\u2019esso il difficile tema che sto proponendo in questo caso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il rischio, vero, \u00e8 quello di cadere dalla padella nella brace: dal partito personale a un ritorno, in pieno, all\u2019ottocentesco (se non settecentesco) \u201cpartito dei notabili\u201d, favorito dalla profondit\u00e0 con la quale la segmentazione individualistica ha inciso sulla struttura delle forze politiche ed anche dalle stesse condizioni sociali ed economiche che paiono ristabilire, in tanti campi, il sistema del \u201ccenso\u201d che era appunto quello attraverso il quale, all\u2019epoca si selezionava tra pochi eletti la classe politica: i sistemi di finanziamento, le possibilit\u00e0 di accesso ai \u201cmedia\u201d, le leggi elettorali (punti che, per evidente economia del discorso non affronto in questa sede) costituiscono tutti elementi sui quale appare gi\u00e0, fin da esso, poggiare un\u2019idea di ulteriore restringimento nel rapporto tra politica e societ\u00e0 (il metodo luhmanniano adottato in pieno).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come pu\u00f2 la sinistra d\u2019alternativa, tuttora priva in Italia di un\u2019adeguata rappresentanza politica, rispondere a questo stato di cose, assai preoccupante e negativo?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Muovendosi controcorrente, decisamente controcorrente, lavorando sull\u2019idea del \u201cpartito a integrazione di massa\u201d: il modello sulla base del quale si mossero i grandi partiti del \u2018900 e sul quale poggiano, ancora, pur con tutti gli opportuni correttivi dettati dal modificarsi dei meccanismi di relazione sociale in particolare sul piano dei mezzi di comunicazione di massa, il PSF e l\u2019SPD (ma anche la Linke) tedesca: si badi bene, non \u00e8 un problema di numeri, elettorali e \/o di iscritti, ma una questione teorica, di modello che pu\u00f2 essere adottato proprio in funzione di far crescere anche sul terreno quantitativo una soggettivit\u00e0 di sinistra che, pure, deve rintracciare sul piano qualitativo, di una \u201cdiversit\u00e0\u201d di fondo nella dimostrazione quotidiana del proprio agire politico, la ragione per proporsi rappresentativa di vaste masse popolari.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">D\u2019altro canto, per identificare la realt\u00e0 di un partito di massa, baster\u00e0 muoversi sul piano dell\u2019antica contraddizione capitale\/lavoro, quella contrapposizione di classe, per dirla in modo diretto, che mai come in questo momento, ben al di l\u00e0 dell\u2019innegabile complessit\u00e0 sociale, appare evidente in ogni atto dell\u2019insieme delle relazioni sociali in questa parte del mondo.<\/p>\n<blockquote style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>* Franco Astengo &#8211; Savona, politologo<\/strong><\/p>\n<\/blockquote>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>di Franco Astengo &#8211; L\u2019uscita dalla scena politica, certificata anche dai giudici di Milano, di Silvio Berlusconi porta con s\u00e9, rispetto alla complessa realt\u00e0 del sistema politico 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