{"id":96343,"date":"2012-10-22T09:26:02","date_gmt":"2012-10-22T07:26:02","guid":{"rendered":"http:\/\/albengacorsara.it\/2012\/10\/22\/political-essay-la-destrutturazione-del-sistema-politico-italiano\/"},"modified":"2019-08-22T17:35:11","modified_gmt":"2019-08-22T15:35:11","slug":"political-essay-la-destrutturazione-del-sistema-politico-italiano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.albengacorsara.it\/corsara\/2012\/10\/22\/political-essay-la-destrutturazione-del-sistema-politico-italiano\/","title":{"rendered":"Political Essay &#8211; LA DESTRUTTURAZIONE DEL SISTEMA POLITICO ITALIANO"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong>di Franco Astengo<\/strong> &#8211; Alla vigilia di una fase che si preannuncia molto complessa, comprensiva anche di appuntamenti elettorali parziali e generali, la sinistra d\u2019alternativa \u00e8 chiamata ad un compito di analisi, di riflessione, di proposta politica cui mi piacerebbe essere in grado di fornire un serio contributo. Nel corso degli ultimi anni si sono verificati fenomeni di vera e propria involuzione nella capacit\u00e0 di esprimere un determinato grado di cultura politica, da parte dei principali attori operanti nel sistema. Sotto quest\u2019aspetto alcune linee appaiono assolutamente meritevoli di approfondimento:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">1 Le influenze internazionali. L&#8217;Italia \u00e8 l&#8217;unico paese del mondo occidentale che vede il sistema politico destrutturarsi totalmente con la crisi del &#8217;92-&#8217;94 (fenomeno che va ripetendosi ai giorni nostri). Solo nei paesi latino americani (e ovviamente in termini diversi, nell&#8217;Europa dell&#8217;Est) \u00e8 avvenuto un processo analogo. Questo fatto colloca le radici della crisi in una storia di lungo periodo del sistema politico e individua negli anni &#8217;70-&#8217;80 la conclusione di un ciclo iniziato nel dopoguerra. Allo stesso tempo avvicina (ovviamente solo sotto alcuni aspetti) il sistema politico italiano ad alcuni modelli partitici pi\u00f9 fragili e fortemente condizionati dalle linee della Guerra Fredda. Pertanto l&#8217;intreccio nazionale\/internazionale \u00e8 un punto di partenza decisivo, anche se solo nel definire la premessa, dello scenario che ha avviato e determinato la crisi italiana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">2 Le influenze dei media. Le caratteristiche della crisi del&#8217;93 sono state assolutamente originali. Nel nostro Paese il peso di forze mediatiche ed economiche \u00e8 sproporzionato rispetto agli altri Paesi e assegna ruoli decisivi a forze esterne al sistema politico (su questo punto \u00e8 apparsa notevole l&#8217;intuizione presente nel documento della cosiddetta &#8220;Rinascita Nazionale&#8221; elaborato dalla loggia massonica P2 nel 1975). Questo fatto ha implicato una discontinuit\u00e0 con la storia dell&#8217;Italia repubblicana ed anche, per alcuni aspetti, della stessa storia dell&#8217;Italia liberale. Sono state capovolte gerarchie tradizionali nel rapporto tra sistema politico e forze sociali. Alcuni di questi soggetti sono diventati protagonisti assumendo la leadership o comunque condizionando partiti e coalizioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">3 Il cambiamento politico-istituzionale. Un cambiamento che ha riguardato tutta l&#8217;impalcatura della Repubblica. Il sistema elettorale ha facilitato e accelerato questo cambiamento. Il sistema uninominale (in vigore dal 1994 al 2001) ha consentito l&#8217;affermazione di questi nuovi protagonisti e, allo stesso tempo, ha fotografato i rapporti di forza. Inoltre ha consentito a tutte le forze residuali nate dalla frammentazione del 92-94 di giocare una funzione nell&#8217;equilibrio delle coalizioni sproporzionata al peso effettivo. La risposta a questo problema, avutasi con l&#8217;ulteriore modifica della legge elettorale del 2005, ha ulteriormente aggravato lo stato di cose, riducendo la rappresentativit\u00e0 reale delle forze politiche, ormai ridotte (molto volentieri, dal loro punto di vista) al solo &#8220;potere di nomina&#8221; (oltre a disporre di un rilevantissimo \u201cpotere di spesa\u201d che ho cercato di analizzare pi\u00f9 avanti, cercando di occuparmi della nuova qualit\u00e0 della \u201cquestione morale\u201d) e provocando problemi molto seri di vera e propria credibilit\u00e0 per le pi\u00f9 importanti istituzioni rappresentative. Al tempo stesso il meccanismo si \u00e8 trasferito sul piano locale, dove appare sempre meno verticalizzato il rapporto tra centro e periferia: \u00e8 mutato, soprattutto, il ruolo dei vertici istituzionali, Sindaci e Presidenti di Regionale, essenzialmente sul piano politico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">4 In questo ambito ha preso consistenza una nuova qualit\u00e0 della \u201cquestione morale\u201d. Oggi la situazione, \u00e8 cambiata rispetto soltanto a qualche anno fa e la \u201cquestione morale 2012\u201d si presenta con caratteristiche ben diverse: per un certo periodo, al centro della scena, ci sono stati pezzi di sistema bancario (o presunto tale, perfettamente in linea con le caratteristiche che stava assumendo la crisi) con l\u2019emergere di un ruolo della Banca d&#8217;Italia, da giudicare del tutto inquietante.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si era aperta quindi una fase di passaggio non trovandoci pi\u00f9  dentro alla classica contrattazione di tangenti tra sistema politico e sistema economico, ma alla rappresentazione diretta del sistema economico nella politica: insomma, la politica viene \u201cusata\u201d direttamente, senza intermediazioni, per \u201cfare affari\u201d. Sotto quest\u2019aspetto chi si era permesso di dichiarare che economia produttiva ed economia finanziaria, al giorno d&#8217;oggi, si equivalgono nel giudizio di valore, non ha avuto ben presente la gravit\u00e0 e il peso delle parole che stava pronunciando.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il quadro \u00e8, ancora, in questi mesi ulteriormente cambiato, perch\u00e9 la \u201cquestione morale\u201d appare essersi costruita una propria realt\u00e0 autonoma, all\u2019interno del sistema politico partendo proprio dall\u2019importanza del peso della esasperazione della personalizzazione della politica che ha portato molti ad assumere , in proprio, un ruolo nel concerto economia\/politica, se non nel rapporto politica\/malavita organizzata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Su questa basi si \u00e8 nel frattempo aperto un vero e proprio \u201cfronte\u201d di decostituzionalizzazione del nostro sistema politico. Stiamo assistendo, in Italia, alla costruzione di un regime personale e illiberale di tipo nuovo, senza precedenti n\u00e9 confronti nella storia, che \u00e8 il frutto di molteplici fattori di svuotamento della rappresentanza politica. Il fattore principale che ha generato lo stato di cose in atto \u00e8 rappresentato dalla verticalizzazione e personalizzazione della rappresentanza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il fenomeno \u00e8 presente in molte altre democrazie, nelle quali la rappresentanza si \u00e8 venuta sempre pi\u00f9 identificando nella persona del Capo dello Stato o del governo e si sono indeboliti o esautorati i Parlamenti. Nel nostro caso per\u00f2 siamo di fronte ad una forte accelerazione verso il compimento di un passaggio verso quella che \u00e8 stata definita \u201cdemocrazia di competenza\u201d, rappresentata nel caso dal cosiddetto \u201cgoverno dei tecnici\u201d che ha operato proprio nel senso appena indicato della gi\u00e0 definita \u201cdecostituzionalizzazione\u201d del sistema, attorno a tre punti:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">1)L\u2019uso della leva internazionale, ed in particolare delle istituzioni economiche europee, allo scopo di affrontare la crisi da un solo, esaustivo, angolo di visuale;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">2)Il rimodellamento della struttura dello Stato in senso di un riaccentramento dei poteri. Ovviamente, negli anni scorsi, sul terreno del decentramento dello Stato e del cosiddetto \u201cfederalismo\u201d sono stati commessi degli errori, valutando malamente il riaffacciarsi della frattura \u201ccentro-periferia\u201d. Si prenda ad esempio la frettolosa modifica del titolo V della Costituzione attuata dal governo di centrosinistra nella fase finale della legislatura 1996-2001 e la messa in moto dell\u2019infernale macchina dell\u2019elezione diretta di Presidenti e Sindaci, fonte di sprechi immensi e di ulteriore distacco tra i cittadini e le istituzioni. Adesso, per\u00f2, \u00e8 in atto un tentativo \u201cferoce\u201d di passaggio verso una situazione nella quale le leve del potere principale, quello di erogazione delle risorse, torna in piena potest\u00e0 del potere centrale che intende usarlo proprio nella logica indicata al punto precedente, al riguardo delle imposizioni che arrivano dalle istituzioni economiche europee;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">3)Per via legislativa, approfittando della presunta emergenza imposta della crisi, si sono gi\u00e0 modificati quei rapporti tra la prima e la seconda parte della Costituzione Repubblicana che avevamo giudicato intangibili proprio per via del sottile equilibrio esistente tra diritti, doveri e attuazione delle norme in materia delle strutture operative dello Stato e della societ\u00e0. Attraverso l\u2019attacco diretto ai diritti dei lavoratori, esplicitatosi in provvedimenti molto pesanti che hanno posto in discussione lo stesso Statuto dei Lavoratori (provvedimento non incluso in Costituzione, ma sicuramente definibile di rango costituzionale) quell\u2019equilibrio \u00e8 gi\u00e0 stato spezzato in maniera che potrebbe essere giudicata, a prima vista, come irrimediabile. Le cronache sindacali di questi giorni ci indicano con chiarezza la gravit\u00e0 dello stato di cose in atto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questo senso il nostro sistema politico ha assunto una connotazione apertamente populista, mai cos\u00ec apertamente in campo attraverso l\u2019apparente \u201csobriet\u00e0\u201d del governo dei tecnici, in particolare contrapposta alla demagogia debordante del precedente governo di estrema destra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di populismo comunque si tratta perch\u00e9 come ha scritto Kelsen non esiste &#8220;una volont\u00e0 collettiva&#8221; , non essendo il popolo &#8220;un collettivo unitario omogeneo&#8221; e la sua assunzione ideologica serve solo &#8220;a mascherare il contrasto di interessi, effettivo e radicale, che si esprime nella realt\u00e0 dei partiti politici e nella realt\u00e0, ancor pi\u00f9 importante, del conflitto di classe che vi sta dietro&#8221;. La democrazia, ha aggiunto Kelsen, \u00e8 un regime senza capi, giacch\u00e9 sempre i capi tendono ad autocelebrarsi come esseri eccezionali e come diretti interpreti della volont\u00e0 e degli interessi popolari.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;idea presidenzialistico &#8211; maggioritaria che presiede al processo di decostituzionalizzazione del sistema politico italiano cui stiamo facendo riferimento \u00e8 anche radicalmente anticostituzionale, dato che ignora i limiti e i vincoli imposti dalla Costituzione ai poteri della maggioranza riproducendo in termini parademocratici, una tentazione antica e pericolosa, che \u00e8 all&#8217;origine di tutte le demagogie populiste ed autoritarie: l&#8217;opzione per il governo degli uomini, o peggio di un uomo, il capo \u00e8 naturalmente contrapposta al governo delle leggi e la conseguente insofferenza per la legalit\u00e0 avvertita come legittimo intralcio all&#8217;azione del governo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fu proprio questa concezione che fu rinnegata dalla Costituzione del &#8217;48 all&#8217;indomani della sconfitta del fascismo, che dopo aver conquistato il potere con mezzi legali, distrusse la democrazia edificando un regime totalitario proprio sull&#8217;idea del capo come espressione diretta della volont\u00e0 popolare. Di fronte a questo stato di cose, qui riassunto schematicamente nei tratti essenziali, la sinistra ha il dovere di contrapporre una chiara e netta linea istituzionale, partendo dalla riaffermazione di fondo della intangibilit\u00e0 della forma parlamentare: non c&#8217; nessuna investitura diretta di alcuna figura istituzionale a livello centrale. Il Governo continua (e deve continuare) a ricevere la fiducia da Camera e Senato, il Presidente del Consiglio \u00e8 incaricato dal Presidente della Repubblica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 necessario difendere rigorosamente la suddivisione dei poteri ed in particolare, riaffermata la natura parlamentare della nostra Repubblica, l&#8217;indipendenza della magistratura, da qualsivoglia ingerenza del potere politico. Il nodo pi\u00f9 controverso riguarda, per\u00f2, la struttura stessa del sistema politico. E&#8217; nostra opinione che la struttura portante del sistema politico debba rimanere, nonostante tutto, formata dai partiti che debbono riprendere un ruolo rispetto alla societ\u00e0, ricoprendo un ruolo di &#8220;integrazione di massa&#8221;, di soggetto &#8220;intermedio&#8221; di collegamento e non di semplice sede separata meramente garante del mito della governabilit\u00e0, anzi facendosi promotore di un forte rilancio del ruolo dei consessi elettivi a tutti i livelli (sotto questo aspetto debbono essere sottoposti a forte critica le cosiddette &#8220;primarie&#8221;).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019idea delle \u201cprimarie\u201d si lega, infatti, strettamente all\u2019affermazione del concetto di \u201cpartito personale\u201d e di dialogo diretto del leader con il \u201cpopolo\u201d, attraverso l\u2019adesione a tutte le pieghe di quel processo di ripensamento totale del sistema politico in senso autoritario, che \u00e8 stato fin qui descritto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il tentativo di analisi che sto cercando di sviluppare attorno alla realt\u00e0 della crisi del sistema politico italiano e alla possibilit\u00e0 di avanzare una proposta per un nuovo soggetto della sinistra d&#8217;alternativa, risulterebbe del tutto monco senza alcuni accenni (molto brevi e, di conseguenza, anch&#8217;essi del tutto schematici) alla grave crisi economico-finanziaria in atto a livello globale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La crisi finanziaria e la recessione economica, partita dagli Stati Uniti e propagata dalla globalizzazione al mondo intero, rappresentano un clamoroso fallimento del neoliberismo e delle sue politiche di &#8220;deregulation&#8221;, ispirate dal culto di un mito chiamato &#8220;assoluta libert\u00e0&#8221; del mercato che \u00e8 in verit\u00e0 la libert\u00e0 di una ristretta oligarchia che decide su scala mondiale, la pi\u00f9 grande e sconvolgente redistribuzione di capitali, lavoro, risorse.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;occasione offre una posta alta: l&#8217;egemonia culturale e morale nel mondo sviluppato. La sinistra dovrebbe essere capace di leggere la necessit\u00e0 del cambiamento e trovare la forza di proporre un modello di societ\u00e0 all&#8217;altezza dei tempi, soprattutto per le giovani generazioni. Il neoliberismo ha respinto nettamente l&#8217;interferenza dello Stato sul Mercato in nome della fede indiscussa nella sua capacit\u00e0 di autoregolazione. Cos\u00ec si \u00e8 pervenuti alla conquista di una posizione di forza rispetto allo Stato nazionale (il vero e proprio punto di \u201ccessione di sovranit\u00e0\u201d), mentre si \u00e8 verificato un intreccio collusivo tra classe politica e \u00e9lite capitalistica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Abbiamo gi\u00e0 avuto modo di osservare come le conseguenze economiche e sociali dell&#8217;offensiva capitalistica non sono certo quelle promesse dai profeti del neoliberismo, da Friedman a Von Hayek, fino al decretatore della &#8220;fine della storia&#8221; Francis Fukuyama. Una crisi di grande portata storica ha, infatti, investito l&#8217;economia ed essa rappresenta il segno tangibile di un clamoroso fallimento dell&#8217;ideologia (spacciata per &#8220;fine delle ideologie&#8221;) che ha egemonizzato un ciclo, ormai trentennale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Negli ultimi trent&#8217;anni, infatti, la distanza dei redditi dei pi\u00f9 ricchi e quella dei pi\u00f9 poveri \u00e8 diventata enorme: la diseguaglianza \u00e8 il connotato pi\u00f9 caratteristico della fase del capitalismo globalizzato. Si tratta di una tendenza perversa rispetto al bisogno di coesione sociale. Queste tendenze si risolvono dunque in una polverizzazione della societ\u00e0. Bauman la chiama liquefazione (la &#8220;societ\u00e0 liquida&#8221;), Marx scriveva &#8220;dissolvimento&#8221;. L&#8217;indebolimento dei diritti dei cittadini \u00e8 insieme un indebolimento della democrazia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il libero mercato e la concorrenza spietata fra le imprese hanno spostato l&#8217;attenzione sui consumatori e gli investitori invece che sui cittadini portatori di diritti. Per attrarre i consumatori con prezzi stimolanti, si sono tagliati i costi: il metodo pi\u00f9 semplice \u00e8  stato quello di tagliare salari e diritti dei lavoratori. Un sistema, per\u00f2, che sembra essere giunto al capolinea non soltanto negli stati industrialmente avanzati dal punto di vista \u201cstorico\u201d, ma anche in quelli delle nuove economie \u201caffluenti\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un problema nuovo degli ultimi decenni \u00e8 la coesistenza in ogni persona di due modi diversi di porsi di fronte alla societ\u00e0: quello del consumatore e quello del portatore di diritti in una democrazia. La democrazia e il capitalismo hanno rovesciato il loro rapporto: il capitalismo sopraff\u00e0 la democrazia. Non \u00e8 certo possibile, in questa sede, sviluppare una proposta organica di affrontamento di questi grandi temi. Mi limito, allora, a elencare i nodi critici che hanno caratterizzato lo sviluppo capitalistico degli ultimi decenni e rendono conto, con chiarezza, le sue contraddizioni e i suoi limiti:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">1 In questo quadro la societ\u00e0 mondiale \u00e8 economicamente molto pi\u00f9 instabile. La liberazione dei movimenti di capitale da ogni regola, oltre a sradicare l&#8217;economia dalle radici nazionali, ha prodotto un\u2019interminabile serie di terremoti monetari e di recessioni. A livello internazionale \u00e8 ancora in pieno corso una &#8220;tempesta perfetta&#8221; che mette a repentaglio un intero modello di sviluppo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">2 Le diseguaglianze sociali invece di diminuire sono pi\u00f9 pronunciate che nel periodo del &#8220;welfare state&#8221; e del capitalismo democratico. Si \u00e8 verificata una divaricazione drammatica della distribuzione dei redditi nei paesi in via di sviluppo e un inasprimento delle diseguaglianze nei paesi ricchi, con effetti disgreganti sulla coesione sociale e nel comportamento morale prodotti dalla competitivit\u00e0 accesa per soddisfare le gratificazioni individuali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">3 L&#8217;inversione delle priorit\u00e0 sociali, che ha portato al declino dei beni collettivi rispetto a quelli privati. I beni sociali fondamentali (salute, sicurezza, ambiente, educazione) che erano al centro dello Stato Sociale, sono ridotti a costi da minimizzare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">4 Il problema della sovranit\u00e0 politica con lo spostamento delle decisioni strategiche dall&#8217;area democratica a quella capitalistica. Lo Stato \u00e8 in gran parte privato della possibilit\u00e0 di definire la sua politica economica in un sistema in cui non ha pi\u00f9 senso la distinzione tra il mercato, fondato sulla legge dello scambio, e lo Stato fondato sull&#8217;equilibrio della legittimit\u00e0 democratica del potere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">5 La sostenibilit\u00e0 ambientale determinata dalla circostanza incontrovertibile che le risorse naturali non sono di quantit\u00e0 infinita e che le emissioni prodotte dal processo industriale hanno un limite di tollerabilit\u00e0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">6 La fragilit\u00e0 di un sistema basato sull&#8217;accumulazione finanziaria di risorse al momento inesistenti, anticipate dall&#8217;indebitamento a carico del futuro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Su quale terreno, allora, collocarci per affrontare questi nodi cos\u00ec intrecciati? Marx ha dedicato pagine memorabili a descrivere la potenza rivoluzionaria e modernizzatrice del capitalismo e come questo ha travolto le societ\u00e0 precedenti, rivelandosi il pi\u00f9 grandioso sistema di mobilitazione della ricchezza del mondo sviluppato. Nello specifico del \u201ccaso italiano\u201d (inquadrato, ovviamente, nel gi\u00e0 pi\u00f9 volte richiamato contesto europeo) appare totalmente insufficiente il ruolo del PD emerso come soggetto compromissorio e &#8220;ribellistico, un partito davvero capofila sul piano dell&#8217;allontanamento dalle istanze sociali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ed \u00e8 questa la ragione di fondo per la quale appare impossibile una strategia delle alleanze nei confronti di questo partito, al di l\u00e0 delle ragioni tattiche e contingenti derivanti dai meccanismi elettorali e\/o dalla sempre strumentalmente evocata necessit\u00e0 di contrapporsi alla destra. L\u2019attuale conformazione delle forze di sinistra d\u2019alternativa presenti nel nostro panorama politico non risulta all\u2019altezza delle contraddizioni che ho cercato, sia pure sbrigativamente, di enucleare fin qui.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Serve mettere in moto un meccanismo nuovo che punti a costruire una soggettivit\u00e0 politica a partire dal basso, dalle presenze territoriali (senza nessuna concessione, per\u00f2 ai movimentismi che hanno caratterizzato , in senso deteriore, il primo decennio del nuovo secolo). La sinistra, i comunisti, i soggetti rappresentativi delle altre contraddizioni post-materialiste affermatesi negli ultimi decenni, devono poter disporre di un soggetto forte sul piano dell\u2019identit\u00e0, affermando una presenza che, sia pure nella contingente ristrettezza dei numeri affermi una propria egemonia di contenuti, recuperando un ruolo sul terreno culturale e ponendosi in grado di proporre un\u2019idea complessiva, generale di societ\u00e0 alternativa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Serve un salto nella storia: ma non si potr\u00e0 fare alcun salto senza prima fare spazio al pensiero di un diverso futuro.<\/p>\n<blockquote style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>* Franco Astengo &#8211; Savona, politologo<\/strong><\/p>\n<\/blockquote>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>di Franco Astengo &#8211; Alla vigilia di una fase che si preannuncia molto complessa, comprensiva anche di appuntamenti elettorali parziali e generali, la sinistra d\u2019alternativa \u00e8 chiamata ad un compito di analisi, di riflessione, di <a class=\"mh-excerpt-more\" href=\"https:\/\/www.albengacorsara.it\/corsara\/2012\/10\/22\/political-essay-la-destrutturazione-del-sistema-politico-italiano\/\" title=\"Political Essay &#8211; LA DESTRUTTURAZIONE DEL SISTEMA POLITICO ITALIANO\">[&#8230;]<\/a><\/p>\n<\/div>","protected":false},"author":9,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_lmt_disableupdate":"","_lmt_disable":"","footnotes":""},"categories":[124,26,34,145,46,56],"tags":[8212],"class_list":{"0":"post-96343","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","6":"category-dibattiti","7":"category-le-notizie-del-giorno","8":"category-nazionale","9":"category-partiti-movimenti-associazioni","10":"category-politica","11":"category-rubriche","12":"tag-politica-e-amministrazione"},"modified_by":null,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.albengacorsara.it\/corsara\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/96343","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.albengacorsara.it\/corsara\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.albengacorsara.it\/corsara\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.albengacorsara.it\/corsara\/wp-json\/wp\/v2\/users\/9"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.albengacorsara.it\/corsara\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=96343"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.albengacorsara.it\/corsara\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/96343\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.albengacorsara.it\/corsara\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=96343"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.albengacorsara.it\/corsara\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=96343"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.albengacorsara.it\/corsara\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=96343"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}