{"id":94698,"date":"2012-10-01T08:38:05","date_gmt":"2012-10-01T06:38:05","guid":{"rendered":"http:\/\/albengacorsara.it\/2012\/10\/01\/anniversari-michelangelo-antonioni\/"},"modified":"2019-08-22T17:34:17","modified_gmt":"2019-08-22T15:34:17","slug":"anniversari-michelangelo-antonioni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.albengacorsara.it\/corsara\/2012\/10\/01\/anniversari-michelangelo-antonioni\/","title":{"rendered":"Anniversari: Michelangelo Antonioni"},"content":{"rendered":"<p style=\"margin-bottom: 0cm\" align=\"JUSTIFY\"><strong>di Alfredo Sgarlato<\/strong> &#8211; Il 29 settembre di cento anni fa nasceva a Ferrara Michelangelo Antonioni, insieme a Fellini il pi\u00f9 innovativo e originale tra i registi italiani. Dopo un lungo apprendistato come critico e poi documentarista Antonioni debutta nel lungometraggio a soggetto nel 1950, in et\u00e0 avanzata rispetto ai colleghi stranieri, con \u201c<em>Cronaca di un amore<\/em>\u201d, il secondo film di svolta nella storia del cinema italiano.<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm\" align=\"JUSTIFY\">Il primo era stato, nel 1943 \u201c<em>Ossessione<\/em>\u201d, di Luchino Visconti, il primo film per cui si parl\u00f2 di Neorealismo, ovvero di una rappresentazione della realt\u00e0 estranea alla censura e alla retorica imposte dal fascismo. Con \u201c<em>Cronaca di un amore<\/em>\u201d Antonioni realizza un&#8217;opera all&#8217;avanguardia, che nega i modelli di origine  letteraria in voga, melodramma, noir, pur mantenendone i meccanismi narrativi. Antonioni elimina le scene madri, le esasperazioni recitative, il lieto fine, realizzando un film di una modernit\u00e0 stupefacente.<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm\" align=\"JUSTIFY\">Con \u201c<em>I vinti<\/em>\u201d (1952) Michelangelo ha problemi con la censura: in questo film, che mette scena un ritratto cupo e nichilista della giovent\u00f9, non gli viene perdonato l&#8217;aver mostrato  un giovane assassino con idee politiche (sebbene neofasciste, che pure erano in teoria perseguibili). \u201c<em>Il grido<\/em>\u201d (1957) \u00e8 un ulteriore passo avanti nella descrizione del male di vivere. Alla brillante riuscita del film contribuisce la scelta del regista di dare un ambientazione operaia, scelta che spiazz\u00f2 la critica marxista ortodossa per cui la depressione \u00e8 una malattia borghese e i lavoratori hanno solo problemi di classe.<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm\" align=\"JUSTIFY\">Da allora Antonioni fu apprezzato solo dalla critica scevra da pregiudizi ideologici. Ma a far assurgere Antonioni all&#8217;Olimpo degli autori \u00e8 \u201c<em>L&#8217;avventura<\/em>\u201d (1960), film che alla prima proiezione spacc\u00f2 la critica in due, boiata pazzesca o capolavoro assoluto. Ovviamente \u00e8 giusta la seconda, \u201c<em>L&#8217;avventura<\/em>\u201d \u00e8, insieme a \u201c<em>La Dolce Vita<\/em>\u201d di Fellini, il film che porta nel cinema italiano la definitiva rivoluzione formale, basata sull&#8217;assoluta libert\u00e0 narrativa, che avevano avviato in Francia i registi della Nouvelle Vague. Dopo questo film e i seguenti, \u201c<em>La notte<\/em>\u201d (1961, splendido) e \u201c<em>L&#8217;eclisse<\/em>\u201d(1962, il pi\u00f9 sperimentale e forse quello meno riuscito) Antonioni fu superficialmente bollato come \u201cil regista dell&#8217;incomunicabilit\u00e0\u201d.<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm\" align=\"JUSTIFY\">Certamente di questo si parlava nei suoi film ma anche di molto altro: Antonioni, con Fellini, Bergman e pochi altri \u00e8 il perfetto narratore di una societ\u00e0 che passava faticosamente dall&#8217;antico al moderno, con tutto il carico di nevrosi che ci\u00f2 comportava. Temi che si acuiscono in \u201c<em>Deserto<\/em> <em>rosso<\/em>\u201d(1964), suo primo film a colori. \u201cMi fanno male i capelli\u201d, si dice in un dialogo del film. Molti all&#8217;epoca risero. Invece chi ha una formazione psicoterapeutica si rende conto come una sola frase renda il male di vivere e l&#8217;incapacit\u00e0 di esprimerlo. Questi film non sarebbero potuti esistere senza la Musa di Antonioni, Monica Vitti, attrice e donna stupenda. Michelangelo, come Bergman, e Truffaut  adora le donne, ne \u00e8 stregato, e quasi tutti i suoi film sono ritratti femminili.<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm\" align=\"JUSTIFY\">Oltre alla Vitti, Lucia Bos\u00e8, Alida Valli, Vanessa Redgrave, Maria Schneider e molte altre sono state lanciate o valorizzate da Antonioni. Con \u201c<em>Blow up<\/em>\u201d(1966) nuova rivoluzione. Questo film, ispirato al racconto di Julio Cortazar \u201c<em>La bava del<\/em> <em>diavolo<\/em>\u201d, si svolge nella swinging London, tra artisti modelle e gruppi rock. Lo stile cambia radicalmente: dalle sequenze lunghissime dai primi film a un montaggio convulso e frammentato. \u00c8 ancora un noir senza soluzione: tema l&#8217;apparenza e l&#8217;essenza della realt\u00e0.  Antonioni cerca il mistero delle cose, ma non gli interessa risolverlo. In questo film e nel successivo \u201c<em>Zabriskie point<\/em>\u201d (1970), film sulla contestazione studentesca di cui per\u00f2, diversamente da quanto aveva saputo fare col film precedente, Antonioni non coglie l&#8217;essenza e si limita ad illustrare, la musica assume un ruolo fondamentale. Yardbirds, Pink Floyd, John Fahey, Herbie Hancock ed altri musicisti all&#8217;avanguardia punteggiano le sequenze. \u201c<em>Professione: reporter<\/em>\u201d(1975), con un grane Jack Nicholson \u00e8 l&#8217;ultimo capolavoro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Poi, come spesso accade ai Maestri, Antonioni riesce a lavorare sempre meno, i suoi ultimi film sono di difficile interpretazione.  \u201c<em>Il mistero di Oberwald<\/em>\u201d (1981, da una piece di Cocteau), \u00e8 un esperimento subito invecchiato. \u201c<em>Aldil\u00e0 delle nuvole<\/em>\u201d(1995), ed \u201c<em>Eros<\/em>\u201d(2005), danno una sensazione di incompleto, sembra quasi di leggere un blocchetto di appunti per un film da realizzare. Antonioni muore il 30 giugno 2007. Per uno strano gioco del destino poche ore prima era morto Ingmar Bergman, altro gigante della settima arte.<\/p>\n<blockquote style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"TEXT-ALIGN: justify; MARGIN-BOTTOM: 0cm\"><em><strong>* il trend dei desideri: rubrica Corsara di Alfredo Sgarlato <\/strong><\/em><\/p>\n<\/blockquote>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>di Alfredo Sgarlato &#8211; Il 29 settembre di cento anni fa nasceva a Ferrara Michelangelo Antonioni, insieme a Fellini il pi\u00f9 innovativo e originale tra i registi italiani. 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