{"id":94368,"date":"2012-09-26T10:10:16","date_gmt":"2012-09-26T08:10:16","guid":{"rendered":"http:\/\/albengacorsara.it\/?p=94368"},"modified":"2019-08-22T17:34:09","modified_gmt":"2019-08-22T15:34:09","slug":"incontro-con-luomo-che-vide-la-madonna","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.albengacorsara.it\/corsara\/2012\/09\/26\/incontro-con-luomo-che-vide-la-madonna\/","title":{"rendered":"Incontro con l&#8217;uomo che vide la Madonna"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong>di Claudio Almanzi<\/strong> &#8211; A nove anni, nel 1963, Francesco Moret, sulle alture di Voltri, ha visto la Madonna. Sono passati 49 anni da quella prima apparizione, cui ne seguirono altre. Tanto fu il clamore che suscit\u00f2 la sua prima visione ed il tam tam che si diffuse attorno a quelle vicende ( la sua storia venne raccontata, in prima pagina dal Secolo XIX, dal Corriere Mercantile e nei giorni successivi da Paese Sera e dalla Gazzetta del Luned\u00ec) che pochi anni dopo il ragazzo dovette andare via dal suo paese, l\u2019Acquasanta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una storia quella di Moret ricca di tanti episodi singolari, che ora a distanza di quasi 50 anni da quegli avvenimenti, il protagonista vorrebbe far conoscere meglio a tutti: \u201cIo abitavo all\u2019Acquasanta- racconta Moret-  un borgo gi\u00e0 famoso per le sue Terme e per il santuario che era gi\u00e0 stato costruito per celebrare le prime apparizioni avvenute secoli prima\u201d. Oggi Francesco ha deciso di raccontare nuovamente la sua esperienza e desidera impegnarsi a celebrare degnamente il cinquantesimo anniversario della sua prima apparizione: \u201cHo deciso \u2013 prosegue Moret- di pubblicare un libro nel quale racconter\u00f2 la storia della mia vicenda e vorrei che vedesse la luce entro luglio del 2013, proprio quando giunger\u00e0 il cinquantesimo anniversario della prima apparizione avvenuta il 10 luglio 1963\u201d. Solo a partire dal novembre del 1963 per\u00f2 le cronache dei giornali presero ad interessarsi della vicenda in quanto la notizia delle apparizioni si era gi\u00e0 diffusa in tutta Italia ed ormai all\u2019Acquasanta arrivavano ogni giorno in migliaia per incontrare il giovane Francesco ed assistere all\u2019evento che si sarebbe ripetuto il giorno 10 di tutti i mesi successivi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tanto fu il clamore che il giovane Moret doveva essere protetto ed accompagnato dai Carabinieri, ad ogni apparizione, in quanto la foga della gente, migliaia di persone (ci sono molte foto d\u2019epoca)  era travolgente. Per 16 mesi avvennero le apparizioni poi non si ripeterono pi\u00f9. Non per questo si spense il fervore dei devoti che continuavano a migliaia a frequentare il \u201c Sacro Scoglio\u201d dove avvenne la prima apparizione. Continuarono ad arrrivare \u201c ex voto\u201d ed i fedeli continuano ancora oggi a venire a chiedere grazie. Nell\u2019 ottobre del 1965 intanto Moret, sempre pi\u00f9 perseguitato da tutti coloro che lo volevano vedere e parlargli, fu costretto a scappare dall\u2019Acquasanta trovando rifugio e tranquillit\u00e0 in un istituto di padri Domenicani a Racconigi dove entr\u00f2 come allievo, deciso ad abbracciare la vita religiosa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Oggi Francesco Moret lavora presso una struttura sanitaria che si occupa di anziani ed \u00e8 il coordinatore di una importante associazione impegnata nel sociale: \u201c Sorriso amico\u201d, che conta quasi cento aderenti ed organizza iniziative a favore dei ragazzi svantaggiati e pellegrinaggi nei principali santuari delle fede. A documentare, con una serie di articoli molto precisi,  tutta la vicenda  delle apparizioni novecentesche all\u2019 Acquasanta, \u00e8 stato pi\u00f9 di tutti, tra il 1963 ed il 1965, il grande giornalista del                                   \u201cDecimonono\u201d Carlo Dall\u2019Orto, che ha poi sintetizzato la storia delle apparizioni di Moret nella sua antologia dedicata ai fatti ed ai personaggi di Voltri, pubblicato nel 1967. Delle apparizioni si interessarono anche in particolare il vescovo Martino Canessa, la famiglia Savioli (che ebbe miracolata una sua componente Iolanda) ed il vescovo francescano Giustino Pastorino.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dall\u2019 Orto, che non era un giornalista sprovveduto. ha seguito con passione il susseguirsi delle apparizioni. Era anche in possesso di una profonda conoscenza teologica. Voltrese di nascita entr\u00f2 infatti in Seminario, ma se ne and\u00f2 quando fin\u00ec gli studi classici. Durante il fascismo, data la sua dimestichezza con il clero, si era preso un compito pericoloso, quello di procurarsi il giornale l\u2019Osservatore Romano, proibito dal regime e venderlo segretamente ai fedeli di Don Sturzo. Alla fine della guerra, tornato a Voltri, si dedic\u00f2 all\u2019insegnamento come maestro elementare ed in pi\u00f9, scrisse assiduamente per il Secolo XIX. Oggi \u00e8 a lui dedicata la principale piazza di Voltri. Nel 1973 dei devoti hanno comprato il terreno e nel luogo delle apparizioni, dove gi\u00e0 era stata eretta una prima statua e si trovavano centinaia di ex voto, venne eretta l\u2019attuale chiesetta che dipende dalla parrocchia di Nostra Signora Assunta di Genova Pr\u00e0.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>di Claudio Almanzi &#8211; A nove anni, nel 1963, Francesco Moret, sulle alture di Voltri, ha visto la Madonna. Sono passati 49 anni da quella prima apparizione, cui ne seguirono altre. 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