{"id":94240,"date":"2012-09-25T08:15:35","date_gmt":"2012-09-25T06:15:35","guid":{"rendered":"http:\/\/albengacorsara.it\/2012\/09\/25\/political-essay-caso-lazio-problemi-assetto-amministrazione-pubblica-e-decentramento-dello-stato\/"},"modified":"2019-08-22T17:34:07","modified_gmt":"2019-08-22T15:34:07","slug":"political-essay-caso-lazio-problemi-assetto-amministrazione-pubblica-e-decentramento-dello-stato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.albengacorsara.it\/corsara\/2012\/09\/25\/political-essay-caso-lazio-problemi-assetto-amministrazione-pubblica-e-decentramento-dello-stato\/","title":{"rendered":"Political Essay &#8211; Caso Lazio: problemi assetto amministrazione pubblica e decentramento dello Stato"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong>di Franco Astengo<\/strong> &#8211; La vicenda delle ruberie alla Regione Lazio che pare si stia concludendo con lo scioglimento del consiglio regionale non pu\u00f2 essere derubricata a fatto moralistico e di natura locale: si tratta di un tema di carattere generale, che non investe semplicemente la ricorrente questione del finanziamento della politica, ma molto pi\u00f9 in generale quello dell\u2019assetto dell\u2019amministrazione pubblica e del decentramento dello Stato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questo senso mi permetto di riproporre un intervento dell\u2019Agosto 2010, le cui linee portanti \u2013 sotto l\u2019aspetto dell\u2019impianto di contenuto \u2013 mi appaiono ancora del tutto valide ed attuali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;approccio che cercheremo di fornire alle brevi riflessioni che seguiranno, su temi molto complessi  e delicati e di grande attualit\u00e0, si collocher\u00e0 probabilmente in una dimensione controcorrente rispetto al vigente \u201csenso comune di massa\u201d e, di conseguenza, di forte impopolarit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Prima di tutto, per\u00f2, va confutata l&#8217;accusa di proporre una sorta di \u201critorno all&#8217;indietro\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il \u201critorno all&#8217;indietro\u201d c&#8217;\u00e8 gi\u00e0 stato, stiamo tornando al vecchio notabilato di ottocentesca memoria e ad una piena discrezionalit\u00e0 nell&#8217;esercizio della pubblica amministrazione da parte di soggetti non controllati e non controllabili, quasi come al tempo della burocrazia piemontese (con una bella differenza, dal punto di vista del senso dello stato tra Bertrando Spaventa e i soggetti in campo oggi)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Andiamo, per\u00f2, per ordine: la modifica di ruolo e di funzioni nell&#8217;assetto del sistema degli enti locali e della pubblica amministrazione in Italia, avviata con la legge 142\/90 (di cui ricordiamo quale punto pi\u00f9 importante quello dell&#8217;autonomia statuaria dei Comuni) ha subito una torsione decisiva con l&#8217;adozione del sistema di elezione diretta di Sindaci, Presidenti di Provincia (dal 1993) e Presidenti di Regione ( dal 2000).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sistema di elezione diretta, tra l&#8217;altro, valida per tutto il sistema, indipendentemente dalla dimensione degli Enti: da Rondanina a Roma.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;intento era quello di assicurare governabilit\u00e0 e stabilit\u00e0 politica (intento realizzato, anche se, sul piano delle Regioni, il meccanismo ha cominciato a scricchiolare per via della sempre invadente \u201cquestione morale\u201d).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sul piano del rapporto tra politica e amministrazione cosa ha provocato , per\u00f2, l&#8217;elezione diretta di queste  figure monocratiche?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La conseguenza pi\u00f9 immediata \u00e8 stata quella della necessit\u00e0 di costruire \u201cstaff\u201d di loro diretta dipendenza, svincolati dal resto della pubblica amministrazione: da qui la necessit\u00e0 di impostare un meccanismo di cosiddetta separazione tra \u201cpolitica\u201d e \u201camministrazione\u201d (varato con le leggi \u201cBassanini\u201d, centrosinistra, e i relativi decreti attuativi, oltre che con le modifiche della gestione contabile).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa divisione ha provocato una situazione di assoluta discrezionalit\u00e0 da parte dei cosiddetti \u201cdirigenti\u201d che hanno applicato i processi di diritto privato nell&#8217;amministrazione pubblica, mettendo in discussione, tra l&#8217;altro, la pubblicit\u00e0 dei beni comuni e dei servizi pubblici; nel contempo abbiamo avuto una caduta di ruolo e di funzioni dei consessi elettivi (concomitante con la crisi del sistema dei partiti, sostituiti nel loro procedere, certo criticabile ma insostituibile, di vita democratica interna dal fagocitante meccanismo delle \u201cprimarie\u201d, vera esaltazione di questo negativo sistema fondato sulla capacit\u00e0 di esternazione delle persone in luogo della capacit\u00e0 di elaborazione e di espressione delle idee) e l&#8217;abolizione del sistema dei controlli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si \u00e8 cos\u00ec formato un meccanismo di sistema che prevede una interdipendenza di \u201cunti del signore\u201d legati fra loro dal meccanismo di elezione e di nomina: un fenomeno diffuso e pervasivo di personalizzazione della politica e dell&#8217;amministrazione, che \u00e8 stato causa di gravi disfunzioni, prima di tutto sul piano finanziario.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Corte dei Conti ha recentemente lanciato l&#8217;allarme, quantificando a 62 miliardi di euro il deficit complessivo degli Enti Locali, senza considerare il tema dei \u201ctitoli tossici\u201d, non quantificati, in possesso di Regioni, Comuni e Province  (a proposito quando queste ultime saranno abolite o accorpate che si assumer\u00e0 questa parte di debito?)che risultano essere motivo di grande preoccupazione non avvertita dall&#8217;opinione pubblica in generale, ma che potrebbe provocare una situazione di dissesto assai pronunciata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nello stesso tempo, dalla fine degli anni&#8217;80, il sistema politico italiano subiva l&#8217;assalto leghista: un assalto fondato su due assiomi molto semplici, non pagare le tasse, e usare la manodopera immigrata nel senso del marxiano \u201cesercito di riserva\u201d in una economia strutturata sul modello, gi\u00e0 individuato dal Censis fin  dagli anni&#8217;70, della \u201cfabbrichetta del Sciur Brambilla\u201d (il resto della retorica leghista, da Pontida a \u201cFratelli sul libero suol\u201d non conta nulla).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A quell&#8217;assalto non si rispose: o meglio si rispose in una condizione di totale sudditanza politica, acquisendo elementi di prospettiva sbagliati (a partire dall&#8217;idea che il crollo del muro di Berlino avrebbe aperto nuove frontiere di grande prospettiva) sia rispetto alla valutazione della crisi economica, lasciando spazio al liberismo selvaggio, alla monetarizzazione esasperata, alla ulteriore finanziarizzazione dell&#8217;economia dovuta al velocizzarsi improvviso dell&#8217;eterno meccanismo della cosiddetta globalizzazione, dovuto all&#8217;innovazione tecnologica nel campo della comunicazione che non governato ha prodotto fenomeni di vero e proprio \u201cassalto alla diligenza\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si \u00e8 ceduto con facilit\u00e0 all&#8217;idea della crisi verticale dello \u201cStato Nazione\u201d, ci si \u00e8 fermati nel lavorare su di una Europa realmente \u201cpolitica\u201d, mancando una concreta analisi della crisi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questo quadro sono venuti avanti provvedimenti affrettati, confusi, come quello della modifica del Titolo V della Costituzione da cui generano federalismo fiscale e federalismo demaniale, al riguardo dei quali \u00e8 necessario esprimere un giudizio di forte incertezza sulle sorti della stessa unit\u00e0 nazionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel frattempo \u00e8 mutato il ruolo delle Regioni, o meglio non si \u00e8 realizzato quel ruolo di Istituzione Legislativa che stava nell&#8217;intento del dettato costituzionale: le Regioni si sono tramutate in Enti (usiamo appositamente il termine Enti, nell&#8217;accezione italiota del \u201ccarrozzone\u201d dal fascismo in avanti) di nomina e di spesa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ecco: prima di abolire le Province, istituire le Citt\u00e0 Metropolitane (al riguardo delle quale mi pare molto complesso il quadro di possibile \u201csistematizzazione istituzionale) o di eliminare Comunit\u00e0 Montane e Circoscrizioni (esempio, queste, di coesione tra Enti e di partecipazione popolare, a nostro giudizio colpite con troppa fretta e scarsa lungimiranza) sarebbe stato  il caso di \u201ctagliare le unghie\u201d alla Regioni proprio sul terreno delle nomina e della spesa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A partire dal tasto pi\u00f9 delicato: quello della Sanit\u00e0, un settore ormai fuori controllo, che va riportato nell&#8217;ambito della prioritaria decisionalit\u00e0 a livello statale, abbattendo la tendenza alla privatizzazione, ripristinando i concorsi pubblici nazionali sia per i ruoli medici, sia per i ruoli amministrativi, eliminando consulenze ed esternalizzazioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cos\u00ec come appare completamente fallita l\u2019idea del tutto balzana della regionalizzazione del trasporto pubblico, in ispecie delle ferrovie: una regionalizzazione fonte di sprechi e di forti disfunzioni nel servizio, in particolare \u2013 ovviamente \u2013 al riguardo dei \u201cpendolari\u201d attorno alle grandi citt\u00e0, studenti e lavoratori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Riteniamo non ci siano obiezioni che invochino il \u201crisparmio\u201d: non \u00e8 certo tagliando qua e l\u00e0, ma con una radicale riforma di sistema che pu\u00f2 essere affrontato questo drammatico stato di cose.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Abbiamo sviluppato soltanto alcuni esempi e, per concludere, ritorniamo al punto: la separazione tra politica ed amministrazione dovuta, in entrambi i campi, dall&#8217;avanzarsi di un processo di personalizzazione senza controlli, di decisionalit\u00e0 delegata ad una sola persona, quale vera e propria involuzione del \u201cprocesso democratico\u201d inteso quale garanzia collettiva che  si \u00e8 verificato in Italia, nel corso di questi quasi venti anni di infinita \u201ctransizione\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non sar\u00e0 popolare, come scrivevamo all&#8217;inizio: ma riflettere, al di fuori delle mode correnti, su questi punti ci pare davvero indispensabile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">?<\/p>\n<blockquote style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>* Franco Astengo &#8211; Savona, politologo<\/strong><\/p>\n<\/blockquote>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>di Franco Astengo &#8211; La vicenda delle ruberie alla Regione Lazio che pare si stia concludendo con lo scioglimento del consiglio regionale non pu\u00f2 essere derubricata a fatto moralistico e di natura locale: si tratta <a class=\"mh-excerpt-more\" href=\"https:\/\/www.albengacorsara.it\/corsara\/2012\/09\/25\/political-essay-caso-lazio-problemi-assetto-amministrazione-pubblica-e-decentramento-dello-stato\/\" title=\"Political Essay &#8211; Caso Lazio: problemi assetto amministrazione pubblica e decentramento dello 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