{"id":91793,"date":"2012-08-21T08:52:05","date_gmt":"2012-08-21T06:52:05","guid":{"rendered":"http:\/\/albengacorsara.it\/2012\/08\/21\/political-essay-praga-68-e-le-contraddizioni-ancora-operanti-nella-sinistra-italiana\/"},"modified":"2019-08-22T17:30:38","modified_gmt":"2019-08-22T15:30:38","slug":"political-essay-praga-68-e-le-contraddizioni-ancora-operanti-nella-sinistra-italiana","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.albengacorsara.it\/corsara\/2012\/08\/21\/political-essay-praga-68-e-le-contraddizioni-ancora-operanti-nella-sinistra-italiana\/","title":{"rendered":"Political Essay &#8211; Praga &#8217;68 e le contraddizioni ancora operanti nella sinistra italiana"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong>di Franco Astengo<\/strong> &#8211; 21 Agosto 1968: i carri armati del Patto di Varsavia entrano a Praga, spezzando l&#8217;esperienza della \u201cPrimavera\u201d, il tentativo di rinnovamento portato avanti dal Partito Comunista di Dubcek. 1968: l&#8217;anno dei portenti, l&#8217;anno della contestazione globale, del \u201cmaggio parigino\u201d, di Berkeley, Valle Giulia, Dakar, della Freie Universitaat di Berlino svolta verso il dramma. Si chiude bruscamente un capitolo importante nella storia del &#8216;900.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come mi accade ogni anno, e a rischio di apparire assolutamente ripetitivo, mi permetto di disturbare un certo numero d\u2019interlocutrici e interlocutori per ricordare i fatti di Praga. Una riflessione sui risvolti che quell&#8217;avvenimento ebbe sulla sinistra italiana: si compirono, in quel frangente, scelte che poi avrebbero informato la realt\u00e0 politica della sinistra italiana per un lungo periodo e, ancor oggi, si pu\u00f2 ravvisare la presenza di \u201ccontraddizioni operanti\u201d. Prima di tutto l&#8217;invasione di Praga spezz\u00f2 lo PSIUP: a distanza di tanti anni possiamo ben dire che si tratt\u00f2 di un fatto politico importante.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il partito, rappresentativo dell&#8217;esperienza della sinistra socialista che aveva rifiutato nel 1963 l&#8217;esperienza di governo con la DC, aveva appena ottenuto (il 19 Maggio) un notevole risultato alle elezioni politiche (il 4,4% dei voti con 24 deputati) e su di esso si era appuntata l&#8217;attenzione di molti giovani che avevano cominciato a ritenerlo l&#8217;espressione di un avanzato rinnovamento a sinistra: lo PSIUP si spacc\u00f2 in due, da un lato il vecchio gruppo dei \u201ccarristi\u201d approv\u00f2 incondizionatamente l&#8217;invasione con toni da antico Comintern (come nessun altro settore della sinistra italiana, usando un\u2019enfasi non adoperata neppure dalla corrente del PCI vicina a Secchia); dall&#8217;altra esponenti di spicco del \u201csocialismo libertario\u201d, epigoni della lezione di Rosa Luxemburg, come Lelio Basso e Vittorio Foa, si misero da parte; ma soprattutto furono i giovani, al momento protagonisti del &#8217;68, a ritrarsi. Lo PSIUP iniziava cos\u00ec la china discendente, che sarebbe culminata nell&#8217;esclusione dal Parlamento con le elezioni del 1972: un evento ripetiamo di un peso rilevante sulle future sorti della sinistra, in particolare al riguardo delle possibilit\u00e0 di aggregazione, iniziativa politica, capacit\u00e0 di rappresentanza di quella che sarebbe stata la \u201cnuova sinistra\u201d di origine sessantottesca.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il peso pi\u00f9 importante, per\u00f2, della drammatica vicenda praghese ricadde, ovviamente, sul PCI. Il pi\u00f9 grande partito comunista d&#8217;Occidente si trovava, in quel momento, in una fase di forte espansione elettorale (il 19 Maggio aveva raccolto 1.000.000 di voti in pi\u00f9 rispetto all&#8217;Aprile 1963) ma in difficolt\u00e0 organizzativa, in calo d&#8217;iscritti, non avendo ancora superato il trauma dell&#8217;aver svolto un congresso inusitatamente combattuto come l&#8217;XI del 1966, il primo celebratosi dopo la morte di Togliatti, e contrassegnato dallo scontro (ovattato, ovviamente, com&#8217;era costume dell&#8217;epoca, ma vissuto intensamente in una larga fascia di quadri) tra le ragioni di Amendola e quelle di Ingrao.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Inoltre il quadro europeo appariva alquanto problematico: il PCF appariva scosso dall&#8217;impeto del Maggio e si rinchiuse in una rigida ortodossia, PCE e PCP erano piccoli partiti ancora clandestini, la Lega dei Comunisti Jugoslavi obbed\u00ec, ovviamente, alla ragion di stato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La notizia dell&#8217;invasione piomb\u00f2 su di una deserta Roma agostana: i principali dirigenti del PCI erano in ferie, tutti al di l\u00e0 della cortina di ferro. Unico componente della segretaria presente in sede era Alessandro Natta che, in tutta fretta e con i mezzi dell&#8217;epoca, contatt\u00f2 gli altri compagni, per varare un documento che suon\u00f2 immediatamente come un punto molto avanzato di condanna dell&#8217;invasione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tralasciamo, per brevit\u00e0, la narrazione del fortissimo dibattito che si scaten\u00f2 subito, alla base del partito, nelle sezioni, nei comitati federali di tutte le province: un dibattito dove si registrarono anche elementi di netta contrapposizione e di insofferenza, da parte dei settori pi\u00f9 arretrati del partito, verso quelle che sembravano le scelte del vertice. Inoltre il PCI era chiamato a difendere le posizioni di apertura tenute verso il nuovo corso cecoslovacco: qualche mese prima si era svolto, infatti, un incontro tra Longo e Dubcek.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I problemi maggiori, come era prevedibili, vennero dall&#8217;esterno e, pi\u00f9 precisamente, dall&#8217;URSS: la pressione del PCUS per un arretramento nelle posizioni dei comunisti italiani e, semplificando al massimo un vigore di dibattito che ripetiamo risult\u00f2 altissimo e del tutto inedito per la vita del partito, si arriv\u00f2, dopo un incontro Cossutta- Suslov avvenuto a Mosca a una sorta di rientro nell&#8217;alveo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di quale alveo si trattava? Il PCI, nella sostanza, si assest\u00f2 all&#8217;interno dei confini della linea tracciata da Togliatti, dopo il XX Congresso del PCUS e l&#8217;invasione dell&#8217;Ungheria del 1956. Alla base di tale linea c&#8217;era la convinzione secondo cui il modello staliniano, essendo collegato alle condizioni di arretratezza e di accerchiamento in cui si era sviluppata la rivoluzione russa, era destinato a evolvere verso la democratizzazione nella misura in cui si fosse compiuto il processo di industrializzazione, urbanizzazione e alfabetizzazione e nella misura in cui fosse avanzato il processo di distensione internazionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ancora pi\u00f9 a fondo, c&#8217;era la convinzione che l&#8217;autoritarismo politico e la centralizzazione amministrativa, nei paesi dell&#8217;Est, fossero fenomeni prevalentemente istituzionali, rappresentassero un ritardo e un\u2019incongruenza della sovrastruttura rispetto alla struttura.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il gruppo dirigente sovietico rimase cos\u00ec l&#8217;interlocutore, come protagonista necessario di una riforma graduale. Nessun altro soggetto, anche del dissenso comunista, seppe rispondere adeguatamente su questo terreno: n\u00e9 trotzkisti, n\u00e9 maoisti, n\u00e9 terzomondisti. Forse soltanto in alcuni settori della socialdemocrazia di sinistra (cui si accostarono, in seguito, esuli della primavera praghese riparati in Occidente) si registrarono fermenti rivolti nel senso di una ricerca pi\u00f9 avanzati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel PCI si registr\u00f2, invece, un confronto inedito che diede origine a un aspetto particolare di quello che, poi, per molti anni fu denominato \u201ccaso italiano\u201d. Un gruppo di intellettuali che, nel corso dell&#8217;XI congresso avevano sostenuto le posizioni di Ingrao, aveva via, via, elaborato posizioni autonome in contrasto netto con la direzione del Partito, dando anche vita a una rivista teorica \u201dIl Manifesto\u201d, promotrice di un ampio dibattito e seguita con molto interesse anche da settori esterni al PCI.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tralascio, ovviamente, anche la narrazione di questa vicenda perch\u00e9 si tratta di un&#8217;altra storia, del resto ben conosciuta, per limitarmi alle posizioni che si espressero sulla vicenda cecoslovacca in contrasto con quelle ufficiali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le posizioni del \u201cManifesto\u201d partivano dalla considerazione che ripetere \u201cvogliamo il socialismo nella democrazia\u201d, magari aggiungendo che democrazia \u00e8 continua espansione dell&#8217;iniziativa di pi\u00f9 non bastava pi\u00f9. Era necessario, invece, partire dal dato che nei paesi del \u201csocialismo reale\u201d ci si trovava di fronte alla restaurazione di una societ\u00e0 di classe, e che l\u00ec stava la radice dell&#8217;autoritarismo. Bisognava interrogarsi sul come mai questo dominio di classe non potesse permettersi il lusso quantomeno di un pluralismo di facciata, e avesse bisogno di un soffocante apparato repressivo e di un\u2019ideologia autoritaria, che pure gli creavano non pochi problemi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Al PCI, alla sinistra occidentale, toccava rispondere compiendo uno sforzo serio per alimentare e organizzare, in un progetto consapevole, la proposta alternativa della classe operaia, traducendo gli elementi pi\u00f9 avanzati, pi\u00f9 radicalmente anticapitalistici presenti nei bisogni e nei comportamenti di massa in modificazioni reali dell&#8217;economia, dello Stato, delle forme di organizzazione, cos\u00ec che l&#8217;egemonia operaia potesse crescere e consolidarsi nella realt\u00e0, non nel cielo della politica, o all&#8217;interno delle coscienze, e soprattutto potesse via, via, vivere come dato materiale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per far questo sarebbe stato necessario assumere, nei confronti del blocco sovietico un atteggiamento di lotta politica concreta, prendendo atto che ormai era senza senso pensare a un\u2019autoriforma del sistema. Solo la crescita di un conflitto politico reale, di un&#8217;opposizione cui dar vita dall&#8217;interno del movimento comunista internazionale, avrebbe potuto costruire un&#8217;alternativa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Queste posizioni, sommariamente ricordate in questa sede, risultarono sconfitte, emarginate, espulse. Non \u00e8 ovviamente nostra intenzione ricostruire la storia con i se e con i ma: il nostro giudizio \u00e8 quello che la scelta maggioritaria assunta dal PCI in quel cruciale tornante della storia caus\u00f2 il formarsi di alcune contraddizioni di fondo che, ancor oggi, risultano operanti, come si diceva all&#8217;inizio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Proprio il mancato superamento di quelle posizioni ancora interne alla logica del XX Congresso e presenti in dimensione rilevante nel PCI al momento della caduta del muro di Berlino, nel 1989 e nonostante alcuni seri tentativi compiuti nella met\u00e0 degli anni&#8217;70 dalla segreteria di Enrico Berlinguer (segretaria accantonata, nei suoi contenuti di fondo, dai \u201cnuovisti\u201d non tanto per i tanti e gravi errori politici commessi nel corso della sua gestione, ma per l&#8217;accusa di \u201cmoralismo\u201d), consentirono agli \u201cultras estremisti\u201d (ricordate ci sono anche gli estremisti di un presunto moderatismo; scambiato con la subalternit\u00e0 e la sudditanza psicologica nei confronti delle posizioni dell&#8217;avversario da unire alla bramosia di essere \u201cricevuti a palazzo\u201d) del PDS e poi del PD di cacciare via l&#8217;intera tradizione ideale, storica, politica dell&#8217;area comunista italiana e di trasformarsi in una semplicemente componente del \u201ccartel party\u201d che agita, inutilmente, il teatrino televisivo e salottiero della politica italiana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Aver mancato una vera e battaglia politica su Praga&#8217;68 caus\u00f2, quindi, nel PCI una crisi (apparentemente soffocata dai grandi successi elettorali del partito negli anni&#8217;70) che esplose vent&#8217;anni dopo e agisce, ancor oggi, nella totale deriva che la sinistra italiana sta subendo sulla strada della sua estinzione quasi compiuta e rappresenta, purtroppo, un elemento di freno nella possibilit\u00e0 di riaprire una discussione seria su una prospettiva di sinistra capace di raccogliere il meglio dei suoi diversi filoni d\u2019origine.<\/p>\n<blockquote style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>* Franco Astengo &#8211; Savona, politologo<\/strong><\/p>\n<\/blockquote>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>di Franco Astengo &#8211; 21 Agosto 1968: i carri armati del Patto di Varsavia entrano a Praga, spezzando l&#8217;esperienza della \u201cPrimavera\u201d, il tentativo di rinnovamento portato avanti dal Partito Comunista di Dubcek. 1968: l&#8217;anno dei <a class=\"mh-excerpt-more\" href=\"https:\/\/www.albengacorsara.it\/corsara\/2012\/08\/21\/political-essay-praga-68-e-le-contraddizioni-ancora-operanti-nella-sinistra-italiana\/\" title=\"Political Essay &#8211; Praga &#8217;68 e le contraddizioni ancora operanti nella sinistra italiana\">[&#8230;]<\/a><\/p>\n<\/div>","protected":false},"author":9,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_lmt_disableupdate":"","_lmt_disable":"","footnotes":""},"categories":[124,26,34,145,46,56],"tags":[8212],"class_list":{"0":"post-91793","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","6":"category-dibattiti","7":"category-le-notizie-del-giorno","8":"category-nazionale","9":"category-partiti-movimenti-associazioni","10":"category-politica","11":"category-rubriche","12":"tag-politica-e-amministrazione"},"modified_by":null,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.albengacorsara.it\/corsara\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/91793","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.albengacorsara.it\/corsara\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.albengacorsara.it\/corsara\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.albengacorsara.it\/corsara\/wp-json\/wp\/v2\/users\/9"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.albengacorsara.it\/corsara\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=91793"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.albengacorsara.it\/corsara\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/91793\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.albengacorsara.it\/corsara\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=91793"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.albengacorsara.it\/corsara\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=91793"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.albengacorsara.it\/corsara\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=91793"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}