{"id":83772,"date":"2012-05-18T20:05:34","date_gmt":"2012-05-18T18:05:34","guid":{"rendered":"http:\/\/albengacorsara.it\/2012\/05\/18\/political-essay-la-crisi-prima-dell-euro\/"},"modified":"2019-08-22T14:59:31","modified_gmt":"2019-08-22T12:59:31","slug":"political-essay-la-crisi-prima-dell-euro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.albengacorsara.it\/corsara\/2012\/05\/18\/political-essay-la-crisi-prima-dell-euro\/","title":{"rendered":"Political Essay &#8211; LA CRISI PRIMA DELL\u2019EURO"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong>di Franco Astengo<\/strong> &#8211; Le colonne del \u201cCorriere della Sera\u201d hanno ospitato, Gioved\u00ec 17 Maggio, un importante intervento della professoressa Lucrezia Reichlin che ha affrontato alcuni aspetti specifici della crisi finanziaria ed economica in atto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019elemento di particolare interesse che, a mio giudizio, \u00e8 contenuto in quel testo riguarda l\u2019analisi relativa al rapporto di crescita del PIL tra USA, Italia, Germania e Zona Euro, nel corso degli ultimi quarant\u2019anni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un\u2019analisi che dimostra come, negli anni\u201970 del secolo scorso Germania, Italia e la media dei \u201cdodici\u201d avevano livelli di reddito simili tra loro ma erano Paesi pi\u00f9 poveri degli Stati Uniti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fino a circa il 1995 la Germania e l\u2019Italia si erano poi mosse insieme, ma da quel punto, mentre la media dell\u2019eurozona e della Germania continuavano nella loro traiettoria storica, l\u2019Italia se ne discostava.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La crescita diminuiva e questo aveva immediatamente un effetto sul livello del reddito degli italiani.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Era nato da qui, a giudizio della professoressa Reichlin, il grande rallentamento italiano: la moneta unica non lo ha arrestato, n\u00e9 peggiorato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Grazie a questa finestra pi\u00f9 ampia si pu\u00f2 cos\u00ec osservare che in Italia la bassa crescita viene da lontano ed \u00e8 questo che rende il nostro Paese in maniera persistente, mentre \u2013nonostante i conclamati successi tedeschi \u2013 il gap tra il reddito pro-capite di Germania e Stati Uniti \u00e8 rimasto stabile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anche lasciando fuori la crisi recente, prosegue Lucrezia Reichlin, i cittadini tedeschi ed europei sono pi\u00f9 poveri del 25% rispetto a quelli americani e questa differenza \u00e8 molto simile a quella che si aveva quaranta o dieci anni fa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ancora una volta l\u2019euro e il mercato unico non hanno provocato grandi cambiamenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Rispetto al \u201ccaso italiano\u201d le deludenti performance del nostro Paese sono, dunque, da addebitare a una domanda interna che appare particolarmente depressa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mi permetto di aggiungere un elemento: questa depressione nasce nel 1995 all\u2019incirca, allorquando arrivano al pettine i nodi del processo di dismissione dell\u2019industria avviato, attraverso il ridimensionamento del sistema industriale a partecipazione statale avviato fin dagli anni\u201980 e la scelta di un modello di sviluppo fondato su di una produzione di beni di consumo fortemente votati all\u2019esportazione: una produzione esasperata da un\u2019intensificazione fortissima dei termini di sfruttamento della manodopera, dell\u2019adozione del neo-liberismo in termini assolutamente ideologici, di adozione di un vero e proprio meccanismo di baratto tra l\u2019utilizzo delle aree utilizzate per i grandi insediamenti industriali e la speculazione edilizia: un baratto effettuato su larga scala che ha introdotto una vera e propria \u201cbolla speculativa\u201d, oltre all\u2019assalto del territorio, trasferendo cos\u00ec una quota rilevante del capitale disponibile all\u2019interno del processo di finanziarizzazione esasperata dell\u2019economia, dal quale \u00e8 partita com\u2019\u00e8 noto la crisi che stiamo vivendo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La sinistra non si \u00e8 minimamente soffermata su questo tipo di analisi, accettando di fatto \u2013 per la sua parte governativa \u2013 il meccanismo neo-liberista, oppure rifugiandosi, nella sua parte \u201cradical\u201d o movimentista nelle logiche che hanno portato, alla fine, a sposare l\u2019idea della fine del conflitto sociale e del trasferimento di esso all\u2019interno della logica dei cosiddetti \u201cbeni comuni\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questo quadro l\u2019Italia ha mancato anche al suo ruolo europeo, ma questo discorso andrebbe analizzato meglio in altra occasione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella situazione in cui ci stiamo trovando in questa difficilissima fase appare assolutamente prioritario avanzare una proposta diversa sul piano della politica economica, chiedendo l\u2019uscita dalla soffocante tagliola del cosiddetto \u201crigore\u201d portato avanti dall\u2019attuale governo di destra tecnocratica: governo che sta soffocando anche la stessa democrazia, trasformandola da rappresentativa a \u201cdemocrazia di competenza\u201d, diretta da presunti illuminati che hanno come programma quello di applicare i loro modelli teorici, rivolti a conservare il potere del capitale finanziario, delle cui fila dirigenti fanno direttamente parte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per questo motivo \u00e8 necessario riflettere sulla possibilit\u00e0 di avanzamento di una proposta di politica economica, unitariamente sorretta nel mondo sindacale e in quello politico, tale da rappresentare un\u2019alternativa, aggregare soggetti, fornire respiro a un\u2019iniziativa \u201cdi periodo\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il concetto di fondo che \u00e8 necessario portare avanti e rilanciare \u00e8 quello della programmazione economica, combattendo a fondo l&#8217;idea che si tratti di uno strumento superato, buono soltanto \u2013 al massimo \u2013 a coordinare sfere private fondamentalmente irriducibili.<\/p>\n<blockquote style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Una programmazione economica condotta con riferimento all&#8217;irrinunciabile valenza europea e avente al centro l&#8217;idea dell&#8217;iniziativa pubblica in economia attorno ad alcuni fondamentali campi di intervento:<\/p>\n<p>1)Il territorio. Serve un piano straordinario per il ripristino dell&#8217;assetto idro-geologico del territorio che va franando dappertutto, dal Nord al Sud, sulle coste e nell&#8217;entroterra. Eguale urgenza ha, ovviamente, il tema della difesa dell&#8217;ambiente nel sue complesso, dello smaltimento dei rifiuti, della cementificazione;<br \/>\n2)Le infrastrutture. La situazione delle ferrovie italiane \u00e8 semplicemente disastroso, cos\u00ec come quello delle strade e autostrade, in particolare al Sud;<br \/>\n3)Il nodo energetico, non risolvibile, ovviamente, con un ritorno al nucleare;<br \/>\n4)Il finanziamento della ricerca destinata soprattutto verso l&#8217;innovazione di processo nell&#8217;industria;<br \/>\n5)Il rilancio del settore industriale. La Fiat pu\u00f2 esercitare il suo ricatto perch\u00e9 questo Paese \u00e8 privo, da anni, di politica industriale. Siamo, per varie ragioni, pressoch\u00e9 privi di siderurgia, chimica, agroalimentare, elettromeccanica, elettronica. In questa situazione ormai sono asfittici e sottoposti al processo di delocalizzazione anche quei settori \u201cdi nicchia\u201d sui quali si era basato lo sviluppo anni&#8217;80- anni&#8217;90;<br \/>\n6)Il rientro della programmazione pubblica nel settore bancario, con l&#8217;obiettivo principale del credito nella media e piccola industria;<br \/>\n7)Il rientro dal precariato e l&#8217;inserimento stabile della manodopera extracomunitaria;<\/p><\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\">Accanto a questi punti del tutto irrinunciabili ci sono da valutare anche gli elementi di spreco che vengono principalmente da due parti: il gigantismo dell&#8217;apparato politico portato soprattutto dalla personalizzazione della politica (pensiamo alla dimensione gigantesca del debito delle Regioni, elefantizzatosi dal momento dell&#8217;elezione diretta dei Presidenti), e il processo di spreco e di diseguaglianze che sar\u00e0 portato dal cosiddetto \u201cfederalismo\u201d cos\u00ec come questo, in maniera del tutto raffazzonato e legato a egoismi di parte \u00e8 stato concepito, e il tema della riconversione ecologica di parte dell&#8217;apparato produttivo e delle prospettive di uso del territorio che pure vanno considerate con grande attenzione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lasciamo anche da parte, per motivi di economia del discorso, i temi dell&#8217;intreccio inedito che si sta realizzando, ormai da qualche anno, tra struttura e sovrastruttura, in particolare nell&#8217;informazione: si tratta comunque di un tema assolutamente decisivo nella lotta sociale e politica di oggi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A questo modo potrebbe anche essere possibile inserirsi in un contesto europeo all\u2019interno del quale sta  per aprirsi un inedito livello di contrattazione, creando anche condizioni diverse di affrontamento della crisi globale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quella parte del movimento sindacale che non intende piegarsi al diktat in atto (sull\u2019esempio della Grecia) e quei settori della sinistra che intendono portare avanti, assieme, un programma di opposizione e di alternativa, senza cadere nella trappola dell&#8217;omologazione ai modelli dell&#8217;avversario e senza legarsi a settori politici dai quali possono venire soltanto elementi di ulteriore sopraffazione per il movimento operaio, hanno il dovere di pensare, appunto, nei termini dell&#8217;opposizione per l&#8217;alternativa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Raggiunta una propria autonomia sul piano programmatico e delle definizione di una soggettivit\u00e0 di schieramento allora sar\u00e0 possibile pensare  a una politica di alleanze temporanee, considerando che il Paese attualmente \u00e8 governato da forze chiaramente di destra (questo il giudizio che si pu\u00f2 dare, sinteticamente, dell&#8217;attuale governo) affrontando in questi termini, di autonomia e di contributo alla possibilit\u00e0 di sconfiggere l&#8217;avversario principale, le prossime scadenze politiche.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>* Franco Astengo &#8211; Savona, politologo<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>di Franco Astengo &#8211; Le colonne del \u201cCorriere della Sera\u201d hanno ospitato, Gioved\u00ec 17 Maggio, un importante intervento della professoressa Lucrezia Reichlin che ha affrontato alcuni aspetti specifici della crisi finanziaria ed economica in atto. <a class=\"mh-excerpt-more\" href=\"https:\/\/www.albengacorsara.it\/corsara\/2012\/05\/18\/political-essay-la-crisi-prima-dell-euro\/\" title=\"Political Essay &#8211; LA CRISI PRIMA DELL\u2019EURO\">[&#8230;]<\/a><\/p>\n<\/div>","protected":false},"author":9,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_lmt_disableupdate":"","_lmt_disable":"","footnotes":""},"categories":[124,26,34,145,46,56],"tags":[8212],"class_list":{"0":"post-83772","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","6":"category-dibattiti","7":"category-le-notizie-del-giorno","8":"category-nazionale","9":"category-partiti-movimenti-associazioni","10":"category-politica","11":"category-rubriche","12":"tag-politica-e-amministrazione"},"modified_by":null,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.albengacorsara.it\/corsara\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/83772","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.albengacorsara.it\/corsara\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.albengacorsara.it\/corsara\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.albengacorsara.it\/corsara\/wp-json\/wp\/v2\/users\/9"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.albengacorsara.it\/corsara\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=83772"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.albengacorsara.it\/corsara\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/83772\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.albengacorsara.it\/corsara\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=83772"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.albengacorsara.it\/corsara\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=83772"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.albengacorsara.it\/corsara\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=83772"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}