{"id":82187,"date":"2012-04-30T10:59:05","date_gmt":"2012-04-30T08:59:05","guid":{"rendered":"http:\/\/albengacorsara.it\/2012\/04\/30\/political-essay-primo-maggio-tra-antipolitica-e-coscienza-di-classe\/"},"modified":"2019-08-22T14:56:33","modified_gmt":"2019-08-22T12:56:33","slug":"political-essay-primo-maggio-tra-antipolitica-e-coscienza-di-classe","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.albengacorsara.it\/corsara\/2012\/04\/30\/political-essay-primo-maggio-tra-antipolitica-e-coscienza-di-classe\/","title":{"rendered":"Political Essay &#8211; Primo Maggio tra antipolitica e coscienza di classe"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong>di Franco Astengo<\/strong> &#8211; La cosiddetta, e ormai di uso comune all\u2019interno del dibattito di questi giorni, \u201cAntipolitica\u201d rappresenter\u00e0 sicuramente uno dei temi che saranno toccati nel corso delle celebrazioni di questo Primo Maggio 2012, anno I dell\u2019era dei \u201ctecnici\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quale \u201cAntipolitica\u201d dovrebbe, per\u00f2, essere discussa e ricordata nell\u2019occasione? Non certo quella della \u201cvulgata\u201d dominante, dei comici comizianti che, sull\u2019onda delle male parole, sembrano in via di soffiar via un poco di spazio nelle istituzioni al variegato complesso del \u201cpartito di cartello\u201d che domina comunque, sul piano del potere di nomina e di quello di spesa, il sistema politico italiano, pur essendo giunto al punto pi\u00f9 basso del proprio indice di credibilit\u00e0 nell\u2019opinione dei cittadini.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019Antipolitica da ricordare, discutere e analizzare dovrebbe essere, invece, quella esercitata dalle cosiddette \u201c\u00e9lite dominanti\u201d, il ceto dirigente o presunto tale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">C\u2019\u00e8 gi\u00e0 capitato di riprendere l\u2019antica definizione gramsciana di \u201csovversivismo delle classi dirigenti\u201d: un concetto che, oggi, dovrebbe essere ampliato attraverso l\u2019esame della saldatura perfetta che si \u00e8 realizzata, sull\u2019onda della crisi, tra diversi soggetti, compresi gli esponenti politici, nel muoversi nella direzione, per loro assolutamente prioritaria, del ristabilimento di condizioni di esercizio del dominio sociale inteso \u2013 appunto \u2013 come ricostruzione dell\u2019antico \u201cdominio di classe\u201d, cercando cos\u00ec di cancellare decenni di lotte del movimento operaio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 questo l\u2019obiettivo che viene perseguito, in Italia, attraverso l\u2019altrettanto cosiddetto \u201cgoverno dei tecnici\u201d che si muove, da questo punto di vista, con un vero e proprio \u201cfurore ideologico\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tutto questo sta avvenendo in un Paese nel quale il vincolo esterno (europeo ed extra europeo) \u00e8 strumentalizzato al fine appena sopra esposto del ristabilimento pieno del dominio di classe appunto, negando la verit\u00e0 delle origini della crisi; un Paese privo di struttura industriale dove i faccendieri dei partiti siedono nei consigli d\u2019amministrazione delle grandi aziende di stato (e i ministri \u201ctecnici\u201d si inalberano se, in quella direzione, si rivolgono i magistrati per indagare), dove il grado di corruzione a tutti i livelli ha raggiunto punte ormai difficili da calcolare sul piano quantitativo; un Paese nel quale l\u2019intero sistema dei partiti ha \u201craggirato\u201d cittadine e cittadini autofinanziandosi in modo sontuoso al di fuori dalla legalit\u00e0; un Paese dove intere parti del territorio sono in mano alla criminalit\u00e0 organizzata che provvede, attraverso il riciclaggio, a inquinare l\u2019economia delle restanti parti; un Paese dove la pressione fiscale \u00e8 arrivata, pi\u00f9 o meno al 50% del reddito e nel quale si continuano a tagliare furiosamente servizi e \u201cwelfare\u201d, con trasporti e reti di infrastrutture del tutto inadeguate e obsolete; un Paese dal debito pubblico enorme, alimentato in gran parte \u2013 appunto \u2013 dalla corruzione dove si prende in giro la gente stabilendo l\u2019inserimento del pareggio di bilancio in Costituzione, senza spiegare alle cittadine e ai cittadini come si \u00e8 formato questo deficit (ad esempio attraverso l\u2019acquisizione dei titoli tossici di derivazione USA la cui emissione \u00e8 alla base di gran parte dei meccanismi della crisi).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se tutto ci\u00f2, appena accennato e del tutto sommariamente elencato (abbiamo omesso gli effetti: ad esempio sul terreno della disoccupazione e non abbiamo citato la vicenda degli \u201cesodati\u201d che rappresenta il punto pi\u00f9 eclatante della rottura del patto di fiducia tra i cittadini e lo Stato, rottura avvenuta per esclusiva ed assoluta responsabilit\u00e0 dei rappresentanti dello Stato) non pu\u00f2 essere definito come \u201cantipolitica\u201d, allora abbiamo sbagliato direzione e ce ne scusiamo, ma crediamo proprio, invece, di aver toccato il tasto giusto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Celebrando il Primo maggio si dovrebbe tentare di riflettere, allora su questi temi, ma soprattutto dovrebbero cercare di rifletterci gli esponenti politici che ci hanno portato in questa condizione, con responsabilit\u00e0 gravissime: abbiamo avuto un governo populista, capace soltanto di agire in nome degli interessi personali del Capo, ma non siamo stati capaci di produrre un\u2019alternativa credibile affidandoci cos\u00ec al governo pi\u00f9 feroce della storia d\u2019Italia dai tempi di Pelloux, mentre, a sinistra, imperversano improbabili personalismi, un\u2019incapacit\u00e0 sostanziale di uscire dal ghetto dell\u2019autoreferenzialit\u00e0 e di avanzare una proposta concreta, non solo di affrontamento immediato della crisi, ma soprattutto di idea complessiva di trasformazione sociale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Primo Maggio \u00e8 da ricordare anche perch\u00e9, da parte di alcuni, si pensa di cancellarlo in nome dei &#8220;negozi aperti in una citt\u00e0 turistica&#8221;: si tratta semplicemente di un affronto da respingere seccamente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Certo, ci sar\u00e0 chi, come sempre lavorer\u00e0 il Primo Maggio per garantire la vita degli altri, i servizi, l&#8217;espletamento di necessit\u00e0 inderogabili: per\u00f2 la nostra sar\u00e0 un&#8217;idea romantica, ma il Primo Maggio vede Citt\u00e0 e Campagne ferme, rispettose, nei cortei e nei comizi colmi di bandiere rosse.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Rispettose, campagne e citt\u00e0, dell&#8217;idea del lavoro come riscatto sociale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel nostro Paese il lavoro \u00e8 il fondamento del primo articolo della Costituzione Repubblicana, la rappresentazione pi\u00f9 visibile, immediata, della sua importanza all&#8217;indomani della Liberazione: lavoro, antifascismo, democrazia, questi i punti discriminanti di un\u2019identit\u00e0 dell&#8217;Italia Repubblicana che non intendiamo dismettere, anzi vogliamo affermare con forza, uscendo dal tunnel dell&#8217;arretramento dentro il quale siamo finiti da qualche anno a questa parte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non intendiamo, per\u00f2, scrivendo questo poche note limitarci a un\u2019idea quasi &#8220;autarchica&#8221; del Primo Maggio: il Primo Maggio non \u00e8 un\u2019invenzione italiana, il Primo Maggio appartiene al mondo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Primo Maggio \u00e8 una data simbolo in tutto il mondo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Memoria: il Primo Maggio nasce a Chicago nel 1886 e, tre anni, dopo, nel 1889 quella data fu assunta dalla Seconda Internazionale, quale giornata di mobilitazione per la riduzione dell&#8217;orario di lavoro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le Otto ore di lavoro sono state il simbolo, l&#8217;essenza, dell&#8217;internazionalizzazione della lotta del movimento operaio: insieme mito e obiettivo del riscatto sociale, punto d&#8217;arrivo di una diversa idea dello sviluppo, dell&#8217;equilibrio sociale, della possibilit\u00e0 di cambiare &#8220;lo stato delle cose presenti&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le &#8220;Otto Ore&#8221; quale piattaforma universale che consent\u00ec, all&#8217;epoca, di rendere la classe operaia in lotta visibile e vincente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;Attualit\u00e0: la rappresentazione pi\u00f9 visibile dell&#8217;attualit\u00e0 \u00e8 quella che \u00e8 stata definita &#8220;globalizzazione&#8221; (non certo una novit\u00e0, da un determinato punto di vista).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una &#8220;globalizzazione&#8221; che porta con s\u00e9 ancora il conflitto, la guerra, le divisioni etniche e razziali, l&#8217;idea dell&#8217;estensione del mercato capitalistico al mondo intero.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Bisogna affermare, senza indugi che, in questo senso, la &#8220;Storia non \u00e8 finita&#8221;: la globalizzazione non rappresenta l&#8217;estensione definitiva del dominio capitalistico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A questo proposito dobbiamo riprendere un cammino di riflessione e di lotta, pensando alle divisioni che gli interessi specifici, particolaristici, corporativi, settoriali che caratterizzano il fenomeno dell&#8217;espansione economica nel mondo: la dialettica unit\u00e0 &#8211; scissione oggi caratterizza, forse ancora di pi\u00f9 che in altre fasi della Storia, la natura del capitalismo in forma fortemente contraddittoria; maggiore \u00e8 l&#8217;unit\u00e0 del mercato mondiale, pi\u00f9 grande lo scontro tra gli Stati, oggi a dimensione continentale come dimostrano i fatti pi\u00f9 recenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa tendenza va valutata con attenzione, a questi processi in atto va contrapposta un\u2019idea unitaria che parta dalle condizioni materiali dello sfruttamento del lavoro, della sua alienazione, della contraddizione irriducibile e principale che questi fenomeni provoca.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Primo Maggio come occasione di riflessione, dunque, per un\u2019idea unitaria di riscatto sociale, di recupero del concetto di classe, dell&#8217;estensione dell&#8217;idea di una trasformazione radicale degli equilibri economici, politici, sociali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ancora una volta, al di l\u00e0 delle nostre diverse opinioni politiche correnti, si impone la necessit\u00e0 di sviluppare, nei tempi presenti, un\u2019idea di fondo: la contraddizione sotto gli occhi di tutti \u00e8 ancora quella tra le potenzialit\u00e0 che la specie umana possiede e i limiti che l&#8217;organizzazione sociale e politica del capitalismo le impongono: lottare perch\u00e9 si vada oltre l&#8217;angustia dello scambio tra capitale e lavoro salariato, prefigurare una societ\u00e0 libera dal bisogno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Queste, molto semplici, le ragioni per cui vale ancora la pena , ora pi\u00f9 che mai, celebrare il Primo  Maggio.<\/p>\n<blockquote style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>* Franco Astengo- Savona, politologo<\/strong><\/p>\n<\/blockquote>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>di Franco Astengo &#8211; 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