{"id":752,"date":"2009-10-27T22:29:35","date_gmt":"2009-10-27T21:29:35","guid":{"rendered":"http:\/\/albengacorsara.netne.net\/?p=752"},"modified":"2019-08-20T22:38:17","modified_gmt":"2019-08-20T20:38:17","slug":"teatro-carlo-felice-di-genova-intervista-a-giuseppe-ferrazza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.albengacorsara.it\/corsara\/2009\/10\/27\/teatro-carlo-felice-di-genova-intervista-a-giuseppe-ferrazza\/","title":{"rendered":"Teatro Carlo Felice di Genova: intervista a Giuseppe Ferrazza"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em><strong>di Lucia Deborah<\/strong><\/em> &#8211; La incontriamo principalmente in qualit\u00e0 di Commissario straordinario del <a title=\"Fondazione Teatro Carlo Felice Genova\" href=\"http:\/\/www.carlofelice.it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">teatro Carlo Felice di Genova<\/a>, ma non possiamo trascurare le sue esperienze nella ricerca e studio nel settore dello Spettacolo e in qualit\u00e0 di presidente attuale dell\u2019ETI. Fatta questa premessa partiremmo dalla sua carica pi\u00f9 dibattuta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>D: <em>\u00c8 dall\u2019estate 2008 il commissario straordinario del teatro lirico genovese. Una richiesta partita dagli stessi enti locali soci fondatori della fondazione. Ora il suo mandato \u00e8 stato rinnovato tra numerose polemiche. Evitando assolutamente politicismi, ci racconta in sintesi il suo lavoro a partire dallo scorso anno? Quale \u00e8 stato il motivo del commissariamento e cosa \u00e8 cambiato?<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">R: Il teatro Carlo Felice fu commissariato per vari motivi: principalmente per una litigiosit\u00e0 interna che non permetteva l\u2019ordinario svolgimento delle attivit\u00e0 artistiche, in primis gli scioperi continui. C\u2019era necessit\u00e0 di un pugno forte, scacciando anche il tarlo della politica, che invece rientra puramente in un discorso di consenso. Poi sono intervenuti altri fattori. Primo in testa, il caso dei fondi pensione, accesa proprio a ridosso del mio commissariamento. Una situazione che ha fatto rischiare la chiusura della fondazione teatro, considerando le cause pendenti, per un debito sull\u2019anno 2008 di oltre 10 milioni di euro. L\u2019operazione che abbiamo condotto con grande fatica e con l\u2019aiuto indispensabile degli enti locali, \u00e8 consistita nell\u2019avviamento di un tipo di transazione e di accordo con gli aventi diritto al fondo (ndr. Fondo di previdenza integrativa a favore dell\u2019Ente Autonomo Teatro dell\u2019Opera di Genova) per transare sulla base di 6 milioni di euro. Abbiamo cos\u00ec raccolto l\u2019adesione definitiva del 97% degli aventi diritto al risarcimento. Soluzione che a nostro avviso significa una conclusione di questo capitolo. Sulla base di questo accordo, comune e regione dovrebbero versare alla fondazione i 6 milioni di euro che a nostra volta verseremo al fondo, per consentire la ripartizione. A questo aggiungiamo che, al momento del mio arrivo, c\u2019era una programmazione gi\u00e0 stabilita (per la stagione 2008\/09) che portava, per un\u2019attivit\u00e0 fino a giugno, una \u201cscopertura\u201d pari a 5milioni e 700 mila euro. Aggiungendola ai tagli la situazione si \u00e8 rivelata critica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Poi la situazione del Carlo Felice \u00e8 molto particolare. Fino al 1990 operava al teatro Margherita, con personale molto ridotto e non a tempo pieno. Quando allora vigeva la consuetudine di una ripartizione dei fondi statali secondo le medie storiche, il Carlo Felice \u00e8 stato sempre sacrificato. A riapertura del teatro, (pi\u00f9 grandi dimensioni e struttura, con 2100 posti quasi come La Scala) la gestione \u00e8 diventata complicata, richiedendo investimenti massicci, che non sono mai arrivati, avendo sempre vissuto con contributi straordinari.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Negli ultimi anni 2007-2008 \u00e8 stato erogato un fondo straordinario proveniente dalle ex colombiane, pari a 10 milioni di euro che \u00e8 venuto a mancare sul bilancio 2009. Considerando quindi tagli e contributi straordinari mancanti, pari a circa 7 milioni di euro, rispetto all\u2019anno precedente, \u00e8 derivata una programmazione senza appoggio finanziario.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fatto il quadro, le strade da percorrere sono state due: o far indebitare il teatro \u2013 e credo che un commissario non possa farlo -, o rivedere tutti i modelli produttivi e rinegoziare a ribasso tutti i contratti esistenti. Cosa che \u00e8 stata fatta, facendo slittare alcune opere, non mutando per\u00f2 il numero delle recite. Ricorrendo chiaramente anche a produzioni a basso costo, operando verso la strada del ricambio generazionale, con una risposta del pubblico oltretutto ottima. Siamo arrivati al tutto esaurito, come per il Rigoletto, ora in teatro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La cosa che sta dando molta soddisfazione \u00e8 l\u2019affluenza di un pubblico giovane \u2013 circa 7mila giovani nell\u2019anno \u2013 grazie anche ad un lavoro con le scuole, in accordo con i presidi, recuperando la funzione sociale che i teatri pubblici dovrebbero avere. La difficolt\u00e0 della gestione dipende sicuramente dalla disponibilit\u00e0 economica consistente, che per\u00f2 \u00e8 la citt\u00e0 che deve fornire, tra enti locali e pubblico. Io ho il compito di riconsegnare un teatro ricondotto alla normalit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>D: <em>Il motivo della decisione del rinnovo del commissariamento di qualche giorno fa?<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">R: Come era logico, ho presentato una relazione al dirigente dello dipartimento dello Spettacolo del MiBAC. Il bilancio 2008 aveva 10 milioni di deficit, e faticosamente stiamo cercando il pareggio nel 2009. Ora, facendo una proiezione delle risorse finanziare, nel 2010 possiamo pagare gli stipendi ma non abbiamo le risorse per pagare extra. L\u2019attivit\u00e0 va basata su incassi, entrate particolari, e su una programmazione impostata all\u2019economicit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Poi il ministro, sulla base di una relazione che gli \u00e8 stata presentata dalla commissione generale dello spettacolo, ha deciso di prorogare il commissariamento. La decisione \u00e8 spettata al ministero. A mio avviso comunque non c\u2019erano estremi alcuni perch\u00e9 il teatro tornasse alla normalit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>D: <em>Allo stato attuale quale finanziamenti riceve il teatro?<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">R: Il Comune 2 milioni e 600mila, la Regione 1 milione, e la Provincia 100mila euro. Poi i fondi statali e i privati per un totale di 15 milioni. Purtroppo anche i privati hanno diminuito l\u2019impegno finanziario. Il dato inconfutabile \u00e8 che a minor flusso del pubblico segue minor flusso di finanziamenti privati. Aggiungiamo la crisi economica e la situazione particolare della citt\u00e0 di Genova, con un calo demografico spaventoso, che negli ultimi dieci anni ha perso circa il 30% degli abitanti. E la crisi economia abbattutasi sulla citt\u00e0 con la scomparsa delle grandi aziende di stato. E aggiungerei che, purtroppo \u2013 e vale per tutte le fondazioni -, la cattiva nomea delle fondazioni liriche non agevola i privati ad intervenire.<\/p>\n<blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>D:<em> A proposito di fondazioni liriche. Bondi ha annunciato a breve una riforma. Che ne pensa?<\/em><\/strong><\/p>\n<\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\">R: Bondi stesso, tempo fa, ha espresso la necessit\u00e0 della riforma, pena la chiusura di numerose fondazioni liriche. Io farei una precisazione: \u00e8 in corso la discussione di un decreto legge, per risolvere problemi \u201cdi vita o di morte\u201d, considerando i tempi lunghi della legislatura italiana, ci vorrebbe troppo tempo per una riforma.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Elemento fondamentale sono i contratti di lavoro, per non consentire pi\u00f9 dispendi di energie e risorse enormi (che in molti casi non sono neanche contratti formali ma consuetudini). Inoltre c\u2019\u00e8 l\u2019altro aspetto produttivo, che non tutti possono permettersi economicamente di mandare in scena le stesse opere. A fronte di minori risorse non si pu\u00f2 pretendere pari programmazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sono convinto che il problema non \u00e8 dello Stato. La differenza la fanno, e devono farla, gli enti locali. La soluzione \u00e8 cambiare, e offrire qualcosa di nuovo. Cosa che porterebbe anche un vento di novit\u00e0. Faccio un esempio assurdo. In Emilia Romagna mettono in scena la stessa opera in tre teatri diversi e molto vicini, anche con produzioni diverse e conseguenti spese sostanziose. Queste sono scelte non condivisibili, che per\u00f2 dipendono molto dagli enti locali. Spesso accade che per consenso esigano una particolare programmazione. Pensando ad una ipotetica riforma Bondi, lo Stato dovrebbe intervenire sulla base di una pianta organica uguale per tutti e del contratto collettivo nazionale. Unica differenza la farebbe la presenza del corpo di ballo. Le differenze vere le fanno gli enti locali. Contratto intergrativo, numeri di recite, livelli produttivi: tutto riguarda gli enti locali. Non capisco perch\u00e9 un cittadino di Cosenza debba pagare il biglietto agli spettatori della Scala.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>D: <em>Un po\u2019 di federalismo nella cultura? In fondo anche gli enti locali sono lo Stato. Si tratta solo di una diversa ripartizione&#8230;<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">R: Sono convito che il federalismo agevoli il sud e non il nord, prima di tutto, e che lo Stato centrale si deve occupare delle infrastrutture. Il controllo del territorio invece \u00e8 nelle mani dell\u2019ente locale che si assume la responsabilit\u00e0 di dare fondi ad un teatro e non ad un altro. Sono scelte legate alle politiche locali, non riguardano lo Stato. E credo che il teatro della Basilicata spenda anche meno soldi per mantenersi, e sia tutto proporzionato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>D: <em>A proposito della riforma delle fondazioni liriche annunciata dal ministro Bondi a breve, le chiedo una riflessione su cosa \u00e8 cambiato dalla riforma Veltroni, che ha trasformato i teatri lirici in fondazioni.<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">R: Niente. L\u2019ingresso dei privati non \u00e8 avvenuto come sperato, o meglio, inizialmente sono entrati ora si stanno ritraendo. Nulla \u00e8 cambiato nei rapporti di lavoro, n\u00e9 nella gestione. Io vedevo molto pi\u00f9 giusta la riforma Dini, del \u201894, che costringeva il privato ad entrare per evitare la chiusura del teatro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>D: <em>Chi dovrebbe interagire con il privato? Il sovrintendente?<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">R: \u00c8 l\u2019ente locale che cattura i privati. Il sovrintendente non \u00e8 una figura professionale adatta alla ricerca di fondi. Finmeccanica nel Carlo Felice \u00e8 entrata grazie all\u2019intervento degli Enti locali, non per l\u2019uomo del teatro. Il privato non investe nella cultura italiana perch\u00e9 \u00e8 il modello che \u00e8 sbagliato. Adesso decide lo Stato, il privato mette i soldi. Il caso del Metropolitan di New York \u00e8 esemplare. I privati lo hanno chiuso per un anno e lo hanno riaperto, per loro volont\u00e0, cambiando per\u00f2 la gestione. In Italia c\u2019\u00e8 troppo statalismo, lo Stato non pu\u00f2 occuparsi di tutto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>D:<em> Tornando al Carlo Felice. Appena rinnovato il commissariamento \u00e8 scoppiata una polemica che riguarda i suoi collaboratori. Il direttore artistico Cristina Ferrari \u00e8 stata sostituita. Prima la proposta di Giorgio Battistelli (che ha rinunciato), poi si \u00e8 fatto il nome di Vincenzo De Vivo. Perch\u00e9 la scelta di cambiare? Guidata da obiettivi di gestione o di malfunzionamento nella gestione precedente?<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">R: Preciso che \u00e8 stata una scelta di non rinnovare il contratto, non \u00e8 stata mandata via. Secondo era necessaria una professionalit\u00e0 diversa, secondo la mia visione del teatro Carlo Felice. Tra l\u2019altro ho ingaggiato un consulente artistico e non un direttore, con un risparmio assoluto. La rinuncia di Battistelli \u00e8 stata una grossa perdita per Genova, ma De Vivo \u00e8 una professionalit\u00e0 altrettanto all\u2019altezza del compito. Vorrei sottolineare una cosa per\u00f2: le mie scelte non sono state dettate da nessuna indicazione politica. In un anno ho agito sempre libero da pressione, sempre e solo liberamente, n\u00e9 del governo n\u00e9 degli enti locali. E comunque \u00e8 bene precisare che il commissariamento finir\u00e0 solo quando ci saranno le condizioni per ripristinare un Cda. Le condizioni sono: chiudere bilancio consultivo in pareggio, risolvere il problema del fondo, e trovare risorse finanziarie per il 2010. La normalit\u00e0 \u00e8 questa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>D: <em>Parliamo del futuro del Carlo Felice. Quali scelte sono state operate? Ci dia qualche anticipazione sulla stagione\u2026<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">R: L\u2019obiettivo \u00e8 farlo funzionare a pieno regime. Un teatro di 2100 posti per 600mila abitanti che va riconsegnato alla citt\u00e0. Per prima cosa, pubblici diversi e non ricorrere sempre al pubblico tradizionale, facendo ritornare l\u2019opera uno spettacolo popolare. Noi cerchiamo di farlo a partire dal Carlo Felice. Secondo, dobbiamo ricorrere al repertorio. Stiamo valutando una serie di titoli, fatti a debita distanza di tempo qui a Genova. Inoltre bisogna fare molte valutazioni sugli allestimenti: il teatro non ha un laboratorio scenotecnico e, quindi, non pu\u00f2 costruire in proprio le scenografie e si deve ricorrere agli allestimenti giacenti in altri teatri. Proprio per questo ho chiamato anche un nuovo direttore agli allestimenti scenici. L\u2019architetto Stefano Pace \u00e8 stato scelto non solo perch\u00e9 ha un curriculum invidiabile per le numerose esperienze in Francia, fino all\u2019ultima al teatro di Calatrava di Valencia, ma anche perch\u00e9 \u00e8 una professionalit\u00e0 che ci consente di individuare molte scenografie che possono fare al nostro caso.<\/p>\n<blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\">Infine, la proposta di un cambio generazionale. Forse c\u2019\u00e8 bisogno di aprire il mercato, anche per un ricambio generazionale del pubblico.<\/p>\n<\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per la stagione artistica, la mia idea \u00e8 la contaminazione di generi e di pubblico, ma che rimanga teatro musicale, non altro. Stavamo pensando di proporre la prima e l\u2019ultima Tosca, la prima di Puccini e l\u2019ultima di Dalla, magari a giorni alterni. Ho appena chiesto a Piovani l\u2019Orchestrazione per grande orchestra della sua Concha Bonita. Stiamo ragionando su una coproduzione con il San Carlo di Napoli dell\u2019Opera da tre soldi di Massimo Ranieri, e quasi certamente ospiteremo il Flauto Magico visto dall\u2019Orchestra di Piazza Vittorio. Tutto questo non in sostituzione, ma in pi\u00f9, per far s\u00ec che il teatro sia aperto il pi\u00f9 possibile, che si rivolga a fasce di pubblico pi\u00f9 o meno eterogenee. Per fare questo penso anche ad operazioni di co-marketing con altri teatri. A mio avviso \u00e8 un modo per far vivere il teatro di pi\u00f9 spendendo poco, e come mi auguro a costo quasi a zero.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Vorremmo fare Lucia di Lammermoor, Simon Boccanegra, titoli compatibili con nostri mezzi e allestimenti in programmazione. Il prossimo anno faranno tutti il Nabucco per i 150 anni dell\u2019Unit\u00e0 di Italia? Noi pensavamo di farlo prima, un anno prima.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cerchiamo inoltre di lavorare in regime di economicit\u00e0, perch\u00e9 siamo arrivati ad alcuni eccessi. Ci sono registi strapagati per un mese di lavoro. Oppure sarebbero utili le coproduzioni, ma che siano reali. Una scelta comune e non banale rapporto finanziario, con una condivisione di spese. Le produzione devono essere pensate prima ed insieme, considerando che agiamo su palcoscenici completamente diversi. Altrimenti uno fa la produzione e poi la noleggia. Inoltre le scelte non dovrebbero ruotare in base alla disponibilit\u00e0 del tal cantante ma in base alle scelte artistiche, anche sperimentando il lavoro di professionisti sconosciuti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>D: <em>Il discorso del ricambio generazionale \u00e8 molto interessante. Ma la sensibilit\u00e0 del pubblico giovane non dipende solo dalla programmazione del singolo teatro\u2026<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">R: Invece no, \u00e8 assolutamente cos\u00ec. Se i soldi dei teatri spesi in cachet venissero spesi in formazione del pubblico, le sale sarebbero piene. Le faccio l\u2019esempio della rassegna del teatro di prosa in italiano a Berlino, che sta per iniziare. Provi a fare una cosa del genere in Italia! Qui nessuno fa formazione perch\u00e9 \u00e8 pi\u00f9 facile proporre un cartellone con nomi altisonanti per attratte pubblico. Infatti, essendoci fondi pubblici, si paga profumatamente gli artisti anche in maniera ingiustificata. Si predilige la cultura dell\u2019evento a quella di lungo periodo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sa qual \u00e8 la differenza tra Roma e Berlino? Tre milioni di abitanti entrambe, solo che nella capitale tedesca il pubblico \u00e8 di 2 milioni di persone, a Roma di 100 mila. \u00c8 chiaro che dovremmo prevedere delle politiche culturali, ma se ogni teatro operasse scelte di formazione del pubblico qualcosa inizierebbe a cambiare e qualche piccolo risultato lo otterremmo. Faccio l\u2019esempio di Roma, perch\u00e9 la conosco bene. Roma \u00e8 una citt\u00e0 che ospita la cultura ma che non la produce. Quali sono i soggetti che producono cultura a Roma? L\u2019Auditorium la ospita, \u00e8 utile certo, ma occorre dare spazio agli artisti che operano nella citt\u00e0 attraverso la propria Istituzione culturale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I teatri sono pieni da noi solo quando si propone un evento, che spesso \u00e8 \u201ctelevisivo\u201d. E purtroppo una buona mano la danno gli enti locali che scelgono di strapagare spettacoli teatrali che non hanno niente a che fare con la cultura.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">*<a title=\"Tafter Cultura \u00e8 Sviluppo\" href=\"http:\/\/www.tafter.it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"> L&#8217;intervista \u00e8 ripresa da www.tafter.it<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>di Lucia Deborah &#8211; La incontriamo principalmente in qualit\u00e0 di Commissario straordinario del teatro Carlo Felice di Genova, ma non possiamo trascurare le sue esperienze nella ricerca e studio nel settore dello Spettacolo e in <a class=\"mh-excerpt-more\" href=\"https:\/\/www.albengacorsara.it\/corsara\/2009\/10\/27\/teatro-carlo-felice-di-genova-intervista-a-giuseppe-ferrazza\/\" title=\"Teatro Carlo Felice di Genova: intervista a Giuseppe Ferrazza\">[&#8230;]<\/a><\/p>\n<\/div>","protected":false},"author":3,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_lmt_disableupdate":"","_lmt_disable":"","footnotes":""},"categories":[133,27],"tags":[2305,3408,3653,4020,8227,8212,7236],"class_list":{"0":"post-752","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","6":"category-interviste","7":"category-liguria","8":"tag-cultura-e-economia","9":"tag-genova","10":"tag-giuseppe-ferrazza","11":"tag-intervista","12":"tag-liguria","13":"tag-politica-e-amministrazione","14":"tag-teatro-caro-felice"},"modified_by":"admin","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.albengacorsara.it\/corsara\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/752","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.albengacorsara.it\/corsara\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.albengacorsara.it\/corsara\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.albengacorsara.it\/corsara\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.albengacorsara.it\/corsara\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=752"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.albengacorsara.it\/corsara\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/752\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.albengacorsara.it\/corsara\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=752"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.albengacorsara.it\/corsara\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=752"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.albengacorsara.it\/corsara\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=752"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}