{"id":74756,"date":"2012-01-25T20:39:43","date_gmt":"2012-01-25T19:39:43","guid":{"rendered":"http:\/\/albengacorsara.it\/?p=74756"},"modified":"2019-08-22T13:13:55","modified_gmt":"2019-08-22T11:13:55","slug":"political-essay-forconi-democrazia-alternativa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.albengacorsara.it\/corsara\/2012\/01\/25\/political-essay-forconi-democrazia-alternativa\/","title":{"rendered":"Political Essay &#8211; FORCONI, DEMOCRAZIA, ALTERNATIVA"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong>di Franco Astengo<\/strong> &#8211; L\u2019Italia di questo Gennaio 2012 sembra percorsa da una apparentemente non prevista ondata di proteste, seguita pi\u00f9 o meno subito dopo la caduta del governo Berlusconi: dai forconi di Sicilia, al blocco di TIR e Taxi, alla levata di scudi di tante altre categorie, anche privilegiate. La prima impressione \u00e8 quella del levarsi di una sorta di \u201cjacquerie\u201d di tipo corporativo, tanto \u00e8 vero che Tommaso Di Francesco sulle colonne del \u201cManifesto\u201d ha evocato la protesta dei camionisti nel tragico Cile\u201973.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sicuramente le cose stanno in maniera diversa e pi\u00f9 complicata rispetto a quell\u2019indimenticabile passaggio storico. Non sfugge, per\u00f2, l\u2019impressione di un\u2019angoscia diffusa, di una sensazione di vero e proprio spappolamento sociale, di rischio di \u201csalto nel buio\u201d. Il Paese appare stremato nell\u2019insieme delle espressioni della sua complessit\u00e0 sociale e sale l\u2019indice della sfiducia e dell\u2019agnosticismo. Le ultime rilevazioni riguardanti i sondaggi elettorali, per quel che valgono, danno la somma di astenuti certi e potenziali ormai al 45%. Quali le cause, allora, di questo drammatico stato di cose? Tentiamo di procedere, per quanto posso esserne capace:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">1)L\u2019Italia \u00e8 stata governata male, nel corso degli ultimi 30 anni, ed anche prima, e i cittadini italiani nel loro insieme sono stati trattati davvero in malo modo, dai loro governanti a tutti i livelli. Senza voler sviluppare alcuna forma di qualunquismo, ma cercando di giudicare obiettivamente nel corso di questi anni sono cresciute le distanze sociali, le diseguaglianze di reddito (ormai ci piazziamo ai primi posti nel mondo) e di status, sono diminuite le opportunit\u00e0 per quelli che avrebbero dovuto rappresentare i settori sociali emergenti come le donne e i giovani. E\u2019 aumentato il divario tra Nord e Sud. Interi pezzi del Paese sono dominati dalla criminalit\u00e0 organizzata, ormai stabilmente infiltratasi anche al di fuori dai \u201cclassici\u201d luoghi di origine, Il completamento del processo di privatizzazione ha finito con il demolire il residuo di una struttura industriale le cui carenze rappresentano il vero punto debole della nostra economia, assieme all\u2019assoluta inadeguatezza delle infrastrutture, la fragilit\u00e0 del territorio, l\u2019assalto della cementificazione. Lo scollamento territoriale avviatosi con l\u2019assunzione del modello del Nord-Est e del \u201csciur Brambilla\u201d ha finito con l\u2019allargare il mito leghista della separazione, al cui inseguimento \u00e8 fallita l\u2019ipotesi federalista e lo stesso decentramento regionale, laddove sanit\u00e0 e trasporti rappresentano un vero e proprio \u201cbuco nero\u201d e, ancora, lo svilimento dello studio e della ricerca, avvenuto anche attraverso scelte che \u00e8 necessario definire sbagliate, come quella del 3 pi\u00f9 2 da seguire nell\u2019itinerario degli studi universitari. E\u2019 arretrato paurosamente il livello dei diritti individuali e del lavoro e le condizioni complessive di sostegno ai settori pi\u00f9 deboli da parte dello stato sociale. Il governo populista di estrema destra (animato anche da pulsioni razziste), che ha governato per molti anni, ha coltivato con cura le piante pi\u00f9 pericolose: il secessionismo, il corporativismo pi\u00f9 bieco, ben comprensivo della \u201claude\u201d all\u2019evasione fiscale, mentre crescevano le tasse per i soliti noti a \u201creddito fisso\u201d e si tartassavano operai delle fabbriche e impiegati pubblici. Tutto questo ha avuto origine, \u00e8 necessario ricordarlo, con la crescita esponenziale del debito pubblico e la \u201cquestione morale\u201d alimentate dai governi del C.A.F. e la relativa derisione di chi aveva tentato di opporsi. Governi del CAF sorretti, \u00e8 bene ricordare anche questo, da tutti gli epigoni del PSI poi finiti alla corte di Centro Destra e di quelli della DC, oggi alla guida del Terzo Polo e presenti nel gruppo dirigente del PD. La fase successiva \u00e8 stata di sostanziale continuit\u00e0, con l\u2019aggravante dell\u2019avanzarsi delle idee del maggioritario e della personalizzazione della politica, i cui effetti, accompagnati da sciagurati mutamenti del sistema elettorale, maggiormente tangibili sono apparsi essere quelli della crisi definitiva dei corpi intermedi e del distacco completo tra i soggetti politici e la societ\u00e0; crisi arrivata al suo culmine con la formazione del governo in carica, del tutto dedito a fronteggiare unilateralmente la crisi economica attraverso una visione puramente ideologica e libresca di stampo liberista e che ha gi\u00e0 ottenuto il macroscopico risultato di costringere l\u2019intero sistema politico a riallinearsi sul suo asse: fatto inevitabile nel breve periodo di cui le forze politiche del gi\u00e0 centrosinistra non sembrano volersi accorgere, ripetendo l\u2019atteggiamento di sottovalutazione gi\u00e0 colpevolmente adottato nell\u2019occasione della \u201cdiscesa in campo\u201d di Silvio Berlusconi nel 1994. In questo quadro, per\u00f2, la sottovalutazione pi\u00f9 imperdonabile ha riguardato la crisi finanziaria globale esplosa nel 2008: il governo dei \u201cristoranti pieni\u201d ha, sotto quest\u2019aspetto, responsabilit\u00e0 enormi tali da essere considerate in un paese \u201cnormale\u201d, ma non da noi, impedienti a qualsiasi ricandidatura al governo di questa Italia malandata e disastrata. L\u2019opposizione per\u00f2 conserva la responsabilit\u00e0 politica di non aver mai ricercato (come, invece, avevano pure tentato Ciampi e Prodi, indicando l\u2019approdo europeo pur con tutti i limiti del caso) la possibilit\u00e0 concreta di un\u2019alternativa;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">2)Le forze politiche italiane, ne corso di questi anni, hanno \u201cinseguito\u201d il processo di costruzione dell\u2019Unione Europea, esclusivamente sul piano di quelle dinamiche liberiste e monetariste che, a partire dal trattato di Maastricht hanno portato a quello che oggi \u00e8 stato definito il \u201cdominio della BCE\u201d. Le forze politiche italiane non sono riuscite a far diventare il tema dell\u2019Europa Politica oggetto prioritario di impegno e di battaglia fissando obiettivi intermedi plausibili, contribuendo a costruire un sistema politico europeo fissando il traguardo finale a una vera propria \u201cCostituzione\u201d e di un ruolo del nostro continente nel nuovo concerto internazionale di inedita polarizzazione, nel declino del periodo contrassegnato dalla presenza di una sola superpotenza, impegnata nell\u2019esportazione militare della democrazia. Un provincialismo, quello delle nostre forze politiche, davvero disarmante;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">3)L\u2019ulteriore, e decisivo almeno dal mio punto di vista, elemento della specifica crisi italiana \u00e8 stato rappresentato dal crollo verticale di rappresentativit\u00e0 fatto segnare dalla sinistra , che si situa ben al di l\u00e0 dei dati elettorali passati, presenti e futuri (non dimenticando, per\u00f2, come i dirigenti di quella parte di sinistra a parole pi\u00f9 conseguente e coerente sono riusciti nel capolavoro di fare in modo che la sinistra di derivazione comunista e socialista restasse esclusa dal parlamento). Un capolavoro alla rovescia che non ha suscitato alcuna riflessione di fondo, anzi ha indotto qualcuno a muoversi ancor di pi\u00f9 sul terreno dell\u2019avversario in ispecie su quella della personalizzazione esasperata. La crisi di rappresentativit\u00e0 della sinistra italiana si \u00e8 avviata formalmente con l\u2019implosione del sistema dei partiti pre-Tangentopoli, anticipata per\u00f2 dall\u2019improvvida, nei modi, nei tempi, nei contenuti, liquidazione del PCI e, ancor prima, da quella che Riccardo Lombardi defin\u00ec \u201cmutazione genetica\u201d del PSI attuata all\u2019avvento del craxismo. Non \u00e8 questa, ovviamente, la sede per ricostruire la storia, fondamentale per quella dell\u2019intero Paese, della sinistra italiana, delle sue lotte, del suo imponente radicamento sociale, dell\u2019egemonia culturale esercitata dai diversi soggetti, non solo partitici, che ne rappresentavano le componenti essenziali (sindacati, associazionismo, giornali, case editrici, cooperative). Va affermato, invece, che il vuoto lasciato \u00e8 risultato incolmabile: un vuoto di riferimento, di classe dirigente anche a livello locale se pensiamo ai Novelli, Cerofolini, Valenzi, Petroselli e ci guardiamo attorno oggi, di capacit\u00e0 di diffusione culturale, di riferimento a modelli di comportamento. Si \u00e8 verificata, cos\u00ec, un\u2019indubitabile situazione di degrado complessivo, ben significato dall\u2019adagiarsi nella ricerca della governabilit\u00e0 ad ogni costo e in tutte le sedi centrali e periferiche, dall\u2019accoccolarsi sul meccanismo delle elezioni dirette, delle idee del \u201cpartito leggero\u201d e di una davvero deplorevole personalizzazione della politica, di un disconoscimento sostanziale dei soggetti sociali storicamente portanti, di concessione all\u2019\u201dautonomia del politico\u201d (con relativo discorso sul finanziamento della politica stessa, cui \u00e8 seguita l\u2019ambigua polemica \u201canti-casta) e del corporativismo, se non addirittura un cedimento a pulsioni di stampo leghista (una \u201ccostola della sinistra\u201d) e di coinvolgimento nella \u201cquestione morale\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La logica del \u201cpensiero debole\u201d, che ha presieduto a questo gigantesco processo di involuzione politica e sociale, ha portato alla ricerca di un\u2019alternanza altrettanto debole limitata al ruolo di governo, incapace di produrre una reale alternativa, nella ricerca dell\u2019\u201dInesistente elettore mediano\u201d (con un certo medio impoverito e spaventato, oppure percorso come stiamo vedendo da tensioni leghiste e\/o corporative), riducendo l\u2019agire politico all\u2019elaborazione di meccanismi del tutto interni all\u2019autoreferenzialit\u00e0 di un sistema ridotto a un artificioso bipolarismo con tentativi, addirittura, di definizione di un illusorio bipartitismo e dimenticando del tutto le articolazioni della societ\u00e0, la variet\u00e0 delle contraddizioni, il sorgere di nuovi \u201ccleavages\u201d post-materialisti, dall\u2019ambiente, alla differenza di genere, mentre crescevano impetuosamente i nuovi mezzi di informazione e comunicazione sociale attraverso la rete telematica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A sinistra la ricostruzione di una soggettivit\u00e0 politica dell\u2019alternativa appare essere, in questo momento, il vero \u201cimperativo categorico\u201d, fin qui negletto a causa del mantenersi di una sorta di primordiale istinto di sopravvivenza di un ceto politico che non tende sottoporre se stesso a un\u2019analisi accurata, rifugiandosi invece, da un lato, in un apparente, finto e perdente realismo (a imitazione di quello clamorosamente fallito all\u2019epoca della solidariet\u00e0 nazionale. Da quel fallimento, Berlinguer trasse l\u2019indicazione per esprimere la linea politica dell\u2019alternativa che contrassegn\u00f2 la sua ultima, purtroppo, breve stagione accompagnata dall\u2019assunzione piena della categoria della \u201cquestione morale\u201d gi\u00e0 ricordata) mentre dall\u2019altro canto ci si rifugia in sterili balocchismi retorici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019assenza della sinistra \u00e8 il dato politico pi\u00f9 evidente della crisi del sistema politico italiano: la destra fa presto a rifugiarsi nel populismo, nell\u2019accondiscendenza alle pi\u00f9 diverse sollevazioni corporative o nelle tecnocrazie impeccabili nel presentarsi, ma feroci nel colpire le classi sociali estranee all\u2019imperituro \u201cestablishment\u201d .<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Attraverso quest\u2019 analisi, sicuramente lacunosa, non intendo giustificare in alcun modo la rivolta dei TIR e dei forconi. L\u2019intendimento \u00e8 stato semplicemente quello di richiamare alcuni dati reali sui quali questa crisi si \u00e8 sviluppata ed evidenziare, oggettivamente, le responsabilit\u00e0 di un ceto politico (al centro come in periferia) stimolando la ricerca di nuove forme di partecipazione a partire, magari, dal riconsiderare quelle categorie del tanto bistrattato\u2019900, sia sul piano economico, su quello sociale e della struttura politica (magari a partire dalla riconsiderazione della contraddizione di classe): categorie forse messe troppo frettolosamente nel cassetto.<\/p>\n<blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>*\u00a0Franco Astengo &#8211; Savona, politologo<\/strong><\/p>\n<\/blockquote>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>di Franco Astengo &#8211; L\u2019Italia di questo Gennaio 2012 sembra percorsa da una apparentemente non prevista ondata di proteste, seguita pi\u00f9 o meno subito dopo la caduta del governo Berlusconi: dai forconi di Sicilia, al <a class=\"mh-excerpt-more\" href=\"https:\/\/www.albengacorsara.it\/corsara\/2012\/01\/25\/political-essay-forconi-democrazia-alternativa\/\" title=\"Political Essay &#8211; FORCONI, DEMOCRAZIA, ALTERNATIVA\">[&#8230;]<\/a><\/p>\n<\/div>","protected":false},"author":9,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_lmt_disableupdate":"","_lmt_disable":"","footnotes":""},"categories":[124,44,26,34,46],"tags":[8212,7818],"class_list":{"0":"post-74756","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","6":"category-dibattiti","7":"category-point-of-view","8":"category-le-notizie-del-giorno","9":"category-nazionale","10":"category-politica","11":"tag-politica-e-amministrazione","12":"tag-w1nthumb3"},"modified_by":null,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.albengacorsara.it\/corsara\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/74756","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.albengacorsara.it\/corsara\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.albengacorsara.it\/corsara\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.albengacorsara.it\/corsara\/wp-json\/wp\/v2\/users\/9"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.albengacorsara.it\/corsara\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=74756"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.albengacorsara.it\/corsara\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/74756\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.albengacorsara.it\/corsara\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=74756"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.albengacorsara.it\/corsara\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=74756"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.albengacorsara.it\/corsara\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=74756"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}