{"id":70855,"date":"2011-11-28T22:10:10","date_gmt":"2011-11-28T21:10:10","guid":{"rendered":"http:\/\/albengacorsara.it\/?p=70855"},"modified":"2019-08-22T12:26:43","modified_gmt":"2019-08-22T10:26:43","slug":"i-migliori-se-ne-vanno-addio-a-ken-russel","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.albengacorsara.it\/corsara\/2011\/11\/28\/i-migliori-se-ne-vanno-addio-a-ken-russel\/","title":{"rendered":"I migliori se ne vanno: addio a Ken Russel"},"content":{"rendered":"<p style=\"margin-bottom: 0cm;\" align=\"justify\"><strong>di Alfredo Sgarlato<\/strong> &#8211; Ken Russel, nato a Southampton il 3 luglio 1927, \u00e8 stato uno dei registi pi\u00f9 personali del cinema degli anni &#8217;70. Come spesso avviene per gli artisti \u00e8 stato a periodi alterni osannato, oggetto di culto sotterraneo, dimenticato dopo l&#8217;inevitabile crisi creativa. Dopo gli inizi come ballerino e scenografo e un lungo apprendistato soprattutto nel campo del documentario televisivo Russel esplode ormai ultraquarantenne con \u201c<em>The music lovers<\/em>\u201d (\u201c<em>L&#8217;altra faccia dell&#8217;amore<\/em>\u201d, 1971), biografia di Tchaicovskij interpretata da Richard Chamberlain. Questo film mostra subito il talento e i limiti di Russel: un incredibile capacit\u00e0 nel creare immagini formalmente straordinarie, spesso per\u00f2 portate volontariamente oltre il limite del kitsch; meglio ancora nel suo caso si dovrebbe parlare di \u201ccamp\u201d, ovvero quell&#8217;estremizzazione del gusto tipica del mondo gay anglosassone (questo sebbene Ken fosse felicemente sposato con Shirley, anche sua preziosa collaboratrice).<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\" align=\"justify\">Due film danno a Russel gloria imperitura: \u201c<em>The devils<\/em>\u201d (\u201c<em>I Diavoli<\/em>\u201d1971, con Vanessa Redgrave e Oliver Reed), tratto dal saggio romanzato di Aldous Huxley sul pi\u00f9 famoso caso di possessione diabolica di massa, un film meno barocco degli altri ma sempre sontuoso sul piano formale. Il film all&#8217;epoca suscit\u00f2 uno scandalo incredibile e Gianluigi Rondi rischi\u00f2 la scomunica per averlo presentato al Festival di Venezia; oggi \u00e8 quasi impossibile da vedere a meno che non andiate a rovistare sulle bancarelle dell&#8217;usato. Quindi \u201c<em>Tommy<\/em>\u201d(1975) sensazionale messa in scena dell&#8217;opera rock degli Who, trama delirante, cast meraviglioso (gli Who al completo, Eric Clapton, Jack Nicholson, Oliver Reed, Tina Turner&#8230;) e musiche indimenticabili. \u201c<em>Tommy<\/em>\u201d \u00e8 l&#8217;esempio pi\u00f9 riuscito di quel rilancio che ebbe il musical negli anni &#8217;70, con opere quali \u201c<em>Hair<\/em>\u201d \u201c<em>Jesus Christ Superstar<\/em>\u201d \u201c<em>Il fantasma del<\/em> <em>palcoscenico<\/em>\u201d.<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\" align=\"justify\">Russel diresse anche un musical in perfetto stile Hollywoodiano \u201c<em>The boyfriend<\/em>\u201d (1972), con un&#8217;ottima interpretazione della modella Twiggy, il suo film pi\u00f9 classico sul piano estetico. Russel diede il meglio di s\u00e9 con le biografie di personaggi tormentati e dalla sessualit\u00e0 ambigua, in film come \u201c<em>Savage Messiah<\/em>\u201d (\u201c<em>Messia<\/em> <em>selvaggio<\/em>\u201d, 1972, vita dello scultore Henry Gaudier), \u201c<em>Mahler is still alive<\/em>\u201d (\u201c<em>La perdizione<\/em>\u201d1974), \u201c<em>Liztomania<\/em>\u201d(1975)\u201c<em>Valentino<\/em>\u201d (1977, con Rudolph Nureyev!)). Nel 1980 ebbe nuovamente un grande successo con \u201c<em>Altered states<\/em> (\u201c<em>Stati di allucinazione<\/em>\u201d, con William Hurt), film atipico nel suo percorso ma molto intrigante, storia di uno scienziato che riesce a regredire sino ai primordi dell&#8217;umanit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\" align=\"justify\">Dopo due film disastrosi, il noir \u201c<em>China Blue<\/em>\u201d(1984) e \u201c<em>Gothic<\/em>\u201d(1986), incentrato sulle figure di Byron, Mary Shelley e la loro cerchia, Russel venne messo da parte se non dai fans pi\u00f9 accaniti, pur continuando a lavorare molto soprattutto per la televisione. Una leggenda, probabilmente inventata da lui stesso, narra che un giorno Ken incontr\u00f2 a Cinecitt\u00e0 Fellini e lo defin\u00ec il Russel italiano, cosa di cui Federico fu lusingato, ma forse il suo vero maestro \u00e8 da considerarsi Michael Powell, il re del cinema flamboyant inglese.<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\" align=\"justify\">Il cinema di Russel rivisto oggi mostra l&#8217;appartenenza alla sua epoca, ma in un periodo in cui termini come \u201cautore\u201d e \u201cpoliticamente scorretto\u201d vengono regalati a cani e porci Russel ci appare come un gigante. Quanto ci mancher\u00e0, per fortuna i suoi film resteranno, spero.<\/p>\n<blockquote style=\"TEXT-ALIGN: justify\">\n<p style=\"TEXT-ALIGN: justify; MARGIN-BOTTOM: 0cm\"><em><strong>* il trend dei desideri: la rubrica Corsara di Alfredo Sgarlato <\/strong><\/em><\/p>\n<\/blockquote>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>di Alfredo Sgarlato &#8211; Ken Russel, nato a Southampton il 3 luglio 1927, \u00e8 stato uno dei registi pi\u00f9 personali del cinema degli anni &#8217;70. 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