{"id":67997,"date":"2011-10-22T12:21:56","date_gmt":"2011-10-22T10:21:56","guid":{"rendered":"http:\/\/albengacorsara.it\/?p=67997"},"modified":"2019-08-22T12:06:10","modified_gmt":"2019-08-22T10:06:10","slug":"come-si-e-costruito-il-deficit-il-federalismo-con-i-buchi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.albengacorsara.it\/corsara\/2011\/10\/22\/come-si-e-costruito-il-deficit-il-federalismo-con-i-buchi\/","title":{"rendered":"Come si \u00e8 costruito il deficit: il federalismo con i buchi"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong>di Franco Astengo<\/strong> &#8211; La pi\u00f9 grande incognita, nel discutere della vicenda del deficit pubblico e dei tentativi che \u2013 attraverso i tagli \u2013 il Governo cerca di compiere per fronteggiarlo \u2013 rimane, per la gran parte dell\u2019opinione pubblica, il \u201ccome\u201d questo deficit si sia formato, quali siano in realt\u00e0 le spese che hanno portato a questa situazione, quali investimenti improduttivi siano stati compiuti: insomma sul deficit servirebbe la verit\u00e0 nel dettaglio, ed anche il movimento sotto quest\u2019aspetto non appare avanzare una richiesta molto precisa, puntando di pi\u00f9 a chiedere la rimozione o il parziale arretramento dei tagli imposti in questo o in quell\u2019altro settore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cercheremo, attraverso questo intervento, di esporre un aspetto della formazione di questo deficit attraverso l\u2019esposizione di dati riguardanti un preciso settore: quello degli Enti Locali, laddove la Lega Nord ha esercitato pi\u00f9 fortemente la propria azione politica, rivendicando il merito dell\u2019avanzarsi del federalismo, prima di tutto sotto l\u2019aspetto fiscale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il nostro riferimento \u00e8 stato rappresentato da una relazione della Corte dei Conti, al riguardo dell\u2019acquisto da parte di Comune e Province di titoli messi sul mercato, in gran parte, da banche straniere e denominati \u201cSWAP\u201d e poi, pi\u00f9 realisticamente \u201ctitolo tossico\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I numeri di quest\u2019operazione parlano di per s\u00e9. I giudici della Corte dei Conti non aggiungono commenti davanti all\u2019esito dell\u2019indagine condotta sull\u2019uso dei derivati da parte dei Comuni e delle Province.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un\u2019inchiesta condotta attraverso una serie di audizioni che ha visto protagonisti moltissimi responsabili delle finanze degli Enti Locali. L\u2019augurio avanzato da tutti \u00e8 stato quello di poter riuscire a chiudere questo tipo di contratti nel pi\u00f9 breve tempo possibile. Perch\u00e9 il danno materiale rischia di essere niente affatto trascurabile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Basta dire che al 31 dicembre 2009 il risultato atteso (tecnicamente il mark to market depurato dei flussi finanziari realizzati fino a quella data) come conseguenza dei contratti di finanza derivata stipulata negli anni da Comuni e Province era negativo per oltre 885 milioni di Euro: 700 di competenza dei municipi e 185 delle amministrazioni provinciali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un vero e proprio fallimento di questa strategia: il ricorso a questi strumenti era stato autorizzato all\u2019inizio del decennio scorso dal precedente governo Berlusconi, con l\u2019intento di alleggerire la spesa per gli interessi per i debiti di Comuni, Province, Regioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il bilancio che adesso ne ha tratto la Corte dei Conti non pu\u00f2 certamente essere considerato lusinghiero. Ecco i dati: si \u00e8 verificato nel complesso un costo che va a gravare sulle finanze dei Comuni pari al 4,3% del valore nominale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In alcune regioni questo valore s\u2019impenna come in Piemonte (10,2%), nella Campania (10.16%), nella Basilicata (9.84%), nella Toscana (7,60%) in Liguria (5,88%: la statistica per\u00f2 non tiene conto della risoluzione del contratto vantaggiosamente realizzata dal Comune di Genova, in tempi molto recenti) e cos\u00ec via, fino agli Enti della Regione Lombardia dove il valore negativo si misura appena nello 0,64%.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo per i Comuni non va meglio per le Province, dove l\u2019aggravio dell\u2019indebitamento assume un valore medio ancora pi\u00f9 elevato: 5,1%. Spiega la Corte dei Conti: \u201c Nel caso delle province gli ambiti regionali in cui l\u2019incidenza del valore finale del derivato, rispetto al valore nazionale, \u00e8 pi\u00f9 forte sono quelli del Lazio (8,34%), Piemonte (7,33%), Lombardia (7,19%).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il fatto \u00e8 che l\u2019uso dei derivati \u00e8 stato lanciato in una fase in cui le amministrazioni comunali e provinciali, risultavano per lo pi\u00f9 impreparate alla bisogna (si tratta di una valutazione contenuta sempre nella relazione della Corte dei Conti), affidate ad advisor talvolta in aperto e grave conflitto d\u2019interesse; quando non direttamente agli stessi istituti di credito che proponevano loro gli strumenti di finanza creativa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per giunta, alcuni contratti (82 per i soli Comuni, pari all\u20198,6% del totale) sono sottoposti a una \u201cgiurisdizione non italiana\u201d. Scrivono a questo proposito i magistrati contabili: \u201cA parte i problemi di diritto internazionale privato e l\u2019oggettiva difficolt\u00e0 di conoscenza della legislazione e giurisprudenza di un Paese straniero, nell\u2019eventualit\u00e0 di un contenzioso l\u2019ente dovrebbe accollarsi maggiori oneri e rischi e questo certamente non risponde a principi di sana amministrazione\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il risultato \u00e8 che dei 965 contratti di derivati siglati da 655 Comuni, ben 688 cio\u00e8 il 71,3% del totale aveva, alla fine del 2009 un segno negativo (pensiamo per quel che riguarda il 2010, agli effetti della crisi economica.).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non c\u2019\u00e8 una sola Regione, nella quale siano stati stipulati questi accordi bancari da parte dei Sindaci, che vanti a tutt\u2019oggi un esito positivo degli stessi. Il volume di debito coinvolto in contratti di finanza derivata per i soli Comuni, ammonta a 16,3 miliardi di euro: un quarto dell\u2019intera esposizione comunale. Il record si riscontra nella Regione Lazio, con 3 miliardi 894 milioni seguita dalla Lombardia con 2 miliardi 141 milioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Veniamo alle Province: su 121 contratti stipulati dalle Province, quelli con segno negativo sono 97: l\u201980.16%. In testa a tutti c\u2019\u00e8 la Lombardia, i cui enti provinciali rischiano di rimetterci 76 milioni. Quasi inevitabile che in una situazione del genere si cercasse di correre ai ripari, con l\u2019estinzione anticipata degli accordi con le banche.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Finora si \u00e8 riusciti a farlo soltanto in 314 casi: 296 Comuni e 18 Province. In sostanza si pu\u00f2 ben affermare che i derivati dovevano proteggere gli investimenti, ma nella maggioranza dei casi il risultato \u00e8 stato esattamente il contrario.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il risultato \u00e8 stato, quindi, quello di un allargamento del deficit in una dimensione che minaccia di risultare particolarmente considerevole: l\u2019operato dei giudici della Corte dei Conti pu\u00f2 ben essere indicato come un esempio di tentativo di far chiarezza che dovrebbe essere realizzato anche in tanti altri settori.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>di Franco Astengo &#8211; La pi\u00f9 grande incognita, nel discutere della vicenda del deficit pubblico e dei tentativi che \u2013 attraverso i tagli \u2013 il Governo cerca di compiere per fronteggiarlo \u2013 rimane, per la <a class=\"mh-excerpt-more\" href=\"https:\/\/www.albengacorsara.it\/corsara\/2011\/10\/22\/come-si-e-costruito-il-deficit-il-federalismo-con-i-buchi\/\" title=\"Come si \u00e8 costruito il deficit: il federalismo con i buchi\">[&#8230;]<\/a><\/p>\n<\/div>","protected":false},"author":9,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_lmt_disableupdate":"","_lmt_disable":"","footnotes":""},"categories":[124,12,132,26,46,56],"tags":[8212,7843],"class_list":{"0":"post-67997","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","6":"category-dibattiti","7":"category-economia","8":"category-interventi","9":"category-le-notizie-del-giorno","10":"category-politica","11":"category-rubriche","12":"tag-politica-e-amministrazione","13":"tag-winterventi"},"modified_by":null,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.albengacorsara.it\/corsara\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/67997","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.albengacorsara.it\/corsara\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.albengacorsara.it\/corsara\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.albengacorsara.it\/corsara\/wp-json\/wp\/v2\/users\/9"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.albengacorsara.it\/corsara\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=67997"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.albengacorsara.it\/corsara\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/67997\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.albengacorsara.it\/corsara\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=67997"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.albengacorsara.it\/corsara\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=67997"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.albengacorsara.it\/corsara\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=67997"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}