{"id":6720,"date":"2010-02-08T17:10:48","date_gmt":"2010-02-08T16:10:48","guid":{"rendered":"http:\/\/albengacorsara.it\/?p=6720"},"modified":"2019-08-21T15:26:35","modified_gmt":"2019-08-21T13:26:35","slug":"arte-a-palazzo-ducale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.albengacorsara.it\/corsara\/2010\/02\/08\/arte-a-palazzo-ducale\/","title":{"rendered":"Arte a Palazzo Ducale"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong>di Alfredo Sgarlato<\/strong> &#8211; C\u2019\u00e8 tempo fino a domenica per visitare le due splendide mostre ospitate al Palazzo Ducale di Genova. La prima, nell\u2019Appartamento del Doge, \u00e8 dedicata al pittore e designer tedesco Otto Hoffmann (1907-1996). Hoffmann fu allievo di Kandinskij e Klee (sono esposti i quaderni con gli appunti delle loro lezioni); se nella prima fase della sua carriera \u00e8 evidente l\u2019influenza dei maestri, in seguito Hoffmann arriva ad uno stile personale intermedio tra realismo e astratto: i temi sono evidenti e riconoscibili, ma lo stile ricerca l\u2019astrazione abbattendo i vincoli del reale. Hoffmann diventa insegnante alla prestigiosa scuola della  Bauhaus, ma alcuni suoi articoli critici lo fanno ben presto bollare come \u201cartista degenerato\u201d e gli viene impedito di lavorare. Costretto ad arruolarsi viene mandato sul fronte russo dove \u00e8 fatto prigioniero. Durante la guerra e la prigionia \u00e8 l\u2019amore per l\u2019arte che gli consente di restare umano; bellissime le lettere illustrate che manda agli amici e che sono esposte anch\u2019esse. Dipinge alcuni paesaggi russi che ricordano nell\u2019uso del colore quelli di Chagall.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo la guerra sceglie la Germania Est, ma ben presto deve fuggire a Parigi. Negli anni \u201950 lavora soprattutto nell\u2019insegnamento e nel design: una sala \u00e8 dedicata a oggetti d\u2019uso quotidiano progettati da lui, molto belli. Ritorna presto  a dipingere, adesso opere totalmente astratte con alcuni temi ricorrenti (le scale, i circoli luminosi), sfruttando ogni tecnica possibile: acquarello, olio su tela, china, pastelli, carboncino, incisioni. Dal \u201976 alla morte vive a Pompeiana (IM), dove dipinge tele molto grandi, che sebbene astratte mostrano l\u2019amore per il paesaggio ligure. Oltre alle opere di Hoffmann (circa 400) sono esposte 50 fotografie di altri artisti della Bauhaus, soprattutto Lazlo Moholy-Nagy.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella Loggia degli Abati si possono invece ammirare le fotografie del grandissimo Henry Cartier Bresson scattate durante  due viaggi in Unione Sovietica (anni \u201950 e \u201970). Sono foto in bianco e nero, pieno del dinamismo tipico dello stile di questo grande maestro, alcune sembrano addirittura scene da un musical, altre sono invece piuttosto inquietanti (la parata degli atleti a torso nudo, le bambine che giocano davanti ai ritratti dei tiranni). Una in particolare mi \u00e8 sembrata magnifica: una sala vuota, sul muro l\u2019onnipresente ritratto di Lenin e una scritta incomprensibile; nella sala accanto, pi\u00f9 sullo sfondo, una coppia, lei bellissima, balla con leggerezza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\">P.S. se invece siete nostalgici degli anni \u201980 al museo di Villa Croce \u201cRistabilire il Disordine\u201d mostra che documenta l\u2019attivit\u00e0 del centro culturale UH!, musica, fanzines, performances periodo \u201879\/\u201983, fino al 7 marzo.<\/p>\n<\/blockquote>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>di Alfredo Sgarlato &#8211; C\u2019\u00e8 tempo fino a domenica per visitare le due splendide mostre ospitate al Palazzo Ducale di Genova. 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