{"id":66521,"date":"2011-10-04T16:56:38","date_gmt":"2011-10-04T14:56:38","guid":{"rendered":"http:\/\/albengacorsara.it\/?p=66521"},"modified":"2019-08-22T11:39:47","modified_gmt":"2019-08-22T09:39:47","slug":"il-sovversivismo-delle-classi-dirigenti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.albengacorsara.it\/corsara\/2011\/10\/04\/il-sovversivismo-delle-classi-dirigenti\/","title":{"rendered":"Il sovversivismo delle classi dirigenti"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong>di Franco Astengo<\/strong> &#8211; Antonio Gramsci scriveva gi\u00e0, al suo tempo, di \u201csovversivismo delle classi dirigenti\u201d: una definizione che si attaglierebbe perfettamente anche alla situazione attuale, contraddistinta dall\u2019inedita gravit\u00e0 della crisi economica, accompagnata nello specifico del \u201ccaso italiano\u201d da una crisi verticale della credibilit\u00e0 dell\u2019\u201cagire politico\u201d nel suo complesso e da una \u201cquestione morale\u201d che investe per intero il delicato tema del rapporto tra etica e politica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una crisi complessiva che \u00e8 possibile definire come di carattere \u201csistemico\u201d che colpisce duramente i comuni cittadini nel complesso della materialit\u00e0 delle loro condizioni di vita ed anche nell\u2019idealit\u00e0 del sistema di valori e delle aspirazioni future.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una crisi che testimonia del fallimento epocale di un intero \u201cceto dirigente\u201d che si \u00e8 definito, cercato, voluto come \u201cseparato\u201d dalla normale vita quotidiana, trincerandosi dietro un\u2019altissima siepe di incomprensibili privilegi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un \u201cceto separato\u201d (composto, come vedremo non soltanto dai cosiddetti \u201cpolitici\u201d) che, oggi, nel suo insieme si rifiuta di fornire plausibili spiegazioni al riguardo di ci\u00f2 che \u00e8 effettivamente accaduto nel corso degli ultimi anni; spiegazioni riguardanti il \u201cperch\u00e9\u201d siano stati spezzati i legami che univano passato, presente, futuro unificando il tutto nel mostro di un presente \u201cdivoratore\u201d a vantaggio del pi\u00f9 forte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Altri \u201cperch\u00e9\u201d dovrebbero essere spiegati: come \u00e8 successo che si \u00e8 dato \u201cvia libera\u201d a un processo di finanziarizzazione esclusivamente speculativa (senza alcun margine di accumulazione, in funzione di investimenti) che ha finito con il distruggere la maggior parte dell\u2019economia reale; come si \u00e8 formato questo gigantesco debito pubblico che minaccia a questo punto non tanto e non solo la sovranit\u00e0 degli Stati ma addirittura l\u2019essenza stessa della democrazia, minacciando il definitivo \u201cvia libera\u201d al dominio dei gi\u00e0 affermatissimo organismi sovranazionali, ben distanti anch\u2019essi dalla vita dei cittadini ma anche da ogni possibile forma di controllo collettivo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una crisi, quella che stiamo vivendo giorno per giorno, condotta dai \u201cpotenti\u201d con inaudita ferocia ideologica, puntando a ripristinare antiche \u201ccondizioni di classe\u201d che pensavamo ormai superate a favore di un compromesso, instabile e precario sicuramente, ma comunque abbastanza forte per sostenere una linea di miglioramento delle condizioni complessive delle classi subalterne: un compromesso, venuto fuori da contraddizioni storiche di enorme rilevanza (guerra, rivoluzioni, ecc.) del quale la sinistra ha smarrito completamente la memoria, tagliando le proprie radici e consegnandosi, mani e piedi gi\u00e0 legati, all\u2019ideologia dell\u2019avversario, in nome dell\u2019analisi sbagliata della fine \u2013 appunto \u2013 dell\u2019ideologia e della distinzione destra\/sinistra (perfino Norberto Bobbio cerc\u00f2, inutilmente, di richiamare la sussistenza di questa distinzione, ma, nella parte terminale della sua opera, fu molto riverito e altrettanto poco ascoltato).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Descritto, sommariamente ma crediamo realisticamente, lo stato delle cose in atto, proviamo a ritornare alle questioni di casa nostra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 il momento degli industriali: divisi tra chi, smentendo la parola data e rivelando (se mai ce ne fosse stato bisogno) il proprio volto dichiara di andarsene dall\u2019Italia perch\u00e9 vi esiste ancora una pallida idea di contrapposizione sociale che critica la sua visione delle \u201cmagnifiche sorti e progressive\u201d, e tra chi detta dal pulpito (dei giornali e\/o dei convegni) la propria ideologia, manovrando per spostare (se possibile) ancora pi\u00f9 a destra l\u2019asse politico del Paese, ignorando il quadro politico europeo e dimostrando il solito provincialismo corporativo: non apriamo qui il capitolo del nostro \u201ccapitalismo straccione\u201d (un vecchio dibattito a sinistra: ma abbiamo nostalgia dei convegni del \u201cGramsci\u201d sull\u2019argomento) che ha gi\u00e0 governato l\u2019Italia, non dimentichiamolo, modernizzandosi grazie alla polizia di Scelba, ai contributi della Cassa per il Mezzogiorno, alla CIG pagata da tutti e usata, storicamente, dai \u201cpadroni\u201d (si pu\u00f2 ancora usare questa parola?) come arma di intimidazione politica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La risposta da destra, a questa tecnocrazia rampante che punta alla dittatura delle coscienze e di un modello di vita segnato, dalla propria parte, dalla priorit\u00e0 della \u201ccontraddizione principale\u201d di marxiana memoria, \u00e8 ancora quella del populismo impastato di revanscismo, della concezione \u201cproprietaria\u201d della politica, del pressapochismo, del decadentismo da \u201cfine impero\u201d (niente a che fare con D\u2019Annunzio o con il modernismo di Pitigrilli) che ha caratterizzato questi ultimi 20 anni di infinita \u201ctransizione italiana\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sul lato sinistro della vicenda abbiamo gi\u00e0 scritto e riassumiamo in una sola battuta \u201csmarrita la sinderesi\u201d: con il PD che non riesce a trovare un punto unitario d\u2019azione su qualsivoglia argomento roso all\u2019interno da personalismi nati non a caso ma quale frutto dell\u2019orientamento assunto da una precisa vicenda storica; e con quella che avrebbe dovuto rappresentare una nuova soggettivit\u00e0 politica, SeL, imprigionata all\u2019interno del modello ormai in crisi del leaderismo, e incapace di scegliere sulle discriminanti fondative, sia sul terreno economico-sociale, sia nel campo dell\u2019agire politico (riassumeva bene, oggi, una lettrice del \u201cManifesto\u201d: maggioritario\/Proporzionale; gestione pubblica\/liberalizzazioni; lettera della BCE o rifiuto della logica del debito).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Infine, destra e sinistra assieme cercando di correre, spaventate, ai ripari rispetto all\u2019evidente corto-circuito esistente tra i cittadini e il ceto politico, evidenziatosi, nell\u2019immediato (ma non \u00e8 stata davvero una sorpresa per nessuno) dalle firme raccolte per promuovere il referendum elettorale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Firme, sia ben chiaro, attraverso le quali tante persone hanno inteso lanciare una sorta di \u201cgrido di dolore\u201d, senza che ovviamente la gran parte di essi intendesse entrare nel merito delle scelte conseguenti al sistema elettorale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un referendum promosso, come appare evidente, al solo fine della lotta interna al centrosinistra e del posizionamento di alcuni attori politici in cerca di leadership nel quadro delle futuribili, pi\u00f9 o meno, possibili \u201cprimarie\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il \u201cceto politico separato\u201d discetta cos\u00ec di \u201cpreferenze\u201d e di \u201ccollegi uninominali\u201d pensando attraverso l\u2019utilizzo di queste tecnicalit\u00e0 di colmare, almeno parzialmente, il fossato che si \u00e8 scavato e che, in queste condizioni, appare del tutto incolmabile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La strada della ricucitura di una qualche forma di relazione positiva \u00e8 ben pi\u00f9 lunga della scorciatoia della modifica della legge elettorale e rischia di rimanere, come quella dell\u2019inferno, lastricata di buone intenzioni se non si recupera l\u2019idea della politica come rappresentazione concreta della realt\u00e0 sociale, come momento di promozione di nuovi livelli di attivizzazione dal basso, come punto di riferimento per soggettivit\u00e0 collettive intrecciate tra loro nell\u2019idea della ricerca del bene comune , dell\u2019interesse generale, dell\u2019identit\u00e0 culturale, della prospettiva per il futuro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Senza alcuna indulgenza verso improvvisati \u201crottamatori\u201d capaci soltanto di promuovere se stessi, servirebbe davvero una nuova classe dirigente non solo in politica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E aperto il dibattito sul \u201ccome\u201d: quella imperante e clamorosamente impegnata nella ricerca soggettiva del proprio riciclaggio ha clamorosamente fallito e ad essa vanno chiesti i conti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Registreremo, probabilmente, quando sar\u00e0 il momento, tanto per rimanere sul terreno della \u201cpolitica fine\u201d, una forte disaffezione dal voto: ma sar\u00e0 ancora pi\u00f9 complesso e difficile interpretare il voto di chi, rispettando ancora le regole della democrazia formale, esprimer\u00e0 la propria indignazione attraverso il suffragio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un suffragio carico di attese alla quali sar\u00e0 necessario cercare di rispondere con impegno ed onest\u00e0 intellettuale, pena la definitiva implosione del sistema.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>di Franco Astengo &#8211; 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