{"id":66315,"date":"2011-10-01T17:35:13","date_gmt":"2011-10-01T15:35:13","guid":{"rendered":"http:\/\/albengacorsara.it\/?p=66315"},"modified":"2019-08-22T11:39:41","modified_gmt":"2019-08-22T09:39:41","slug":"milioni-di-firma-cultura-politica-e-legge-elettorale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.albengacorsara.it\/corsara\/2011\/10\/01\/milioni-di-firma-cultura-politica-e-legge-elettorale\/","title":{"rendered":"Milioni di firme, cultura politica e legge elettorale"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong>di Franco Astengo<\/strong> &#8211; In queste ore sono state presentate alla Corte Costituzionale oltre un milione di firme (stima degli organizzatori) per richiedere l\u2019indizione di un referendum abrogativo sulla legge elettorale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un risultato politico sicuramente importante, attorno ad un tema sul quale molto si \u00e8 dibattuto negli ultimi tempi senza che si riuscisse a trovare, da parte delle forze parlamentari, una soluzione al riguardo del superamento dell\u2019attuale sistema che, molto sbrigativamente, tanto per formulare un giudizio di sintesi pu\u00f2 ben essere considerato il peggior sistema mai escogitato in una (presunta) democrazia di stampo occidentale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non elenchiamo qui tutti i difetti e i limiti dell\u2019attuale sistema, occuperemmo uno spazio eccessivo: baster\u00e0 ricordare come il punto relativo alle liste bloccate e alla conseguente predeterminazione da parte dei potentati di partito (con annessi e connessi, cordate e quant\u2019altro) dei membri del Parlamento ha rappresentato il punto vero sul quale \u00e8 andato completamente in pezzi il gi\u00e0 fragile equilibrio (minato da Tangentopoli e da tutti gli altri scandali oltre che da un processo esasperante di personalizzazione della politica, giunto anche a sinistra alla soglia del \u201cculto della personalit\u00e0\u201d di antica tradizione) nel rapporto tra cittadini e istituzioni, causando un vero e proprio cortocircuito.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Bene quindi tentare di superare questo stato di cose. Non va dimenticato, per\u00f2, che il referendum abrogativo che si sta proponendo in questo momento riporta le cose alla legge del 1993 (misto maggioritario al 75%, proporzionale al 25%, con collegi uninominali e \u2013 ancora \u2013 liste bloccate per la parte proporzionale, pi\u00f9 soglia di sbarramento, scorporo, liste civetta, ecc.) utilizzata per le elezioni politiche del 1994 (vittoria del Polo delle Libert\u00e0 e del Buon Governo) 1996 (vittoria dell\u2019Ulivo con l\u2019apporto della \u201cdesistenza\u201d attuata dal PRC) 2001 (vittoria della \u201cCasa delle Libert\u00e0\u201d, comprensiva di FI, AN e UDC).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un sistema che ha aperto la strada allo squilibrio nel rapporto tra governabilit\u00e0 e rappresentanza, all\u2019ulteriore incremento nel processo di personalizzazione della politica (a livello nazionale e locale) e al fenomeno dei candidati \u201cparacadutati\u201d nei collegi considerati \u201csicuri\u201d da una parte e dall\u2019altra, con la pi\u00f9 completa ignoranza del principio relativo al rapporto diretto tra candidati ed elettori (vale l\u2019esempio, famoso, del Mugello, quando l\u2019Ulivo candid\u00f2 Di Pietro, il centrodestra oppose Ferrara e il PRC il compianto Sandro Curzi. Nessuno tra questi legato minimamente al territorio per una disfida di dimensioni nazionali, ignorando completamente la realt\u00e0 del territorio.)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In realt\u00e0, ed \u00e8 questo il punto che intendevamo sollevare in questa occasione, riprendendo alcuni temi gi\u00e0 sviluppati in passato, la strada assunta, ancora una volta (e in due soli casi rilevatasi efficace, nei lontani 1991 e 1993) del referendum dimostra la volont\u00e0 di non sviluppare a fondo una discussione di merito, posta sul piano della cultura politica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si tratta, insomma, dell\u2019ennesima dimostrazione di un ritardo accumulato da anni nella capacit\u00e0 di sviluppare un\u2019analisi di fondo sulle forme e le strutture dell\u2019agire politico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un\u2019analisi che proprio non si riesce a far decollare. La realt\u00e0 della profonda crisi economica e sociale richiederebbe, prima di tutto, un salto di qualit\u00e0 sul piano culturale, attraverso l\u2019avvio di un serio tentativo di ricostruzione di una sintesi progettuale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una sintesi da realizzarsi riuscendo a oltrepassare le espressioni correnti dell\u2019individualismo dominante (frutto dell\u2019approccio neo-liberista ormai introiettato, fin dai primi anni\u201990, anche dalla sinistra italiana di tradizione socialista e comunista: salvo alcune eccezioni rimaste minoritarie).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 stato attraverso le espressioni dell\u2019individualismo che si sono affrontate, almeno fin qui, le cosiddette contraddizioni \u201cpost-materialiste\u201d. Quelle contraddizioni \u201cpost-materialiste\u201d che Inglehart, fin dal 1997, ha definito come \u201cle scelte sullo stile di vita che caratterizzano le economie post-industriali\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Oggi, proprio la realt\u00e0 della crisi globale (delle quale, almeno in questa sede, non enucleiamo le caratteristiche specifiche per evidenti ragioni di economia del discorso) reclama il ritorno all\u2019espressione di valori orientati, invece: \u201c alla disciplina e all\u2019autolimitazione, che erano stati tipici delle societ\u00e0 industriali\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Appaiono evidenti le esigenze che sorgono nel merito della programmazione, dell\u2019intervento pubblico in economia, della redistribuzione del reddito, dell\u2019eguaglianza attraverso l\u2019espressione universalistica del welfare, del ritorno a una \u201cdimensione geografica\u201d (quest\u2019ultimo punto, per quel che ci riguarda, dovrebbe chiamarsi \u201cEuropa politica\u201d da ricostruire oltrepassando l\u2019Europa delle monete).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il tema della legge elettorale \u00e8 strettamente collegato a quello della presenza politico-istituzionale di una sinistra capace di elaborare un \u201cprogetto di sintesi\u201d (lo abbiamo gi\u00e0 definito, in altra occasione \u201cprogramma comune\u201d, ponendoci nella dimensione di un aggiornamento storico delle nostre coordinate di fondo, oltrepassando cos\u00ec quegli elementi di distintivit\u00e0 identitari causa delle divisioni del passato).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Perch\u00e9 questo stretto legame? Ripercorriamo velocemente le caratteristiche dei due principali sistemi elettorali: il maggioritario (nella cui direzione ci si \u00e8 rivolti, in Italia, al fine di costruire un artificioso bipolarismo).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019idea del maggioritario \u00e8 stata frutto, al momento dell\u2019implosione del sistema politico nei primi anni\u201990, di una vera e propria \u201cubriacatura ideologica\u201d, strettamente connessa all\u2019ondata liberista: non si sono avuti risultati sul terreno della frammentazione partitica e su quello della stabilit\u00e0 di governo (sono, forse, diminuite le crisi formali ma di molto accresciute, se guardiamo anche alla stessa attualit\u00e0 fibrillazioni che hanno causato fasi di vera e propria ingovernabilit\u00e0).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Inoltre il maggioritario ha aperto la strada allo svilimento nel ruolo delle istituzioni, alla crescita abnorme della personalizzazione (fenomeno che ha colpito duramente a sinistra, al punto da renderla in alcune sue espressioni di soggettivit\u00e0 del tutto irriconoscibile), alla costruzione di quella pericolosissima impalcatura definita \u201cCostituzione materiale\u201d attraverso l\u2019esercizio della quale si tende verso una sorta di presidenzialismo \u2013 populista, all\u2019allargamento del distacco tra istituzioni e cittadini.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il sistema proporzionale (quello \u201cvero\u201d, non certo quello del sistema elettorale vigente, sul quale non spendiamo ulteriori parole ma stendiamo un velo pietoso) \u00e8 stato accusato di rappresentare, nel passato recente della storia d\u2019Italia, il veicolo di quel consociativismo considerato l\u2019origine di tutti i mali del sistema politico, inefficienza e corruzione \u201cin primis\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Preso atto di tutto ci\u00f2 cogliamo l\u2019occasione per esprimere una valutazione di fondo favorevole al sistema proporzionale: il proporzionale, infatti, rappresenta un sistema fondato necessariamente sul ruolo dei partiti, quali componenti fondamentali di una democrazia stabile, inoltre lo scrutinio di liste esige, necessariamente, un diverso equilibrio tra le candidature, affrontando cos\u00ec il tema del decadimento complessivo della classe politica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Interessa, per\u00f2, soprattutto il legame tra sistema elettorale e struttura dei partiti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 questo il punto fondamentale del discorso che intendiamo sostenere in questa sede: la sinistra ha bisogno di un\u2019adeguata soggettivit\u00e0 politica che, proprio alla presenza di un\u2019articolazione cos\u00ec evidente nelle richieste della societ\u00e0 (come abbiamo cercato di mettere in luce all\u2019inizio), produca reti fiduciarie pi\u00f9 ampie e meno segmentate, pi\u00f9 aperte verso le istituzioni, in grado di essere considerata produttrice e riproduttrice di capitale sociale, di allentare la morsa del particolarismo dilatando anche le maglie delle appartenenze locali e rilanciando il \u201cconsolidamento democratico\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo si pu\u00f2 realizzare riportando in campo l\u2019idea di un soggetto politico unitario della sinistra italiana, collocato di l\u00e0 dalle passate dimensioni ideologiche, capace di produrre un progetto di societ\u00e0 alternativa e di diffondere egemonia culturale: un partito capace di recuperare una propria, autonoma, dimensione e struttura di massa presente in profondit\u00e0 nelle pieghe della societ\u00e0 italiana, esprimendosi anche con una forte valenza di sintesi al riguardo dei grandi temi internazionali e interloquendo e collegandosi, a quel livello, con soggetti di altri paesi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quest\u2019ultimo sarebbe il tema del Partito socialista europeo che dovr\u00e0, comunque, essere affrontato nel breve periodo da tutti i soggetti interessati a esprimersi sul terreno di una proposta di vera alternativa a questo sistema politico avviato ormai verso la crisi pi\u00f9 profonda.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lanciamo cos\u00ec un appello rivolto a quanti sostengono i fondamenti culturali dell\u2019idea del sistema elettorale proporzionale nella visione di una democrazia rappresentativa cos\u00ec come disegnata dalla Costituzione Repubblicana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un\u2019autonomia politica e culturale della sinistra non potr\u00e0 mai pi\u00f9 essere raggiunta se non ci sar\u00e0 su questo tema, della rappresentanza, il raggiungimento di un\u2019unit\u00e0 di intenti e di visione politica, fondamentale per costruire le fondamenta di quel nuovo soggetto al quale, uscendo dalle rispettive nicchie di appartenenza si dovrebbe cominciare a lavorare unitariamente, con urgenza. I tempi della crisi, nell\u2019economia e nella politica, non aspettano.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>di Franco Astengo &#8211; In queste ore sono state presentate alla Corte Costituzionale oltre un milione di firme (stima degli organizzatori) per richiedere l\u2019indizione di un referendum abrogativo sulla legge elettorale. 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