{"id":64847,"date":"2011-09-11T19:30:46","date_gmt":"2011-09-11T17:30:46","guid":{"rendered":"http:\/\/albengacorsara.it\/?p=64847"},"modified":"2019-08-22T11:38:17","modified_gmt":"2019-08-22T09:38:17","slug":"a-venezia-una-mostra-magistrale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.albengacorsara.it\/corsara\/2011\/09\/11\/a-venezia-una-mostra-magistrale\/","title":{"rendered":"A Venezia una mostra magistrale"},"content":{"rendered":"<p style=\"margin-bottom: 0cm;\" align=\"justify\"><strong>di Alfredo Sgarlato<\/strong> &#8211; Questa sessantottesima edizione del Festival del cinema di Venezia ha mostrato un livello molto alto e le premiazioni daranno adito a meno polemiche del solito. Leone d&#8217;oro, ampiamente previsto dopo le proiezioni, a \u201c<em><strong>Faust<\/strong><\/em><strong> <\/strong>\u201c di <span style=\"font-style: normal;\"><strong>Alexander Sokurov<\/strong><\/span>, film con cui il regista russo chiude la tetralogia dedicata alla sconfitta del potere, composta da \u201c<em>Moloch<\/em>\u201d (Hitler chiuso nel bunker), \u201c<em>Taurus<\/em>\u201d (la morte di Lenin)e \u201c<em>Il Sole<\/em>\u201d (Hiroito rinuncia ad essere venerato come dio).<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\" align=\"justify\">Mentre questi tre splendidi film si basavano su fatti reali, qui Sokurov affronta un tema letterario col suo stile inconfondibile basato su un uso pittorico del colore, un uso particolare dei movimenti di macchina da presa (ricordiamo un altro dei suoi capolavori, \u201c<em>Arca Russa<\/em>\u201d, girato in un&#8217;unica sequenza) ed uno humour beffardo e sottile.<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\" align=\"justify\">Qualcuno inevitabilmente si \u00e8 lagnato del fatto che il Leone d&#8217;oro non sia andato a Polanski o a Friedkin, soprattutto i populisti che al cinema vorrebbero vedere solo commedie o gli inviati dei media governativi convinti che l&#8217;unico criterio delle giurie sia l&#8217;antiamericanismo. Ma compito di una giuria \u00e8 anche scoprire nuovi talenti o consacrare artisti non ancora apprezzati quanto \u00e8 dovuto. Cos\u00ec finalmente Sokurov, superficialmente designato come nuovo Tarkovskij, forse perch\u00e9 i suoi primi film erano piuttosto ermetici (i due per\u00f2 erano effettivamente molto amici), avr\u00e0 un minimo di notoriet\u00e0 in pi\u00f9.<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\" align=\"justify\">Il presidente della giuria Aronofsky ha annunciato che questo premio \u00e8 stato assegnato all&#8217;unanimit\u00e0, cos\u00ec come il premio speciale a \u201c<em>Terraferma<\/em>\u201d di <strong>Emanuele Crialese<\/strong>. Questo film ha conquistato la stampa straniera, mentre ha lasciato qualche perplessit\u00e0 in quella italiana, forse ancora innamorata del precedente \u201c<em>Respiro<\/em>\u201d, un capolavoro che mi ha ricordato il Rossellini \u201cmistico\u201d, quello di \u201c<em>Viaggio in Italia<\/em>\u201d ed \u201c<em>Europa<\/em> <em>&#8217;51<\/em>\u201d.<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\" align=\"justify\">Leone d&#8217;argento alla miglior regia a Shangjun Cai, il cui \u201c<em>People mountain people sea<\/em>\u201d, opera seconda, \u00e8 stato presentato a sorpresa per evitare la censura a cui \u00e8 stato sottoposto in Cina, malgrado cinque revisione coatte della sceneggiatura. Cinese anche la migliore attrice, Deannie Yip, interpete di \u201c<em>Taojie<\/em>\u201d di Ann Hui, regista molto premiata all&#8217;estero e sconosciuta da noi, il cui film \u00e8 stato considerato tra i migliori del festival. Miglior attore, altro premio previsto, a Michael Fassbender, per \u201c<em>Shame<\/em>\u201d di Steve Mc Queen, film che ha diviso la critica e preso molti premi minori come il FIPRESCI (premio della stampa straniera). Fassbender, che \u00e8 anche Jung nel film di Cronenberg, interpreta un erotomane alle prese con la sorellina psicopatica (Carey Mulligan, da tenere d&#8217;occhio anche lei). Premio Mastroianni per gli attori debuttanti a Shota Sometani e Fumi Nikaido, protagonisti di \u201c<em>Himizu<\/em>\u201d di Sion Sono, regista adorato in rete ma sconosciuto ai pi\u00f9, autore di film surreali con personaggi adolescenti, che sar\u00e0 omaggiato da una retrospettiva la festival di Torino in novembre.<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\" align=\"justify\">Va in Giappone anche il premio per il miglior film della sezione Orizzonti, a \u201c<em>Kotoko<\/em>\u201d del grande Shin&#8217;ya Tsukamoto, il regista che a Venezia firma pi\u00f9 autografi, l&#8217;autore dello stracult \u201c<em>Tetsuo- l&#8217;uomo di acciaio<\/em>\u201d, che in questo film lascia l&#8217;horror per il dramma psicologico, come nel suo capolavoro \u201c<em>A snake of june<\/em>\u201d. Miglior sceneggiatura \u201c<em>Alpis<\/em>\u201d di Yorgos Lanthimos, che dopo il premio l&#8217;anno scorso ad \u201c<em>Attenberg<\/em>\u201d di Atina Tsangari conferma la salute del cinema greco malgrado la crisi che investe il paese. Miglior contributo tecnico alla fotografia di \u201c<em>Wutheringh Hights<\/em>\u201d di Andrea Arnold, miglior opera prima \u201c<em>La-bas<\/em>\u201d di Guido Lombardi, uno dei molti film che trattano di immigrazione.<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\" align=\"justify\">Questa la giuria ufficiale; poi ad un festival che si rispetti un premio non si nega a nessuno, quindi citiamo i pi\u00f9 simpatici tra i premi collaterali. Iniziamo con quello che tv e giornali, distrattoni, hanno dimenticato: premio speciale tra i documentari a \u201c<em>Black<\/em> <em>block<\/em>\u201d, film che documenta i pestaggi avvenuti a Genova al G8 2001 da parte della polizia verso manifestanti stranieri pacifici, premiato insieme a \u201c<em>Pugni chiusi<\/em>\u201d che documenta l&#8217;occupazione dell&#8217;Asinara da parte di un gruppo di cassintegrati. Premio Brian consegnato dall&#8217;UAAR (unione atei agnostici razionalisti) a \u201c<em>Le idi di marzo<\/em>\u201d di George Clooney. Leone queer per il miglior film a tematiche LGBT (lesbian-gay-bisex-transgender) a \u201c<em>Wilde Salom\u00e8<\/em>\u201d di Al Pacino, Leoncino d&#8217;oro degli studenti a \u201c<em>Carnage<\/em>\u201d di Polanski, qualche premio \u00e8 andato anche \u201c<em>Killer Joe<\/em>\u201d di Friedkin, qualche altro centinaio di premi lo tralasciamo senn\u00f2 si fa notte.<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\" align=\"justify\">In breve, ottimi film, premi ben dati, ora speriamo che questi film ce li facciano vedere, visto che alcuni dei premiati negli anni scorsi, come il gi\u00e0 citato \u201c<em>Attenberg<\/em>\u201d o \u201c<em>Ballata triste de trompeta<\/em>\u201d di Alex de la Iglesia da noi non sono mai usciti.<\/p>\n<blockquote>\n<p style=\"MARGIN-BOTTOM: 0cm\" align=\"justify\"><em><strong>* il trend dei desideri: la rubrica Corsara di Alfredo Sgarlato <\/strong><\/em><\/p>\n<\/blockquote>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>di Alfredo Sgarlato &#8211; Questa sessantottesima edizione del Festival del cinema di Venezia ha mostrato un livello molto alto e le premiazioni daranno adito a meno polemiche del solito. 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