{"id":55307,"date":"2011-05-23T18:39:26","date_gmt":"2011-05-23T16:39:26","guid":{"rendered":"http:\/\/albengacorsara.it\/?p=55307"},"modified":"2019-08-22T09:36:22","modified_gmt":"2019-08-22T07:36:22","slug":"festival-di-cannes-premiati-e-delusi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.albengacorsara.it\/corsara\/2011\/05\/23\/festival-di-cannes-premiati-e-delusi\/","title":{"rendered":"Festival di Cannes: premiati e delusi"},"content":{"rendered":"<p style=\"margin-bottom: 0cm\" align=\"JUSTIFY\"><strong>di Alfredo Sgarlato<\/strong> &#8211; Quest&#8217;anno l&#8217;elenco dei vincitori del Festival di Cannes, a seguito di una selezione molto superiore agli anni precedenti, non ha riservato particolare sorprese.  Palma d&#8217;oro annunciata a <em><strong>The tree of life<\/strong><\/em> di <strong>Terrence Malick<\/strong>. Per Malick ho avuto un colpo di fulmine quando ventenne vidi <em>I giorni del<\/em> <em>cielo<\/em> in un ciclo dedicato ai film sconosciuti con Richard Gere. Da allora sono tra quelli sfogliano compulsivamente riviste e siti per avere tracce di un suo nuovo film. Questo <em>Tree of life <\/em>ha molto diviso, tra chi annuncia il film epocale e chi lo trova pretenzioso ma ingenuo. Aspettiamo che arrivi una copia in provincia per il giudizio definitivo; certo \u00e8 che pochi registi hanno avuto la capacit\u00e0 che ha Malick di filmare la natura come un&#8217;entit\u00e0 vivente (Tarkovskij, Weir, il primo Bergman) ma trovo fuori luogo il paragone con Kubrick, valido solo per motivi caratteriali e non artistici: tanto \u00e8 illuminista e freudiano Kubrick quanto \u00e8 spirituale e panteista Malick.<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm\" align=\"JUSTIFY\">Gran premio della giuria ex aequo per due (anzi tre) artisti molto amati a Cannes: i fratelli <strong>Dardenne<\/strong> con <em><strong>Le gamin au vel\u00f2<\/strong><\/em> e <strong>Nuri Bilge Ceylan<\/strong> con <em><strong>Once upon a time in Anatolia. <\/strong><\/em><span style=\"font-style: normal\"><span style=\"font-weight: normal\">I fratelli belgi hanno gi\u00e0 vinto due palme d&#8217;oro, la prima con <\/span><\/span><em><span style=\"font-weight: normal\">Rosetta<\/span><\/em><span style=\"font-style: normal\"><span style=\"font-weight: normal\">, secondo me il film pi\u00f9 brutto che io abbia mai visto. Nei primi film i Dardenne cercavano il realismo assoluto, il che vuol dire film senza trama e senza stile, in cui personaggi antipatici, quasi sempre ripresi di spalle, compiono gesti incomprensibili. Inoltre io penso che l&#8217;arte non possa mai essere realistica, perch\u00e9 \u00e8 sempre filtrata dal punto di vista di un autore, e quanto pi\u00f9 si cerca il realismo tanto pi\u00f9 si prende in giro lo spettatore. Pare che anche i Dardenne si siano resi conto dei propri limiti e col nuovo film propongono un forte cambiamento stilistico: una star protagonista (Cecile de France, belga a dispetto del nome, vista in <\/span><\/span><em><span style=\"font-weight: normal\">Hereafter<\/span><\/em><span style=\"font-style: normal\"><span style=\"font-weight: normal\">), movimenti di macchina, fotografia solare, finale ottimistico. Quanto a Ceylan, gi\u00e0 premiato coi film precedenti (<\/span><\/span><em><span style=\"font-weight: normal\">Ozak<\/span><\/em><span style=\"font-style: normal\"><span style=\"font-weight: normal\">, <\/span><\/span><em><span style=\"font-weight: normal\">Le tre scimmie<\/span><\/em><span style=\"font-style: normal\"><span style=\"font-weight: normal\">),  belli ma non per tutti i gusti, era dato per favorito dai bookmakers. <\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-style: normal\"><span style=\"font-weight: normal\">Premio per la miglior regia a <\/span><\/span><span style=\"font-style: normal\"><strong>Nicholas Winding Refn<\/strong><\/span><span style=\"font-style: normal\"><span style=\"font-weight: normal\">, autore di <\/span><\/span><em><strong>Drive<\/strong><\/em><span style=\"font-style: normal\"><span style=\"font-weight: normal\">. Refn \u00e8 un autore praticamente sconosciuto in Italia ma adorato dai cinefili pi\u00f9 giovani, cosa che mi fa pensare che la cinefilia sia sempre pi\u00f9 dvd-filia o eMule-filia. Finora i suoi film non mi avevano attratto, perch\u00e9 penso che il cinema violento abbia fatto il suo tempo, per\u00f2 dal trailer Drive mi sembra formalmente molto bello. Un premio anche a<\/span><\/span><em><strong> Polisse<\/strong><\/em><span style=\"font-style: normal\"><span style=\"font-weight: normal\"> di <\/span><\/span><span style=\"font-style: normal\"><strong>Maiwenn<\/strong><\/span><span style=\"font-style: normal\"><span style=\"font-weight: normal\">, ex moglie di Luc Besson e, visti gli ultimi film dell&#8217;ex marito, allieva che supera il maestro. <\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-style: normal\"><span style=\"font-weight: normal\">Delude gli italiani il premio per il miglior attore: non il magnifico Piccoli di Habemus Papam, non Sean Penn, che peraltro ha gi\u00e0 vinto due meritatissimi Oscar, ma lo sconosciuto in Italia <\/span><\/span><span style=\"font-style: normal\"><strong>Jean Dujardin<\/strong><\/span><span style=\"font-style: normal\"><span style=\"font-weight: normal\">, che le cronache del festival riportano come molto bravo e simpatico, per <\/span><\/span><em><strong>The Artist<\/strong><\/em><span style=\"font-style: normal\"><span style=\"font-weight: normal\">, film rivelazione che a quanto pare un premio lo meritava. Annunciata anche la migliore attrice, <\/span><\/span><span style=\"font-style: normal\"><strong>Kristen Dunst<\/strong><\/span><span style=\"font-style: normal\"><span style=\"font-weight: normal\">, che io ho trovato una meraviglia nei film di Sofia Coppola e una pagnottella negli altri, per <\/span><\/span><em><strong>Melancholia<\/strong><\/em><span style=\"font-style: normal\"><span style=\"font-weight: normal\">. Il misogino e reazionario Von Trier sottopone le sue attrici a tali tour de force che poi premiarle \u00e8 inevitabile. <\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-style: normal\"><span style=\"font-weight: normal\">Come sapete io sono stato a Cannes qualche giorno fa e speravo di incontrare Von Trier per strozzarlo: il danese \u00e8 capofila dell&#8217;altra tendenza che io odio di pi\u00f9, quella dei registi che si siedono a tavolino per shockare il pubblico e poi sparano con la pistola ad acqua. Se si vuole mostrare quanto possono essere brutti il mondo e la sua rappresentazione qualsiasi programma di Italia1 \u00e8 pi\u00f9 avanti di loro. Devo dire che con le sue dichiarazioni dovute a eccesso di psicofarmaci Von Trier mi ha persino fatto pena, ma spero che servano a impedirgli di fare nuovi film. Magari pu\u00f2 riciclarsi come opinionista in uno di quei giornali che ospitano gi\u00e0 altri \u201canticonformisti mal visti dai benpensanti\u201d come Sgarbi o Moggi. <\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-style: normal\"><span style=\"font-weight: normal\">Veniamo ai delusi: su tutti <\/span><\/span><span style=\"font-style: normal\"><strong>Almodovar <\/strong><\/span><span style=\"font-style: normal\"><span style=\"font-weight: normal\">e <\/span><\/span><span style=\"font-style: normal\"><strong>Kaurismaki.<\/strong><\/span><span style=\"font-style: normal\"><span style=\"font-weight: normal\"> Se Malick \u00e8 una cotta di giovent\u00f9 lo spagnolo fiammeggiante e il laconico finlandese sono amori dell&#8217;et\u00e0 matura (forse). Kaurismaki fa un cinema all&#8217;apparenza semplice, quasi privo di dialoghi, eppure profondo e formalmente molto raffinato. Il film precedente e alcune dichiarazioni facevano pensare a una perdita di interesse da parte sua per il cinema, invece questo <\/span><\/span><em><strong>Le Havre<\/strong><\/em><span style=\"font-style: normal\"><span style=\"font-weight: normal\"> lo riporta alla forma migliore. Con <\/span><\/span><em><strong>La pel que habito<\/strong><\/em><span style=\"font-style: normal\"><span style=\"font-weight: normal\"> Pedro Almodovar si cimenta col thriller. Molta critica sostiene che Almodovar non \u00e8 pi\u00f9 quello di una volta, quando era \u201ctrasgressivo\u201d. Io lo trovo molto pi\u00f9 trasgressivo oggi, con la sua ricerca della classicit\u00e0, della bellezza formale, della complessit\u00e0 della trama. Prima o poi anche loro, come \u00e8 successo a Visconti, Rohmer, Loach, prenderanno con un film minore una palma che far\u00e0 da premio alla carriera. <\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-style: normal\"><span style=\"font-weight: normal\">I giornali di cui sopra esulteranno per i mancati premi a <\/span><\/span><span style=\"font-style: normal\"><strong>Nanni Moretti<\/strong><\/span><span style=\"font-style: normal\"><span style=\"font-weight: normal\"> e a<\/span><\/span><span style=\"font-style: normal\"><strong> Paolo Sorrentino<\/strong><\/span><span style=\"font-style: normal\"><span style=\"font-weight: normal\">. Ma sia<\/span><\/span><em><strong> Habemus Papam<\/strong><\/em><span style=\"font-style: normal\"><span style=\"font-weight: normal\">, film geniale e incompiuto, ma questa \u00e8 la cifra stilistica di Nanni, sia <\/span><\/span><em><strong>This must be the place<\/strong><\/em><span style=\"font-style: normal\"><span style=\"font-weight: normal\">, che dal trailer appare formalmente splendido, ma con Sorrentino non \u00e8 una novit\u00e0, sono stati applauditi, esaltati dalla stampa straniera (a parte qualche quotidiano ideologico)  e venduti in una trentina di paesi. Se poi Variety (rivista che nel mondo del cinema \u00e8 soprannominata \u201cLa Bibbia\u201d) scrive che Sorrentino \u00e8 contemporaneamente il nuovo Kubrick, il nuovo Fellini e il nuovo Scorsese dei premi l&#8217;ottimo regista napoletano se ne pu\u00f2 anche fregare. Infine citiamo due registi che a Cannes non hanno potuto esserci: gli iraniani <\/span><\/span><span style=\"font-style: normal\"><strong>Jafar Panahi<\/strong><\/span><span style=\"font-style: normal\"><span style=\"font-weight: normal\"> e <\/span><\/span><span style=\"font-style: normal\"><strong>Mohammed Rasoulof<\/strong><\/span><span style=\"font-style: normal\"><span style=\"font-weight: normal\">: sono agli arresti domiciliari per aver espresso critiche al governo. Hanno girato due film in casa propria, col cellulare, e li hanno fatti arrivare al festival su una chiavetta usb. Anche questo succede al mondo. <\/span><\/span><\/p>\n<blockquote>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\" align=\"JUSTIFY\"><em><strong>* il trend dei desideri: la rubrica Corsara di      Alfredo Sgarlato <\/strong><\/em><\/p>\n<\/blockquote>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>di Alfredo Sgarlato &#8211; Quest&#8217;anno l&#8217;elenco dei vincitori del Festival di Cannes, a seguito di una selezione molto superiore agli anni precedenti, non ha riservato particolare sorprese. 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