{"id":52094,"date":"2011-04-18T18:41:52","date_gmt":"2011-04-18T16:41:52","guid":{"rendered":"http:\/\/albengacorsara.it\/?p=52094"},"modified":"2019-08-22T09:25:35","modified_gmt":"2019-08-22T07:25:35","slug":"a-genova-un-palazzo-ducale-delle-meraviglie","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.albengacorsara.it\/corsara\/2011\/04\/18\/a-genova-un-palazzo-ducale-delle-meraviglie\/","title":{"rendered":"A Genova un Palazzo Ducale delle meraviglie&#8230;"},"content":{"rendered":"<p style=\"margin-bottom: 0cm;\" align=\"JUSTIFY\"><strong>di Alfredo Sgarlato &#8211; Africa delle meraviglie<\/strong> \u00e8 il titolo della mostra visitabile fino al 5 giugno al Palazzo Ducale e al Castello de Abertis a Genova. L&#8217;esposizione presenta una serie di oggetti manufatti in Africa centro-occidentale nei secoli scorsi e raccolti da collezionisti italiani. La prima sala \u00e8 dedicata a oggetti d&#8217;arredamento e sculture di carattere sacro: idoli dei Dogon del Mali, una delle culture pi\u00f9 studiate dagli antropologi per le sue particolarit\u00e0 e per la ricca cosmogonia; idoli degli Igbo nigeriani, dai volti molto ben caratterizzati, mentre secondo la loro cultura \u00e8 trascurata la riproduzione di mani e piedi; gli \u201csposi dell&#8217;Aldil\u00e0\u201d della Sierra Leone: secondo quel popolo ogni essere umano ha uno sposo nell&#8217;Aldil\u00e0 e quando si sposa nel mondo reale lo tradisce. Per cui bisogna tenerselo buono con offerte a queste statue, che essendo sposi sono molto dotati di seni e natiche se donne o di torace e polpacci se uomini (indici di gran lavoratore).<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\" align=\"JUSTIFY\">Oltre a queste molti altri oggetti sacri e oggetti di uso comune. La seconda sala presenta maschere e bandiere, la terza i feticci, ovvero statue che segnano il rapporto col Sacro e con la comunit\u00e0, la quarta maschere per  rituali iniziatici riservati a sole donne. L&#8217;ultima sala, dove sono proiettati tre brevi video che spiegano il rapporto degli africani con gli oggetti d&#8217;arte, espone alcune maschere elefante.<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\" align=\"JUSTIFY\">Al primo piano si pu\u00f2 ancora visitare fino al Primo maggio <strong>Mediterraneo<\/strong>, una serie di 80 quadri soprattutto di autori francesi. Si comincia con autori poco noti come  Vernet e Guigou, vissuti tra &#8216;700 e inizio &#8216;800, di impianto ancora fortemente realistico. Poi abbiamo Corot, Courbet, famoso per lo scandaloso \u201cL&#8217;origine del mondo\u201d e alcuni pre-impressionisti poco noti come Monticelli, che pure Van Gogh ammirava molto. Quindi gli impressionisti, con molti Monet, un Renoir, Cezanne, Valtat e Signac che spingono fin troppo avanti la loro ricerca sul colore. Quindi due opere di Munch non ancora distrutto dalla follia; Van Gogh e Matisse, splendidi; Friesz quasi astratto; un Braque non ancora cubista; tre bellissimi Derain con quei colori accesi che gli valsero l&#8217;appellativo di \u201cfauve\u201d(belva). Due Soutine, l&#8217;alter ego di Chagall e poi Bonnard. Significativo che  il percorso proceda dal realismo verso l&#8217;astratto ma si chiuda con Vallotton, esponente di quel \u201critorno all&#8217;Ordine\u201d che in quegli anni il popolo volle anche nella societ\u00e0, ma che non port\u00f2 all&#8217;Ordine bens\u00ec all&#8217;Olocausto.<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\" align=\"JUSTIFY\">Cogliendo i giudizi del folto pubblico, caso raro ad una mostra checch\u00e9 ne dica Sgarbi, noto come al contrario di me, che penso che l&#8217;Arte sia tanto pi\u00f9 valida quanto si allontana dal realismo, la maggioranza dei visitatori apprezzi maggiormente le opere pi\u00f9 antiche e meno le pi\u00f9 moderne. Tra una mostra e l&#8217;altra mi fermo ad ascoltare un&#8217;orchestrina zigana che suona nel piazzale. Nella sala della Dogana, dedicata ai giovani artisti, scopro una mostra dedicata a un concorso per un fumetto sulla guerra: le opere esposte, ingrandite a poster, sono molto valide.<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\" align=\"JUSTIFY\">Ci sarebbe da vedere anche la mostra del fotografo <strong>Robert<\/strong> <strong>Capa<\/strong> (fino al 15 maggio) ma vedere una quinta mostra sarebbe troppo impegnativo e rinuncio. Ho scritto quinta perch\u00e9 nella stessa giornata ho visitato anche <strong>Taiwan. La nuova generazione<\/strong>, esposizione tenuta a Villa Croce, visitabile sino al 23 aprile. Le mostre di Villa Croce sono pi\u00f9 impegnative rispetto a quelle del Ducale, uno dei temi fissi \u00e8  la scoperta di paesi a noi poco noti, dopo l&#8217;Albania e la Cina Popolare (questa devo dire la migliore),  in questo caso abbiamo quattordici artisti trentenni circa da Taiwan , autori soprattutto di video (un paio molto belli) e installazioni. Da consigliare a chi apprezza le forme d&#8217;arte pi\u00f9 inusuali e infatti ero da solo a visitarla. Prossimo grande appuntamento al Ducale: dal 12 novembre <strong>Il viaggio <\/strong>secondo <em>Van Gogh, Gauguin, Kandisnki, Hopper, Rothko <\/em><span style=\"font-style: normal;\">e altri. <\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>di Alfredo Sgarlato &#8211; Africa delle meraviglie \u00e8 il titolo della mostra visitabile fino al 5 giugno al Palazzo Ducale e al Castello de Abertis a Genova. 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