{"id":50286,"date":"2011-04-01T10:08:00","date_gmt":"2011-04-01T08:08:00","guid":{"rendered":"http:\/\/albengacorsara.it\/?p=50286"},"modified":"2019-08-22T09:19:51","modified_gmt":"2019-08-22T07:19:51","slug":"albenga-presentazione-del-romanzo-di-nerina-neri-battistin-alla-malafoera","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.albengacorsara.it\/corsara\/2011\/04\/01\/albenga-presentazione-del-romanzo-di-nerina-neri-battistin-alla-malafoera\/","title":{"rendered":"Albenga: presentazione del romanzo di Nerina Neri Battistin \u201cAlla malafoera\u201d"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>Venerd\u00ec 8 aprile alle ore 16,30, presso la civica biblioteca \u201cSimonetta Comanedi\u201d di Albenga, si terr\u00e0 la presentazione del romanzo di Nerina Neri Battistin (Centro Editoriale Imperiese), a titolo \u201cAlla malafoera. Navigare oltre i Capi, negli Oceani infiniti\u201d. Presente l\u2019autrice, interverranno Giustino Languasco ed Emanuele Saracini.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>di Patrizia Valdiserra<\/strong> &#8211; <em>\u201cSogn\u00f2 di essere leggera come il vento, di sfiorare le onde come fanno i gabbiani, giovane, gioiosa; la piccola citt\u00e0 dove era nata era l\u00e0 alle sue spalle e forse l\u2019aspettava, ma lei stava navigando verso l\u2019infinito\u201d<\/em>. Questo, un passo tratto dal romanzo di Nerina Neri Battistin, e, davvero, \u00e8 come vivere una fiaba quell\u2019incessante tener dietro alla bianca scia d\u2019una nave che solchi il mare, le vele abbacinate nel sole, rapide di vento, il sartiame teso, la prua volta all\u2019Oceano sconfinato e vasto, come solo pu\u00f2 essere l\u2019animo d\u2019una donna. Donna che ami forte la vita e forte desideri sperimentare. Si delinea cos\u00ec, man mano, il ritratto di Rachele Salvo, creatura equorea, di vento e sale, spirito indomito che seppe trovare nelle vaste distese d\u2019acqua una dimensione propria, lei stessa palpito di vita in quel grembo liquido, che ancora sa la calma piatta, come la furia dell\u2019onda che s\u2019infrange allo scafo; la sferza del vento che squarcia le vele angoscioso gemendo tra i cordami e gli alberi. Rachele Salvo, donna portorina, selvaggia e scabra come la macchia a picco sul mare, oltre la casa, sulla cima del Parasio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ella, creatura di scoglio e zolla, che fiduciosa volle affidarsi al mare, alla sua mutevolezza, alla sua quiete d\u2019albe germinate nelle piene di luna che vestono di madrepora il candore di vele languide nella bonaccia della mezzanotte, seguendo impavida il marito lungo le rotte che doppiarono i Capi Horn e di Buona Speranza. E nel far scalo a terre nuove, nell\u2019incessante salpare a riprender la rotta, un crocevia d\u2019esistenze varie, di visioni altre del mondo, straordinaria opportunit\u00e0 d\u2019incontri e legami nuovi a divenire lei creatura integra e volitiva. Ed \u00e8 un\u2019ansia di orizzonti quella che l\u2019induce a navigare, a tenere, tenace, la rotta del Paolina, stretta al fianco del marito amato e libera essa stessa, alga asteria di quel mare vasto a illuminar la notte dei suoi fondali. Era il 1901, una tiepida giornata di maggio, allorch\u00e9 il Paolina prese il largo con lei a bordo, lei che <em>\u201cleggera e aerea, immaginava di volare sulle onde del mare\u201d<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E in lei, Rachele Salvo, davvero avviene di cogliere quell\u2019istintiva, sottile attrazione per ci\u00f2 che \u00e8 estraneo; la misura inconsapevole della distanza che separa da realt\u00e0 sconosciute; la sfida al confronto, alla relazione, all\u2019incontro amichevole e sorriso. Cos\u00ec, nel valicare quegli orizzonti, che l\u2019entusiasmo fa pi\u00f9 vicini, riposa antica metafora dell\u2019esistenza. In essa, la piena accettazione della perdita che s\u2019abbraccia a promessa di conquista e speranza di ritorno e inquieto abbandono a ci\u00f2 che \u00e8 ignoto, celando il lato magico e buono delle cose, che solo si disvela, inatteso, a chi davvero voglia vedere. Orizzonti, quelli varcati, simbolo d\u2019arcane nostalgie; desiderio di soglie nuove e inesplorate, superamento d\u2019infiniti ostacoli che la vita frappone al nostro incessante divenire. E in quell\u2019ansia di viaggio, al modo di Odisseo, insoddisfatto e bramoso di conoscere, l\u2019ansia legata all&#8217;ineffabile essenza della vita, a quell\u2019istinto primordiale, misterioso e lancinante, nel quale sempre ripullula col frangente quel desiderio d\u2019una pienezza dell&#8217;essere, che la ragione talora scopre illusoria, tuttavia ineludibile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ecco gli orizzonti di Rachele, intemerata sfida a quel rischio che solo pu\u00f2 dare l&#8217;illusione d\u2019imprimere alla nostra vita uno slancio costruttivo, dimentichi, per un istante, di quel sentore amaro del nulla che a tratti ci afferra e preme. Rachele Salvo, sete inesausta d\u2019essere e andare, qualunque fosse il rischio, qualunque il prezzo da pagare\u2026In fondo, ognuno ha il modo suo proprio d\u2019essere, e Rachele, era cos\u00ec, creatura di zolla e scoglio al tempo stesso, anima inquieta, desiderosa d\u2019esperire.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Del resto, infinite le vie che schiudono le porte d\u2019una consapevolezza, consentendo all\u2019individuo di realizzare pienamente la propria natura. Alcune prevedono lunghe distanze e prolungate assenze. Altre impongono lo stare fermi, ancorati ad un luogo, lasciando libera l\u2019anima di vagare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pure, giova quel respiro pieno e largo a dilatare il petto, che s\u2019apre scrutando l\u2019orizzonte perso allo sguardo in azzurre lontananze, la vastit\u00e0 del mare, le sue architetture d\u2019acqua campite di cielo, che assumono il colore intenso e fondo d\u2019uno smeraldo, come del piombo livido di nubi, talora basse sull\u2019orizzonte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Rachele Salvo volle seguire il sentiero suo proprio, sentiero liquido, d\u2019azzurro e sale, lungo il quale esperire la natura profonda del suo essere donna di mare, terra fertile d\u2019amore e comprensione, zolla cui affidare il seme della tolleranza e dell\u2019accoglienza sorrisa di ci\u00f2 che \u00e8 altro da s\u00e9, consapevole che vita \u00e8 come una lunga traversata, in balia dei venti e dei marosi, a governar il breve legno che ci conduce, a tener la rotta, le mani salde sul timone, lo sguardo spalancato e terso ad est, l\u00e0, dove sorge il sole.<\/p>\n<blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>* Patrizia Valdiserra &#8211;  Direttore della biblioteca civica \u201cSimonetta Comanedi\u201d di Albenga<\/strong><\/p>\n<\/blockquote>\n<blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Nerina Neri Battistin &#8211; Nota biografica<\/strong>. Nata a Belluno, insegnante, con la famiglia vive ad Imperia da oltre quarant\u2019anni.  Si dedica alla scrittura e al teatro, sua grande passione fin dall\u2019et\u00e0 giovanile. Ha pubblicato una serie di romanzi, saggi e racconti per bambini,\u00a0tra\u00a0i\u00a0quali: Cuore sereno, Il cantastorie, Cose dell\u2019altro mondo, Il complesso linguaggio dei new media, Due donne, Per una lettura divertente, Storia di Ang e Pinc, Rover\u00e9 della Luna, Affreschi ponentini, Cicchina la rossa, A truna du pesciucan, Checco lo stipettaio, Caro Walter, La violinista, Il gobbo, il mistero della bealera. Tiene corsi di aggiornamento per l\u2019educazione ai e con i mass media e corsi di dizione all\u2019Universit\u00e0 della Terza Et\u00e0 di Imperia.<\/p>\n<\/blockquote>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>Venerd\u00ec 8 aprile alle ore 16,30, presso la civica biblioteca \u201cSimonetta Comanedi\u201d di Albenga, si terr\u00e0 la presentazione del romanzo di Nerina Neri Battistin (Centro Editoriale Imperiese), a titolo \u201cAlla malafoera. 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