{"id":43906,"date":"2011-01-10T15:29:58","date_gmt":"2011-01-10T14:29:58","guid":{"rendered":"http:\/\/albengacorsara.it\/?p=43906"},"modified":"2019-08-21T21:50:24","modified_gmt":"2019-08-21T19:50:24","slug":"geni-compresi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.albengacorsara.it\/corsara\/2011\/01\/10\/geni-compresi\/","title":{"rendered":"Geni&#8230; compresi"},"content":{"rendered":"<p style=\"margin-bottom: 0cm;\" align=\"JUSTIFY\"><strong>di Alfredo Sgarlato<\/strong> &#8211; Si pu\u00f2 essere considerati maestri del cinema pur con pochissime opere alle spalle? Si pu\u00f2, anzi, pu\u00f2 essere persino un aiuto: tra gli oltre 60 film di Chabrol o i 40 di Woody Allen che ce ne sia qualcuno brutto \u00e8 inevitabile. Ma se sono pochi&#8230; L&#8217;esempio pi\u00f9 emblematico \u00e8 <strong>Jean Vigo<\/strong>. Dopo un paio di cortometraggi Vigo gira negli anni &#8217;30 <em>Zero in condotta<\/em>, storia autobiografica di una rivolta  in un collegio (nel 1932! infatti fu distribuito solo una trentina di anni dopo&#8230;) e <em>L&#8217;Atalante <\/em><span style=\"font-style: normal;\">(1934)<\/span>, bizzarra storia d&#8217;amore tutta ambientata su una chiatta. Il fortissimo anticonformismo e l&#8217;originalit\u00e0 delle immagini, fortemente influenzate dal surrealismo, fecero del giovane Vigo un maestro. Alcune scene da <em>L&#8217;Atalante<\/em>, come il bacio sott&#8217;acqua o i gatti che giocano sul grammofono sono state riprese in migliaia di film.  Ma Jean volle girare il film dal vero e non in studio (anche questa una novit\u00e0 assoluta) e, di salute cagionevole, anche per le continue umiliazioni subite in collegio (dovute alla militanza anarchica del padre), si ammal\u00f2 di polmonite e mor\u00ec a soli 29 anni.<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\" align=\"JUSTIFY\">Negli anni &#8217;70 era di culto il regista <strong>Alejandro Jodorowsky<\/strong>. Cileno, laureato in psicologia, esule in giro per il mondo, gira tre film <em>Il paese Incantantato<\/em>, <em>El Topo <\/em><span style=\"font-style: normal;\">(una parodia estremizzata dei western all&#8217;italiana),<\/span><em> <\/em>e <em>La Montagna Sacra<\/em>, che spopolano nei cineforum. Soprattutto il terzo, prodotto da John Lennon, <span style=\"font-style: normal;\">incredibile miscuglio di ricostruzione storica, esoterismo e sberleffo surrealista. All&#8217;epoca era un pugno nello stomaco, rivisto oggi pu\u00f2 apparire gratuito, persino irritante per la violenza, il barocchismo e il simbolismo debordante. Forse datato, \u00e8 comunque un esperienza che il cinefilo deve provare. Dopo questi film De Laurentis propone a Jodorowsky una versione del classico della fantascienza <\/span><em>Dune<\/em><span style=\"font-style: normal;\">. Il progetto fallisce e il film sar\u00e0 poi girato da David Lynch, ma i modellini e le scenografie, realizzati da Jodorowsky col fumettista Moebius e col re degli effetti speciali Dan O&#8217; Bannon, saranno fonte di ispirazione per moltissimi film a seguire. Dopo un lungo silenzio il regista gira nell&#8217;89 <\/span><em>Santa Sangre<\/em><span style=\"font-style: normal;\">, bizzarro horror felliniano, che molti considerano il suo film migliore, mentre il <\/span><em>Ladro dell&#8217;arcobaleno<\/em><span style=\"font-style: normal;\"> (&#8217;91) delude i fans, quindi Jodorowosky si dedica alla scrittura e ad alla psicoterapia (o psicomagia, come la chiama lui). <\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-style: normal;\">Prototipo del genio avaro \u00e8 <\/span><span style=\"font-style: normal;\"><strong>Terrence Malick<\/strong><\/span><span style=\"font-style: normal;\">. Texano, con due splendidi film, <\/span><em>La rabbia giovane<\/em><span style=\"font-style: normal;\"> (<\/span><em>Badlands<\/em><span style=\"font-style: normal;\">),1974 e <\/span><em>I giorni del Cielo<\/em><span style=\"font-style: normal;\"> (<\/span><em>Days of Heaven<\/em><span style=\"font-style: normal;\">), 1979, due storie di coppie assassine in fuga, raccontate per\u00f2 col tono di una favola e con un uso del paesaggio mai uguagliato, seduce pubblico e critica per poi scomparire nel vero senso della parola: non ha mai dato interviste e non esistono quasi sue foto. Dopo quasi vent&#8217;anni di silenzio Malick riappare nel &#8217;98 con <\/span><em>La sottile linea rossa<\/em><span style=\"font-style: normal;\">,  un capolavoro assoluto, una profonda riflessione sulla condizione umana sullo sfondo della guerra del pacifico. Ancora sette anni di assenza (ma nel 2004 Malick produce lo splendido <\/span><em>Undertow<\/em><span style=\"font-style: normal;\"> di D.G. Green, regista poi perso per strada) poi ecco <\/span><em>The New<\/em><span style=\"font-style: normal;\"> <\/span><em>World,<\/em><span style=\"font-style: normal;\"> sua interpretazione della storia di Pocahontas, un film sbagliato, splendido sul piano formale ma lento, con protagonisti non all&#8217;altezza e appesantito da una musica orrenda.  Quest&#8217;anno dovrebbe (con Terrence si deve sempre usare il condizionale) uscire <\/span><em>The Tree of Life<\/em><span style=\"font-style: normal;\">, interpretato, si dice, da Sean Penn e Brad Pitt. Si dice: Malick usa attori strafamosi per piccole parti e gira fino a venti ore di film per poi tagliarle a due e anche per chi ha lavorato nel film \u00e8 impossibile sapere come sar\u00e0 il film finito e di cosa parli. Ma la vera notizia \u00e8 che Malick avrebbe gi\u00e0 quasi finito un altro film! <\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-style: normal;\">Simile a quello di Malick \u00e8 il caso dello spagnolo <\/span><span style=\"font-style: normal;\"><strong>Victor Erice<\/strong><\/span><span style=\"font-style: normal;\">, autore di due soli film a soggetto, <\/span><em>Lo Spirito dell&#8217;alveare (El Espiritu della Colmena) <\/em><span style=\"font-style: normal;\">1973, e <\/span><em>El Sur, <\/em><span style=\"font-style: normal;\">1983 due  storie piene di mistero con bambini protagonisti, ambientate in epoca franchista, dallo stile apparentemente semplice ma raffinatissimo, coperte di premi in Spagna ma in Italia visti solo a \u201cFuori Orario\u201d. <\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-style: normal;\">Aver diretto pochi film \u00e8 una costante per i registi dell&#8217;Unione Sovietica, per colpa della censura imperante. Fu cos\u00ec per giganti come <\/span><span style=\"font-style: normal;\"><strong>Andrej Tarkovskij<\/strong><\/span><span style=\"font-style: normal;\"> e <\/span><span style=\"font-style: normal;\"><strong>Otar Iosseliani<\/strong><\/span><span style=\"font-style: normal;\">, (il quale Iosseliani per\u00f2 dichiarava: faccio il regista perch\u00e8 \u00e8 l&#8217;unico modo di vivere lavorando un mese ogni 4\/5 anni..) che meriterebbero libri interi, o altri come <\/span><span style=\"font-style: normal;\"><strong>Klimov, German, Larisa Skepitko, Kira Muratova<\/strong><\/span><span style=\"font-style: normal;\"> ( quest&#8217;ultima da me non amata) di grande talento per\u00f2 difficili per il pubblico occidentale. Mi sembra imprescindibile invece conoscere <\/span><span style=\"font-style: normal;\"><strong>Sergej Paradzanov,<\/strong><\/span><span style=\"font-style: normal;\"> che negli anni &#8217;60 diresse due interessanti film <\/span><em>L&#8217;ombra degli avi dimenticati <\/em><span style=\"font-style: normal;\">e <\/span><em>Il colore della melograna<\/em><span style=\"font-style: normal;\">, per poi essere arrestato con una serie di accuse -false!- tra cui furto di opere d&#8217;arte, contrabbando e prostituzione omosessuale. Liberato in era gorbacioviana dirige altri due film <\/span><em>La leggenda della fortezza di Suram<\/em><span style=\"font-style: normal;\"> e <\/span><em>Asik Kerib<\/em><span style=\"font-style: normal;\"> . I suoi film sono favole coloratissime in cui si mostra bene come in una regione di confine, il Caucaso, si mescolino molte tradizioni di popoli diversi. <\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-style: normal;\">Su un piano pi\u00f9 leggero sono imperdibili <\/span><em>The wicker man <\/em><span style=\"font-style: normal;\">(1973), unico successo di <\/span><span style=\"font-style: normal;\"><strong>Robin Hardy<\/strong><\/span><span style=\"font-style: normal;\">, thriller con venature mistiche ed esoteriche di culto in America e Inghilterra (anche per la colonna sonora), ma da noi visto solo nei canali satellitari e di recente oggetto di un orrendo remake o <\/span><em>I killer della luna di miele<\/em><span style=\"font-style: normal;\"> (1969), thriller su una coppia di serial killer iniziato da Scorsese ma poi diretto da un musicista, <\/span><span style=\"font-style: normal;\"><strong>Leonard<\/strong><\/span><span style=\"font-style: normal;\"> <\/span><span style=\"font-style: normal;\"><strong>Kastle<\/strong><\/span><span style=\"font-style: normal;\">, opera prima e unica. Potrei continuare con i tre divertenti horror diretti da <\/span><span style=\"font-style: normal;\"><strong>Michael Reeves<\/strong><\/span><span style=\"font-style: normal;\">, poi morto misteriosamente&#8230; Ma vi ho gi\u00e0 dato fin troppi titoli, buona caccia!<\/span><\/p>\n<blockquote>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\" align=\"JUSTIFY\"><em><strong>* il trend dei desideri: la rubrica Corsara di      Alfredo Sgarlato <\/strong><\/em><\/p>\n<\/blockquote>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>di Alfredo Sgarlato &#8211; Si pu\u00f2 essere considerati maestri del cinema pur con pochissime opere alle spalle? 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