{"id":43350,"date":"2010-12-29T16:02:12","date_gmt":"2010-12-29T15:02:12","guid":{"rendered":"http:\/\/albengacorsara.it\/?p=43350"},"modified":"2019-08-21T21:18:40","modified_gmt":"2019-08-21T19:18:40","slug":"cinema-italiano-2010-unottima-annata","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.albengacorsara.it\/corsara\/2010\/12\/29\/cinema-italiano-2010-unottima-annata\/","title":{"rendered":"Cinema italiano 2010: un&#8217;ottima annata"},"content":{"rendered":"<p style=\"margin-top: 0.42cm;\" align=\"JUSTIFY\"><strong>di Alfredo Sgarlato<\/strong> &#8211; Per quanto il cinema italiano il 2010 \u00e8 andato molto bene. Per i gestori la buona notizia sono gli incassi, col successo imprevisto di <em>Benvenuti al sud <\/em>che si unisce ai buoni risultati di molti altri film. Certo, quando i campioni di incasso erano <em>Per un pugno di dollari<\/em> o <em>Amici miei<\/em> invece che commediole tirate via, era meglio, ma, si sa, i tempi cambiano. Piuttosto, questo \u00e8 il dato di fatto su cui ragionare: il cinema italiano sembra esprimersi solo con la commedia, e nella maggioranza dei casi la famiglia \u00e8 lo sfondo delle storie. Se \u00e8 vero che \u201ccommedia all&#8217;italiana\u201d \u00e8 ormai un marchio inconfondibile, non dimentichiamo che in passato anche il western o l&#8217;horror all&#8217;italiana facevano scuola. Oggi il cinema di genere, commedia a parte, in Italia \u00e8 dimenticato, salvo qualche caso sporadico. Quanto agli argomenti, potremmo chiederci se da noi la famiglia \u00e8 l&#8217;unico argomento di cui valga la pena di parlare (non credo) o se \u00e8 l&#8217;unico argomento su cui c&#8217;\u00e8 il coraggio di parlare&#8230; L&#8217;anno prossimo si presenta come quello del ritorno degli autori: Moretti, Crialese, Sorrentino, Bellocchio, da cui mi aspetto molto. Di seguito approfondisco il giudizio su alcuni film italiani, quelli che ho potuto vedere in sala, perch\u00e8 ovviamente non riesco a vedere la totalit\u00e0 dei film che sono prodotti in Italia, considerando che alcuni li vede solo chi ci ha lavorato, per esempio ho perso <em>La bocca del lupo<\/em> che mi dicono essere bellissimo<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><em>L&#8217;uomo che verr\u00e0<\/em>. Il primo film dell&#8217;anno \u00e8 il migliore. Epico ed etico, splendidamente interpretato sia da attori professionisti che non, in questo periodo di inutili revisionismi \u00e8 veramente un&#8217;opera necessaria.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><em>La prima cosa bella<\/em><span style=\"font-style: normal;\"> pensavo di vedere una commedia e mi ritrovo circondato da gente che piange come fontane. Il nuovo Virz\u00ec sa far ridere e commuovere, e il toscanaccio si conferma ottimo direttore di attori. Per\u00f2 la candidatura all&#8217;oscar \u00e8 eccessiva. <\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><em>Io sono l&#8217;amore<\/em><span style=\"font-style: normal;\"> Dopo alcune prove modeste il regista Guadagnino punta in alto, prendendo a modello Visconti e Greenaway. Dopo un inizio troppo estetizzante si riscatta con un gran finale. Sopravvalutato da gran parte della critica. <\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><em>Mine vaganti <\/em><span style=\"font-style: normal;\">\u201dsiamo nel 2010 non nel 2000\u201d \u00e8 la battuta dell&#8217;anno. Divertente, ottimo cast, ma se per ridere ci vuole ancora il gay macchietta ti chiedi se siamo nel 2010 o nel 1972. <\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><em>Happy family <\/em><span style=\"font-style: normal;\">scrive Filippo Mazzarella: come sbaglia i film Salvatores non li sbaglia nessuno. Sar\u00e0, io Salvatores me lo tengo stretto. Ogni tanto il critico deve lasciare il passo allo spettatore e divertirsi un po&#8217;. Valeria Bilello \u00e8 davvero bella. <\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><em>Io loro e Lara <\/em><span style=\"font-style: normal;\">la buona notizia \u00e8 che Verdone torna a far ridere. Che non sia Bergman o almeno Nanni Moretti lo sapevamo gi\u00e0, per\u00f2 quelle figlie \u201cemo\u201d mi ricordano tanto le punk del Fellini vecchio&#8230;<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><em>Draquila<\/em><span style=\"font-style: normal;\"> Sabina Guzzanti gira un documentario alla Michael Moore sul dopo terremoto. Incalzante e inquietante, persino di pi\u00f9 delle ultime prove del maestro.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><em>Genitori e figli: agitare prima dell&#8217;uso<\/em><span style=\"font-style: normal;\"> un filmetto leggero, niente di pi\u00f9, per\u00f2 si ride. <\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><em>Dieci inverni<\/em><span style=\"font-style: normal;\"> la rivelazione dell&#8217;anno. Come raccontare la pi\u00f9 classica delle storie in maniera non banale. Perfetti i dialoghi che evitano sia il linguaggio aulico che quello sciatto della tv. E chi non si \u00e8 innamorato di Isabella Ragonese \u00e8 clinicamente morto<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><em>Good morning Aman <\/em><span style=\"font-style: normal;\">un film sbagliato dall&#8217;inizio alla fine. Mi si dir\u00e0, \u00e8 un&#8217;opera prima, tante ingenuit\u00e0 bisogna aspettarsele. Tante va bene, tutte no. E poi anche <\/span><em>Dieci inverni<\/em><span style=\"font-style: normal;\"> \u00e8 un opera prima&#8230; Valerio Mastrandrea per dieci anni ha interpretato il trentenne in crisi, da dieci anni interpreta il quarantenne depresso, vedremo a cinquant&#8217;anni che ruolo far\u00e0. <\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><em>Il figlio pi\u00f9 piccolo<\/em><span style=\"font-style: normal;\"> Avati fa un film bello e uno brutto, questo \u00e8 quello bello, per\u00f2 la morale finale (nella vita o sei ladro o sei scemo, ma alla fine ci vogliamo tutti bene) \u00e8 troppo inquietante. Finalmente De Sica recita. <\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><em>La pivellina<\/em><span style=\"font-style: normal;\"> film a zero euro o quasi. Molto poetico, ma quando l&#8217;incanto dato dalla naturalezza della piccola protagonista sfuma diventa un po&#8217; noioso. <\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><em>La nostra vita <\/em><span style=\"font-style: normal;\">urlato, scostante, un po&#8217; inconcludente, non si capisce il successo di questo film. Elio Germano (premiato a Cannes) \u00e8 molto pi\u00f9 bravo in altre occasioni. Geniale solo l&#8217;intuizione di Raul Bova (bravo) come fratello sfigato.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><em>Venti sigarette<\/em><span style=\"font-style: normal;\"> tecnicamente ben fatto, cerca di variare i toni, ma alla fine rimane  troppo legato alle quotidianit\u00e0 locali. Compito a casa per i giovani registi italiani: rivedere 10 volte <\/span><em>Ho affittato un<\/em><span style=\"font-style: normal;\"> <\/span><em>killer <\/em><span style=\"font-style: normal;\">di Kaurismaki  (ma basta anche <\/span><em>Up<\/em><span style=\"font-style: normal;\">) per imparare come si pu\u00f2 spiegare benissimo chi \u00e8 un personaggio senza usare la voce fuori campo ma solo le immagini. <\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><em>Le quattro volte<\/em><span style=\"font-style: normal;\"> il \u201ccaprolavoro\u201d, come l&#8217;ha definito il regista Frammartino stesso, non \u00e8 un documentario ma un vero e proprio poema visivo, solo immagini e rumori ambientali senza dialoghi e musica. Non per tutti, ma chi accetta la sfida si innamora  sin dalle prime immagini<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><em>La solitudine dei numeri primi<\/em><span style=\"font-style: normal;\"> un regista sopravvalutatissimo alle prese con un best seller, roba da far tremare i polsi. Costanzo cerca di evitare i luoghi comuni, dopo un inizio folgorante si perde nelle troppe citazioni, ma almeno mostra coraggio (e non usa la voce fuori campo!). Ottimo l&#8217;uso della musica. Alba Rohrwacher se fosse americana vincerebbe il secondo Oscar. <\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><em>La pecora nera<\/em><span style=\"font-style: normal;\"> Ascanio Celestini \u00e8 un grandissimo attore teatrale e si vede anche nel suo film, nel bene e nel male. Ma quando si lascia andare alla pazzia del protagonista ha dei momenti grandiosi. <\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><em>Gorbaciof <\/em><span style=\"font-style: normal;\"> un grande Toni Servillo (truccato un po&#8217; troppo pesantemente) regge praticamente da solo un noir minimale e notturno molto stile Abel Ferrara. Non un capolavoro ma da vedere.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><em>Passione<\/em><span style=\"font-style: normal;\"> l&#8217;italo americano John Turturro va alla riscoperta della musica napoletana come fece Wenders con quella cubana. Ne esce un ritratto irresistibile, pi\u00f9 verace del vero, vajasso e camp che neanche Fassbinder&#8230;<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><em>Noi credevamo<\/em><span style=\"font-style: normal;\"> l&#8217;avrei visto volentieri ma in provincia (nella terra di Mazzini, Garibaldi e Mameli&#8230;) non l&#8217;hanno distribuito<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><em>Natale in Sudafrica<\/em><span style=\"font-style: normal;\"> ho visto solo il trailer e mi \u00e8 bastato per capire che il film \u00e8 poco pi\u00f9 che un pretesto per far spogliare Belen Rodriguez (e neanche troppo)<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><em>A Natale mi sposo<\/em><span style=\"font-style: normal;\"> questo mi \u00e8 bastato vedere il trailer perch\u00e9 mi tornasse in mente la frase che grid\u00f2 un mio amico sull&#8217;ottovolante e non posso ripetere se no ci chiudono il sito. <\/span><\/p>\n<blockquote>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\" align=\"JUSTIFY\"><em><strong>* il trend dei desideri: la rubrica Corsara di      Alfredo Sgarlato <\/strong><\/em><\/p>\n<\/blockquote>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>di Alfredo Sgarlato &#8211; Per quanto il cinema italiano il 2010 \u00e8 andato molto bene. 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