{"id":41571,"date":"2010-12-01T11:49:39","date_gmt":"2010-12-01T10:49:39","guid":{"rendered":"http:\/\/albengacorsara.it\/?p=41571"},"modified":"2019-08-21T19:49:32","modified_gmt":"2019-08-21T17:49:32","slug":"doc-in-borgo-domenica-appuntamento-a-finalborgo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.albengacorsara.it\/corsara\/2010\/12\/01\/doc-in-borgo-domenica-appuntamento-a-finalborgo\/","title":{"rendered":"Doc in Borgo: domenica appuntamento a Finalborgo"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">&#8220;La febbre del calcio \u00e8 in grado di distrarre l&#8217;attenzione dalle vicende del mondo?\u201d. E\u2019 la domanda da cui prendono spunto i due documentari di Teo De Luigi, \u201cL\u2019urlo del \u201868\u201d e \u201cRapiti \u201878\u201d, che saranno proiettati domenica 5 dicembre alle 17, alla sala congressi di Santa Caterina, per la rassegna \u201cDoc in Borgo. Fatti, storie, racconti nei documentari\u201d (ingresso libero).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Riflettendo su ci\u00f2 che successe nel 1968 e nel 1978, anni felici per il calcio nazionale e terribili per la societ\u00e0,\u00a0i documentari di De Luigi cercano di dare una risposta intervistando Adriano Sofri, mentre era nel carcere di Pisa ed aveva iniziato a giocare a calcio, i protagonisti di allora (Zoff, Burgnich, Facchetti, ecc.), mentre riguardavano le loro imprese alla TV 35 anni dopo, e l\u2019allenatore argentino di pallavolo Julio Velasco.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alla proiezione seguir\u00e0, come di consueto, un aperitivo per tutti in collaborazione con la Bottega del Mondo &#8211; Commercio Equo e Solidale di Finale Ligure. La rassegna \u00e8 promossa dall\u2019Assessorato alla cultura e al turismo del Comune di Finale Ligure e dalla Biblioteca Mediateca Finalese ed \u00e8 curata da Teo de Luigi.<\/p>\n<blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u201cL\u2019urlo del \u201868\u201d Di Teo De Luigi Raccontato da Adriano Sofri Durata 35\u2019. Sinossi del film <\/strong>&#8211; Nel 1968 la Nazionale italiana di calcio vince per la prima e unica volta il Campionato Europeo, ma la memoria collettiva ne conserva un labile ricordo. Qual \u00e8 il motivo? Forse la nascita del movimento studentesco, le lotte operaie, la guerra nel Vietnam, gli assassinii di M.L. King e di R. Kennedy, misero in secondo piano il calcio? \u00c8 una storia che Adriano Sofri racconta dalla sua condizione di detenuto direttamente dal \u201ccampetto\u201d del carcere di Pisa, dove si misura attivamente col gioco del calcio. Ritorna agli anni che lo videro protagonista della vita politica, con la formazione di Lotta Continua e li affronta senza infingimenti o ritrosie, sottolineando episodi inediti come inedito \u00e8 appunto il punto di partenza: riflettere su quegli anni attraverso il filtro di ci\u00f2 che ha sempre rappresentato il calcio in Italia, termine di paragone o cartina di tornasole degli avvenimenti sociali e politici del nostro paese e non solo. E anche i \u201cvecchi\u201d nazionali di allora (da Zoff a De Sisti a Burgnich ecc\u2026) si ritrovano davanti alla loro impresa-tv come davanti a uno specchio in bianco e nero.<\/p>\n<\/blockquote>\n<blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u201cRapiti \u201878\u201d Di Teo De Luigi Raccontato da Adriano Sofri e Julio Velasco Durata 36\u2019. Sinossi del film<\/strong> &#8211; Maggio 1978, la Nazionale italiana di calcio, la prima di Bearzot, parte per i Mondiali in Argentina. Il mondo del calcio non poteva non avvertire il clima di terribile sofferenza del paese, segnato dalla scia di sangue lasciata dal terrorismo, che culmin\u00f2 nell\u2019assassinio di Aldo Moro e della sua scorta. Nello stesso momento, dall\u2019Argentina arrivano i primi echi della dittatura di Videla, col tragico fenomeno dei \u201cdesaparecidos\u201d. Dunque, ancora un evento sportivo ad \u201caccantonare\u201d gli orrori della vita sociale e politica? Partono da questo interrogativo i due narratori, Adriano Sofri, dal carcere e Julio Velasco, dallo spogliatoio della squadra di pallavolo. E i loro pensieri affrontano le contraddizioni di quell\u2019epoca tragica che, stranamente, \u00e8 permeata da uno sfondo sportivo emozionante e coinvolgente. Rari documenti e interviste ai protagonisti di allora (calciatori argenti e madri della Plaza de Mayo, servizi di repertorio su Bearzot e intervista a Sergio Zavoli) costituiscono un percorso narrativo che pare riferirsi alla condizione dei \u201cdestini incrociati\u201d di Italo Calvino.<\/p>\n<\/blockquote>\n<blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Teo De Luigi<\/strong>. Autore e regista riminese, residente a Calice Ligure, dagli anni \u201980 si dedica all\u2019inchiesta e al documentario, collaborando con la Rai. Dal 1987 al 1999 lavora con Sergio Zavoli. Nel 1999 \u00e8 responsabile artistico di Stream e nel 2005 collaboratore di Sky Racconta.  Realizza fra gli altri i seguenti documentari: \u201cVoci. Ci\u00f2 che i giovani non vogliono dire\u201d, \u201cPTSD \u2013 Piaga di guerra\u201d e \u201cFesta amara\u201d sulla guerra nei Balcani, \u201cRito e sangue\u201d battenti e flagellanti nel sud d\u2019Italia, \u201cCittadella Cottolengo\u201d sui volontari cattolici e laici, \u201cIl mito Fausto Coppi\u201d viaggio nelle imprese del campionissimo, \u201c46 battiti al secondo\u201d e \u201cPadre e figlio piloti\u201d la terra di Valentino Rossi, \u201cDuccio Galimberti \u2013 Il tempo dei testimoni\u201d la Resistenza di Giustizia e Libert\u00e0, \u201cPiacere, Ada Gobetti\u201d donna resistente e non solo moglie di Piero Gobetti. Ha pubblicato \u201cMemoria come futuro\u201d (Maggioli), e \u201cGiocare da libero\u201d (Limina). Attualmente ha in lavorazione \u201cParalup. L\u2019eco della memoria\u201d, in collaborazione con la Fondazione Nuto Revelli di Cuneo e con Marco Revelli.<\/p>\n<\/blockquote>\n<blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Prossimi appuntamenti:<\/strong><\/p>\n<ul>\n<li>Domenica 9 gennaio 2011 &#8211; Un\u2019ora sola di vorrei  di Alina Marazzi<\/li>\n<li>Domenica 6 febbraio 2011 &#8211; La strada di Levi  di Davide Ferrario<\/li>\n<li>Domenica 6 marzo 2011 &#8211; Terra Madre di Ermanno Olmi<\/li>\n<li>Domenica 3 aprile 2011 &#8211; L\u2019India che danza &#8211; La paura di Pippo Delbono<\/li>\n<li>Domenica 1 maggio 2011 &#8211; Primavera in Kosovo di Erion Kadilli<\/li>\n<li>Sabato 28 maggio 2011 &#8211; L\u2019orchestra di piazza Vittorio di Agostino Ferrente<\/li>\n<\/ul>\n<\/blockquote>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>&#8220;La febbre del calcio \u00e8 in grado di distrarre l&#8217;attenzione dalle vicende del mondo?\u201d. 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