{"id":35926,"date":"2010-09-17T10:12:51","date_gmt":"2010-09-17T08:12:51","guid":{"rendered":"http:\/\/albengacorsara.it\/?p=35926"},"modified":"2019-08-21T17:23:46","modified_gmt":"2019-08-21T15:23:46","slug":"borgio-inventare-il-sogno-laboratorio-teatrale-diretto-da-maximilian-nisi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.albengacorsara.it\/corsara\/2010\/09\/17\/borgio-inventare-il-sogno-laboratorio-teatrale-diretto-da-maximilian-nisi\/","title":{"rendered":"Borgio, Inventare il sogno: laboratorio teatrale diretto da Maximilian Nisi"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Da gioved\u00ec 23 settembre a domenica 31 ottobre 2010, presso la Compagnia del Barone Rampante Ass. Cult. Onlus di Borgio Verezzi prender\u00e0 il via uno straordinario progetto teatrale che coinvolger\u00e0 circa quaranta persone (la maggioranza ragazzi, ma anche adulti e bambini) e tante discipline (teatro, danza, musica, scenografia). In particolare, Inventare il sogno (questo \u00e8 il nome del laboratorio teatrale) diretto da Maximilian Nisi, straordinario attore di teatro, cinema e televisione e La materia dei sogni (questo il titolo dello stage di scenografia) diretto dallo scenografo Gabriele Resmini (Teatro baretti- To, Op\u00e8r\u00e0 National di Montpellier) si fonderanno tra loro per realizzare un&#8217;originalissima messa in scena del &#8220;Sogno di una notte di mezza estate&#8221; di Shakespeare. Una trentina di ragazzi, dai 10 ai 25 anni,  non attori professionisti, calcheranno le scene il 31 ottobre (non a caso, giorno dedicato alla festa del Teatro) &#8220;inventando il sogno&#8221;. Una decina di corsisti, tra adulti e ragazzi realizzer\u00e0 la scenografia, dando &#8220;materia&#8221; al sogno. L&#8217;insegnante di danza Anna Fenoglio curer\u00e0 le coreografie, il maestro Fernando Vincenzi le musiche.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Il laboratorio teatrale accoglie ragazzi di et\u00e0 compresa fra i 10 e i 25 anni,quello di scenografia non ha un limite di et\u00e0. Le iscrizioni sono ancora apertefino ad esaurimento posti. Il costo del laboratorio teatrale \u00e8 di 110 euro, quello del laboratorio di scenografia di 90 euro. INFO: tel. 348\/8978694, c.ilbaronerampante@libero.it<\/em><\/p>\n<blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Scrive il regista Nisi a proposito della messa in scena <\/strong>: \u00abIl Sogno di una notte di mezza estate \u00e8 certamente uno dei capolavori di Shakespeare, dove l&#8217;intreccio di quattro storie che viaggiano tra reale e fantastico, d\u00e0 vita ad uno degli impianti pi\u00f9 metateatrali della storia del teatro. Il palcoscenico diventa il luogo dove tutto pu\u00f2 esistere e dove i desideri possono abitare fuori dalla stretta maglia di una realt\u00e0 oppressiva e malata. Nella nostra messa in scena i personaggi sono pazienti di una clinica psichiatrica che soltanto di notte, in un salto onirico, abbandonano gli affanni e le costrizioni sociali per consistere liberi in un gioco che stimola fantasia e desiderio. Ed ecco che nel buio di un bosco, inquinato dai rifiuti lasciati dagli uomini, nascono i fiori dei sogni, sommersi dalla discarica di pezzi divita abbandonati e dismessi. &#8220;Dal letame nascono i fiori&#8221;, diceva De Andr\u00e8, dal nostro palcoscenico rinasceranno &#8220;i sogni della cui materia noi siamo  fatti&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La messa in scena, che prevede una scenografia realizzata con oggetti vecchi, rotti e scartati, si articola nel dialogo continuo tra un piano reale (quello dei malati) e uno immaginario (quello delle creature fantastiche del bosco), piani che arriveranno a fondersi in un finale che vedr\u00e0 come unica possibilit\u00e0 di salvezza la magia del sogno. Gli allievi si cimenteranno nella rappresentazione del loro sogno, personale e collettivo: la professione dell\u00b4attore, su un palcoscenico: l&#8217;unico luogo in cui si pu\u00f2 rendere &#8220;visibile l\u00b4invisibile&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E ancora: &#8220;Sono anni che mi domando perch\u00e9 le opere di Shakespeare, come il  meraviglioso &#8216;Sono di una notte di mezza estate&#8217; scritto pi\u00f9 di quattrocento  anni fa, siano considerate le opere pi\u00f9 attuali dei nostri tempi.  Forse perch\u00e9 descrivono quel crocevia dove si incontrano tutte le strade della  vita, forse perch\u00e9 sono opere che pi\u00f9 di ogni altra racchiudono ed esprimono  con estrema maestria quei dubbi esistenziali-fondamentali che l&#8217;uomo di ogni  tempo serba nel proprio animo. Indubbiamente sono tutte opere forti, affascinanti, percorse da una costante  ed eccitante ambiguit\u00e0 interpretativa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sono opere che sanno essere attuali (per questo saccheggiate, riproposte, dibattute, rivisitate, smembrate) perch\u00e9 parlano di condizioni &#8216;interne&#8217;  all&#8217;uomo, parlano di quel &#8220;sentire arcaico&#8221; che mai varier\u00e0 nei secoli.  Rappresentano il mito del passato, del presente e del futuro. Hanno dialoghi che non &#8216;sembrano&#8217; ma &#8216;sono&#8217;. Hanno personaggi intensi e grandi che mai, neanche per un istante, smetteranno  di essere semplici nella loro meravigliosa quotidianit\u00e0.  Mi piacerebbe che la scena di questo &#8216;Sogno di una notte di folle estate&#8217;  fosse uno spazio interiore fino a diventare un palcoscenico-obitorio tetro e  gelido. Un contenitore di oggetti simbolici.  Costumi indefiniti, pieni di dettagli eloquenti che possano far viaggiare i  personaggi e lo spettatore nel tempo e nello spazio (quasi un miscuglio di  stili per raccontare, per suggerire una dimensione astratta e sospesa). Vorrei atmosfere di attesa di grandi accadimenti.  Musiche dolci e suggestive, ninne nanne, rotte da improvvise e insopportabili distorsioni metalliche. E poi silenzi irreali percorsi da gocce sonore che rievocano ambienti lunari di follia. Bello sarebbe se gli attori fossero maschere che vestono personaggi svestendo se stessi. E viceversa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Attori-maschere-personaggi che si confrontano e dialogano con il mondo che li  circonda. Il teatro \u00e8 un meraviglioso strumento di indagine, per Shakespeare e il suo  dinamismo catartico nelle sue opere sa essere immenso.  Vorrei creare un territorio intermedio dove poter affidare al pubblico i  conflitti inconsci, irrisolti, penosi (perch\u00e9 difficili da affrontare da soli)  che gli attori dividono con i loro personaggi. Dichiarare un rapporto speculare tra gli attori-personaggi ed il pubblico.  Gli spettatori che guardano ma che in realt\u00e0 vengono guardati. Il Bosco sar\u00e0 il nostro mondo, avvolto da una crisi non solo economica ma  anche etica e morale. Popolato da grottesche figure che vivono in superficie ed  inseguono il potere ed il denaro dimenticando di coltivare il salutare  sentimento dell&#8217;amore. Figure che credendo di essere eterne fuggono costantemente da loro stesse.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Maschere. Maschere in fuga che si coprono gli occhi per simulare la vita. Tutte maschere ad esclusione di Puck (straordinaria figura), esente da forme di messinscena, diretto nella sua semplicit\u00e0, l&#8217;unico ad essere sereno nei confronti della vita, dell&#8217;amore e della morte. Il testo: ovviamente \u00e8 un adattamento dal &#8216;Sogno di una notte di mezza estate&#8217; di W. Shakespeare (Sogno di una notte di folle estate : A madsummer night&#8217;s dream). Ho valutato le differenti traduzioni esistenti.  Fondamentale \u00e8 stato contrapporre ad un linguaggio il pi\u00f9 possibile diretto e  moderno il lirismo e la poesia per accentuare la diversit\u00e0 stilistica e la  differente modalit\u00e0 di espressione voluta dallo stesso autore\u00bb.<\/p>\n<\/blockquote>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>Da gioved\u00ec 23 settembre a domenica 31 ottobre 2010, presso la Compagnia del Barone Rampante Ass. Cult. 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