{"id":31224,"date":"2010-08-09T18:50:43","date_gmt":"2010-08-09T16:50:43","guid":{"rendered":"http:\/\/albengacorsara.it\/?p=31224"},"modified":"2019-08-21T16:20:28","modified_gmt":"2019-08-21T14:20:28","slug":"arte-e-societa-intervista-al-maestro-giuliano-ottaviani-ad-albenga-per-una-mostra","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.albengacorsara.it\/corsara\/2010\/08\/09\/arte-e-societa-intervista-al-maestro-giuliano-ottaviani-ad-albenga-per-una-mostra\/","title":{"rendered":"Arte e societ\u00e0: intervista al Maestro Giuliano Ottaviani, ad Albenga per una mostra"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong>di Fabrizio Pinna<\/strong> \u2013 Inaugurata a Palazzo Oddo una importante mostra di Giuliano Ottaviani, in questi giorni ad Albenga dove ha gi\u00e0 esposto lo scorso anno. Arte, societ\u00e0, cultura tra passato presente e futuro, il pubblico, il mercato,\u00a0 il suo rapporto con la Liguria&#8230; artista internazionale duttile ed eclettico, dal carattere brioso, disponibile ed estroverso, il Maestro Ottaviani ha rilasciato al <em>Corsara <\/em>una lunga intervista.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>D.<\/strong>:<em> Lei \u00e8, per cos\u00ec dire, un artista completo: utilizza una pluralit\u00e0 di tecniche apparentemente anche molto distanti, si \u00e8 cimentato nella pittura, nella scultura cos\u00ec come nell&#8217;oreficeria&#8230; vede osmosi tra le diverse discipline artistiche, dei rapporti stretti?<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>R.<\/strong>: Nelle attivit\u00e0 produttive quelle che funzionano sono quelle che si diversificano e che non seguono un solo settore: cos\u00ec anche nell&#8217;arte. L&#8217;arte, in senso lato, pu\u00f2 essere molte cose, anche promozione turistica o stimolo all&#8217;artigianato; l&#8217;arte dev&#8217;essere principalmente innovazione e l&#8217;artista, ovviamente, un pioniere e deve avere questa molteplicit\u00e0 di mete, di forme espressive, e non avere problemi ad affrontare nessuna tecnica. Faccio di tutto nella mia vita: l&#8217;importante \u00e8 comunicare. Quando c&#8217;\u00e8 la poesia si possono toccare tutte le materie, quando lo spirito \u00e8 evoluto le tecniche diventano facili e quindi <em>sintetiche<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>D.<\/strong>: <em>C&#8217;\u00e8 una tecnica e forma di espressione artistica che lei predilige sulle altre?<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>R.<\/strong>: Nell&#8217;arte l&#8217;espressione nasce al momento; si adatta al momento spirituale, al momento in cui arriva questa ispirazione. Io, per esempio, in questa mostra ho portato qualche piccolo quadro di Albenga proprio per dedicare, diciamo, la mia arte per valorizzare questa citt\u00e0 che mi ispira molto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Normalmente non sono un paesaggista, anche se tanti anni fa ho fatto anche questo; per\u00f2 per l&#8217;occasione ho fatto qualche figura ispirata ad Albenga, nelle quali ovviamente c&#8217;\u00e8 la mia \u201cmarca\u201d, c&#8217;\u00e8 una mia piccola <em>interpretazione<\/em>: anche se esco un po&#8217; dal mio stile solito, poi rientro con dei simboli che sono la marca di base di tutte le mie interpretazioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>D.<\/strong>:<em> L&#8217;artista oggi, nel mondo contemporaneo, trova maggiori difficolt\u00e0 rispetto al passato a esprimersi e a raggiungere il pubblico?<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>R.<\/strong>: L&#8217;artista \u00e8 un poeta che pu\u00f2 esprimersi anche in un momento quotidiano o banale; in un momento in cui altri uomini e altre donne non provano nessuna emozione, lui riesce a creare la poesia dalla cosa pi\u00f9 banale, perch\u00e9 la poesia \u00e8 in tutto. \u00c8 solo che forse noi siamo troppo superficiali, abituati ormai alla sintesi percettiva: ormai percepiamo le immagini in movimento con i suoni e le cose che sono fisse, che non hanno tutti questi stimoli contemporanei dei sensi non ci coinvolgono pi\u00f9.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;Artista vero \u00e8 quello che riesce, oltre a dare una chiave di lettura all&#8217;opera, a raccontare il suo punto di vista, che riesce a coinvolgere in questo mondo che normalmente oggi usa molti tipi di messaggi, auditivi, visivi, figurativi, di vive immagini in movimento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un artista deve riuscire a superare tutto questo attraverso semplicemente dei racconti statici: statici sotto l&#8217;aspetto tecnico ma in movimento sotto l&#8217;aspetto interpretativo. L&#8217;opera deve avere un grande movimento, la scultura deve avere una grande leggerezza, una sua poesia; la persona deve essere invitata a intendere il messaggio chiave e volare insieme all&#8217;interpretazione di un artista. L&#8217;artista riesce a rimanere nel cuore e nella mente degli uomini quando riesce, con una sua mostra, con un suo spettacolo, con una sua musica, a far perdere la dimensione del tempo e dello spazio. Se una persona, un visitatore, perde la dimensione del tempo e dello spazio, \u00e8 come una droga: poi sente il bisogno di ritornare a provare quella sensazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;arte ha oggi ancora un valore; per esempio in una terra come questa, culturale e turistica, l&#8217;arte \u00e8 il futuro. L&#8217;artista deve essere anche un pioniere e aiuta gli esseri umani a non dimenticare il passato, ma attraverso il passato a proseguire verso nuove interpretazioni. Con rispetto assoluto per le identit\u00e0 culturali del passato, deve riuscire a dare qualcosa in pi\u00f9, a stimolare e indicare una prosecuzione delle identit\u00e0 culturali di questo passato che \u00e8 sempre prezioso. Non c&#8217;\u00e8 mai un futuro se non c&#8217;\u00e8 un passato, ma con il passato bisogna tentare di costruire un futuro; diversamente diventa superfluo se non riusciamo a continuarlo, ad alimentarlo con nuove sensazioni, con nuove immagini e con nuove interpretazioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>D.<\/strong>: <em>Identit\u00e0 culturali&#8230; Lei \u00e8 umbro, oggi risiede in Lombardia \u2013 a Treviglio nel bergamasco &#8211;  ma, oltre ai suoi periodi di permanenza all&#8217;estero, soprattutto in Brasile, qui in Italia ormai ha stabilito da anni un rapporto di costante presenza in Liguria e in particolare proprio nel savonese dove ha pi\u00f9 volte esposto, oltre Albenga, Loano, Spotorno, Noli, Savona, Celle, Varazze&#8230; Come \u00e8 nato questo rapporto cos\u00ec stretto?<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>R.<\/strong>: Capit\u00f2 tanti anni fa; io ero a Chianciano per una grande mostra e pass\u00f2 l&#8217;allora provveditore agli studi di Savona \u2013 poi diventato un grande amico e oggi morto \u2013 e mi chiese se fossi mai stato in Liguria. A quel tempo ci passavo solo per andare in Francia ma idealmente non avevo mai fatto delle opere, delle manifestazioni culturali in Liguria dove ero presente solo per vie indirette, quindi attraverso mercanti d&#8217;arte o divulgatori ecc.. Allora mi disse: \u201cLei deve venire\u201d. Accettai l&#8217;invito; ormai sono passati credo 15 o forse 20 anni e non riesco pi\u00f9 a distaccarmene. Sono stato nella costiera amalfitana otto anni, poi a Taormina, poi in Sardegna e nel Nord Est d&#8217;Italia e adesso in Liguria alla quale veramente mi sono appassionato. Io sono Umbro ma devo dire che mi trovo molto bene perch\u00e9 non c&#8217;\u00e8 questa grande distanza culturale. Noi tutti abbiamo in qualche modo origini rurali e l&#8217;Umbria \u00e8 naturalmente una terra di spiritualit\u00e0 e di verde ma anche di prodotti dell&#8217;agricoltura legati alla natura, alla montagna; qui in pi\u00f9 c&#8217;\u00e8 anche il mare. Sono terre \u201cparallele\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>D.<\/strong>:<em> All&#8217;estero, in Brasile, ha avviato un progetto di &#8220;recupero&#8221; delle periferie urbane che ha anche risvolti sociali; come vede &#8211; e vive &#8211; il rapporto tra l&#8217;arte, l&#8217;essere artista e l&#8217;impegno sociale?<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>R.<\/strong>: Il rapporto arte e sociale \u00e8 basico perch\u00e9 la gente, soprattutto quella che non ha molte possibilit\u00e0, soprattutto i ceti poveri delle periferie in Brasile, certamente hanno il bisogno di mangiare ma anche quello di sentirsi valorizzati, di sentirsi coinvolti, di sentire che anche loro valgono qualcosa. Quindi quando io ho fatto questi progetti li ho coinvolti facendogli esprimere la loro identit\u00e0 culturale per rivestire le periferie, per nascondere le brutture e trasformarle in cose luminose coi loro <em>segni<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sono stato accolto come stimolatore culturale, non come colonizzatore culturale. \u00c8 molto importante mostrare che uno rispetta i loro segni, la loro cultura, perch\u00e9 ci tengono molto e ha molteplici origini nelle diverse zone del paese: indigene, europee &#8211; anche italiane &#8211; africane&#8230; Nel Nord-Est, Salvador, ho per esempio di recente anche prodotto un documentario insieme ad una mia assistente\/manager brasiliana e abbiamo fatto una grande ricerca di quella che era la cultura afro-brasiliana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma l&#8217;arte \u00e8 importante anche per noi in Italia che abbiamo questa crisi: \u00e8 un riscoprire un pochino che la creativit\u00e0 \u00e8 basica, cio\u00e8 che tutto quello noi abbiamo ricevuto in eredit\u00e0 \u00e8 nato dalla fantasia, dalla bravura, dalla creativit\u00e0 degli uomini. La ruralit\u00e0 e la laboriosit\u00e0 della gente che doveva macinare la pietra per fare la terra, se vogliamo, e creare per esempio qui in Liguria tutti questi terrazzi parte sempre da un prodotto di fantasia. E l&#8217;arte \u00e8 comunque importante non solo per l&#8217;artista &#8211; che produce un proprio stile, un proprio modo di essere ecc. &#8211; ma anche per stimolare questa societ\u00e0 che ormai \u00e8 piuttosto passiva, oppressa dai problemi della sopravvivenza. In una crisi come questa, per uno che lavora nell&#8217;industria e non conosce la terra e non sa come sopravvivere, il giorno che perde il lavoro \u00e8 chiaro che va ad alimentare la criminalit\u00e0, va ad alimentare la prostituzione e tutto questo. L&#8217;arte \u00e8 il momento pi\u00f9 importante per poter creare e trovare soluzioni, per trovare il contatto con la natura e quindi ricreare la possibilit\u00e0 non solo di trasmettere un messaggio culturale nel tempo ma di creare un momento di sopravvivenza e di nuovo sistema per poter continuare la storia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>D.<\/strong>: <em>Tradizione e futuro: in occasione di questa mostra lei ha adottato il QR Code, un nuovo sistema di comunicazione per cellulari realizzato dall\u2019azienda mediapartner Mediagold di Tommaso Marinelli che ha sede qui ad Albenga; quale \u00e8 il suo rapporto \u2013 come artista \u2013 con le nuove tecnologie, per esempio la telefonia mobile o internet, la rivoluzione informatica di questi ultimi anni&#8230;?<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>R.<\/strong>: In quanto alle nuove tecnologie non sono molto preparato&#8230; non so nemmeno usare il computer; ma devo dire grazie a Mariagrazia Noseda &#8211; che \u00e8 la mia addetta stampa e cura questi aspetti &#8211; e grazie a Tommy [Marinelli] e al suo gruppo di Mediagold che ha creato questo sistema che io ho ritenuto estremamente interessante, soprattutto per coinvolgere i giovani.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Artisticamente sono molto sensibile alle nuove tecnologie ma in un senso pi\u00f9 generale, tanto che sto creando delle sculture a energia solare; non sono solo l&#8217;artista che appaio qui \u2013 rappresentato in questa mostra &#8211;  ma ho toccato vari settori, dalla ceramica, al marmo, al bronzo e mi occupo del recupero delle periferie ecc. impiegando anche quelle tecnologie che permettono di raggiungere quel pubblico di giovani spesso un po&#8217; \u201csperduto\u201d e che purtroppo spesso ha bisogno di droghe probabilmente per riuscire a sorridere, per riuscire a danzare. Io nella mia vita ho sempre vissuto da quello che sgorgava dal profondo del cuore tanto che quando andavo in pista in certe discoteche mi dicevano \u201cche prendi?\u201d&#8230; la mia creativit\u00e0, la mia allegria, la mia forza, rispondevo&#8230;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>D.<\/strong>: <em>Su cosa sta lavorando in questo periodo? Quali sono i progetti artistici che ha in cantiere per il futuro?<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>R.<\/strong>: Tra i poggetti maggiori, prima di tutto adesso stiamo preparando grandi manifestazioni in mezzo Brasile e a San Paolo. In Brasile ho recentemente fatto il trofeo del carnevale di Salvador de Bahia, per loro una cosa sacra; infatti mi si sono scagliati contro tutti gli artisti perch\u00e9 in vent&#8217;anni nessuno lo ha mai fatto. Poi sono arrivato io e me lo hanno commissionato: una statuina realistica, il Trof\u00e9u Castro Alves. Ora sto rappresentando artisti brasiliani; li preparo, faccio corsi di formazione e poi porto quelli selezionati come migliori nelle fiere internazionali, anche con i miei collaboratori come Benita Lopez che \u00e8 la mia manager. In futuro abbiamo una mostra in Russia, in un museo di Mosca e, qui in Italia, nel Senato a Roma e molti altri eventi; anche in Liguria, per esempio una mostra a Varazze.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Poi ci sono altre varie programmazioni in corso: ritorner\u00f2 di nuovo in Cina, a Shangai dove ho uno studio e una mostra permanente; la Cina \u00e8 sicuramente importante. Io per cultura e per lingua, in quanto riesco ad esprimermi in portoghese, preferisco il Brasile; \u00e8 pi\u00f9 facile per noi, \u00e8 pi\u00f9 vicino anche come cultura. Ma la Cina in questo momento si sta riprendendo alla grande e quindi \u00e8 un momento buono per gli operatori culturali, per gli artisti, andare verso questi mercati che sono sensibili e adesso ancora \u201caffamati\u201d di arte e di cose nuove. Anche perch\u00e9 rientra nella loro cultura fare regali artistici, piccole sculture, a prezzi magari differenti da un tempo, e comunque oggi entrano anche le nuove produzioni internazionali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>D.<\/strong>:<em> E in Brasile?<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>R.<\/strong>: In Brasile anche San Paolo sta vivendo un momento artistico eccellente. Il mercato gi\u00e0 funziona molto bene; il Nord-Est \u00e8 invece in un momento un pochino pi\u00f9 fiacco ma credo che sar\u00e0 un grande mercato fra tre o quattro anni. Ma bisogna muoversi. Io ho scelto l&#8217;internazionale da anni, quando altri me lo sconsigliavano, e oggi vado abbastanza bene internazionalmente: le mie opere stanno avendo delle quotazioni molto \u201cpesanti\u201d proprio perch\u00e9 ho scelto l&#8217;internazionale. Se uno \u00e8 conosciuto nella zona, nel paese, \u00e8 facile diventare \u201cil pi\u00f9 bello il pi\u00f9 buono e il pi\u00f9 bravo\u201d, ma andare in giro per il mondo tutti i giorni \u00e8 un confronto e una sfida continua proprio perch\u00e9 sei straniero e non sei favorito come i locali. \u00c8 una grande palestra per crescere. Per crescere bisogna avere il coraggio di mettersi in discussione tutti i giorni e ricominciare da zero, probabilmente qualche volta anche in un terreno non favorevole. Ma in questi casi se vinci, hai vinto davvero.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>di Fabrizio Pinna \u2013 Inaugurata a Palazzo Oddo una importante mostra di Giuliano Ottaviani, in questi giorni ad Albenga dove ha gi\u00e0 esposto lo scorso anno. 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