{"id":30303,"date":"2010-08-05T22:13:16","date_gmt":"2010-08-05T20:13:16","guid":{"rendered":"http:\/\/albengacorsara.it\/?p=30303"},"modified":"2019-08-21T12:58:28","modified_gmt":"2019-08-21T10:58:28","slug":"il-futuro-del-giornalismo-sul-web-intervista-a-bill-keller-direttore-del-new-york-times","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.albengacorsara.it\/corsara\/2010\/08\/05\/il-futuro-del-giornalismo-sul-web-intervista-a-bill-keller-direttore-del-new-york-times\/","title":{"rendered":"Il futuro del giornalismo sul web: intervista a Bill Keller, direttore del \u201cNew York Times&#8221;"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong>di Joseba Elola<\/strong> &#8211; C&#8217;\u00e8 un uomo con i capelli grigi e lo sguardo azzurro, di lince, in mezzo alla sala della redazione. \u00c8 seduto di fronte a un comune computer, digitando come uno qualunque, con la sua camicia azzurra a quadri e i jeans consunti. La redazione del <em>New York Times <\/em>appare come un&#8217;oasi di tranquillit\u00e0 alle due del pomeriggio. Al di fuori di questo maestoso edificio progettato dall&#8217;architetto Renzo Piano, il cuore di New York ribolle di rumore e di calore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;uomo dallo sguardo azzurro si alza e si avvicina per salutare. S\u00ec, \u00e8 Bill Keller, il direttore del giornale pi\u00f9 influente del mondo. Ed \u00e8 l\u00ec, come uno tra i tanti, in mezzo alla gente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nessuno sfarzo o status symbols nel suo ufficio, semplice, piccolo, funzionale: una scrivania da lavoro, un tavolo in marmo, un divano e due poltroncine verdi. Keller si siede in una di esse e appoggia il piede sul tavolo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella parete sono appese allineate in serie cinque maschere di quattro ex-presidenti dell&#8217;Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche e di un ex capo del KGB: Stalin, Lenin, Breznev, Gorbaciov e Laventri Berija. Appartengono ai giorni in cui Keller ha vinto il premio Pulitzer come corrispondente da Mosca per la sua copertura del crollo di un impero. &#8220;Sono stati indubbiamente i pi\u00f9 felici giorni della mia vita&#8221;, dice. &#8220;Non c&#8217;\u00e8 lavoro migliore che essere un corrispondente in un giornale al quale interessano le notizie internazionali&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>D.<\/strong>: <em>E lei perch\u00e9 ha deciso di fare il giornalista?<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>R.<\/strong>:  Ci sono molte ragioni per cui la gente che conosco ha deciso di fare il giornalista. C&#8217;\u00e8 chi lo fa per raccontare una grande storia, per cambiare il mondo, per viaggiare in luoghi esotici o per l&#8217;apparente <em>glamour <\/em>di essere sotto i riflettori, e suppongo che io abbia sentito tutto questo in una certa misura. Ma per me il grande fascino del giornalismo \u00e8 il fattore puzzle: affrontare un problema complesso e scrivere per spiegarlo a qualcuno. Mi piace che mi dicano: &#8220;Oh, non lo sapevo&#8221;; ma preferisco ancor di pi\u00f9 che mi dicano: &#8220;Non avevo mai pensato a ci\u00f2 in questo modo&#8221;. Mettere in discussione i pregiudizi e ripensare la conoscenza convenzionale \u00e8 un grande risultato e per questo \u00e8 cos\u00ec importante che lo facciamo per una democrazia; non solo esporre le cose orribili che accadono a porte chiuse, ma anche fare in modo che la gente usi il suo maledetto cervello.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il New York Times si sta preparando ad alzare la sua posta. Dal gennaio 2011 sul web sar\u00e0 a pagamento. Per la maggior parte degli utenti continuer\u00e0 a essere gratuito, dice Keller. Implementeranno un sistema con contatore, simile a quello del<em> Financial Times<\/em>. &#8220;Incasseremo dagli utenti pi\u00f9 fedeli&#8221;. Solo a partire da un consumo determinato di pagine si inizier\u00e0 a pagare. &#8220;La bellezza di utilizzare un sistema  con contatore \u00e8 che lo si pu\u00f2 impostare. Il piano prevede che nei primi anni non si raggiungeranno grandi entrate; non vogliamo diminuire il traffico e guadagniamo molti soldi con la pubblicit\u00e0 web, vogliamo preservarla. Se ci renderemo conto che il contatore sta diminuendo il traffico, regoleremo il contatore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>D.<\/strong>: <em>Ma lei pensa che a questo punto del film, con Internet cos\u00ec restio ai servizi a pagamento e la facilit\u00e0 con cui si possono saltare i muri, la gente pagher\u00e0?<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>R.<\/strong>: La gente \u00e8 disposta a pagare per i contenuti. Il <em>Financial Times<\/em> e <em>The Wall Street Journal<\/em> lo hanno dimostrato. Gi\u00e0 paga per i download di libri, di musica. Non pagher\u00e0 per qualcosa che pu\u00f2 ottenere gratuitamente in altri siti. Confidiamo che questo funzioner\u00e0, perch\u00e9 non facciamo la stessa cosa di quello che fa la <em>CNN <\/em>o la <em>BBC <\/em>o <em>USA Today<\/em>, siti dove si possono ottenere informazioni gratuite. E siamo abbastanza sicuri che i nostri lettori lo percepiscono.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cinque anni fa, il principale quotidiano della stampa americana ha affrontato il processo di integrazione delle redazioni delle edizioni cartacea e web. Una delle migliori decisioni che fin&#8217;ora hanno preso, dice Keller. A molti giornalisti tradizionali \u00e8 pesato passare a fare &#8220;blog&#8221; senza sentirla come una compromissione della loro integrit\u00e0. &#8220;La resistenza non \u00e8 scomparsa ma si \u00e8 enormemente ridotta. La barriera reale era psicologica e culturale. L&#8217;integrazione ci ha dato licenza per sperimentare e ci ha portato all&#8217;innovazione&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>D.<\/strong>: <em>E come andrete a competere con un medium come The Huffington Post, che vi sta tallonando nelle cifre del traffico web con soli 55 giornalisti?<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>R.<\/strong>: Si potrebbe rigirare la domanda: come pu\u00f2 competere <em>The Huffington Post<\/em> con il <em>New York Times<\/em> quando hanno pochissimi reporter, addirittura non pagati o mal pagati? Attraggono il traffico con le notizie di celebrit\u00e0 e video di YouTube; non lo dico come una critica a <em>The Huffington Post<\/em>;  semplicemente noi non facciamo questo. Ho grande ammirazione per ci\u00f2 che Arianna ha raggiunto, ma, in sostanza, non \u00e8 un sito di notizie. Aggancia molta opinione: l&#8217;opinione \u00e8 conveniente, non  \u00e8 necessario inviare nessuno con un aereo&#8230; L&#8217;aspetto per il quale critico <em>The Huffington Post<\/em>, <em>Politico<\/em> e altri aggregatori \u00e8 che a volte sono molto negligenti nel prendere in prestito materiale nostro e di altri siti. <em>The Huffington Post<\/em> porta via molto traffico al <em>New York Times<\/em>: quando mettono un titolo e un link alle nostre pagine va bene; ma a volte riproducono cos\u00ec tanto del nostro articolo che nessuno ha pi\u00f9 bisogno di cliccare sul link alla nostra pagina. Questo sar\u00e0 un campo di battaglia continuo tra gli aggregatori low cost e i media di notizie di qualit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Keller crede che se non si regoler\u00e0 la situazione, i media finiranno per litigare nei tribunali. &#8220;C&#8217;\u00e8 una differenza tra il collegamento e un furto. Penso che sia preferibile per tutti giungere a un accordo e negoziare una soluzione che permetter\u00e0 di riassumere il nostro materiale senza rubarlo. Questo \u00e8 il selvaggio West. Chi sar\u00e0 lo sceriffo della citt\u00e0 senza legge?&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il rapporto con Google \u00e8 complicato, assicura. Gli fornisce molto traffico, s\u00ec, ottengono alcuni vantaggi negoziando con loro. &#8220;Ma al tempo stesso vi \u00e8 un rapporto conflittuale. Non vorrei che il destino delle notizie rimanesse interamente nelle mani della gente di Google. Questo s\u00ec, non condivido la frase di Rupert Murdoch che sono essenzialmente pirati e depredatori&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Bill Keller si schiarisce la voce. Parla con calma, prende il suo tempo per trovare le parole esatte. Il suo tono di voce \u00e8 grave: il suo accento conserva l&#8217;inflessione della sua natia California, dove venne al mondo 61 anni fa. Sembra molto pi\u00f9 giovane. Lo descrivono come un uomo cerebrale e attento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ha studiato in un istituto cattolico, solo per ragazzi, in California. Fece i suoi primi passi nel giornale della scuola: &#8220;Ti dava la possibilit\u00e0 di mettere il dito nell&#8217;occhio delle autorit\u00e0&#8221; ricorda. Poi, all&#8217;Universit\u00e0, ha proseguito la sua vocazione. Dopo il Premio Pulitzer per la sua copertura come corrispondente a Mosca, \u00e8 stato corrispondente in Sud Africa, editorialista ed \u00e8 passato per tutte le funzioni del giornale che dirige.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>D.<\/strong>: <em>Il guru Jeff Jarvis dice che i raccontatori di storie sono finiti.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>R.<\/strong>: Adoro Jeff, ma spesso si lascia andare a grandi pronunciamenti. I raccontatori di storie finiti? Davvero? Guarda l&#8217;elenco delle notizie pi\u00f9 in evidenza nel nostro sito: le storie che la gente condivide sono storie narrate; e credo che quanto migliori saranno i dispositivi, pi\u00f9 storie si potranno raccontare; l&#8217;iPad non \u00e8 l&#8217;ultimo, ci saranno dispositivi migliori per leggere, pi\u00f9 facili per l&#8217;occhio, illustrazioni in meravigliosi colori; credo che il giornalismo narrativo ha un futuro solido, e lo credo veramente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>D.<\/strong>: <em>Come pensa che sar\u00e0 il paesaggio mediatico da qui a cinque anni? Il giornale stampato sar\u00e0 una parte secondaria di una grande piattaforma digitale?<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>R.<\/strong>: Non siamo nella situazione di predire il futuro, ma nella situazione di ci\u00f2 che accade oggi o ieri. Immagino che il futuro sar\u00e0 una combinazione di sopravvissuti e di nuove imprese: ci saranno media tradizionali che si saranno adattati bene. Da qui a cinque anni, credo che ci sar\u00e0 ancora una significativa domanda di giornali stampati, non di tutti. L&#8217;et\u00e0 media dei sottoscrittori di <em>The New York Times<\/em> \u00e8 inferiore a 50, le persone non cambiano le loro abitudini cos\u00ec rapidamente. E ancora si vendono dischi in vinile; allo stesso modo i giornali alla fine diventano un \u00edtem boutique (oggetto di culto). In cinque anni, sempre pi\u00f9 persone si indirizzeranno al web come loro prima scelta. E ci saranno nuove societ\u00e0 con differenti modelli di affari: iniziative senza scopo di lucro; alcune, sostenute da filantropi; altre, come<em> The Huffington Post<\/em>, sostenute dalla pubblicit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>D.<\/strong>:<em> La questione qui \u00e8 quale sar\u00e0 il futuro del giornalismo di qualit\u00e0. E il giornalismo online sar\u00e0 sufficientemente redditizio per pagare i giornalisti per indagare? <\/em>[Bill Keller fa un profondo sospiro].<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>R.<\/strong>: Non lo so. Questa \u00e8 una preoccupazione reale. Io tendo a essere ottimista per natura e credo che ci sia una reale domanda di giornalismo investigativo, di giornalismo che chieda conto alle istituzioni potenti, credo che ci sar\u00e0 sempre un mercato per questo. Per\u00f2 la realt\u00e0 \u00e8 che gran parte di questo giornalismo \u00e8 morto negli ultimi cinque o dieci anni perch\u00e9 \u00e8 costoso. I giornali che hanno maggiormente sofferto lo sconvolgimento della nostra attivit\u00e0 sono stati i quotidiani metropolitani che dipendevano dagli annunci classificati. Tra le nuove imprese ci sono organizzazioni che sono disposte a fare buon giornalismo, giornalismo duro. E bisogna dire che il web aiuta in molte cose: permette di verificare meglio i dati; lo studio delle banche dati dar\u00e0 buoni risultati; e nasceranno nuove forme di giornalismo di controllo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>D.<\/strong>: <em>Dunque, la rivoluzione digitale aiuter\u00e0 a rafforzare le democrazie?<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>R.<\/strong>: Si tratta di una questione importante. Spero di s\u00ec; diciamo che ho questa speranza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il <em>New York Times<\/em> ha gi\u00e0 una applicazione per l&#8217;iPad che permette di accedere a otto o dieci contenuti, il cosiddetto <em>Editor&#8217;s choice<\/em> (La scelta del direttore). &#8220;L&#8217;iPad cambia le regole del gioco&#8221;, dice, &#8220;ma nessuno sa in quale misura. Cambia le regole del gioco per i giornali, perch\u00e9 \u00e8 un&#8217;esperienza di lettura molto piacevole. C&#8217;\u00e8 un mito secondo il quale la gente non legge i pezzi lunghi su uno schermo. Beh, in realt\u00e0, lo fanno. E molto&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;organico \u00e8 di 1.150 giornalisti. <em>The New York Times Company<\/em> ha chiuso il primo trimestre del 2010 con un utile netto di 9.540.000 \u20ac, cifre che hanno un sollievo alla dama grigia del chiosco americano, che lo scorso anno ha registrato una perdita di 74,5 milioni euro. &#8220;La maggior parte dei ricavi proviene dal giornale stampato&#8221;, conferma Keller. I ricavi pubblicitari del cartaceo sono scesi vertiginosamente e ora rappresentato solo la met\u00e0 di tutto ci\u00f2 che rende il giornale a stampa (l&#8217;altra met\u00e0 proviene dalla vendita delle copie).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>D.<\/strong>: <em>Ora, in generale, i direttori dei giornali sono soliti capitolare con pi\u00f9 facilit\u00e0 alle richieste dell&#8217;impresa rispetto alle generazioni precedenti. Non so se \u00e8 d&#8217;accordo.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>R.<\/strong>: Generalizzando intorno all&#8217;attivit\u00e0, credo che ci sia abbastanza verit\u00e0 in ci\u00f2; in parte la condizione disperata dell&#8217;economia ha fatto s\u00ec che tutti si sentano pi\u00f9 vulnerabili, per cui ci sono pi\u00f9 compromessi di una volta e siamo in questa frenetica ricerca di una soluzione magica di modello di affari che supporti il giornalismo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>D.<\/strong>: <em>E il suo caso \u00e8 questo?<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>R.<\/strong>: \u00c8 chiaro che vi \u00e8 stata una ricerca di nuovi affari, ma una delle cose che pi\u00f9 mi piace di questo sito \u00e8 che posso andare al mio editore e dire: &#8220;Non possiamo fare questo, questo compromette la nostra integrit\u00e0, il nostro giornalismo&#8221;. E vinco sempre in queste discussioni. E se la questione \u00e8 lasciare che gli inserzionisti abbiano maggiore influenza su ci\u00f2 che scriviamo o il doversi tirare indietro in un reportage investigativo [scomodo], sono un tipo fortunato: io sono protetto in un modo in cui non lo sono molti direttori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>&#8220;Le reti sociali sono buoni strumenti per trovare notizie&#8221;<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>D.<\/strong>: <em>El Pa\u00eds ha appena messo in funzione Eskup, un social network che mette in contatto i giornalisti con i lettori. Crescer\u00e0 la dimensione sociale dei mezzi di comunicazione?<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>R.<\/strong>: S\u00ec, lo credo. Io tendo ad essere scettico sulle persone che dichiarano come sar\u00e0 il futuro in termini assoluti, ci deve essere spazio in questo dibattito per l&#8217;incertezza. I giornalisti si muovono bene nell&#8217;incertezza, non sappiamo come finir\u00e0 una guerra o quale politico cadr\u00e0 e il nostro mondo \u00e8 in un momento di grande incertezza. Penso che le reti sociali siano buone come strumenti per trovare notizie, per diffondere le informazioni e come modo per mettersi in contatto con i lettori. Da tempo abbiamo interviste da parte dei lettori e fanno ottime domande.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>D.<\/strong>: <em>Molte persone pensano che la stampa tradizionale sia stata per anni molto arrogante, si sono sentiti i proprietari delle notizie e non ha tenuto conto dei lettori.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>R.<\/strong>: Vi \u00e8 una certa verit\u00e0 in ci\u00f2. Uno dei motivi per i quali molti media sono stati lenti nell&#8217;adattarsi a  Internet \u00e8 stato perch\u00e9 si vedevano come una \u00e9lite irraggiungibile e gli piaceva controllare il dibattito; quindi, s\u00ec, meritiamo di essere criticati per eccesso di orgoglio nella nostra storia. D&#8217;altra parte, la gente ci paga per il nostro discernimento. C&#8217;\u00e8 una differenza tra quello che dice <em>Wikipedia <\/em>e il <em>New York Times<\/em>: la gente va in <em>Wikipedia <\/em>sapendo ci\u00f2 che vuole; ma viene nel sito del <em>New York Times<\/em>, o della <em>BBC<\/em>, o del <em>Pa\u00eds <\/em>senza sapere ci\u00f2 che vuole sapere, viene a vedere cosa le racconta gente intelligente e ben formata, perch\u00e9 le racconti quello che \u00e8 successo, ci\u00f2 che ha importanza e il suo significato; nessuno ha tempo per fare questo per conto proprio; ci pagano  per il nostro discernimento e non credo che sia arrogante prendere decisioni su ci\u00f2 che \u00e8 importante; nel tempo \u00e8 possibile che si dimostri che ti sei sbagliato, per\u00f2 questo \u00e8 ci\u00f2 che i nostri lettori chiedono.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>D.<\/strong>: <em>Che cosa vi ha apportato l&#8217;iPad?<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>R.<\/strong>: Quanto pi\u00f9 comodo e gradevole \u00e8 lo schermo, tanto \u00e8 pi\u00f9 naturale leggere un articolo di un giornale serio o di una rivista. \u00c8 troppo presto per dire come sar\u00e0 in termini economici. Abbiamo una applicazione dell&#8217;iPad che \u00e8 una prima versione, non abbiamo avuto il tempo di svilupparla al meglio. \u00c8 gratuita, si chiama <em>Editor&#8217;s choice<\/em> (la scelta del direttore) ed \u00e8 una selezione di storie che sono vive nella pagina web.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>D.<\/strong>: <em>Per\u00f2 state gi\u00e0 lavorando a una applicazione a pagamento.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>R.<\/strong>: S\u00ec, ci stiamo lavorando. Io ho il mio iPad, la mia applicazione per iPhone e il web, e alla fine quasi sempre vado nel web, perch\u00e9 se si dispone di un grande schermo, il web \u00e8 meraviglioso e c&#8217;\u00e8 tutto; e in questo momento \u00e8 ancora gratuito. Non so dove si dirige il mondo, se verso le applicazioni per le notizie o se l&#8217;iPad finir\u00e0 per non aver bisogno di applicazioni perch\u00e9 con un buon sito web pu\u00f2 gi\u00e0 essere sufficiente. Ho fatto la stessa prova con la <em>BBC<\/em>, <em>The Guardian<\/em>, <em>The Washington Post<\/em>&#8230; Invece di usare la loro applicazione nell&#8217;iPad, vado al loro sito web; se \u00e8 un bel sito, \u00e8 meraviglioso nell&#8217;iPad.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>D.<\/strong>: <em>Che impatto ha l&#8217;arrivo di iPad sul suo sito web?<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>R.<\/strong>: \u00c8 un&#8217;ottima domanda e, onestamente, non lo so. La gente va a sperimentare. Nelle ultime settimane abbiamo lanciato una applicazione per l&#8217;iPad che \u00e8 il primo serio tentativo di una applicazione di servizi a New York, comoda per l&#8217;utente: ci sono i ristoranti preferiti dai nostri critici, i migliori bar, le liste di eventi interessanti e aggiungeremo i database dei cinema, i tour dei musei&#8230; Questo \u00e8 qualcosa di distinto dalle notizie. Qualcuno \u00e8 a New York e vuole sapere quale esposizione deve andare a vedere, a quale ristorante andare &#8230; Si pu\u00f2 fare molte cose impacchettando in modo diverso porzioni del nostro pacchetto giornalistico, ma non so quale impatto avr\u00e0 sul web di per s\u00e9. Offriremo tutto quello che abbiamo sul web, nell&#8217;iPad, e in entrambi i casi ci auguriamo che la gente pagher\u00e0 se consumer\u00e0 molto di ci\u00f2 che offriamo; bisogner\u00e0 vedere che cosa i lettori preferiranno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>D.<\/strong>:<em> C&#8217;\u00e8 un futuro per le iniziative di giornalismo senza scopo di lucro?<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>R.<\/strong>: Non ci siamo avviluppati in questa questione. Attualmente abbiamo due edizioni, una a Chicago e una a San Francisco, dove il contenuto \u00e8 prodotto da consorzi senza scopo di lucro di giornalisti professionisti, persone che conosciamo e delle quali abbiamo fiducia e che sono sostenuti da persone ricche che hanno deciso di pagare per sostenere il giornalismo. Abbiamo fatto alcuni progetti con ProPublica, che sono appoggiati da filantropi&#8230; La nostra esperienza con queste organizzazioni \u00e8 stata molto buona finora.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>D.<\/strong>: <em>Lei \u00e8 solito usare una citazione: &#8220;I giornali saranno anche dinosauri, ma i dinosauri hanno camminato sulla Terra per milioni di anni&#8221;. Beh, milioni di anni, no, ma quanto tempo direbbe che dureranno?<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>R.<\/strong>: Non lo so. Fra milioni di anni sono abbastanza sicuro che il cartaceo non esister\u00e0 pi\u00f9. Io ho speranze non su un oggetto stampato, ma sul concetto di giornalismo aggressivo, indipendente e di alta qualit\u00e0.<\/p>\n<blockquote style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Titolo originale<\/strong>: &#8220;Yo no dejar\u00eda el destino de las noticias en manos de Google&#8221; &#8211; ENTREVISTA: EL FUTURO DEL PERIODISMO DIGITAL Bill Keller Director de &#8216;The New York Times&#8217; \/ <strong>Trad. It.<\/strong>: \u00a9 <em><strong>Fabrizio Pinna \u2013 Pieffe Edizioni<\/strong><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Copyright <\/strong>&#8211; Tutti i diritti sono riservati. \u00c8 vietata qualsiasi riproduzione totale o parziale. \u00a9 EL PAIS, S.L. \/ JOSEBA ELOLA<\/p>\n<\/blockquote>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>di Joseba Elola &#8211; C&#8217;\u00e8 un uomo con i capelli grigi e lo sguardo azzurro, di lince, in mezzo alla sala della redazione. \u00c8 seduto di fronte a un comune computer, digitando come uno qualunque, <a class=\"mh-excerpt-more\" href=\"https:\/\/www.albengacorsara.it\/corsara\/2010\/08\/05\/il-futuro-del-giornalismo-sul-web-intervista-a-bill-keller-direttore-del-new-york-times\/\" title=\"Il futuro del giornalismo sul web: intervista a Bill Keller, direttore del \u201cNew York Times&#8221;\">[&#8230;]<\/a><\/p>\n<\/div>","protected":false},"author":14,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_lmt_disableupdate":"","_lmt_disable":"","footnotes":""},"categories":[130,21,133,134,26,140,34,49],"tags":[1220,3528,3531,4020,4024,5159],"class_list":{"0":"post-30303","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","6":"category-giornali-riviste","7":"category-internazionale","8":"category-interviste","9":"category-interviste-corsare","10":"category-le-notizie-del-giorno","11":"category-media-e-web","12":"category-nazionale","13":"category-primo-piano","14":"tag-bill-keller","15":"tag-giornali-online","16":"tag-giornalismo-online","17":"tag-intervista","18":"tag-intervistacorsara","19":"tag-new-york-times"},"modified_by":null,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.albengacorsara.it\/corsara\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/30303","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.albengacorsara.it\/corsara\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.albengacorsara.it\/corsara\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.albengacorsara.it\/corsara\/wp-json\/wp\/v2\/users\/14"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.albengacorsara.it\/corsara\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=30303"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.albengacorsara.it\/corsara\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/30303\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.albengacorsara.it\/corsara\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=30303"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.albengacorsara.it\/corsara\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=30303"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.albengacorsara.it\/corsara\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=30303"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}