{"id":27824,"date":"2010-07-21T22:17:19","date_gmt":"2010-07-21T20:17:19","guid":{"rendered":"http:\/\/albengacorsara.it\/?p=27824"},"modified":"2019-08-21T11:59:41","modified_gmt":"2019-08-21T09:59:41","slug":"calano-gli-infortuni-sul-lavoro-ma-maglia-nera-alla-liguria-oggi-un-nuovo-morto-i-dati-dell-inail","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.albengacorsara.it\/corsara\/2010\/07\/21\/calano-gli-infortuni-sul-lavoro-ma-maglia-nera-alla-liguria-oggi-un-nuovo-morto-i-dati-dell-inail\/","title":{"rendered":"Calano gli infortuni sul lavoro ma maglia nera alla Liguria: oggi un nuovo morto. I dati dell&#8217;Inail"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong>di Fabrizio Pinna<\/strong> &#8211; Ennesimo incidente mortale sul lavoro oggi in Liguria. A perdere la vita, questa mattina in un cantiere a Taggia, il quarantenne Fausto Sandonato; rimasto ferito anche un giovane di 29 anni, Salvatore Sangiovanni. Cordoglio e proteste dal mondo del lavoro e dalle istituzioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cFino a quando la sicurezza applicata ai cantieri verr\u00e0 considerata un onere e non un valore aggiunto nell\u2019interesse dell\u2019intero settore, si dovr\u00e0 di volta in volta ragionare sugli incidenti che periodicamente vedranno coinvolti i lavoratori. Nel giorno in cui l\u2019Inail dice che gli infortuni di lavoro sono in calo del 6.3% nel 2009, la nostra regione \u00e8 sempre pi\u00f9 `maglia nera\u00b4 perch\u00e9 da noi gli incidenti sono diminuiti solo dell\u20191,1% con 25 vittime, ben sopra la media nazionale\u201d accusano Cgil Cisl e Uil.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il presidente della Regione Liguria Claudio Burlando  raggiunto a Roma dalla notizia dell\u2019incidente sul lavoro avvenuto questa mattina a Taggia, ha espresso &#8220;il pi\u00f9 sincero cordoglio alla famiglia della vittima&#8221;. \u201cNon c\u2019\u00e8 mai abbastanza indignazione da esprimere in occasione di queste tragedie. Proprio oggi i dati INAIL 2009 sugli incidenti sul lavoro hanno evidenziato la posizione ancora negativa della Liguria, a fronte invece di una flessione del dato nazionale del 6% rispetto al 2008\u201d. \u201c\u00c8 del tutto evidente che dobbiamo rinnovare e rafforzare il nostro impegno perch\u00e9 ogni vittima ha un nome e cognome, non \u00e8 un dato statistico\u201d, ha detto Burlando.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nonostante la flessione registrata in Italia l&#8217;anno scorso e qualche indicatore positivo nei raffronti con altri Paesi indubbiamente ancora molto si deve fare per garantire sicurezza e dignitosa qualit\u00e0 di vita sui luoghi di lavoro. Perch\u00e9, come sempre si torna a dire nelle occasioni di lutto, di lavoro non si pu\u00f2 n\u00e9 si deve morire. N\u00e9 ferirsi e ammalarsi in modi gravi. Le eccezioni \u2013 inevitabili se non si vuole indugiare in utopie edeniche \u2013  non possono comunque essere norma, come ha preteso chi  per decenni ha chiuso gli occhi e forse vorrebbe continuare a tenerli serrati. Per convenienza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E in questo la Liguria, tenendo conto anche delle proporzioni rispetto ad altre regioni della sua popolazione lavorativamente attiva, con una flessione minima di poco pi\u00f9 dell&#8217;1% (28.177 infortuni registrati nel 2009 rispetto ai 28.494 dell&#8217;anno precedente) merita davvero senza molte scusanti una delle maglie nere, stando ai dati nazionali aggiornati diffusi in queste ultime ore. Sono 790.000 gli infortuni sul lavoro avvenuti nel 2009, per un calo del 9,7% rispetto al 2008 (85mila in meno). I casi mortali sono stati 1.050, per una flessione del 6,3% (70 decessi in meno). Questi, in estrema sintesi, alcuni dei numeri pi\u00f9 significativi\u00a0 su scala nazionale forniti dal bilancio delle denunce pervenute all&#8217;INAIL alla data di rilevazione ufficiale del 30 aprile 2010 e presentati tra ieri e oggi. In Liguria, questo s\u00ec almeno, in calo le morti nel 2009 rispetto al 2008. Ma proprio oggi, forse, il dato poco incide sulla complessiva desolazione. Di seguito, pi\u00f9 nei dettagli, il quadro e le analisi fornite dall&#8217;INAIL.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Calano infortuni e morti sul lavoro, la flessione pi\u00f9 alta dal 1993<\/strong> &#8211; Aspetto particolarmente significativo: la riduzione maggiore ha riguardato gli infortuni in occasione di lavoro &#8211; quelli effettivamente verificatisi durante lo svolgimento delle attivit\u00e0 lavorative &#8211; per i quali il numero delle denunce si \u00e8 ridotto del 10,2%, a fronte di un calo del 6,1% degli infortuni in itinere (avvenuti durante il tragitto casa\/lavoro e viceversa).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Analoga &#8211; anche se in misura meno sostenuta &#8211; la flessione dei casi mortali: quelli in occasione di lavoro sono passati dagli 829 del 2008 ai 767 del 2009 (-7,5%), mentre i decessi in itinere sono scesi da 291 a 283 (-2,7%). Sempre nell&#8217;ambito degli infortuni mortali in occasione di lavoro, di particolare importanza \u00e8 il numero di quelli occorsi sulla strada a lavoratori che operano in questo specifico ambito (autotrasportatori di merci o di persone, rappresentanti di commercio, addetti alla manutenzione stradale, ecc.), scesi comunque dai 338 casi del 2008 ai 303 del 2009 (-10,4%).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8220;\u00c8 dal 1993 &#8211; quando vi fu un calo dell&#8217;11,7% degli incidenti rispetto al 1992 &#8211; che nell&#8217;andamento complessivo degli infortuni non si registrava una flessione di questo livello&#8221; \u00a0afferma Marco Sartori, Presidente dell&#8217;INAIL. &#8220;Nel 2008, anno pure molto positivo, la riduzione si era attestata invece intorno al 4,1%. In questo contesto, di per s\u00e9 significativo, \u00e8 importante sottolineare come parte sensibile della riduzione abbia riguardato gli infortuni relativi all&#8217;effettivo svolgimento dell&#8217;attivit\u00e0 lavorativa: 79.064 casi in meno \u00e8 un numero davvero rilevante&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per quanto riguarda, invece, &#8220;la diminuzione pi\u00f9 contenuta dei casi mortali, diminuzione pure rilevante&#8221;, ricorda Sartori, &#8220;\u00e8 un ambito dove il margine di contenimento di per s\u00e9 \u00e8 minore, trattandosi di cifre gi\u00e0 sensibilmente ridotte nel corso di questi ultimi anni: basti pensare che, nel 2001, i decessi erano stati 1.546&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La crisi economica riduce del 3% il tempo di esposizione al rischio<\/strong> &#8211; Il 2009 \u00e8 stato un anno fortemente condizionato dalla grave crisi economica internazionale che ha interessato il nostro Paese gi\u00e0 a partire dalla seconda met\u00e0 del 2008 e poi si \u00e8 protratta e acutizzata nel corso dei mesi successivi. Tutto ci\u00f2 si \u00e8 tradotto non solo in un calo del numero di occupati (secondo l&#8217;Istat pari al -1,6%), ma anche in una riduzione nella quantit\u00e0 di lavoro a seguito di interventi operati dalle aziende: dai\u00a0 tagli di straordinario e di lavoro temporaneo al ricorso alla cassa integrazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Complessivamente &#8211; sulla base di elaborazioni effettuate da una parte sui dati Istat in relazione agli occupati e alle ore lavorate pro-capite e, dall&#8217;altra, sulle informazioni dell&#8217;INAIL rilevate dagli archivi DNA (Denuncia nominativa assicurati) &#8211; \u00e8 possibile stimare che il tempo di lavoro e, quindi, di esposizione al rischio di infortuni abbia subito una contrazione media generale di circa il 3%, con una forte variabilit\u00e0 a livello territoriale, settoriale e di dimensione aziendale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una percentuale che fa ragionevolmente ritenere che la riduzione reale degli infortuni sul lavoro, calcolata in termini di incidenza &#8211; depurata cio\u00e8 della componente &#8220;perdita di lavoro&#8221; &#8211; si possa stimare pari a -7% per gli infortuni in generale e a -3,4% per quelli mortali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8220;L&#8217;effetto della crisi in termini di riduzione degli infortuni sul lavoro di sicuro c&#8217;\u00e8 stato, ma ha riguardato solo una componente minoritaria del fenomeno&#8221;, valuta Sartori. \u00a0&#8220;Le riduzioni pi\u00f9 significative in termini numerici sono, invece, da attribuire all&#8217;effettivo miglioramento dei livelli di sicurezza in atto ormai da molti anni nel nostro Paese e vanno interpretate, pertanto, come il risultato delle politiche messe in atto da governi, parti sociali &#8211; aziende e sindacati &#8211; e da tutti i soggetti che agiscono in materia di prevenzione, a partire certo dall&#8217;INAIL. Si tratta, del resto, di un dato in linea con un trend storico consolidato: se analizziamo, infatti, l&#8217;andamento infortunistico dal 2002 al 2009 vediamo come gli incidenti complessivi siano diminuiti del 20,4% e i casi mortali del 29%&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Meno incidenti per gli uomini e nelle aree industriali del Paese <\/strong>&#8211; Un&#8217;analisi dell&#8217;andamento infortunistico del 2009 condotta in ottica di genere evidenzia come la flessione degli incidenti non sia stata uniforme, ma molto pi\u00f9 accentuata per gli uomini (-12,6%) rispetto alle donne (-2,5%). Diversa, invece, la situazione relativa ai casi mortali, con una riduzione del 14% per la componente femminile (74 lavoratrici decedute rispetto alle 86 del 2008), a fronte del 5,6% relativo agli uomini (dai 1.034 morti del 2008 ai 976 del 2009). Va evidenziato, tuttavia, che per le donne il 60% delle morti si \u00e8 verificato in itinere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A livello settoriale la diminuzione degli infortuni sul lavoro \u00e8 stata molto pi\u00f9 sostenuta nell&#8217;Industria (-18,8%) che nei Servizi (-3,4%) o nell&#8217;Agricoltura (-1,4%). Il calo pi\u00f9 significativo si registra nel comparto manifatturiero (-24,1%) e nelle Costruzioni (-16,2%), mentre per quanto riguarda i Servizi, apprezzabili riduzioni si registrano nei Trasporti (-12,5%) e nel Commercio (-9,1%). Per i casi mortali il 2009 segna una riduzione sensibile nell&#8217;Industria (-7,9%) e nei Servizi (-6%), mentre in Agricoltura si registra una sostanziale stabilit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;analisi territoriale, ancora, mostra che la riduzione degli infortuni ha riguardato tutte le grandi aree geografiche, con maggiore accentuazione nel Nord-Est (-12,8%) e nel Nord-Ovest (-9,3%). Cali pi\u00f9 moderati si rilevano, invece, al Centro (-8,2%) e nel Mezzogiorno (-6,8%).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per quanto riguarda i casi mortali, questi sono diminuiti in particolar modo nel Nord-Est (62 decessi in meno, pari al -21,9%) e nel Nord-Ovest (-6,2%). Molto pi\u00f9 contenuto il calo nel Mezzogiorno (-1,7%). In controtendenza il Centro, che registra un aumento del 7,9% degli eventi mortali dovuto principalmente ad un incremento dei decessi nel Lazio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8220;In generale, il calo degli incidenti presenta connotazioni riferibili prevalentemente alle attivit\u00e0 industriali &#8211; quelle che pi\u00f9 delle altre hanno risentito della crisi &#8211; interessando maggiormente le aree del Nord industrializzato e i lavoratori maschi che, dell&#8217;Industria, rappresentano la componente lavorativa preponderante&#8221;, osserva Sartori. \u00a0&#8220;Non \u00e8 casuale, quindi, che il 60% degli infortuni si sia concentrato nelle aree del Nord a maggiore densit\u00e0 produttiva e il crollo degli infortuni in comparti come l&#8217;industria manifatturiera \u00a0e le costruzioni, pi\u00f9 di altri colpiti dalla crisi economica con un calo occupazionale rispettivamente del 4,3% e del 16,2% , quasi triplo rispetto a quello medio generale&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Stranieri: per la prima volta incidenti in flessione <\/strong>&#8211; Il 2009 \u00a0ha registrato, per la prima volta, un decremento degli infortuni dei lavoratori stranieri, dagli oltre 143mila casi del 2008 ai 119mila del 2009, per un calo del 17%. Anche in questo caso la flessione ha riguardato prevalentemente la componente maschile (-20,3%), rispetto a quella femminile (-4,9%). I casi mortali sono diminuiti di 39 unit\u00e0 passando da 189 a 150.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il calo si \u00e8 verificato maggiormente nell&#8217;Industria, in particolare nei settori del manifatturiero notoriamente ad alta presenza di lavoratori stranieri, nei quali &#8211; come gi\u00e0 detto &#8211; la crisi produttiva e occupazionale \u00e8 stata pi\u00f9 acuta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Rumeni,\u00a0 marocchini e albanesi sono, nell&#8217;ordine, le comunit\u00e0 che ogni anno denunciano il maggior numero di incidenti, totalizzandone ben il 40%. Se si considerano, poi, i casi mortali la percentuale supera il 50%: in altri termini un deceduto di origine straniera su due, in Italia, proviene da una delle tre comunit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8220;\u00c8 la prima volta nell&#8217;ultimo decennio &#8211; da quando, cio\u00e8, il fenomeno ha assunto una rilevanza statistica &#8211; che \u00e8 stata registrata una flessione degli infortuni tra i lavoratori stranieri, sempre pi\u00f9 presenti nel mercato del lavoro italiano&#8221;, afferma Sartori. &#8220;Il calo \u00e8 da attribuire, in parte, alla riduzione complessiva delle opportunit\u00e0 di lavoro che ha interessato tutta la popolazione del Paese\u00a0 e, dunque, anche gli stranieri &#8211; colpiti, peraltro, da livelli di precariet\u00e0 superiori agli italiani &#8211; ma, in parte anche consistente, al miglioramento delle loro condizioni per quanto riguarda prevenzione e sicurezza&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Emersione delle malattie professionali: le denunce crescono del 16% <\/strong>&#8211; Il 2009 \u00e8 stato un anno record per le malattie professionali. Le denunce complessive sono state 34.646: il valore pi\u00f9 alto degli ultimi 15 anni, per un aumento del 15,7% rispetto ai 30mila casi del 2008 e di circa il 30% in 5 anni (8mila denunce in pi\u00f9 rispetto alle quasi 27mila del 2005).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;Agricoltura \u00e8 il comparto pi\u00f9 interessato: le segnalazioni pervenute all&#8217;INAIL sono pi\u00f9 che raddoppiate in un solo anno (da 1.834 del 2008 \u00a0a 3.914 del 2009, +113,4%) e triplicate nell&#8217;ultimo quinquennio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Impennata per le malattie dell&#8217;apparato muscolo-scheletrico (tendiniti, affezioni dei dischi intervertebrali, sindrome del tunnel carpale, ecc.) dovute a sovraccarico biomeccanico: con quasi 18mila casi denunciati &#8211; per un aumento del 36% rispetto al 2008 &#8211; e raddoppiate in cinque anni (erano poco meno di 9mila nel 2005) &#8211; sono emerse prepotentemente come le vere protagoniste del fenomeno tecnopatico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8220;Questo boom complessivo \u00e8 dovuto a serie di fattori diversi che, da alcuni anni ormai, stanno contribuendo all&#8217;emersione di quelle che gli esperti definiscono &#8216;malattie nascoste&#8217;. Non a caso, anche l&#8217;INAIL da tempo segnala come questo fenomeno soffra di una cronica forma di sottodenuncia&#8221;, rileva Sartori. &#8220;Spesso, infatti, i lavoratori non sono al corrente dei propri diritti e, in tal senso, va rimarcata la positivit\u00e0 dell&#8217;opera di sensibilizzazione e di informazione messa in atto dall&#8217;Istituto, ma anche dai sindacati, dalle associazioni di categoria e dai patronati&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A tutto ci\u00f2 si aggiunge l&#8217;entrata a regime delle nuove tabelle, in base al decreto ministeriale del 9 aprile 2008. &#8220;Il provvedimento ha incluso come tabellate alcune malattie che prima non lo erano&#8221;, spiega Sartori. &#8220;In passato per queste patologie era necessario provare il nesso con la causa professionale, adesso beneficiano della presunzione legale di origine. Non a caso tra le malattie tabellate figurano ora anche quelle da sovraccarico biomeccanico e da vibrazioni meccaniche, che interessano l&#8217;apparato muscolo-scheletrico, e che nel 2009 hanno registrato un sensibile aumento delle denunce&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Infine, un effetto tecnico collaterale del ridisegno delle tabelle, elencate ora per specifica patologia piuttosto che per agente patogeno, \u00e8 stato l&#8217;aumento delle denunce &#8220;plurime&#8221; (pi\u00f9 tipi di malattia denunciati contemporaneamente dalla stessa persona) che, nel 2009, hanno raggiunto la considerevole quota del 20% del totale delle denunce, contribuendo significativamente al boom delle denunce.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il raffronto con l&#8217;Europa: Italia meglio della media Ue<\/strong> &#8211; Sulla base dei tassi d&#8217;incidenza standardizzati Eurostat l&#8217;Italia registra per il 2007 (ultimo anno reso disponibile da Eurostat) un indice infortunistico\u00a0 pari a 2.674 infortuni per 100.000 occupati: pi\u00f9 favorevole, dunque, rispetto a quello medio riscontrato nelle due aree U.E. (3.279 per l&#8217;Area Euro e 2.859 per l&#8217;U.E.-15). La graduatoria risultante dalle statistiche armonizzate colloca l&#8217;Italia, in posizione migliore rispetto ai maggiori Paesi del vecchio continente come Spagna (4.691), Francia (3.975) e Germania (3.125).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per quanto riguarda gli infortuni mortali, nel 2007 si \u00e8 registrata per l&#8217;intera Ue, rispetto all&#8217;anno precedente, una diminuzione dei tassi d&#8217;incidenza da 2,4 \u00a0a 2,1 decessi (sempre per 100.000 occupati), anche se tale valore \u00e8 ancora provvisorio, poich\u00e9 alcuni Paesi non hanno comunicato a Eurostat i dati riguardanti l&#8217;anno 2007. Anche l&#8217;indice dell&#8217;Italia ha registrato nel 2007 un calo da 2,9 a 2,5 decessi per 100.000 occupati, mantenendosi ancora al di sopra del valore medio Ue.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>di Fabrizio Pinna &#8211; Ennesimo incidente mortale sul lavoro oggi in Liguria. A perdere la vita, questa mattina in un cantiere a Taggia, il quarantenne Fausto Sandonato; rimasto ferito anche un giovane di 29 anni, <a class=\"mh-excerpt-more\" href=\"https:\/\/www.albengacorsara.it\/corsara\/2010\/07\/21\/calano-gli-infortuni-sul-lavoro-ma-maglia-nera-alla-liguria-oggi-un-nuovo-morto-i-dati-dell-inail\/\" title=\"Calano gli infortuni sul lavoro ma maglia nera alla Liguria: oggi un nuovo morto. 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