{"id":22004,"date":"2010-06-04T16:40:17","date_gmt":"2010-06-04T14:40:17","guid":{"rendered":"http:\/\/albengacorsara.it\/?p=22004"},"modified":"2019-08-21T18:16:16","modified_gmt":"2019-08-21T16:16:16","slug":"sapere-e-felicita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.albengacorsara.it\/corsara\/2010\/06\/04\/sapere-e-felicita\/","title":{"rendered":"Fratelli della costa &#8211; Sapere e felicit\u00e0"},"content":{"rendered":"<p><!-- \t\t@page { margin: 2cm } \t\tP { margin-bottom: 0.21cm } --><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm; text-align: justify;\"><strong>Alessandro: Sapere e felicit\u00e0, come possiamo definirli?<\/strong><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm; text-align: justify;\"><strong>Alfredo<\/strong>: Il sapere pu\u00f2 essere sinonimo di conoscenza, che \u00e8 divisibile in due campi: quella data dall&#8217;esperienza, che ho dalla famiglia,  quello che ti serve per vivere in una societ\u00e0; poi c&#8217;\u00e8 il sapere in senso ampio, cio\u00e8 la conoscenza dell&#8217;ordinamento del mondo, della storia, della cultura e della speculazione filosofica.<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm; text-align: justify;\">Quanto alla felicit\u00e0 ci sarebbe da scrivere un libro perch\u00e9 in migliaia di anni ne sono state date tantissime, anche molto diverse fra loro: per gli antichi greci o romani era data da uno stile di vita tranquillo e la liberazione dalle paure (atarassia), l&#8217;epicureismo e lo stoicismo soprattutto si sono occupati di felicit\u00e0; per gli orientali \u00e8 il distacco dalle passioni, che sono viste come negative, insomma il cosiddetto \u201cnirvana\u201d; per i contemporanei in genere felicit\u00e0 \u00e8 benessere psichico in generale, per\u00f2 non si arriva a una definizione univoca che metta d&#8217;accordo tutti.<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm; text-align: justify;\"><strong>Ale: C&#8217;\u00e8 un legame fra questi due concetti? <\/strong><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm; text-align: justify;\"><strong>Alf<\/strong>: Prendiamo quel magazzino di sapienza che sono i miti: Adamo ed Eva possono restare nel Paradiso Terrestre a patto che non si cibino dall&#8217;albero della conoscenza, quando lo fanno (perch\u00e9 non possono non farlo dal momento che \u00e8 nella natura umana disubbidire) perdono il Paradiso Terrestre e sono condannati a vergogna e dolore e sudore della fronte. Oppure prendiamo Prometeo, che significa \u201ccolui che guarda avanti\u201d (il primo progressista della storia, per dirla con Marx): egli ruba il fuoco agli Dei, per\u00f2 \u00e8 condannato ad aver mangiato il fegato, e ovviamente anche lui non pu\u00f2 non farlo perch\u00e9 l&#8217;uomo \u00e8 destinato, per dirla con Dante, \u201ca non viver come bruto ma a seguir virtute e canoscenza\u201d, per\u00f2 poi si rode il fegato<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm; text-align: justify;\"><strong>Ale: C&#8217;\u00e8 quindi contrappasso dantesco<\/strong><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm; text-align: justify;\"><strong>Alf<\/strong>: S\u00ec certo<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm; text-align: justify;\"><strong>Ale: Quindi, quale relazione si instaura nel mito  fra felicit\u00e0 e sapere?<\/strong><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm; text-align: justify;\"><strong>Alf<\/strong>: I personaggi sono sempre narrati come felici, per\u00f2 poi perdono la felicit\u00e0 per avere la conoscenza, che per\u00f2 li allontana dalla felicit\u00e0, anche perch\u00e9 \u00e8 vista come sfida agli dei.<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm; text-align: justify;\"><strong>Ale: Il sapere porta all&#8217;infelicit\u00e0?<\/strong><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm; text-align: justify;\"><strong>Alf<\/strong>: Certamente s\u00ec, perch\u00e9 mettiamo di vivere in una societ\u00e0 preglobalizzata, non sapere nulla delle catastrofi che avvengono nel mondo; oggi grazie a tecnologia abbiamo molto pi\u00f9 sapere ma veniamo a sapere della sorte miserabile di chi sta peggio di noi, e questo, se non siamo cuori di pietra, un minimo di infelicit\u00e0 deve portarcelo, poi non ho mai conosciuto un matto o un nevrotico che fosse una persona mediocre: le persone con gravi disturbi psichici o sono ritardati o sono intelligenti e i nevrotici sono spesso molto intelligenti. Non vale per me il contrario, ovvero che le persone stupide siano necessariamente felici o che le persone intelligenti non siano mai felici, forse era vero ai tempi di Leopardi, quando il villano viveva senza problemi e il ricco signore, che non doveva procurarsi da vivere, si poneva problemi psicologici. Oggi che \u00e8 difficile arrivare alla fine del mese per quasi chiunque e la depressione \u00e8 presente in ogni ceto sociale.<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm; text-align: justify;\"><strong>Ale: Verrebbe da dire che il legame fra sapere e infelicit\u00e0 sia la sensibilit\u00e0<\/strong><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm; text-align: justify;\"><strong>Alf<\/strong>: Certamente: l&#8217;antico, quando parlava di conoscenza, parlava pi\u00f9 di speculazione filosofica che di nozionismo e questo era riservato a pochi: oggi sappiamo che esistono varie forma di conoscenza fra cui non dobbiamo sottovalutare l&#8217;empatia o la mentalizzazione, cio\u00e8 la capacit\u00e0 di comprendere i sentimenti propri e altrui. In questo senso conoscenza \u00e8 soprattutto sensibilit\u00e0, oppure da un punto di vista pi\u00f9 nozionistico conoscere pi\u00f9 paesi, linguaggi o opere porta comunque a una maggiore possibilit\u00e0 di immedesimarsi con l&#8217;altro, dunque pi\u00f9 sensibilit\u00e0 ed empatia. Anche chi non ha cultura ha capacit\u00e0 di empatia, ma gli \u00e8 pi\u00f9 difficile esprimerlo o ha meno occasioni per farlo.<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm; text-align: justify;\"><strong>Ale: Ma allora \u00e8 felice solo chi \u00e8 superficiale?<\/strong><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm; text-align: justify;\"><strong>Alf<\/strong>: Assolutamente no: i comportamenti umani non sono qualcosa di simmetrico, per cui valga automaticamente anche un contrario: una persona superficiale pu\u00f2 essere infelice per motivi superficiali che per\u00f2 per lui contano enormemente. Un bell&#8217;esempio pu\u00f2 essere quello di un professore che raccontava di essere stato in classe con uno sportivo, fidanzato con una star della tv; un giorno lo ha incontrato ed era il ritratto dell&#8217;infelicit\u00e0, a domanda su cosa lo buttasse gi\u00f9 gli ha risposto: \u201cC&#8217;erano i mondiali: sono arrivato secondo\u201d, mentre lui lo riteneva colui che aveva tutto nella vita, mentre in quell&#8217;istante aveva di fronte un uomo infelice; insomma: tutto \u00e8 relativo.<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm; text-align: justify;\"><strong>Ale: Considerando il sapere come fonte di libert\u00e0, viene da chiedersi se felicit\u00e0 e libert\u00e0 siano contrapposte<\/strong><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm; text-align: justify;\"><strong>Alf<\/strong>: Nelle antiutopie disegnate da Orwell e Huxley i personaggi sono praticamente dei robot che sono felici in quanto schiavi e poi c&#8217;\u00e8 l&#8217;eroe che \u00e8 infelice perch\u00e9 vuole in pi\u00f9 la libert\u00e0 e si ribella; per\u00f2 nella societ\u00e0 ipermoderna (dove, come dice Gaber, \u201cla libert\u00e0 \u00e8 obbligatoria\u201d) \u00e8 questa mancanza di limiti a produrre disagio psichico. Da un punto di vista strettamente etimologico desiderare vuol dire \u201csentire la mancanza delle stelle\u201d che \u00e8 la condizione dell&#8217;uomo prigioniero, per cui si pu\u00f2 essere infelici per mancanza di libert\u00e0 o per troppa libert\u00e0, qui la risposta \u00e8 individuale e dipende dalle caratteristiche personali prima che da quelle sociali, questo \u00e8 il motivo per cui le ideologie sono fallite.<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm; text-align: justify;\"><strong>Ale: Soprattutto al giorno d&#8217;oggi, il sapere \u00e8 considerato fonte di noia, \u00e8 davvero cos\u00ec?<\/strong><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm; text-align: justify;\"><strong>Alf<\/strong>: Nel mondo antico, e anche per Leopardi, la condizione della noia (o come dicevano i latini tedium vitae) era data pi\u00f9 che altro da una mancanza di senso, che se vogliamo \u00e8 tipica della persona pi\u00f9 colta, che si lascia meno abbindolare da falsi miti o, per chi ci crede, \u00e8 arido e disincantato. Oggi questa condizione di mancanza di senso, di noia come stile di vita \u00e8 pi\u00f9 tipico delle persone che hanno disturbi della personalit\u00e0; avere un buco dentro di s\u00e9, che un grande psicanalista come Green chiama \u201cangoscia bianca\u201d: queste persone sono poco sensibili, incapaci di mentalizzazione, di pochi interessi, spesso violente, quindi questo tipo di infelicit\u00e0 come noia lo vediamo di pi\u00f9 in queste persone, mentre in tutti gli altri casi abbiamo casi di depressione pi\u00f9 o meno lieve o di malinconia<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm; text-align: justify;\"><strong>Ale: Quindi si potrebbe giungere al paradosso per cui siamo infelici perch\u00e8 cerchiamo di trovare un senso mediante il sapere, ma una volta giunti a questo siamo infelici poich\u00e9 siamo consapevoli<\/strong><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm; text-align: justify;\"><strong>Alf<\/strong>: Pi\u00f9 vivo, pi\u00f9 conosco, pi\u00f9 so, mi viene il sospetto che tutte le grandi idee siano dei clamorosi autogol: per esempio un filosofo spagnolo, Juan Antonio Marina, in un libro che  si intitola \u201cIl fallimento dell&#8217;intelligenza\u201d afferma che libert\u00e0 di parola \u00e8 il miglior alleato dei fascisti, perch\u00e9 se c&#8217;\u00e8 libert\u00e0 di parola possono parlare anche loro, senn\u00f2 potrebbero dire \u201cvoi siete i veri fascisti perch\u00e9 non ci lasciate parlare\u201d. Ritengo riguardi tutte le grandi conquiste dell&#8217;umanit\u00e0, vado sempre di pi\u00f9 verso un pessimismo cosmico.<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm; text-align: justify;\"><strong>Ale: Una nota di ottimismo non potrebbe venire dal fatto che la felicit\u00e0 non sta nel senso o nel sapere, quanto nella ricerca dei medesimi?<\/strong><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm; text-align: justify;\"><strong>Alf<\/strong>: \u00c8 un tema classico della sapienza tradizionale: \u201cla via che si pu\u00f2 percorrere non \u00e8 quella eterna\u201d,  il viaggio facile non \u00e8 quello giusto, si potrebbe dire \u201ccaminante, no hay camino hay que caminar\u201d. Jaspers diceva: \u201cSolo quando un uomo conquista una tale coscienza ci sembra che apra gli occhi sul mondo, nasce in lui quell&#8217;inquietudine che lo spinger\u00e0 innanzi&#8230;nessuna situazione per lui pu\u00f2 essere stabile poich\u00e9 niente lo appaga\u201d.<\/p>\n<blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><strong>* fratelli della costa: la rubrica Corsara di  Alessandro Sbarile e Alfredo Sgarlato<\/strong><\/em><\/p>\n<\/blockquote>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>Alessandro: Sapere e felicit\u00e0, come possiamo definirli? Alfredo: Il sapere pu\u00f2 essere sinonimo di conoscenza, che \u00e8 divisibile in due campi: quella data dall&#8217;esperienza, che ho dalla famiglia, quello che ti serve per vivere in <a class=\"mh-excerpt-more\" href=\"https:\/\/www.albengacorsara.it\/corsara\/2010\/06\/04\/sapere-e-felicita\/\" title=\"Fratelli della costa &#8211; Sapere e felicit\u00e0\">[&#8230;]<\/a><\/p>\n<\/div>","protected":false},"author":5,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_lmt_disableupdate":"","_lmt_disable":"","footnotes":""},"categories":[129,26,34,60],"tags":[2456,6519,6640],"class_list":{"0":"post-22004","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","6":"category-fratelli-della-costa","7":"category-le-notizie-del-giorno","8":"category-nazionale","9":"category-societa","10":"tag-dialoghi","11":"tag-rubrica","12":"tag-sapere-e-felicita"},"modified_by":null,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.albengacorsara.it\/corsara\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/22004","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.albengacorsara.it\/corsara\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.albengacorsara.it\/corsara\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.albengacorsara.it\/corsara\/wp-json\/wp\/v2\/users\/5"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.albengacorsara.it\/corsara\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=22004"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.albengacorsara.it\/corsara\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/22004\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.albengacorsara.it\/corsara\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=22004"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.albengacorsara.it\/corsara\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=22004"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.albengacorsara.it\/corsara\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=22004"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}