{"id":17394,"date":"2010-04-25T13:34:16","date_gmt":"2010-04-25T11:34:16","guid":{"rendered":"http:\/\/albengacorsara.it\/?p=17394"},"modified":"2019-08-21T10:42:03","modified_gmt":"2019-08-21T08:42:03","slug":"25-aprile-presidente-napolitano-ricorda-pertini-un-onore-per-l-italia-e-per-la-repubblica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.albengacorsara.it\/corsara\/2010\/04\/25\/25-aprile-presidente-napolitano-ricorda-pertini-un-onore-per-l-italia-e-per-la-repubblica\/","title":{"rendered":"25 aprile, presidente Napolitano ricorda Pertini: un onore per l&#8217;Italia e per la Repubblica"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong>di Fabrizio Pinna<\/strong> &#8211; \u201c\u00c8 stato &#8211; dobbiamo dirlo &#8211; un onore per l&#8217;Italia, un onore per la Repubblica, avere tra i suoi Presidenti Sandro Pertini\u201d. Nel 65\u00b0 anniversario della Liberazione e a vent&#8217;anni dalla sua morte, il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano nel discorso tenuto sabato a La Scala di Milano per le celebrazioni del 25 aprile ha voluto, con commozione, ricordare la nobile, generosa figura del savonese di Stella San Giovanni, il pi\u00f9 \u201cpopolare\u201d dei suoi predecessori alla pi\u00f9 alta carica dello Stato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Al centro dell&#8217;applaudito discorso del presidente Napolitano, non solo la pi\u00f9 stretta attualit\u00e0, con ancora una volta l&#8217;invito espresso alla necessit\u00e0 di instaurare un clima politico che non sacrifichi al \u201cparticulare\u201d l&#8217;interesse nazionale, ma anche &#8211; alla vigilia del 150\u00b0 anno dalla nascita dello Stato unitario, \u201cuna conquista e un ancoraggio irrinunciabili\u201d &#8211; una meditazione sul senso della memoria storica nella costruzione di una pi\u00f9 forte unit\u00e0 e identit\u00e0 nazionale, problema che attraversa la storia d&#8217;Italia fin dalle sue origini, si pu\u00f2 dire, e fuoco di numerosi dibattiti anche negli ultimi decenni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cSiamo chiari. Se noi tutti, Nord e Sud, tra l&#8217;800 e il 900, entrammo nella modernit\u00e0, fu perch\u00e9 l&#8217;Italia si un\u00ec facendosi Stato; se, 150 anni dopo, siamo un paese democratico profondamente trasformatosi, tra i pi\u00f9 avanzati in quell&#8217;Europa integrata che abbiamo concorso a fondare, \u00e8 perch\u00e9 superammo i traumi del fascismo e della guerra, recuperando libert\u00e0 e indipendenza, ritrovando la nostra unit\u00e0\u201d, ha ribadito Napolitano respingendo anacronistiche fantasie separatiste che pure non mancano di fare ancora oggi ogni tanto apparizione nelle cronache dei giornali e in qualche comizio (\u201cSolo se ci si pone fuori della storia e della realt\u00e0 \u2013 ha aggiunto \u2013 si possono evocare con nostalgia, o tornare a immaginare, pi\u00f9 entit\u00e0 statuali separate nella nostra penisola\u201d).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel quadro dello sviluppo di \u201cautonomie regionali e locali\u201d costituzionalmente garantite e di un&#8217;Italia inserita nell&#8217;\u201cEuropa sempre pi\u00f9 integrata e assertiva sulla base di istituzioni comuni\u201d, \u201cla nostra unit\u00e0 nazionale resta punto di forza e leva essenziale\u201d per \u201ccontare in Europa e per contare nel mondo di oggi e di domani\u201d, ha sottolineato il presidente della Repubblica. Uno \u201cslancio\u201d verso il futuro che per\u00f2 non pu\u00f2 che trovare significato e vigore nel \u201cdiffondersi tra gli italiani di un pi\u00f9 forte senso dell&#8217;identit\u00e0 e unit\u00e0 nazionale\u201d, le quali affondano le loro radici nella storia traendo linfa vitale anche dagli esempi pi\u00f9 nobili del nostro passato, come la Resistenza &#8211; restituita alla sua dimensione storica e fattuale &#8211; in grado di conservare il suo valore nella coscienza e collettiva identit\u00e0 nazionale, lontana da vulgate agiografiche e mitologemi cos\u00ec come da riduzionismi denigratori ad uso puramente politico, ideologico e strumentale. Questo anche il senso della celebrazione del 25 aprile, \u201cnon solo Festa della Liberazione\u201d ma \u201cFesta della riunificazione d&#8217;Italia\u201d che \u201cdopo essere stata per 20 mesi tagliata in due\u201d \u201csi riunifica, nella libert\u00e0 e nell&#8217;indipendenza\u201d, il \u201c25 aprile come storica giornata di riscatto nazionale, al di l\u00e0 di ogni caratterizzazione di parte\u201d, di rinato sentimento di genuino patriottismo risarcito dopo gli ultimi anni bui della guerra nel \u201critrovamento della propria fierezza e identit\u00e0 di italiani\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cL&#8217;identit\u00e0, la consapevolezza storica, l&#8217;orgoglio nazionale di un paese traggono forza dalla coltivazione e valorizzazione di fatti, di figure, di simboli, in cui il popolo, in cui i cittadini possano riconoscersi traendone motivi di fierezza e di fiducia\u201d, ha ricordato nel suo discorso il presidente Napolitano; da qui le sue parole rivolte alla memoria\u00a0 e alla figura emblematica di Sandro Pertini: \u201cL&#8217;omaggio che oggi gli rendo, anche con forte sentimento personale per il rapporto che ci fu tra noi, vorrei fosse per\u00f2 incitamento ed auspicio per un nuovo, deciso impegno istituzionale, politico, culturale, educativo diretto a far conoscere e meditare vicende collettive ed esempi personali che danno senso e dignit\u00e0 al nostro essere italiani come eredi di ispirazioni nobilissime, di insegnamenti altissimi, pi\u00f9 forti delle meschinit\u00e0 e delle degenerazioni da cui abbiamo dovuto risollevarci&#8221;. &#8220;Un impegno siffatto &#8211; ha tuttavia constatato con amarezza il presidente &#8211;\u00a0 \u00e8 mancato, o \u00e8 sempre rimasto molto al di sotto del necessario\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano<\/strong>: \u201c[&#8230;] Nella mia rapida rievocazione del ruolo di Milano in quegli eventi [della Resistenza], \u00e8 risuonato il nome di Sandro Pertini. E non c&#8217;\u00e8 migliore occasione di questa per ricordarlo a vent&#8217;anni dalla scomparsa. Perch\u00e9 il suo nome spicca in tutto il percorso della Resistenza, tra quelli che da Milano la guidarono, come protagonisti del Comitato di Liberazione Alta Italia, del Comando del Corpo Volontari della Libert\u00e0, del Comitato insurrezionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fu combattente instancabile, senza eguali per slancio, audacia, generosit\u00e0, a cominciare dalla partecipazione &#8211; all&#8217;indomani dell&#8217;armistizio dell&#8217;8 settembre &#8211; al disperato tentativo di resistere ai tedeschi nel cuore di Roma, a Porta San Paolo, dopo che il Re \u00e8 fuggito a Pescara e la capitale \u00e8 stata militarmente abbandonata. Pertini \u00e8 l\u00ec, reduce da lunghi anni di carcere, di confino e di esilio; \u00e8 l\u00ec anche da vecchio combattente, medaglia d&#8217;argento, della prima guerra mondiale. Ne uscir\u00e0 capo dell&#8217;organizzazione militare del Partito socialista per l&#8217;Italia centrale occupata. Ma gi\u00e0 il 15 ottobre viene arrestato, insieme con Giuseppe Saragat e altri socialisti, invano interrogato per due giorni e due notti in Questura, rinchiuso a Regina Coeli (inizialmente nel braccio tedesco), fino a quando tutto il gruppo dei sette socialisti pot\u00e9 evaderne grazie a un piano ingegnoso che ebbe tra i suoi registi un grande patriota, poi eminente giurista e uomo pubblico, Giuliano Vassalli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pertini riprese cos\u00ec il suo posto nella lotta contro l&#8217;occupazione tedesca, cui si dedic\u00f2, da Roma, in tutti i primi mesi del &#8217;44: il 3 aprile Vassalli fu trascinato nella famigerata via Tasso e sottoposto ad ogni violenza dalle SS. Nel mese successivo si avviano colloqui al pi\u00f9 alto livello in Vaticano con il comandante delle SS in Italia per evitare la distruzione della capitale (e da quei contatti scatur\u00ec anche la liberazione di Vassalli). Il progetto dell&#8217;insurrezione a Roma viene accantonato; Pertini sceglie allora, a met\u00e0 maggio, di partire per Milano, perch\u00e9 &#8220;lass\u00f9&#8221; &#8211; disse &#8211; &#8220;c&#8217;era tanto da fare e da combattere&#8221;. E da Milano si muover\u00e0 per portare il suo contributo e il suo impulso in tutto il Nord.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A luglio \u00e8 chiamato a Roma per consultazioni politiche: ma si ferma a Firenze per partecipare all&#8217;insurrezione fino a liberare la citt\u00e0 dai tedeschi. Giunto a Roma, freme per tornare al pi\u00f9 presto a Milano: e per raggiungere quella meta compie un viaggio quanto mai avventuroso, in aereo fino a Digione in Francia, e poi valicando con una guida il Monte Bianco. Di l\u00ec a Cogne e a Torino, e finalmente a Milano, in tempo per contribuire a organizzare e guidare la fase finale della guerra di Liberazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;immagine conclusiva del suo impegno &#8211; come poi dir\u00e0 la motivazione della medaglia d&#8217;oro al valor militare &#8211; di &#8220;prezioso e insostituibile animatore e combattente&#8221; della Resistenza, \u00e8 rimasta consegnata alla fotografia che lo ritrae mentre tiene il suo primo discorso, dopo decenni di privazione della libert\u00e0, il 26 aprile 1945 a Piazza del Duomo. \u00c8 stato &#8211; dobbiamo dirlo &#8211; un onore per l&#8217;Italia, un onore per la Repubblica, avere tra i suoi Presidenti Sandro Pertini.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;omaggio che oggi gli rendo, anche con forte sentimento personale per il rapporto che ci fu tra noi, vorrei fosse per\u00f2 incitamento ed auspicio per un nuovo, deciso impegno istituzionale, politico, culturale, educativo diretto a far conoscere e meditare vicende collettive ed esempi personali che danno senso e dignit\u00e0 al nostro essere italiani come eredi di ispirazioni nobilissime, di insegnamenti altissimi, pi\u00f9 forti delle meschinit\u00e0 e delle degenerazioni da cui abbiamo dovuto risollevarci. Un impegno siffatto \u00e8 mancato, o \u00e8 sempre rimasto molto al di sotto del necessario. Abbiamo esitato, esitiamo a presentare in tutte le sue luci il patrimonio che ci ha garantito un posto pi\u00f9 che degno nel mondo: esitiamo per eccessiva ritrosia, per timore, oltre ogni limite, della retorica e dei miti, o per sostanziale incomprensione del dovere di affermare, senza iattanza ma senza autolesionismi, quel che di meglio abbiamo storicamente espresso e rappresentiamo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E questo amaro discorso vale per le grandi pagine e le grandi figure del processo che condusse, 150 anni fa, all&#8217;Unit\u00e0 d&#8217;Italia; cos\u00ec come per le pi\u00f9 luminose pagine e figure dell&#8217;antifascismo e della Resistenza. Perfino a Sandro Pertini, che pure \u00e8 stato Presidente amato e popolare, non abbiamo &#8211; al di l\u00e0 di quel che con affetto lo ricorda nella sua terra natale [a Stella San Giovanni, Savona]- saputo dedicare un memorial, un luogo di memorie, come quelli che in grandi paesi democratici (si pensi agli Stati Uniti d&#8217;America) onorano e fanno vivere le figure dei maggiori rappresentanti della storia, per quanto travagliata, della nazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Eppure, l&#8217;identit\u00e0, la consapevolezza storica, l&#8217;orgoglio nazionale di un paese traggono forza dalla coltivazione e valorizzazione di fatti, di figure, di simboli, in cui il popolo, in cui i cittadini possano riconoscersi traendone motivi di fierezza e di fiducia. Naturalmente, l&#8217;impegno che sollecito, riferito alla Resistenza, esige &#8211; per dispiegarsi pienamente, per ottenere riscontri positivi e suscitare il pi\u00f9 largo consenso &#8211; la massima attenzione nel declinare correttamente il significato e l&#8217;eredit\u00e0 della Resistenza, in termini condivisibili, non restrittivi e settari, non condizionati da esclusivismi faziosi. [&#8230;]\u201d. <em><strong>Dal discorso del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano pronunciato a La Scala di Milano, sabato 24 aprile 2010<\/strong><\/em><\/p>\n<\/blockquote>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>di Fabrizio Pinna &#8211; \u201c\u00c8 stato &#8211; dobbiamo dirlo &#8211; un onore per l&#8217;Italia, un onore per la Repubblica, avere tra i suoi Presidenti Sandro Pertini\u201d. 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