{"id":16229,"date":"2010-04-14T13:35:36","date_gmt":"2010-04-14T11:35:36","guid":{"rendered":"http:\/\/albengacorsara.it\/?p=16229"},"modified":"2019-08-21T10:38:01","modified_gmt":"2019-08-21T08:38:01","slug":"equita-salariale-equal-pay-day-giovedi-in-piazza-de-ferrari-a-genova","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.albengacorsara.it\/corsara\/2010\/04\/14\/equita-salariale-equal-pay-day-giovedi-in-piazza-de-ferrari-a-genova\/","title":{"rendered":"Equit\u00e0 salariale: equal pay day gioved\u00ec in piazza De Ferrari a Genova"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Una donna deve lavorare mediamente fino al 15 aprile dell\u2019anno successivo per ottenere lo stesso stipendio annuo di un suo collega maschio. Da questa constatazione nasce l\u2019equal pay day, giornata dell\u2019eguale retribuzione che si celebra domani in tutto il mondo. Ecco perch\u00e9 domani, giovedi 15 aprile le donne usciranno in strada con qualcosa di rosso: un vestito, una sciarpa, un cappello, una borsa o un borsellino rosso, lo stesso colore del loro portafoglio. Per chiedere che le loro retribuzioni siano eguali a quelli degli uomini, come prevede in Italia anche la nostra Costituzione, e vengano rimossi gli ostacoli che fanno la differenza, da quelli che riguardano le carriere a quelli riconducibili alla cura cui le donne si dedicano, per tradizione, nello loro famiglie. Un lavoro che eguaglia quello per il mercato ma non \u00e8 retribuito, pur costituendo una ricchezza per tutti. Per pensare alle famiglie le donne fanno, ad esempio, meno straordinari e sono poco disponibili alla mobilit\u00e0, fattori che determinano, con altri, il gap salariale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel nostro paese si evidenziano consistenti differenze nelle informazioni relative al fenomeno, che a seconda della fonte ammonterebbe al 9% fino a raggiungere il 27%. Secondo Eurostat l\u2019Italia avrebbe un gap retributivo pari a 18%, di poco inferiore a quello registrato dai primi 10 paesi dell\u2019Unione, decisamente pi\u00f9 basso di quello dell\u2019Europa a 15  e a 25, rispettivamente pari a 23 e 24,5%<\/p>\n<ul>\n<li>I dati sono differenti in relazione non solo alla fonte ma anche ad altre variabili:<\/li>\n<li>al Nord si registra il differenziale territoriale pi\u00f9 elevato, superiore al 30% (fonte ISTAT)<\/li>\n<li>tra le laureate il gap supera il 36%  (fonte ESES)<\/li>\n<li>tra le dirigenti con figli tende al 50% e tra le impiegate raggiunge il 40% (dati Bankitalia)<\/li>\n<li>\u201cistruzione, sanit\u00e0 e assistenza sociale\u201d \u00e8 il settore pi\u00f9 femminilizzato (70%) e con elevato differenziale (20,7%), secondo solo a \u201cimmobili, informatica e ricerca\u201d (25,9%) (fonte ISFOL)<\/li>\n<li>\u201calberghi e ristoranti\u201d hanno il 57,9% di occupazione dipendente femminile e registrano divari retributivi maschi\/femmine pari al 7,8% (fonte ISFOL)<\/li>\n<li>tra le figure dirigenziali si rileva il 36% di buste paga femminili superiori a quelle maschili e per i \u201cgestori e responsabili di piccole imprese\u201d si calcola un differenziale salariale positivo pari al 7,8% (fonte Unioncamere)<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Secondo l\u2019Unioncamere le differenze salariali (nel 2007 su 1.134 profili professionali la retribuzione media maschile era 28 mila euro, femminile 24.100 euro) sono riconducibili alla segregazione orizzontale e verticale delle donne, che finiscono per essere mediamente meno retribuite. Se ne deduce che \u201cse l\u2019occupazione femminile si distribuisse allo stesso identico modo di quella maschile, il differenziale retributivo di ridurrebbe dal 16 al 3,5%\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Contro l\u2019ineluttabilit\u00e0 dell\u2019essere in rosso, ecco tre domande per chi amministra la cosa pubblica, ma anche ai titolari di aziende e imprese, ai presidenti degli ordini professionali, delle associazioni datoriali e dei lavoratori ecc.<\/p>\n<ol>\n<li>Nel suo contesto quanto \u00e8 stimata la differenza di retribuzione tra donne e uomini, a parit\u00e0 di anzianit\u00e0 e ruolo?<\/li>\n<li>Sono le donne a lavorare (e quindi a guadagnare) meno o sono impossibilitate a dare e ricevere di pi\u00f9?<\/li>\n<li>Cosa si pu\u00f2 fare, da subito, perch\u00e9 le donne siano meno in rosso?<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con l\u2019avvertenza che il problema non riguarda soltanto le donne ma il sistema paese nel suo complesso perch\u00e9 meno soldi alle donne significa spreco di risorse, tutti gli investimenti in formazione ad esempio, e meno introiti per lo Stato e gli enti locali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le donne liguri che si riuniranno domani, giovedi 15 aprile alle 15 in piazza De Ferrari a Genova e in contemporanea nelle piazze delle altre province, su iniziativa della Consigliera regionale di parit\u00e0 e con la collaborazione di numerose Associazioni femminili, Ordini Professionali, Organizzazioni ecc., chiederanno un po\u2019 d\u2019attenzione e l\u2019impegno di rivedersi l\u2019anno prossimo con le risposte. Con un gesto simbolico si daranno appuntamento per la prossima Giornata della Paga Uguale. Un po\u2019 meno \u201cin rosso\u201d, un po\u2019 pi\u00f9 giusta?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>Una donna deve lavorare mediamente fino al 15 aprile dell\u2019anno successivo per ottenere lo stesso stipendio annuo di un suo collega maschio. 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