{"id":128437,"date":"2011-09-21T19:48:17","date_gmt":"2011-09-21T19:48:17","guid":{"rendered":"http:\/\/albengacorsara.it\/?p=65529"},"modified":"2019-08-22T11:39:11","modified_gmt":"2019-08-22T09:39:11","slug":"la-creatura-squonk","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.albengacorsara.it\/corsara\/2011\/09\/21\/la-creatura-squonk\/","title":{"rendered":"La creatura&#8230; Squonk"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong>di Maurizio Natoli<\/strong> &#8211; Nel 1910 usc\u00ec un libro, una sorta di manuale, scritto da un tal William T. Coxe. Si intitolava<em> Fearsome Creatures of the Lumberwoods, with a Few Desert and Mountain Beasts<\/em>. Tra tutte le singolarit\u00e0 che vi si possono trovare, a proposito di strane e paurose creature (ma che cos\u00ec strane forse non sono) ve n\u2019\u00e8 una (pag. 31), alla quale sono particolarmente legato e che mi piacerebbe sottoporre alla vostra attenzione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa creatura \u2013 ed il suo nome scientifico<em> Lacrimacorpus dissolvens<\/em> rende abbastanza bene la sua peculiare caratteristica \u2013 si dice abiti le impervie foreste primarie del Nord America, quegli immensi organismi vecchi di migliaia di anni, nei quali si deve entrare armati di fede incrollabile e pronti ad affrontare qualunque imprevisto, come d\u2019altronde insegnano i romanzi dei cicli cavallereschi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sono luoghi oscuri, popolati di segreti, a volte trafitti da lampi improvvisi di luce che irrompe come dai vetri colorati delle cattedrali, luoghi di culto profondo e carichi di senso del sacro; luoghi antichi, luoghi dell\u2019Anima, ove si svolge costantemente il dramma dell\u2019esistenza, ove continuamente &#8211; in mezzo alla Bellezza indifferente \u2013 Nascita, Vita, Morte e Dissoluzione celebrano la loro liturgia, senza implicazioni morali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E di fronte a tanto grande mistero l\u2019uomo non pu\u00f2 che fermarsi a contemplare&#8230;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tutto questo fermento vitale a volte si sublima in creature che sfuggono ai normali canoni di classificazione, creature che si manifestano all\u2019uomo &#8211; a mio parere &#8211; sotto sembianze definite \u2018strane\u2019 a causa del goffo tentativo (dell\u2019uomo) di attribuire facolt\u00e0 e caratteri \u2018conosciuti e classificabili\u2019 a cose che invece tendono a sfuggire al trucco della <em>mente ordinatrice<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cos\u00ec \u00e8 il nostro amico, la creatura Squonk.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si dice che sia sempre solo a causa della sua bruttezza, e questo fatto increscioso lo porta a piangere continuamente, cosicch\u00e9 \u00e8 facile per i cacciatori individuarlo, sia per i gemiti ed i lamenti (che <em>proprio <\/em>non riesce a reprimere), sia per la vistosa traccia di lacrime che lascia al suo passaggio, traccia che diventa particolarmente visibile nelle fredde notti di luna piena (il professor Philip David Charles Collins, di Chiswick, in una recente nota &#8211; 1976 \u2018<em>A Trick of the Tail<\/em>\u2019 &#8211; ha aggiunto, assieme alle altre caratteristiche, che il <em>Lacrimacorpus <\/em>sia vivo alle estremit\u00e0 ma morto al centro, ma probabilmente si tratta di una aggiunta postuma o di una traduzione affrettata).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I cacciatori che lo vogliono catturare, cos\u00ec dice il testo anzi citato ed i racconti tradizionali, hanno due strategie possibili: la prima \u00e8 quella di imitare il verso dello Squonk, cos\u00ec da indurlo ad avvicinarsi (\u00e8 molto curioso) ed a cadere nella trappola (di solito un sacco); l\u2019altra \u00e8 quella di parlargli, e dirgli che si vuole giocare con lui; lo Squonk allora, che ricordiamolo \u00e8 sempre solo ma soffre moltissimo per questa amara condizione, esce da suo nascondiglio, cos\u00ec si riesce a prenderlo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se uno dei due stratagemmi riesce il cacciatore pu\u00f2 ritornare a casa con la sua preda, ma potrebbe attenderlo ancora una sorpresa&#8230;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lo stesso autore del manuale (William T. Cox), riferisce di un episodio (che anche il prof. Collins cita\u00a0 come autentico), capitato al signor J. P. Wentling, della Pennsylvania ma ora residente (all\u2019epoca della stesura del testo, \u00e8 ovvio) in Minnesota.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A questi accadde, vicino Mont Alto, una strana avventura: imitandone il verso riusc\u00ec a stanare la creatura; non appena questa apparve nella radura illuminata dalla luna (spinta evidentemente dalla curiosit\u00e0) il signor Wentling usc\u00ec dal suo nascondiglio, con un balzo le fu addosso, la cattur\u00f2 e la mise in un sacco.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Prese dunque la strada di casa, mentre lo Squonk ricominciava a piangere, evidentemente accortosi che le lusinghe del cacciatore erano appunto tali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Percorsa per\u00f2 un po\u2019 di strada, il signor Wentling improvvisamente non sent\u00ec pi\u00f9 i lamenti, e si accorse anche che il sacco, che sino a qualche istante prima era pesante e si agitava a causa del dimenarsi del povero animale, era divenuto leggero, come se fosse vuoto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si ferm\u00f2, sciolse i legacci e guard\u00f2 dentro: tutto quello che vide fu una pozza di liquido trasparente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019animale si era dunque dissolto in lacrime.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>di Maurizio Natoli &#8211; Nel 1910 usc\u00ec un libro, una sorta di manuale, scritto da un tal William T. 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