{"id":128046,"date":"2013-11-06T12:59:41","date_gmt":"2013-11-06T11:59:41","guid":{"rendered":"http:\/\/albengacorsara.it\/?p=128046"},"modified":"2019-08-22T20:02:31","modified_gmt":"2019-08-22T18:02:31","slug":"settimana-nazionale-porta-la-sporta-ultima-chiamata","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.albengacorsara.it\/corsara\/2013\/11\/06\/settimana-nazionale-porta-la-sporta-ultima-chiamata\/","title":{"rendered":"Settimana Nazionale \u201cPorta la Sporta\u201d: ultima chiamata!"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Un monitoraggio sul consumo di sacchetti condotto in 13 comuni per sei mesi dimostra che Il sacchetto usa e getta si pu\u00f2 ridurre drasticamente dall&#8217;oggi al domani,  ma siamo davvero pronti? Con la quarta edizione della Settimana Nazionale Porta la Sporta che avverr\u00e0 in concomitanza con la SERR &#8211; Settimana Europea per la riduzione dei Rifiuti dal 16 al 24 novembre si chiude la stagione degli eventi nazionali della Campagna Porta la Sporta. La Settimana Nazionale Porta la Sporta ha accompagnato dal 2010 l&#8217;omonima campagna nata nel 2009 per informare e diffondere consapevolezza sulle conseguenze dei nostri stili di vita e di consumo sullo stato attuale del pianeta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il punto di partenza scelto per la narrazione \u00e8 stato il sacchetto di plastica in quanto testimonial d&#8217;eccellenza dell&#8217;inquinamento ambientale da plastica -diffuso ormai a livello globale- e in quanto emblema di un consumismo fuori controllo. La Campagna Porta la Sporta \u00e8 stata l&#8217;unica iniziativa che ha lavorato a livello nazionale e in modo mirato e continuativo per preparare l&#8217;opinione pubblica al divieto di commercializzazione dei sacchetti di plastica di cui si parlava dal 2007.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Attraverso un&#8217;attivit\u00e0 di comunicazione capillare ha promosso presso enti locali, associazioni di varia natura e aziende, tra cui la Grande Distribuzione, un pacchetto mirato alla riduzione del sacchetto monouso. Con il supporto del suo sito ha fatto informazione sul danno ambientale derivato dalla plastica ma anche sulla necessit\u00e0 di andare oltre ad un consumo \u201cusa e getta\u201d per evitare che, invece di ridurre drasticamente il consumo di monouso, si potesse passare ad utilizzare un altro materiale \u201cusa e getta\u201d, seppur biodegradabile,  a parit\u00e0 di consumo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8220;In un mondo in crisi di risorse, minacciato dagli effetti del riscaldamento climatico va fatto un uso calibrato e responsabile delle risorse. Servono scelte coraggiose su grande scala che affrontino radicalmente le cause che determinano gli sprechi di qualunque tipo di risorsa, e i conseguenti impatti ambientali. Altrimenti il solo passaggio a materiali meno impattanti nel fine vita  si rivela ambientalmente poco rilevante&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8220;La Commissione europea ha appena adottato una proposta di legge che obbliga gli Stati membri a ridurre l&#8217;uso delle borse di plastica sottile scegliendo come farlo.  Guardando all&#8217;esempio dell&#8217;Italia che ha ridotto in modo consistente il consumo di sacchetti monouso soprattutto nei supermercati non ci sono dubbi sul fatto che per ridurre il consumo di sacchetti si debba farli pagare . Questa indicazione emerge come esito dal nostro monitoraggio sul consumo di sacchetti -durato sei mesi in 13 comuni italiani- che dimostra che il consumo di sacchetti \u00e8 determinato dal rivenditore. E cio\u00e8 che solo quando il punto vendita decide di far pagare il sacchetto si verifica una sua drastica riduzione, come d&#8217;altronde ci ha insegnato il caso dell&#8217;Irlanda. La maggior parte degli italiani si dimostra  virtuosa soprattutto quando \u00e8 il portafoglio a risentirne. Non raccontiamoci altre favolette e partiamo da questa considerazione per affrontare seriamente la questione dell&#8217;utilizzo usa e getta, dove \u00e8 indispensabile e dove non lo \u00e8, e andrebbe economicamente disincentivato. In un secondo tempo si valutano i materiali  pi\u00f9 adatti. Negli ultimi anni in Italia, cos\u00ec come nel mondo, il dibattito si \u00e8 cristallizzato soprattutto intorno a sterili contrapposizioni di materiali e caratteristiche tecniche o sull&#8217;opzione divieto si &#8211; divieto no che ha rimandato la scelta di soluzioni&#8221; afferma Silvia Ricci,  responsabile campagne dell&#8217;ACV (Associazione Comuni Virtuosi).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Parola d&#8217;ordine: collaborazione. L&#8217;ultima edizione della Settimana Nazionale Porta la Sporta vuole essere, come per le precedenti edizioni, un&#8217;occasione di coinvolgimento di un pubblico sempre pi\u00f9 vasto, grazie alla collaborazione di partecipanti in grado di sensibilizzare sul tema della prevenzione altro pubblico a cascata. Assolvono a questo compito i principali gruppi della Grande Distribuzione, gli Enti Locali e diverse  associazioni e movimenti di salvaguardia ambientale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sono stati oltre 600 gli Enti Locali e 23 i gruppi della Grande Distribuzione coinvolti complessivamente nelle tre edizioni dell&#8217;evento oltre che dall&#8217;attivit\u00e0 ordinaria lungo i quattro anni. A partire dal ripensamento dei gesti quotidiani improntati al consumo &#8220;usa e getta&#8221; la campagna e l&#8217;evento hanno promosso -non solamente la sporta riutilizzabile- ma anche l&#8217;acquisto\/utilizzo  di beni e soluzioni adatte all&#8217;uso multiplo, l&#8217;approvvigionamento di prodotti che permettano il riuso dei contenitori, e con un basso impatto ambientale complessivo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8220;Non c&#8217;\u00e8 un contesto migliore nel quale portare la testimonianza di quattro anni di attivit\u00e0 su tutto il territorio nazionale della Settimana Europea. Porta la Sporta \u00e8 stata lanciata pochi mesi prima che si tenesse la prima edizione della SERR  con cui condivide pienamente contenuti e obiettivi: uno su tutti la centralit\u00e0 strategica della prevenzione per affrontare le problematiche ambientali. Ma \u00e8 soprattutto la modalit\u00e0  partecipativa e di coinvolgimento sinergico di istituzioni, mondo produttivo e dei cittadini\/consumatori, propria dell&#8217;evento e delle politiche europee, che ha ispirato le azioni intraprese dalla campagna in questi anni. Prevenzione e approccio di sistema sono due parole d&#8217;ordine che sentiremo pronunciare sempre pi\u00f9 spesso &#8220;, aggiunge Silvia Ricci. Fanno squadra con la Settimana Porta la Sporta e la SERR per una promozione della sporta riutilizzabile -e non solo-, gli Operatori Commerciali ed Enti Locali presenti su tutto il territorio nazionale che si trovano elencati sul sito dell&#8217;iniziativa www.portalasporta.it .<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il consumo dello shopper &#8220;usa e getta&#8221; dipende dal venditore. Che sia possibile intervenire sul consumo di shopper &#8220;usa e getta&#8221; lo dimostra l&#8217;esito di un monitoraggio avvenuto in 13 comuni che hanno partecipato  a &#8220;Sfida all&#8217;ultima sporta&#8221;. Per sei mesi i punti vendita partecipanti hanno conteggiato il consumo di sacchetti monouso con l&#8217;obiettivo di ridurne il consumo. In palio 20.000 euro da destinare alla scuola locale per il Comune che avesse registrato il consumo pro capite pi\u00f9 basso di sacchetti monouso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In estrema sintesi l&#8217;esito emerso dalla lettura dei dati \u00e8 quello che il consumo di shopper dipende dal rivenditore. E&#8217; il proprietario o il direttore del punto vendita che, direttamente o indirettamente (con le istruzioni o l&#8217;informazione impartita al personale),  ne determina i livelli di consumo. Fattore determinante \u00e8 la cessione gratuita di sacchetti che alimenta un&#8217;abitudine che la maggior parte dei clienti sarebbe disponibile a cambiare adeguandosi velocemente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La tesi vale per tutte le superfici di vendita piccole e grandi del commercio di vicinato e lo dimostrano i dati di consumo, molto diversi tra loro, registrati all&#8217;interno di uno stesso comune e  genere merceologico. Andiamo da negozi che hanno uno smercio di shopper molto basso pari al  5\/10 % rispetto al totale delle vendite,  sino ad arrivare a casi in cui la percentuale di vendite con cessione di sacchetto arriva anche oltre all&#8217;80% del totale vendite.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da un&#8217;indagine effettuata per individuarne le cause \u00e8 risultato che nei negozi dove il sacchetto veniva messo a pagamento lo smercio era estremamente basso. Per contro nei negozi con un alto smercio di sacchetti il sacchetto non veniva solamente omaggiato, ma fornito automaticamente, anche senza richiesta da parte del cliente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tra i supermercati, complice l&#8217;addebito dello shopper sullo scontrino, \u00e8 andata decisamente meglio con la met\u00e0 dei punti vendita che si \u00e8 piazzata con una percentuale di acquisti \u201cshopper free\u201d compresa tra l&#8217;80 e l&#8217;88% degli acquisti. Solamente in tre punti vendita su 19 ancora quasi la met\u00e0 dei clienti si serve dei sacchetti usa e getta. Il resoconto completo \u00e8 disponibile sui siti di Porta la Sporta e dei  Comuni Virtuosi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La lezione da trarre per i decisori aziendali e politici  trascende dall&#8217;esempio sul consumo di sacchetti perch\u00e9 dimostra ancora una volta come la natura dell&#8217;offerta di beni e di servizi (e le modalit\u00e0 in cui avviene l&#8217;interazione commerciale) possa influenzare le scelte dei fruitori o consumatori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8220;Cogliamo l&#8217;occasione dell&#8217;evento europeo per portare la testimonianza di come si pu\u00f2 ridurre lo spreco del sacchetto usa e getta (volendolo) in relazione al tema della responsabilit\u00e0 condivisa, tema caro all&#8217;ACV. Riteniamo che la politica nazionale e locale debba assumersi la responsabilit\u00e0 di orientare le scelte individuali e collettive verso la sostenibilit\u00e0 in sinergia con il mondo industriale. Siamo ad un bivio dove devono essere fare scelte urgenti e importanti per il futuro. Anche chi non fa  nulla compie una scelta che avr\u00e0 possibili conseguenze e costi ambientali ed economici sul futuro delle prossime generazioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mettiamoci quindi responsabilmente in gioco e non  sottovalutiamo la contagiosit\u00e0 del buon esempio. Un segnale e uno stimolo importante per un maggiore impegno diffuso anche al di fuori dell&#8217;azione politica l&#8217;abbiamo colto nella  recente dichiarazione del Commissario Europeo all&#8217;Ambiente Janez Poto\u010dnik, che non cita l&#8217;azione dei governi come prioritaria: saranno il business e le persone che determineranno la velocit\u00e0 della transizione verso un\u2019Europa pi\u00f9 verde&#8221; conclude Silvia Ricci.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>Un monitoraggio sul consumo di sacchetti condotto in 13 comuni per sei mesi dimostra che Il sacchetto usa e getta si pu\u00f2 ridurre drasticamente dall&#8217;oggi al domani, ma siamo davvero pronti? 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