{"id":121646,"date":"2013-08-24T11:05:15","date_gmt":"2013-08-24T09:05:15","guid":{"rendered":"http:\/\/albengacorsara.it\/?p=121646"},"modified":"2019-08-22T20:10:36","modified_gmt":"2019-08-22T18:10:36","slug":"ma-cosa-ce-sotto-al-melogno","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.albengacorsara.it\/corsara\/2013\/08\/24\/ma-cosa-ce-sotto-al-melogno\/","title":{"rendered":"Ma cosa c&#8217;\u00e8 sotto al &#8216;Melogno&#8217;?"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong>di Laura Sergi <\/strong>&#8211; Quale emozione per la sottoscritta, in una giornata gi\u00e0 triste per aver accompagnato nell&#8217;ultimo viaggio un amico, leggere sulla &#8216;Stampa&#8217; di ieri, venerd\u00ec 23 agosto 2013, un servizio di Pier Paolo Cervone dal titolo: &#8216;I segreti del bunker nei boschi del Melogno \/ Speleologi savonesi in un luogo avvolto dal mistero per 50 anni&#8217;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Vale la pena, allora, andare a rivedere anche un vecchio scritto, pubblicato sul quindicinale &#8216;Il Ponente&#8217;, del 20 settembre 2008, che oggi non esce pi\u00f9. Un articolo finito nello stesso &#8216;paniere&#8217; in cui erano finiti i sospetti e le mille domande della popolazione locale, sopravvissuta alla guerra, nonch\u00e9 i loro ricordi. Tutto questo  bocciato senza sosta ripetutamente negli anni, facendo dichiarare a chi di dovere che si trattava di fantasie, fantascienza, deliri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ecco il testo dell&#8217;articolo cos\u00ec come pubblicato, io non aggiungo pi\u00f9 nulla.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Ma cosa c&#8217;\u00e8 sotto al &#8216;Melogno&#8217;? <\/em>&#8211; Fulvio era un ex partigiano, una persona gi\u00e0 avanti con gli anni con la quale si andava in gruppo, circa una volta l&#8217;anno, a fare il &#8216;giro dei cippi&#8217;: su ogni cippo dedicato ai combattenti, caduti nell&#8217;ultima guerra, portavamo una piantina di fiori.<br \/>\nQualche volta si era un po&#8217; di pi\u00f9, qualche anno in pochi, una volta anche noi tre soli (lui e &#8211; ultimi aggregati al gruppo &#8211; io e mio marito), e di questa gita conservo una foto mentre sono in groppa alla sua moto, e sembra che la stia pilotando (io che una volta sono caduta da un piccolo Gilera e non ho pi\u00f9 voluto salirci).<br \/>\nQuell&#8217;anno di cui vado a raccontare eravamo quattro: dopo tante defezioni (non sempre era facile mettere un gruppo parecchio numeroso d&#8217;accordo sulla giornata), eravamo riusciti a riempire solo la nostra auto. Guidava Giorgio, Fulvio stava al suo fianco, Bruno vicino a me.<br \/>\nNon ricordo nemmeno la conversazione di quell&#8217;inizio di giornata; sicuramente ci saranno stati momenti lieti e qualche dispiacere, qualche risata e qualche &#8216;peccato&#8217;; sicuramente anche quel giorno Fulvio, appena salito in auto, avr\u00e0 ricordato da quanti anni faceva quel giro, spesso anche da solo, se c&#8217;era troppo da attendere per riunire tutto il gruppo.<br \/>\nPoi, per\u00f2, arrivammo al Melogno, sulle alture di Finale Ligure (poco pi\u00f9 di 1000 metri s.l.m.).<br \/>\nOltrepassando con l&#8217;auto il Forte Centrale, da qui in poi il ricordo diventa nitido. E sorprendente.<br \/>\nIn questi giorni, dopo averci tanto pensato, ho deciso di mettere nero su bianco.<br \/>\n\u00c8 passato molto tempo da allora, e ricordo solo il succo, i concetti base. Chiss\u00e0 se Fulvio avrebbe accettato un&#8217;intervista, o di rendere pubblici questi particolari. Chiss\u00e0 come mai, per\u00f2, dopo tanti anni che facevamo quel giro, solo quella volta ricord\u00f2 il &#8216;suo&#8217; episodio.<br \/>\nCertamente la paura di non essere creduto aveva avuto un ruolo determinante.<br \/>\n&#8216;Sapete una volta cosa mi \u00e8 successo? Era finita la guerra da poco e incontro un amico dei tempi della Resistenza (uno che aveva fatto parte di una missione militare alleata, paracadutato da noi), in un paesino sotto. Lui un po&#8217; pi\u00f9 giovane di me, in divisa miliare americana. Quattro parole, una birra&#8230; vieni con me che ti porto in un posto che non hai mai visto, che ti stupir\u00e0.<br \/>\nCi avviciniamo alla sua motoretta e mi chiede: Ti spiace se ti bendo? Perch\u00e9 altrimenti non posso portarti.<br \/>\nFigurati, fai pure (quante scene, pensavo, mentre mi metteva un fazzoletto sugli occhi). Dopo pi\u00f9 o meno un quarto d&#8217;ora-venti minuti (in cui io pensavo: mah, dove mi sta portando?), ferma la sua motoretta.<br \/>\nNon nego che cominciavo ad avere, non paura, ma un po&#8217; di titubanza, ecco&#8230;<br \/>\nScende, mi toglie la benda (io mi guardo in giro e riconosco vagamente i posti del Melogno).<br \/>\nLa motoretta la lascia l\u00ec, in mezzo agli alberi, sulla sinistra della strada. Io gli dico: ma non hai paura che te la portino via? No, figurati. Continuo a non capire.<br \/>\nVieni, passiamo di qui che si fa prima.<br \/>\nFacciamo un pezzo a piedi, dalla parte della collinetta. Lui cerca qualcosa, io continuo a non capire. Da chiss\u00e0 dove (ma dov&#8217;era nascosto?) sbuca un uomo in tenuta mimetica e mitra. Poche parole in inglese e l&#8217;uomo si allontana.<br \/>\nAll&#8217;improvviso lo trova, quel qualcosa: \u00e8 come un ramo d&#8217;albero (io l&#8217;avrei preso per un ramo d&#8217;albero); invece aziona un portoncino ricoperto di muschio e di verde che mi lascia di stucco, tanto era inimmaginabile che quello fosse un ingresso.<br \/>\nLui entra piegandosi con la testa e dicendomi di fare altrettanto ed io lo seguo quasi con incredulit\u00e0.<br \/>\nLui tira fuori di tasca una pila e facciamo tanti passi in un cunicolo stretto e piccolo; un americano sbuca fuori da chiss\u00e0 dove e ci investe con la sua, di pila (ci sar\u00e0 stata un&#8217;apertura pi\u00f9 ampia che io non avevo notato, l\u00ec era molto scuro, con poche luci nel soffitto che rischiaravano solo un poco).<br \/>\nIl mio amico risponde con molta tranquillit\u00e0, dice qualcosa ancora in inglese e traduce per me con termini tipo: &#8216;\u00c8 tutto a posto&#8217;.<br \/>\nL&#8217;altro ci lascia passare e noi proseguiamo a camminare nel cunicolo, che ora si fa pi\u00f9 agevole. Mezz&#8217;ora, forse di pi\u00f9. Poi arriviamo a una porta, al di l\u00e0 si sentono suoni, rumori.<br \/>\nLui la apre e&#8230; una citt\u00e0! Una citt\u00e0 sotterranea!<br \/>\nBar, ristorante, negozi&#8230; una citt\u00e0!, capite?, illuminata da grossi lampioni, come se fosse sera sotto i portici di una qualsiasi citt\u00e0.<br \/>\nIncroci stradali, marciapiedi, americani in divisa, anche donne, che passeggiano tranquillamente, motorette e camioncini sulle strade.<br \/>\nNel dopoguerra si parlava spesso di una base militare americana al Melogno (chi diceva di intercettazione radar e chi addirittura di presenze missilistiche), ma mai mi sarei aspettato una cosa del genere.<br \/>\nL&#8217;amico mi porta nel suo dormitorio, una casermetta dove ci saranno stati una dozzina di letti e dove, su una branda vicino alla sua, c&#8217;era un commilitone che stava leggendo un giornaletto e che si \u00e8 alzato poco dopo i saluti per lasciarci parlare tranquilli.<br \/>\nAbbiamo parlato circa una mezz&#8217;ora, io gli facevo qualche domanda e lui mi rispondeva che l\u00ec si trovava bene, che ora che la guerra era finita avevano qualche permesso per uscire fuori, l&#8217;importante era che non si facessero notare troppo, e che presto sarebbe tornato a casa in America, dove aveva moglie.<br \/>\nPass\u00f2 di corsa il tempo che avevamo a disposizione, poi mi disse che veniva tardi e che mi avrebbe riaccompagnato gi\u00f9 in paese, dove ci eravamo incontrati. Usciamo e ritorniamo nei pressi del cunicolo.<br \/>\nFuori lui prende una motoretta parcheggiata l\u00ec accanto; no, non \u00e8 la mia, mi risponde, ma so di chi \u00e8, tanto la riporto quasi subito.<br \/>\nRitornare al punto di partenza ora \u00e8 veloce.<br \/>\nA me sembra di sognare. Nessuno ci ferma questa volta (ovviamente). Dal portoncino che d\u00e0 sulla strada per\u00f2 sono appena entrati altri due soldati e lui ne approfitta per dir loro di usare pure la motoretta e d\u00e0 loro indicazioni di dove l&#8217;ha presa; chiede anche ad uno dei due di tornare a prenderlo dopo una ventina di minuti. Lui adesso non tira fuori alcuna benda, anche perch\u00e9 \u00e8 abbastanza scuro. Nonostante ci\u00f2 non ho dubbio alcuno: siamo al Melogno. Quindi ci avviamo verso la sua moto e io, stavolta, non mi stupisco di ritrovarla ancora l\u00ec&#8217;.<br \/>\nNon crediate che Fulvio sia riuscito a fare questo racconto senza fermarsi e rispondere alle nostre domande. Una volta compresa la portata delle sue affermazioni&#8230;: &#8216;Ma stai scherzando?&#8217;, &#8216;Ma sta scherzando?&#8217;, chiedevamo all&#8217;amico che lo conosceva da pi\u00f9 lunga data. Ma l&#8217;amico come noi era allibito, e si beveva ogni parola del racconto. Intanto Fulvio continuava: &#8216;E mi ha riportato al bar. Ci siamo salutati affettuosamente e mi ha dato anche qualche indicazione per andarlo a trovare in America. Quando mi ritrovato da solo mi sono dato anche qualche pizzicotto per rendermi conto di non aver sognato. Ma era vero, era proprio tutto vero. Ci pensai la sera, ci pensai la notte. Il pomeriggio dopo ritorno al Melogno, da solo. Chiss\u00e0 cosa pensavo di fare, di dire, di chiedere. Se si mette male faccio chiamare il mio amico, ma perch\u00e9 si dovrebbe mettere male?<br \/>\nEro completamente in balia di quanto avevo visto il giorno prima, in quel posto ci dovevo assolutamente ritornare. Ero pieno di domande, di interrogativi&#8230; Ho rifatto il percorso del giorno prima con il mio mezzo di locomozione, l&#8217;ho parcheggiato accanto ad un albero, ho fatto quei passi a piedi e&#8230; proprio vicino a dove eravamo entrati 24 ore prima, io &#8216;vedo&#8217; un ramo come quello del giorno prima, cerco di muoverlo ma&#8230; \u00e8 un ramo!, \u00e8 proprio un ramo!&#8230; Mi sar\u00f2 sbagliato, penso. Rifaccio il percorso a piedi, eppure la posizione \u00e8 proprio qui, proviamo un po&#8217; pi\u00f9 avanti, un po&#8217; pi\u00f9 indietro, mi fermo, ricomincio&#8230; ricomincio&#8230; ricomincio&#8230;<br \/>\nQuanti rami ho toccato quel giorno. Avr\u00f2 passato due ore a spostare rami, che se qualcuno passava mi prendeva per scemo. Io l&#8217;entrata non l&#8217;ho pi\u00f9 trovata, nessuno \u00e8 uscito, nessuno \u00e8 entrato, nessuno si \u00e8 avvicinato. Passava qualche motoretta ma non si fermava nessuno. Mi sono anche nascosto dietro un albero pensando che, non vedendomi, qualcuno avrebbe potuto approfittare del cunicolo. Quando \u00e8 venuto buio sono andato via dalla disperazione.<br \/>\nEppure l&#8217;ho vista: una citt\u00e0!, una citt\u00e0 sotterranea!&#8217;.<br \/>\nFulvio \u00e8 mancato circa due anni or sono, aveva un tumore alla gola (<em>N.d.Rr.: quindi ad oggi &#8211; 2013 &#8211; sono passati circa sette anni<\/em>). Non mi pu\u00f2 pi\u00f9 aiutare. Ho fatto fatica a ricostruire la storia, perch\u00e9 alcuni particolari non li ricordo bene. Quello che ho scritto l&#8217;ho messo su a fatica, confrontando i miei ricordi con quelli di mio marito. Su alcuni punti ho dei dubbi, come sul suo mezzo di locomozione il giorno dopo al Melogno (l&#8217;aveva legato?, l&#8217;aveva lasciato sciolto?), di cosa parl\u00f2 con l&#8217;amico nel dormitorio di preciso? (mi sembra di ricordare qualche domanda pi\u00f9 diretta e conseguente spiegazione sul fatto che attorno nessuno dovesse minimamente immaginare che ci fosse una base segreta). Ma tutto il resto, che \u00e8 poi quello che ho scritto, \u00e8 tutto vero.<br \/>\nVoi potete pensare che io mi sia inventata tutto. Certo, per\u00f2, \u00e8 che a tanti anni di distanza al Melogno ci sono ancora cartelli di zona militare e conseguenti divieti, il telefonino lungo il percorso stradale non ha campo (non succede solo l\u00ec, d&#8217;accordo, ma &#8216;l\u00ec succede&#8217;), e poi&#8230; voi potete anche non crederci, ma io l&#8217;ho vissuto dall&#8217;inizio alla fine questo racconto, e io&#8230; s\u00ec, io ci credo. (Laura Sergi, &#8216;Il Ponente&#8217;, 20 settembre 2008)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>di Laura Sergi &#8211; Quale emozione per la sottoscritta, in una giornata gi\u00e0 triste per aver accompagnato nell&#8217;ultimo viaggio un amico, leggere sulla &#8216;Stampa&#8217; di ieri, venerd\u00ec 23 agosto 2013, un servizio di Pier Paolo <a class=\"mh-excerpt-more\" href=\"https:\/\/www.albengacorsara.it\/corsara\/2013\/08\/24\/ma-cosa-ce-sotto-al-melogno\/\" title=\"Ma cosa c&#8217;\u00e8 sotto al &#8216;Melogno&#8217;?\">[&#8230;]<\/a><\/p>\n<\/div>","protected":false},"author":29,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_lmt_disableupdate":"","_lmt_disable":"","footnotes":""},"categories":[124,130,26,59,66],"tags":[6653,7817],"class_list":{"0":"post-121646","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","6":"category-dibattiti","7":"category-giornali-riviste","8":"category-le-notizie-del-giorno","9":"category-savona-provincia","10":"category-terza-pagina","11":"tag-savona","12":"tag-w1nthumb2"},"modified_by":null,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.albengacorsara.it\/corsara\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/121646","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.albengacorsara.it\/corsara\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.albengacorsara.it\/corsara\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.albengacorsara.it\/corsara\/wp-json\/wp\/v2\/users\/29"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.albengacorsara.it\/corsara\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=121646"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.albengacorsara.it\/corsara\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/121646\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.albengacorsara.it\/corsara\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=121646"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.albengacorsara.it\/corsara\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=121646"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.albengacorsara.it\/corsara\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=121646"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}