{"id":116007,"date":"2013-06-13T15:22:13","date_gmt":"2013-06-13T13:22:13","guid":{"rendered":"http:\/\/albengacorsara.it\/2013\/06\/13\/belve-e-gladiatori-nell%e2%80%99anfiteatro-romano-di-albenga\/"},"modified":"2019-08-22T20:07:11","modified_gmt":"2019-08-22T18:07:11","slug":"belve-e-gladiatori-nellanfiteatro-romano-di-albenga","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.albengacorsara.it\/corsara\/2013\/06\/13\/belve-e-gladiatori-nellanfiteatro-romano-di-albenga\/","title":{"rendered":"Belve e gladiatori nell\u2019Anfiteatro romano di Albenga"},"content":{"rendered":"<p style=\"margin-bottom: 0cm\" align=\"JUSTIFY\"><strong>di Francesca Giraldi &#8211; <\/strong>Sulla collina del Monte, praticamente all\u2019inizio dell\u2019attuale passeggiata della via Romana, in posizione dominante rispetto a quello che doveva essere, ed \u00e8 tutt\u2019ora, il centro urbano di Albenga, si trova l\u2019anfiteatro romano, l\u2019edificio adibito agli spettacoli, l\u2019unico rinvenuto in tutta la Riviera di Ponente. In pochi lo hanno visto e ancora meno sono a conoscenza della sua esistenza, ma nonostante l\u2019esiguit\u00e0 dei resti archeologici mantenutisi, \u00e8 un monumento fondamentale nella ricostruzione topografica di Albingaunum.<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm\" align=\"JUSTIFY\">La sua posizione decentrata \u00e8 dovuta a ragioni pratiche e di sicurezza. La propaggine collinare, esposta ai venti provenienti dal mare, assicurava una leggera brezza costante, che avrebbe rinfrescato gli spettatori durante gli spettacoli, i quali potevano durare anche un\u2019intera giornata. Sappiamo che in alcuni luoghi furono approntate delle coperture per ombreggiare gli spettatori, esemplare \u00e8 il caso dell\u2019Anfiteatro Flavio, meglio noto come Colosseo, dove operava la flotta di Miseno, incaricata di stendere la velatura che coprisse l\u2019intera cavea. In Albenga non sappiamo se fosse in uso un sistema simile per mancanza di prove archeologiche. Per quanto concerne la sicurezza, a seguito dei duri scontri verificatisi nel 59 d.C. a Pompei durante uno spettacolo gladiatorio, venne istituita un\u2019ordinanza che vietava la costruzione di anfiteatri vicino al centro abitato. Riflettendoci, anche oggi la prassi urbanistica evita che gli stadi di calcio, sport caratterizzato da tifoserie turbolente, siano costruiti vicino alla zona residenziale.<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm\" align=\"JUSTIFY\">Oggi, dell\u2019antico edificio, possiamo vedere solo la muratura esterna della cavea nord, quella interna che cingeva l\u2019arena e l\u2019accesso orientale all\u2019area dello spettacolo, ovvero l\u2019entrata dei gladiatori, con un piccolo ambiente quadrangolare che doveva essere utilizzato come stanza di servizio. Probabilmente essendo la porta situata ad est, era utilizzata come <em>porta sanavivaria<\/em>, cio\u00e8 quella che potevano varcare in uscita i gladiatori vincitori del gioco, mentre quella posta ad occidente, e oggi non visibile, doveva svolgere la funzione di <em>porta libitinaria<\/em>, ovvero quella attraverso la quale era fatto uscire il corpo del gladiatore battuto o degli animali uccisi. Inoltre, un cinquantennio fa era ancora eretta una porzione delle mura meridionali &#8211; come testimonia una foto di archivio depositata presso la Soprintendenza dei Beni Archeologici della Liguria &#8211; ma a causa dei bombardamenti subiti dalla collina durante la guerra, oggi non \u00e8 pi\u00f9 rintracciabile.<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm\" align=\"JUSTIFY\">Per la costruzione dell\u2019anfiteatro venne spianata parte della collina, in modo da creare un\u2019area pianeggiante, che avrebbe ospitato l\u2019arena, cio\u00e8 la zona centrale dove avveniva lo spettacolo. Intorno all\u2019arena si sviluppava la cavea, la gradinata che ospitava gli spettatori. Per creare la superficie a gradoni si utilizz\u00f2 una muratura a sacco, cio\u00e8 con un terrapieno per il rialzo e due muri contenitivi, uno verso l\u2019esterno e l\u2019altro verso l\u2019interno. La struttura era ulteriormente rinforzata da contrafforti esterni che limitavano lo scivolamento dell\u2019elevato. Gli ingressi si aprivano, come gi\u00e0 accennato, alle estremit\u00e0 dell\u2019asse maggiore e furono realizzati lungo una strada secondaria della via Julia Augusta. Si suppone vi fosse anche un ingresso che permetteva di accedere al meniano, il corridoio che separava in due settori la cavea, uno superiore ed uno inferiore. Nonostante oramai sia visibile solo una ridotta porzione dell\u2019anfiteatro, in origine la pianta dell\u2019edificio doveva misurare 73m sul lato lungo e 52m su quello corto e poteva contenere qualche migliaio di spettatori.<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm\" align=\"JUSTIFY\">L\u2019intera muratura fu realizzata con una tecnica denominata <em>petit appareil<\/em> o <em>opus vittatum<\/em>, che prevede l\u2019impiego di blocchetti parallelepipedi di pietre, disposti in filari orizzontali e fissati grazie alla malta. Tale tecnica, molto utilizzata nell\u2019architettura romana, garantiva duttilit\u00e0 d\u2019impiego, la ritroviamo infatti in molte grandi opere e in tutti i ponti romani presenti nel Savonese. La superficie, infine, doveva essere intonacata ed affrescata, come possiamo ancora osservare nella parete della cavea affacciata sull\u2019arena, dove vi sono linee verticali rosse ed orizzontali nere, che dovrebbero rappresentare le transenne poste durante gli spettacoli a protezione degli spettatori.<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm\" align=\"JUSTIFY\">Non vi sono dati archeologici certi che suggeriscano una datazione puntuale, ma il confronto con altri anfiteatri simili fa supporre che la struttura appartenga al II sec. d.C.<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm\" align=\"JUSTIFY\">Non possediamo testimonianze dirette di quali spettacoli siano stati effettivamente rappresentati all\u2019interno dell\u2019arena ingauna, ma molto probabilmente, non si limitarono solo a giochi gladiatori e <em>venationes<\/em>, cacce ad animali feroci. \u00c8 infatti accertato, in ambito provinciale, l\u2019intercambiabilit\u00e0 tra la struttura del teatro, concepito per ospitare rappresentazioni teatrali, e l\u2019anfiteatro, luogo strutturato per spettacoli pi\u00f9 cruenti. \u00c8 molto probabile quindi che l\u2019anfiteatro di Albenga, generalmente sfruttato in occasione dei <em>Saturnalia<\/em> per gli spettacoli di lotta, fosse utilizzato in altri periodi per le rappresentazioni teatrali.<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm\" align=\"JUSTIFY\">In conclusione sfatiamo due leggende legate ai giochi gladiatori che sono state diffuse da ricostruzioni molto scenografiche, ma poco veritiere, dei film storici. La prima leggenda \u00e8 legata alla frase che direbbero i gladiatori entrati in arena, subito prima di dare inizio al combattimento: \u201c<em>Ave Caesare, morituri te salutant<\/em>\u201d cio\u00e8 \u201cAve cesare, coloro che stanno per morire ti salutano\u201d. In realt\u00e0 ci\u00f2 avvenne un\u2019unica volta nella storia dei giochi, o cos\u00ec ci riferisce l\u2019unica fonte che cita tale avvenimento, Svetonio. Sarebbe inoltre stata pronunciata da condannati a morte, e non da gladiatori, in occasione della <em>naumachia<\/em>, una simulazione di combattimento fra navi ottenuta allagando l\u2019anfiteatro e portandovi dentro delle navi o delle barche, indetta dall\u2019imperatore Claudio nel 52d.C.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La seconda inesattezza riguarda il <em>pollice verso<\/em>, cio\u00e8 il gesto che avrebbe fatto la folla per chiedere la grazia o la condanna di un gladiatore. Per tradizione si ritiene che il pugno chiuso con il pollice rivolto verso l\u2019alto significhi \u201cvita\u201d, mentre il pollice che punta a terra sia \u201cmorte\u201d. In realt\u00e0, da quel che si pu\u00f2 dedurre dagli scritti, il gesto per chiedere l\u2019esecuzione del condannato era il pollice verso l\u2019alto, che doveva richiamare lo sguainare della spada, ed invece il pugno chiuso, simbolicamente la spada nel fodero, era usato per la richiesta di grazia.<\/p>\n<blockquote style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><strong>* Terre e Orizzonti: la rubrica <\/strong><\/em><strong>Corsara <\/strong><em><strong>di Francesca Giraldi<\/strong><\/em><\/p>\n<\/blockquote>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>di Francesca Giraldi &#8211; Sulla collina del Monte, praticamente all\u2019inizio dell\u2019attuale passeggiata della via Romana, in posizione dominante rispetto a quello che doveva essere, ed \u00e8 tutt\u2019ora, il centro urbano di Albenga, si trova l\u2019anfiteatro <a class=\"mh-excerpt-more\" href=\"https:\/\/www.albengacorsara.it\/corsara\/2013\/06\/13\/belve-e-gladiatori-nellanfiteatro-romano-di-albenga\/\" title=\"Belve e gladiatori nell\u2019Anfiteatro romano di Albenga\">[&#8230;]<\/a><\/p>\n<\/div>","protected":false},"author":30,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_lmt_disableupdate":"","_lmt_disable":"","footnotes":""},"categories":[4,120,26,141,34,7949,66],"tags":[],"class_list":{"0":"post-116007","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","6":"category-albenga-news-views","7":"category-cultura","8":"category-le-notizie-del-giorno","9":"category-memoria-e-tradizioni","10":"category-nazionale","11":"category-terre-orizzonti","12":"category-terza-pagina"},"modified_by":null,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.albengacorsara.it\/corsara\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/116007","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.albengacorsara.it\/corsara\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.albengacorsara.it\/corsara\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.albengacorsara.it\/corsara\/wp-json\/wp\/v2\/users\/30"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.albengacorsara.it\/corsara\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=116007"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.albengacorsara.it\/corsara\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/116007\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.albengacorsara.it\/corsara\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=116007"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.albengacorsara.it\/corsara\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=116007"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.albengacorsara.it\/corsara\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=116007"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}