{"id":108407,"date":"2013-03-16T16:17:37","date_gmt":"2013-03-16T15:17:37","guid":{"rendered":"http:\/\/albengacorsara.it\/2013\/03\/16\/quando-la-storia-entra-dai-piedi-riscoprire-la-via-iulia-augusta-parte-2\/"},"modified":"2019-08-22T19:47:24","modified_gmt":"2019-08-22T17:47:24","slug":"quando-la-storia-entra-dai-piedi-riscoprire-la-via-iulia-augusta-parte-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.albengacorsara.it\/corsara\/2013\/03\/16\/quando-la-storia-entra-dai-piedi-riscoprire-la-via-iulia-augusta-parte-2\/","title":{"rendered":"Quando la storia entra&#8230; dai piedi: riscoprire la via Iulia Augusta (II parte)"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong>di Francesca Giraldi<\/strong> &#8211; Dalla soglia di Porta Molino possiamo avere una visuale di quello che fu il cardine massimo dell\u2019antico centro urbano. Subito si nota che l\u2019asse viario, che presumiamo essere rimasto invariato dall\u2019epoca romana alla moderna, grazie alla persistenza degli edifici medievali affacciati sul corso, non segue precisamente l\u2019orientamento della via esterna alle mura, ma si inclina verso sud-ovest. Questa evidenza suggerisce l\u2019esistenza di un centro urbano anteriore alla costruzione della via Iulia Augusta, che ha influito sull\u2019orientamento della strada. Anche le fonti storiche confermano il dato, infatti grazie alla lex Pompeia dell\u201989 a.C., le comunit\u00e0 di Albenga, Alba (Alba Pompeia) e forse Genova, divengono municipi di diritto romano e ci\u00f2 inevitabilmente presuppone che vi fosse un centro urbano, molto probabilmente gi\u00e0 dotato di apparato amministrativo, con funzioni di coordinamento del territorio rurale limitrofo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><a href=\"https:\/\/www.albengacorsara.it\/corsara\/wp-content\/uploads\/01.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-132642\" alt=\"(foto)\" src=\"https:\/\/www.albengacorsara.it\/corsara\/wp-content\/uploads\/01-221x300.jpg\" width=\"221\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.albengacorsara.it\/corsara\/wp-content\/uploads\/01-221x300.jpg 221w, https:\/\/www.albengacorsara.it\/corsara\/wp-content\/uploads\/01.jpg 509w\" sizes=\"auto, (max-width: 221px) 100vw, 221px\" \/><\/a><\/strong>L\u2019impianto della citt\u00e0 rispetterebbe il modello definito a \u201ccastrum\u201d, termine che significa \u201caccampamento\u201d e che \u00e8 comunemente ed erroneamente collegato all\u2019idea di un preesistente campo militare. In realt\u00e0, nella letteratura antica, per assetto castrense si fa riferimento alla sola distribuzione viaria comunemente utilizzata negli accampamenti e caratterizzata da una viabilit\u00e0 principale definita dal cardine massimo e dal decumano massimo, che si incrociano ortogonalmente. Dai corsi principali si dipartono una serie di vie minori che, incrociandosi ortogonalmente anch\u2019esse, danno origine a quartieri isosomi, quadrati o rettangolari. Nel caso di Albenga il cardine massimo \u00e8 costituito dall\u2019attuale via Medaglie d\u2019Oro, mentre il decumano massimo \u00e8 costituito da via Ricci e via d\u2019Aste. Le innumerevoli trasformazioni avvenute in epoche successive all\u2019interno del centro storico non permettono con certezza di individuare il numero esatto dei cardini e dei decumani minori, che sicuramente non furono inferiori a quattro totali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La sovrapposizione tra la citt\u00e0 antica, quella medievale e la moderna, ha reso difficile reperire testimonianze di strutture antiche, pertanto la maggior parte delle tracce di epoca romana sono reperibili all\u2019interno del lapidario di Palazzo Vecchio, nelle sale del Museo Navale Romano e nella pi\u00f9 recente esposizione Magiche Trasparenze, presso Palazzo Oddo, o inglobate in murature pi\u00f9 recenti. Rimane per\u00f2 tutt\u2019ora visibile e visitabile il Battistero della fine del V sec., rinomato per essere il principale edificio paleocristiano della Liguria e per ospitare il mosaico pi\u00f9 esteso dell\u2019Italia nord-occidentale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Secondo i canoni del modello a castrum, l\u2019area pubblica e il foro erano situati all\u2019incrocio tra le vie principali. Al momento attuale per\u00f2 non vi \u00e8 alcuna prova archeologica che possa confermare l\u2019esistenza dell\u2019edificio forense in quel luogo, non essendo possibile condurre scavi.<\/p>\n<blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Giunti a Porta Arroscia il percorso della via Iulia Augusta diviene incerto<\/strong> a causa della profonda trasformazione del territorio effettuata dallo spostamento del fiume Centa. Tuttavia l\u2019allineamento della porta con i lacerti di mura di cinta risalenti al periodo della tarda repubblica, rinvenuti sia nell\u2019angolo sud-est, in prossimit\u00e0 del vecchio ospedale, sia nell\u2019area sud-ovest, affacciata su via Mameli, e con i monumenti rinvenuti nell\u2019alveo del fiume, consentono di supporre una continuazione della via verso Vadino. La strada verosimilmente costeggiava i recinti funerari romani, infatti in antichit\u00e0 e soprattutto durante il periodo romano era consuetudine erigere i monumenti ai defunti lungo le principali vie extraurbane, perch\u00e9 ci\u00f2 consentiva ai forestieri di individuare immediatamente le famiglie dominanti appartenenti alla citt\u00e0 in cui si stavano recando. A breve distanza dai sepolcreti sono stati ritrovate anche le fondazioni dei piloni dell\u2019acquedotto, sempre di epoca romana, ma a causa dell\u2019esiguit\u00e0 dei resti non attribuibili con certezza ad una fase in particolare. Sul lato sinistro della strada, vi erano invece le terme pubbliche, delle quali oggi \u00e8 visibile solamente la palestra, infatti la piscina e il frigidarium (la piscina con acqua fredda) risiedono al di sotto del nuovo argine e le restanti zone, come il tepidarium e il calidarium (piscine con acqua tiepida e calda) sono state obliterate da aree sepolcrali tardo antiche e alto medievali e dall\u2019impianto della Chiesa di S. Clemente.<\/p>\n<\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non essendo possibile ricostruire sulla base dei dati archeologici il tratto di via Iulia Augusta che attraversa il centro abitato di Vadino, ripartiamo dalle pendici del Monte San Martino, pi\u00f9 conosciuto come il \u201cMonte\u201d. Nella prima parte del percorso non \u00e8 ben definito quale fosse il corso principale della via e i monumenti non suggeriscono una direzione univoca. Lungo la strada carrozzabile che conduce al Monte, sulla sinistra si nota l\u2019innesto per una strada carrozzabile privata lungo la quale si incontrano le rovine dell\u2019anfiteatro romano, luogo deputato a spettacoli gladiatori e agonistici, datato al II sec. seppur con molte incertezze. Gli anfiteatri erano allocati all\u2019esterno dei centri urbani per motivi di pubblica sicurezza. Proseguendo su questa stradina si giunge ai resti mutili di un\u2019edicola a pi\u00f9 piani, che racchiudeva all\u2019interno del basamento tre cinerari, datata tra la fine del I e l\u2019inizio del II sec., e nota a tutti come il \u201cPilone\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ritornando sulla via principale, superata la chiesetta della Madonna di Fatima, prendendo una diramazione sulla destra si giunge al complesso di San Calocero, le cui prime strutture risalirebbero al II sec. La chiesa \u00e8 rinomata per essere l\u2019unica in Liguria sorta sul luogo di sepoltura di un santo, San Calocero appunto, martirizzato in Albenga.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se invece di imboccare la deviazione appena citata si segue la strada, sulla sinistra si trova una breve salita mattonata, che conduce alla \u201cpasseggiata romana\u201d, lungo la quale si possono individuare i resti dei monumenti funerari <a href=\"https:\/\/www.albengacorsara.it\/corsara\/wp-content\/uploads\/02.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-132644\" alt=\"02\" src=\"https:\/\/www.albengacorsara.it\/corsara\/wp-content\/uploads\/02-300x224.jpg\" width=\"300\" height=\"224\" srcset=\"https:\/\/www.albengacorsara.it\/corsara\/wp-content\/uploads\/02-300x224.jpg 300w, https:\/\/www.albengacorsara.it\/corsara\/wp-content\/uploads\/02.jpg 850w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>noti come necropoli meridionale. Le evidenze archeologiche sono molto compromesse, oltre che dal normale degrado dovuto all\u2019esposizione ad agenti atmosferici, anche a causa dei numerosi terrazzamenti per la coltivazione dell\u2019olivo, che fin dal Medioevo hanno obliterato le strutture murarie, e a causa della speculazione edilizia degli anni \u201960 a cui si era posto un limite sottoponendo a vincolo l\u2019intera zona. Purtroppo in tempi recenti, l\u2019incuria e la poca tutela hanno ridotto la zona, connubio tra patrimonio archeologico e naturalistico di rara bellezza, ad uno stato di degrado al quale si dovrebbe porre rimedio in tempi brevissimi, al fine di evitare che i gi\u00e0 ingenti danni divengano irreparabili.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Seguendo il percorso di mezzacosta della via Iulia Augusta si scoprono nove monumenti funerari, dei quali la maggior parte \u00e8 costituita da un recinto rettangolare, edificato con blocchetti di pietra disposti in filari orizzontali e legati per mezzo di malta. All\u2019interno della recinzione trovavano posto le urne cinerarie di tutti coloro che erano legati, a vario titolo, da vincoli famigliari.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.albengacorsara.it\/corsara\/wp-content\/uploads\/03.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-132645\" alt=\"03\" src=\"https:\/\/www.albengacorsara.it\/corsara\/wp-content\/uploads\/03-300x224.jpg\" width=\"300\" height=\"224\" srcset=\"https:\/\/www.albengacorsara.it\/corsara\/wp-content\/uploads\/03-300x224.jpg 300w, https:\/\/www.albengacorsara.it\/corsara\/wp-content\/uploads\/03.jpg 845w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Differente \u00e8 il monumento C, costituito da un podio su cui si imposta una cella quadrangolare. All\u2019interno, ancora oggi, si possono osservare nove nicchie intagliate nel muro, le quali ospitavano altrettanti cinerari. Si tratta di un colombario, l\u2019antenato della nostra tomba famigliare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Proseguendo verso Alassio, a poche decine di metri dal recinto funerario A, si conserva un tratto di strada selciata, non attribuibile con certezza all\u2019et\u00e0 romana, essendo stato <a href=\"https:\/\/www.albengacorsara.it\/corsara\/wp-content\/uploads\/04.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-thumbnail wp-image-132646\" alt=\"04\" src=\"https:\/\/www.albengacorsara.it\/corsara\/wp-content\/uploads\/04-150x150.jpg\" width=\"150\" height=\"150\" srcset=\"https:\/\/www.albengacorsara.it\/corsara\/wp-content\/uploads\/04-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.albengacorsara.it\/corsara\/wp-content\/uploads\/04-50x50.jpg 50w, https:\/\/www.albengacorsara.it\/corsara\/wp-content\/uploads\/04-144x144.jpg 144w, https:\/\/www.albengacorsara.it\/corsara\/wp-content\/uploads\/04-32x32.jpg 32w, https:\/\/www.albengacorsara.it\/corsara\/wp-content\/uploads\/04-64x64.jpg 64w, https:\/\/www.albengacorsara.it\/corsara\/wp-content\/uploads\/04-96x96.jpg 96w, https:\/\/www.albengacorsara.it\/corsara\/wp-content\/uploads\/04-128x128.jpg 128w, https:\/\/www.albengacorsara.it\/corsara\/wp-content\/uploads\/04-560x565.jpg 560w\" sizes=\"auto, (max-width: 150px) 100vw, 150px\" \/><\/a>probabilmente ristrutturato in epoca medievale, ma che sicuramente ricalca un tratto della via. Tale segmento stradale ha una ampiezza carrabile di 2,90m e inoltre conserva traccia degli antichi marciapiedi pedonali. Sia la posa delle pietre che compongono i marciapiedi, sia i piccoli gradini trasversali che si intermezzano alla strada erano un efficace espediente per il deflusso dell\u2019acqua, che veniva cos\u00ec incanalata nelle fosse di scolo laterali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lo stato di conservazione e di mantenimento di tutte le strutture di interesse archeologico \u00e8 piuttosto compromesso, come gi\u00e0 accennato in precedenza, ma \u00e8 proprio questo tratto di selciato a vessare nelle condizioni peggiori. A causa dello slittamento idrogeologico e, con molta probabilit\u00e0, del passaggio abituale <a href=\"https:\/\/www.albengacorsara.it\/corsara\/wp-content\/uploads\/05.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-132647\" alt=\"05\" src=\"https:\/\/www.albengacorsara.it\/corsara\/wp-content\/uploads\/05-201x300.jpg\" width=\"201\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.albengacorsara.it\/corsara\/wp-content\/uploads\/05-201x300.jpg 201w, https:\/\/www.albengacorsara.it\/corsara\/wp-content\/uploads\/05-686x1024.jpg 686w, https:\/\/www.albengacorsara.it\/corsara\/wp-content\/uploads\/05-800x1193.jpg 800w, https:\/\/www.albengacorsara.it\/corsara\/wp-content\/uploads\/05.jpg 850w\" sizes=\"auto, (max-width: 201px) 100vw, 201px\" \/><\/a>di alcuni motocicli, dei quali si possono individuare le tracce lasciate sul terreno anche a breve distanza, il margine sinistro del lastricato \u00e8 inesorabilmente franato, portando via con s\u00e9 una parte della testimonianza dell\u2019antica via. Nonostante l\u2019anno scorso sia stata deliberata dal Comune di Alassio e da quello di Albenga una collaborazione, al fine di dare agli interventi sulla via un coordinamento univoco, ad oggi nessun progresso \u00e8 stato effettuato in tal senso, purtroppo per\u00f2 il tempo tiranno e l\u2019incuria erodono progressivamente le testimonianze del passato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Seguendo la strada si giunge ad Alassio, dalla chiesetta di Santa Croce. Da qui il percorso verso Ponente diviene pi\u00f9 incerto e difficilmente ricostruibile.<\/p>\n<blockquote style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><strong>* Terre e Orizzonti: la rubrica <\/strong><\/em><strong>Corsara <\/strong><em><strong>di Francesca Giraldi<\/strong><\/em><\/p>\n<\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><strong><div id='gallery-1' class='gallery galleryid-108407 gallery-columns-4 gallery-size-thumbnail'><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon portrait'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/www.albengacorsara.it\/corsara\/wp-content\/uploads\/05.jpg'><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/www.albengacorsara.it\/corsara\/wp-content\/uploads\/05-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" srcset=\"https:\/\/www.albengacorsara.it\/corsara\/wp-content\/uploads\/05-150x150.jpg 150w, 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\/>\n<\/strong><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>di Francesca Giraldi &#8211; Dalla soglia di Porta Molino possiamo avere una visuale di quello che fu il cardine massimo dell\u2019antico centro urbano. 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