{"id":106240,"date":"2013-02-18T20:05:31","date_gmt":"2013-02-18T19:05:31","guid":{"rendered":"http:\/\/albengacorsara.it\/?p=106240"},"modified":"2019-08-22T19:47:23","modified_gmt":"2019-08-22T17:47:23","slug":"in-albenga-prima-dei-romani","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.albengacorsara.it\/corsara\/2013\/02\/18\/in-albenga-prima-dei-romani\/","title":{"rendered":"In Albenga, prima dei romani\u2026"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong><a href=\"https:\/\/www.albengacorsara.it\/corsara\/wp-content\/uploads\/Albenga-fiume-terme-torri-x1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-130633\" alt=\"(foto)\" src=\"https:\/\/www.albengacorsara.it\/corsara\/wp-content\/uploads\/Albenga-fiume-terme-torri-x1-300x199.jpg\" width=\"300\" height=\"199\" srcset=\"https:\/\/www.albengacorsara.it\/corsara\/wp-content\/uploads\/Albenga-fiume-terme-torri-x1-300x199.jpg 300w, https:\/\/www.albengacorsara.it\/corsara\/wp-content\/uploads\/Albenga-fiume-terme-torri-x1-800x531.jpg 800w, https:\/\/www.albengacorsara.it\/corsara\/wp-content\/uploads\/Albenga-fiume-terme-torri-x1.jpg 950w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>di Francesca Giraldi<\/strong> &#8211; Tra le tracce archeologiche pi\u00f9 antiche attribuibili al territorio di Albenga, riveste particolare importanza il sepolcreto preromano scoperto a circa 200 metri dal viadotto dell\u2019Aurelia bis durante la risistemazione del margine destro del fiume Centa, effettuata tra maggio e giugno 2004. Meno conosciuto delle due necropoli romane ingaune, il sepolcreto si trovava a circa cinque metri e mezzo dal piano di calpestio attuale e rappresenta la testimonianza pi\u00f9 antica rinvenuta nel nostro territorio. La lunga fase di interramento, dovuta ai depositi alluvionali del fiume, deve aver avuto inizio tra la fine del periodo romano e l\u2019inizio del medioevo, in quel lungo momento definito tardo antico, cos\u00ec come suggerisce il ritrovamento di ceramica tardo romana sotto i sedimenti fluviali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il sepolcreto era composto da cinque tombe, che raccoglievano le ceneri dei defunti cremati e in tre casi anche esigui materiali di corredo, i quali hanno consentito di individuare il sesso di tre dei cinque morti. Si tratta dei resti mortali di una donna e due uomini. Nel primo caso a suggerirci il sesso \u00e8 stato il ritrovamento all\u2019interno della sepoltura di una fusaiola in terracotta, che richiama l\u2019universo della filatura e quindi il mondo della signora della casa. L\u2019attribuzione del sesso maschile \u00e8 stata possibile grazie alla presenza di lame di coltello, sia bronzee sia di ferro, e di un rasoio semilunato in ferro. L\u2019ultimo reperto ha anche svolto la funzione di fossile guida, ovvero ha permesso la datazione orientativa del sepolcreto alla prima et\u00e0 del ferro, durante il VII sec. a.C. Fu ritrovata inoltre una fibula ad arco serpeggiante in ferro, che per\u00f2 non \u00e8 indicativa ai fini della distinzione di genere perch\u00e9 era indossata da entrambi i sessi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019analisi dei rituali sepolcrali ha grande valore dal punto di vista archeologico, perch\u00e9 ogni cultura elabora un proprio rito di congedo per il defunto, che pu\u00f2 subire commistioni marginali con altre popolazioni, come l\u2019inserimento all\u2019interno del corredo di un ninnolo straniero, ma che mantiene inalterati, anche per lunghi periodi, i caratteri peculiari.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La prima tomba, quella femminile, era costituita da una fossa nel terreno, sigillata sul fondo e in superficie da lastre litiche. All\u2019interno custodiva l\u2019urna cineraria e la fusaiola. Era presente anche la tomba a cassetta, cos\u00ec chiamata perch\u00e9 l\u2019urna cineraria e il corredo sono contenuti all\u2019interno di un parallelepipedo costituito da lastre litiche, tipica del rituale ligure e ben documentata nella necropoli di Chiavari, coeva a quella ingauna.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Insolito \u00e8 invece il ritrovamento di due tombe a pozzetto, caratterizzate dallo scavo pi\u00f9 o meno profondo di una buca cilindrica e dalla deposizione dell\u2019urna cineraria e del corredo in una risega del fondo delimitata da lastre litiche. Tale tipo di rituale \u00e8 ricollegabile alla tradizione etrusca. Gli esempi pi\u00f9 complessi e maggiormente studiati sono quelli ritrovati a Verucchio (RN), ma per quanto concerne il territorio ligure il ritrovamento di maggior importanza fu quello di Genova, nella necropoli di via Giulia, attuale via XX settembre, effettuato tra la fine dell\u2019Ottocento e i primi anni del Novecento. Le due tombe a fossa e il rasoio semilunato richiamano la cultura etrusca e ci\u00f2 rende il ritrovamento di Albenga ricco di grande pregio, proprio per la rarit\u00e0 dell\u2019evidenza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019insediamento etrusco pi\u00f9 occidentale rinvenuto in Liguria \u00e8 localizzato a Genova, da dove le navi partivano per commerciare con gli insediamenti etruschi e greci in Francia ed \u00e8 datato alla fine del VI sec. a.C., anche se il porto genuate era frequentato da genti etrusche gi\u00e0 nel VII sec. a.C. Solo sporadiche tracce di cultura etrusca si sono potute rintracciare nel Ponente ligure e in genere si tratta di frammenti di anfora, quindi di contenitori per il trasporto e il commercio di vino e olio, che in piccole quantit\u00e0, come quelle reperite, indicano sicuramente transazioni commerciali, ma sono poco significative per comprovare una reale presenza di persone. Le tombe di Albenga potrebbero essere testimonianza diretta di un passaggio via terra di gente etrusca, deceduta in prossimit\u00e0 dell\u2019antico insediamento ingauno, e sepolta da alcuni compagni di viaggio con le modalit\u00e0 tipiche della cultura di appartenenza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Infine, accanto ad ogni sepoltura, venne ritrovata una lastra di pietra infissa nel terreno, che poteva avere la duplice funzione di segnacolo, l\u2019antenato della moderna lapide funeraria, e di cippo terminale, ovvero un segnale di confine che indicava la fine della sepoltura, in tal modo non si sarebbero intaccate le tombe interrate gi\u00e0 esistenti con la sovrapposizione di altre sepolture successive.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Solo analisi pi\u00f9 approfondite sul contenuto delle urne e sugli oggetti di corredo, al momento ancora inedite e quindi non pubbliche, potranno aprire uno spiraglio pi\u00f9 ampio sulle origine di Albenga e sulle popolazioni che interagivano con gli Ingauni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il sepolcreto risveglia anche la curiosit\u00e0 sull\u2019esatta ubicazione dell\u2019oppidum preromano citato dalle Fonti e mai ritrovato, ma i cui resti potrebbero essere in prossimit\u00e0 del luogo di sepoltura. Le ipotesi su dove possa essere l\u2019ubicazione dell\u2019insediamento sono sostanzialmente due, o sulla propaggine orientale del Monte, oppure al di sotto della citt\u00e0 romana.<\/p>\n<blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><strong>* Tracce e orizzonti: la rubrica <\/strong><\/em><strong>Corsara <\/strong><em><strong>di Francesca Giraldi<\/strong><\/em><\/p>\n<\/blockquote>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>di Francesca Giraldi &#8211; Tra le tracce archeologiche pi\u00f9 antiche attribuibili al territorio di Albenga, riveste particolare importanza il sepolcreto preromano scoperto a circa 200 metri dal viadotto dell\u2019Aurelia bis durante la risistemazione del margine <a class=\"mh-excerpt-more\" href=\"https:\/\/www.albengacorsara.it\/corsara\/2013\/02\/18\/in-albenga-prima-dei-romani\/\" title=\"In Albenga, prima dei romani\u2026\">[&#8230;]<\/a><\/p>\n<\/div>","protected":false},"author":30,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_lmt_disableupdate":"","_lmt_disable":"","footnotes":""},"categories":[4,120,26,141,34,7949,66],"tags":[468],"class_list":{"0":"post-106240","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","6":"category-albenga-news-views","7":"category-cultura","8":"category-le-notizie-del-giorno","9":"category-memoria-e-tradizioni","10":"category-nazionale","11":"category-terre-orizzonti","12":"category-terza-pagina","13":"tag-albenga1"},"modified_by":"admin","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.albengacorsara.it\/corsara\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/106240","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.albengacorsara.it\/corsara\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.albengacorsara.it\/corsara\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.albengacorsara.it\/corsara\/wp-json\/wp\/v2\/users\/30"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.albengacorsara.it\/corsara\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=106240"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.albengacorsara.it\/corsara\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/106240\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.albengacorsara.it\/corsara\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=106240"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.albengacorsara.it\/corsara\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=106240"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.albengacorsara.it\/corsara\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=106240"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}