{"id":10617,"date":"2010-03-05T13:50:41","date_gmt":"2010-03-05T12:50:41","guid":{"rendered":"http:\/\/albengacorsara.it\/?p=10617"},"modified":"2019-08-21T15:40:16","modified_gmt":"2019-08-21T13:40:16","slug":"nasce-il-polo-della-ceramica-savonese","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.albengacorsara.it\/corsara\/2010\/03\/05\/nasce-il-polo-della-ceramica-savonese\/","title":{"rendered":"Nasce il Polo della Ceramica Savonese"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Grazie alla Fondazione A. De Mari prende il via il progetto per la creazione di un \u201cPolo della ceramica savonese\u201d, un centro espositivo specificatamente destinato alla ceramica, il  prodotto artistico manifatturiero che ha trovato straordinario sviluppo, dal tardo medioevo ad oggi, nell\u2019area savonese e albisolese, e che maggiormente qualifica e rappresenta la pi\u00f9 significativa realt\u00e0 produttiva del territorio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il progetto costituisce una grande opportunit\u00e0 di valorizzazione e di sviluppo turistico del territorio savonese, attraverso la realizzazione di  una struttura \u2013 sino ad oggi mancante &#8211; in grado di riunire in una sede adeguata per spazi e possibilit\u00e0 di fruizione, anche sul piano dello studio e della  divulgazione di questi manufatti, le numerose collezioni, sia di iniziativa privata che pubblica, formatesi nel tempo e attualmente dislocate in pi\u00f9 sedi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un\u2019opportunit\u00e0 che viene oggi offerta dalla Fondazione A. De Mari \u2013 Cassa di Risparmio di Savona, proprietaria del Palazzo del Monte di Piet\u00e0, grazie alla promozione di un programma di recupero dell\u2019edificio e la concessione dei locali per tale destinazione culturale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cOggi prende ufficialmente il via un progetto \u2013 dichiara il Presidente della Fondazione A. De Mari Roberto Romani \u2013 che porta a compimento una scelta operata da parte nostra gi\u00e0 da tempo. Il Palazzo del Monte di Piet\u00e0, un tempo archivio della Banca Carisa, e rimasto inutilizzato a lungo, rappresenta una ricchezza dei savonesi, che con questo progetto proprio a loro torna. Si tratter\u00e0 di una struttura in grado di dare un&#8217;immagine unitaria di cosa \u00e8 stata e cosa \u00e8 oggi la ceramica del nostro territorio.\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il progetto ha trovato pronta risposta nell\u2019Amministrazione Comunale di Savona, che si \u00e8 dichiarata disponibile a gestire la nuova struttura, collegandola funzionalmente agli spazi della Civica Pinacoteca ospitata nell\u2019adiacente Palazzo Gavotti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cQuesto progetto \u2013 dichiara il Sindaco di Savona Federico Berruti \u2013 ha un doppio valore: per il \u201ccontenitore\u201d e per il \u201ccontenuto\u201d. Infatti da un lato il progetto permette il recupero di un palazzo di pregio del nostro centro storico, che tanto sta a cuore all&#8217;Amministrazione e ai cittadini savonesi, legati ai valori architettonici di Savona. Dall&#8217;altro lato, il progetto rappresenta un altissimo valore anche per il suo contenuto e consente ci\u00f2 che altrimenti non sarebbe possibile, ossia l&#8217;ampliamento della Pinacoteca Civica. Si viene cos\u00ec a creare il secondo museo della ceramica pi\u00f9 importante d&#8217;Italia. Il progetto \u00e8 importante anche perch\u00e9 si colloca in un contesto di azioni di valorizzazione della tradizione artistica del nostro territorio, che costituisce anche una leva per turismo colto e di qualit\u00e0. Infine, voglio sottolineare l&#8217;altissimo valore rappresentato dal contributo della Fondazione in questi temi di scarsa disponibilit\u00e0 di risorse pubbliche. Contributo che la Fondazione ha scelto di concretizzare in modo coerente con gli indirizzi per il futuro della citt\u00e0; a questo proposito penso ai contributi alle mense scolastiche, alla riqualificazione della sala della Sibilla al Primar e al progetto Renzino Astengo. Un rapporto con l&#8217;Amministrazione Comunale, dunque, davvero proficuo\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cL&#8217;occasione offerta dalla generosit\u00e0 e della lungimiranza della Fondazione De Mari Dichiara l&#8217;Assessore alla Cultura del Comune di Savona,  Ferdinando Molteni &#8211; \u00e8 decisamente storica. Ampliare la Pinacoteca con un grande museo della ceramica antica era un sogno che sembrava irrealizzabile. Invece sta per diventare realt\u00e0. Savona avr\u00e0 il pi\u00f9 importante museo della ceramica in Italia dopo Faenza. Sono grato a Roberto Romani, presidente della Fondazione De Mari, per aver portato a termine, con tenacia e competenza, l&#8217;iter che ci ha condotto alla valutazione del bellissimo progetto di recupero dell&#8217;immobile e di allestimento della raccolta. E non posso dimenticare il suo predecessore, Luciano Pasquale, che per primo aveva ipotizzato tale operazione\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Verr\u00e0 cos\u00ec costituto un unico articolato percorso di visita al complesso delle opere, con inizio su Via Pia dall\u2019esistente reception della Pinacoteca, gi\u00e0 dotata dei necessari servizi di accoglienza, e termine nel Palazzo del Monte di Piet\u00e0, uscendo dallo scalone aperto su Via Aonzo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Evidenti sono le sinergie di gestione cos\u00ec realizzabili, oltre al recupero, a favore della Pinacoteca, di spazi aggiuntivi per esposizione, fissa e temporanea, nei locali attualmente ospitanti oggetti ceramici, che invece andranno concentrati nei nuovi spazi ricavati nel Palazzo del Monte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dichiara la Direttrice della Pinacoteca Civica di Savona, Eliana Mattiauda: \u201cUnito alla Pinacoteca, il polo della ceramica savonese permette di realizzare nel cuore della nostra citt\u00e0 un centro espositivo di grandissima rilevanza, formato da straordinarie collezioni d&#8217;arte. Grazie all&#8217;importanza delle raccolte e all&#8217;offerta di servizi museali la nuova sede museale, oltre a costituire un punto di riferimento per l&#8217;intero territorio, potr\u00e0 godere di una marcata riconoscibilit\u00e0 a livello nazionale e internazionale. L&#8217;unione dei due palazzi offre inoltre l&#8217;opportunit\u00e0 di dotare la citt\u00e0 di un itinerario turistico culturale formato da Palazzo Gavotti e dalle sue collezioni, dal Polo della ceramica, dagli ambienti affrescati del  Monte di  Piet\u00e0. Uscendo  si potr\u00e0  agevolmente accedere alla Cattedrale, al chiostro francescano, alla Cappella Sistina e al costituendo Museo diocesano.\u201d<\/p>\n<blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Criteri generali dell\u2019intervento &#8211; <\/strong>Criterio generale seguito nella progettazione dell\u2019intervento di rifunzionalizzazione \u00e8 quello della conservazione e del recupero delle parti del palazzo, ove sono evidenti e visibili  le tracce delle antiche fasi di trasformazione succedutesi nel tempo. L&#8217;intervento prevede inoltre il mantenimento dell\u2019impianto architettonico e distributivo, che ben si presta, per le proprie caratteristiche e per la presenza di sale di dimensioni variabili, ad ospitare collezioni di oggetti, quali i prodotti ceramici, la cui conservazione non richiede, peraltro, sofisticati impianti di regolazione e trattamento termoigrometrico. Impianti che, in edifici antichi, possono essere di difficile se non devastante inserimento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per contro \u00e8 evidente che le diffuse ma consistenti modifiche attuate nel palazzo nel corso del XX secolo, hanno causato alterazioni significative di molti elementi strutturali e, soprattutto, la perdita di gran parte della facies esteriore degli ambienti. Pertanto, il Palazzo del Monte presenta l\u2019opportunit\u00e0, in molti degli ambienti interni, di calibrati ma decisi interventi di sostituzione o di modifica di elementi strutturali e di finitura, nonch\u00e9 la possibilit\u00e0 di inserimento di elementi di segno attuale, senza interferire in modo distruttivo e irrispettoso sulla storicit\u00e0 dell\u2019edificio nel suo complesso.<\/p>\n<\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Le collezioni &#8211; <\/strong>Nel nuovo museo \u00e8 prevista la concentrazione delle raccolte pubbliche (gi\u00e0 propriet\u00e0 della Civica Pinacoteca, comprendente tra l\u2019altro la grande collezione dei vasi da farmacia dell\u2019antico Ospedale S. Paolo), di quelle frutto di donazioni private  (tra le quali particolare rilevanza hanno le maioliche in prevalenza bianco-blu della collezione del principe Buoncompagni-Ludovisi e della collezione Folco), la collezione della Fondazione A. De Mari \u2013 Cassa di Risparmio di Savona (che include tra l\u2019altro le collezioni ceramiche acquistate nel tempo dalla Cassa di Risparmio di Savona) la recente acquisizione della collezione Figliolia e la collezione Bixio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo complesso insieme di opere, in gran parte da mantenere nella originaria unicit\u00e0 di aggregazione per gruppi, e in altra parte costituita da oggetti eterogenei o veri pezzi unici (in particolare le opere moderne), trover\u00e0 una logica distribuzione nelle varie sale del palazzo, che consentono, in alcuni casi, una formula espositiva in grado di richiamare, per assonanza  e ideale riferimento, gli antichi sistemi di collocazione: ci si riferisce in particolare ai vasi da farmacia, da sempre sistemati, quando non erano considerati come oggi meri oggetti d\u2019arte ma semplici contenitori per medicamenti,  all\u2019interno di scaffalature aperte o chiuse da ante vetrate, rigorosamente allineati e affiancati per tipologie.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si \u00e8 pertanto ideato un sistema di scaffalature a nicchie, serialmente ripetibile per aggregazioni orizzontali e verticali, con possibilit\u00e0 di raggruppamenti a diversa composizione. Il modulo \u00e8 stato adottato per esporre le due principali e pi\u00f9 consistenti collezioni: i vasi da farmacia dell\u2019Ospedale S. Paolo verranno concentrati in un locale a piano secondo, occupando, l\u2019intero perimetro delle pareti, da pavimento a soffitto, mentre gli oggetti, di varia tipologia, della collezione Buoncompagni-Ludovisi verranno ospitati con analogo sistema, ma costruito a due piani accessibili, e collocato all\u2019interno del grande vano a doppia altezza del salone a piano secondo.<\/p>\n<\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Alcuni dati &#8211; <\/strong>Numero opere in ceramica oggi esposte in Palazzo Gavotti = 562; Attuale superficie espositiva, relativa alla ceramica, in Palazzo Gavotti = mq 335; Numero opere in ceramica di prossima esposizione in Palazzo Monte di Piet\u00e0 = 800; Superficie espositiva in progetto in Palazzo Monte di Piet\u00e0 = mq 570 oltre a mq 150 per mostre temporanee e 60 per spazi multimediali per un totale di c.a. 780 mq.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Committente<\/strong>: FONDAZIONE DE MARI \u2013 CASSA DI RISPARMIO DI SAVONA &#8211; Progettisti: Armellino &amp; Poggio architetti associati Architetto Rodolfo Falluca; Architetto Marco Ricchebono.<\/p>\n<\/blockquote>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>Grazie alla Fondazione A. 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