{"id":103465,"date":"2013-01-17T09:10:01","date_gmt":"2013-01-17T08:10:01","guid":{"rendered":"http:\/\/albengacorsara.it\/2013\/01\/17\/fratelli-della-costa-sulla-vittoria-e-sulla-sconfitta\/"},"modified":"2019-08-22T19:08:09","modified_gmt":"2019-08-22T17:08:09","slug":"fratelli-della-costa-sulla-vittoria-e-sulla-sconfitta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.albengacorsara.it\/corsara\/2013\/01\/17\/fratelli-della-costa-sulla-vittoria-e-sulla-sconfitta\/","title":{"rendered":"Fratelli della costa &#8211; Sulla vittoria e sulla sconfitta"},"content":{"rendered":"<p style=\"margin-bottom: 0cm;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><strong>Ale: Pierre De Coubertin, padre delle Olimpiadi moderne, diceva che \u201cl&#8217;importante non \u00e8 vincere, ma partecipare\u201d, una frase scolpita nella memoria collettiva che per\u00f2 oggi pare superata.<\/strong><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Alf: A me non sembra un concetto cos\u00ec superato; parlo della vita in generale, nello sport \u00e8 cos\u00ec perch\u00e9 ormai \u00e8 un tale business per cui vincere \u00e8 un affare, una questione di investimenti, di business, l&#8217;idea del solo partecipare non si pone pi\u00f9.<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Nella vita la gente mi sembra sempre pi\u00f9 aver voglia di <em>esserci e apparire<\/em>: prendiamo ad esempio i funerali delle persone famose o le folle ai festival della letteratura in controtendenza con le vendite dei libri. Mi pare ci sia sempre pi\u00f9 voglia di partecipare per sentirsi parte di un tutto: anche il fenomeno dei social network si pu\u00f2 inquadrare in questo senso.<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><strong>Ale: Gianni Clerici disse di se stesso in un&#8217;intervista: \u201cEro inadatto alla vittoria, perch\u00e9 la vittoria implica un atteggiamento bellico. Lo sport \u00e8, parafrasando Clausewitz, la continuazione della guerra con altri mezzi&#8221;, \u00e8 un&#8217;idea che pu\u00f2 essere portata anche nella vita di tutti i giorni&#8230;<\/strong><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Alf: Senz&#8217;altro perch\u00e9 serve avere spirito competitivo: ci sono persone cui la competizione mette ansia, altre che nella sfida sviluppano adrenalina e sono competitive per natura. Da questo potremmo dedurre che nessun sistema politico-economico \u00e8 di per s\u00e9 perfetto, perch\u00e9 essendoci individui pi\u00f9 competitivi o collaborativi non esistono societ\u00e0 perfette per tutti ma per ciascuna categoria.<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><strong>Ale: Sempre partendo dallo sport, Giampiero Boniperti sostiene che \u201cvincere non \u00e8 importante, \u00e8 l&#8217;unica cosa che conta\u201d, suggerendo un rapporto fra vittoria e cinismo.<\/strong><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Alf: Un certo cinismo ci vuole&#8230; una ricerca sostiene che la categoria che ha pi\u00f9 successo in borsa \u00e8 quella degli psicopatici,  i quali non pensano che per una loro transazione economica delle persone possano perdere il lavoro o andare sul lastrico; per quanto si possa essere cavallereschi un po&#8217; sull&#8217;avversario bisogna infierire.<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><strong>Ale: Nelle librerie, su internet, sui media sono molto presenti le figure dei \u201c<\/strong><em><strong>mental coach<\/strong><\/em><span style=\"font-style: normal;\"><strong>\u201d, personaggi di varia provenienza che sostengono l&#8217;idea secondo cui la mente possa essere, in un certo senso, allenata a vincere; \u00e8 possibile?<\/strong><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Alf: S\u00ec: noi seguiamo strategie cognitive e potremmo avere degli errori di ragionamento derivanti da un&#8217;esperienza negativa, come pensare che la vittoria e la sconfitta dipendano esclusivamente dalla fortuna. <\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Esempio pi\u00f9 approfondito, prendiamo lo studente cui \u00e8 andato male un compito; possiamo chiedergli il perch\u00e9 e vediamo una serie di possibili risposte: quella razionale (<em>\u201cnon avevo studiato\u201d<\/em><span style=\"font-style: normal;\">)<\/span>, quella deresponsabilizzante  (<em>\u201csolo sfortuna, avevo studiato delle cose e me ne hanno chieste delle altre\u201d<\/em><span style=\"font-style: normal;\">),<\/span> quella paranoica (<em>\u201c\u00e8 l&#8217;insegnate che mi odia, posso fare il possibile, per\u00f2&#8230;.\u201d<\/em>) o quella depressiva (<em>\u201csono un fallito, nella vita mi andr\u00e0 sempre tutto male\u201d<\/em>).<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><strong>Ale: Nel tuo lavoro che strategia persegui coi pazienti?<\/strong><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Alf: In questo caso si fa anamnesi dettagliata della vita del paziente e gli si chiedono degli esempi concreti a favore della propria tesi: se uno ha un vizio cognitivo nel valutare eventi si noter\u00e0 che spesso entra in contraddizione o come non riesca a raccontarne uno specifico.<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><strong>Ale: Come si legano i concetti di vittoria, autostima e immagine pubblica di un individuo?<\/strong><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Alf: \u00c9 inevitabile che i successi portino autostima e viceversa: uno razionalmente pu\u00f2 valutare i perch\u00e9 di una sconfitta e imparare dalla medesima e un minimo di frustrazione pu\u00f2 anche avere valore positivo ma \u00e8 inevitabile che il successo aumenti l&#8217;autostima e migliori l&#8217;immagine.<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Si torna al discorso di prima su come gli altri vedono il successo e gli stili cognitivi sono gli stessi quattro di cui sopra.<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><strong>Ale: Spesso risultano essere vincenti persone magari meno capaci ma con una maggiore faccia tosta nel proporsi; \u00e8 cos\u00ec? Perch\u00e9?<\/strong><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Alf: Sapersi presentare bene aiuta e la maggior parte delle persone ha schemi di valutazione piuttosto ingenui (anche perch\u00e9 spesso sanno molto poco); quindi se uno si sa presentare come vincente la gente presuppone che lo sia,  non si fa domande profonde su certe carriere ma punta pi\u00f9 sull&#8217;immagine, senza contare che molti scambiano una personalit\u00e0 aggressiva per una personalit\u00e0 forte, ammesso che esistano personalit\u00e0 deboli.<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><strong>Ale: Perch\u00e9, non esistono?<\/strong><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Alf: No, esistono personalit\u00e0 passive, che spesso sono molto pi\u00f9 forti; \u00e8 quello che si chiama \u201cvantaggio secondario del sintomo\u201d per cui un individuo depresso pu\u00f2 utilizzare la propria debolezza per avere la sua famiglia ai suoi piedi.<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><strong>Ale: Verrebbe quasi da affermare che la vittoria sia un concetto relativo. <\/strong><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Alf: Certo che lo \u00e8; chi ricorda chi ha vinto l&#8217;Oscar due anni fa o chi sa dire pi\u00f9 di 5 Premi Nobel? Al di fuori del calcio qualsiasi altra vittoria dopo poco tempo viene dimenticata.<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><strong>Ale: Quando il vincitore suscita simpatia?<\/strong><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Alf: Agli italiani il vincitore piace se \u00e8 piagnone, senn\u00f2 genera invidia e sospetto; per esempio Mourinho, che era capace di vincere 5-0 ma di lamentarsi in ogni caso per una mancata ammonizione o una squalifica per la settimana seguente.<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><strong>Ale: Esistono anche vincitori che definisco \u201cempatici\u201d, capaci di farsi amare elevando al loro livello le persone che gli gravitano attorno semplicemente facendoli sentire al loro livello per un istante.<\/strong><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Alf: Anche quella \u00e8 una buona strategia di marketing.<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><strong>Ale: Paradossalmente per certi vincitori la difficolt\u00e0 sembra essere quella di gestire la vittoria stessa.<\/strong><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Alf: Gestire la vittoria \u00e8 difficile, ci vuole uno spessore notevole; lo vediamo nel mondo dello sport o dello spettacolo, dove non tutti riescono a reggere questa situazione per svariati motivi: chi perch\u00e9 \u00e8 partito troppo dal basso, chi perch\u00e9 non ha fatto una giusta gavetta, chi per limiti caratteriali o culturali, chi schiacciato dalla troppa differenza fra le aspettative e i risultati.<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><strong>Ale: Venendo al concetto di sconfitta, una figura con cui spesso ci si interfaccia nello sport o in letteratura \u00e8 quella del \u201cperdente di successo\u201d: come la si pu\u00f2 <em>catalogare<\/em>?<\/strong><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Alf: Esiste una mitologia del perdente, soprattutto in America, dove c&#8217;\u00e8 un enorme culto del successo per\u00f2 c&#8217;\u00e8 anche un grandissimo culto dell&#8217;individuo al di fuori delle regole che li ingabbiano (come quelli interpretati al cinema da Eastwood e Stallone); per cui il perdente diventa persino pi\u00f9 da ammirare del vincitore perch\u00e9 il vincitore \u00e8 stato alle regole, mentre il perdente \u00e8 talmente oltre le regole che risulta pi\u00f9 forte.<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">A volte certe sconfitte possono affascinare pi\u00f9 delle vittorie, come nel caso del genio incompreso o del poeta maledetto: l&#8217;Olanda di Cruijff giocava benissimo ma aveva gli arbitri contro, come nella finale con l&#8217;Argentina dei dittatori;  quindi a volte le sconfitte possono avere un fascino per come si raggiungono.<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><strong>Ale: In quest&#8217;ottica si potrebbe ricordare Indro Montanelli, il quale, citando il motto degli <\/strong><em><strong>hidalgos <\/strong><\/em><span style=\"font-style: normal;\"><strong>spagnoli<\/strong><\/span><strong>, asseriva che \u201cla sconfitta \u00e8 il blasone delle anime nobili\u201d.<\/strong><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Alf: Montanelli era un individualista, per cui (come per gli americani del resto) il vincitore \u00e8 uno che si piega ai compromessi. In politica per esempio tanti partiti sono vissuti sul mito vero o presunto della sconfitta, che \u00e8 divenuta un elemento identitario.<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><strong>Ale: Restando in politica, fra poco pi\u00f9 di un mese ci saranno le elezioni politiche e assisteremo alla solita catena di dichiarazioni secondo cui tutti sosterranno di aver vinto: come si giustifica questo atteggiamento?<\/strong><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Alf: In un sistema proporzionale chiunque superi una soglia pu\u00f2 dire di aver raggiunto il suo obiettivo, come a fine campionato molti allenatori dicono \u201ccon squadra che avevo ho fatto il massimo\u201d anche se magari a inizio stagione aveva detto che avrebbe vinto tutto e nessuno se lo ricorda. <\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><strong>Ale: Da un certo punto di vista \u00e8 come se si cercasse di giustificare le proprie sconfitte, dare loro dignit\u00e0 inserendole in una narrazione, facendo recuperare loro una dimensione quasi epica.<\/strong><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><span style=\"font-weight: normal;\">Alf: C<\/span>erto, \u00e8 cosa molto forte al giorno d&#8217;oggi: per lungo tempo l&#8217;umanit\u00e0 ha avuto un pensiero di tipo mitico-poetico; poi la spiegazione del mondo \u00e8 stata affidata prima alle grandi religioni monoteiste e poi alle ideologie. Oggi che queste sono in crisi, si torna alla nascita di questi miti e narrazioni, i quali per\u00f2 diventano pi\u00f9 forti di quelle grandi (che poi \u00e8 quello che viene definito postmodernismo).<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Un bell&#8217;esempio \u00e8 quello delle comunit\u00e0 immaginarie: in concreto l&#8217;inglese che ti chiede l&#8217;amicizia su facebook perch\u00e9 ti scopre fan di quel grande gruppo rock sottovalutato, o il tifo calcistico, che oggi \u00e8 una delle pi\u00f9 alte forme di aggregazione (anche con le peggiori degenerazioni).<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Tutto ci\u00f2 in quest&#8217;epoca diventa forte fattore identitario, anche pi\u00f9 dell&#8217;appartenenza geografica o politica.<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><strong>Ale: Tornando alla dimensione mitica, la morte pu\u00f2 essere considerata uno strumento di redenzione e di vittoria?<\/strong><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><span style=\"font-weight: normal;\">Alf: N<\/span>on tanto di redenzione&#8230; la vedo pi\u00f9 cos\u00ec: il grande tab\u00f9 della societ\u00e0 di oggi \u00e8 la morte, che viene negata nel maggior modo possibile (come l&#8217;invecchiamento, che ne \u00e8 il suo naturale prologo); per cui in un mondo che nega la morte, il personaggio che muore inaspettatamente viene visto come un sintomo di eccezionalit\u00e0 e di divinit\u00e0 (<em>\u201cmuore giovane chi \u00e8 caro agli Dei\u201d<\/em>), partecipando quindi  alla costruzione del mito.<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><strong>Ale: Elaborare una sconfitta \u00e8 un po&#8217; come elaborare un lutto?<\/strong><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Alf: La sconfitta \u00e8 comunque un lutto perch\u00e9 \u00e8 una cosa negativa: il lutto ha un suo tempo fisiologico di elaborazione (diciamo pochi mesi)  e quando si protrae oltre questi tempi si comincia a parlare di depressione. <\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Bisogna sempre chiedersi se una sconfitta scateni una depressione latente o se una personalit\u00e0 con tendenze depressive sia pi\u00f9 esposta alla sconfitta; in genere sono vere tutte e due le cose: i comportamenti umani sono molto pi\u00f9 circolari che lineari ed \u00e8 sempre difficile capire quale sia causa e quale sia l&#8217;effetto<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><strong>Ale: In conclusione, si impara di pi\u00f9 dalla vittoria o dalla sconfitta?<\/strong><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><span style=\"font-weight: normal;\">Alf: <\/span><span style=\"font-weight: normal;\">\u00c9 un <\/span>discorso lungo: in teoria si dovrebbe imparare dalle sconfitte (si parla di apprendimento per prove ed errori); come sostiene la teoria del metodo scientifico, un atteggiamento razionale sarebbe quello di vagliare le smentite.<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Tuttavia penso che le cose stiano cos\u00ec: se ho a che fare con un caso opposto alle mie attese devo cambiare strategia, invece l&#8217;essere umano per natura cerca delle conferme e, sulla base di uno o due casi positivi, pensa di aver teorizzato un modello vincente; per esempio Jung, partendo da pochi casi selezionati, faceva questo errore, mentre Freud modificava una teoria se vedeva un caso negativo e manteneva un atteggiamento pi\u00f9 clinico, a partire dalla teoria dei sogni come appagamento del desiderio, che crolla di fronte agli incubi, o alla modifica della teoria sull&#8217;angoscia di fronte ai vari casi clinici riscontrati.<\/span><\/span><\/p>\n<blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><strong>* fratelli della costa: la rubrica Corsara di  Alessandro Sbarile e Alfredo Sgarlato<\/strong><\/em><\/p>\n<\/blockquote>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>Ale: Pierre De Coubertin, padre delle Olimpiadi moderne, diceva che \u201cl&#8217;importante non \u00e8 vincere, ma partecipare\u201d, una frase scolpita nella memoria collettiva che per\u00f2 oggi pare superata. 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