Sabato 13 novembre, alle 15, sarà inaugurata la nuova sala espositiva dedicata all’età romana, tardo antica e altomedioevale del Museo Archeologico del Finale, allestita grazie al supporto finanziario della Regione Liguria e della Fondazione De Mari – Cassa di Risparmio di Savona.
L’inaugurazione sarà accompagnata da una serie di laboratori didattici con giochi di età romana rivolti ai visitatori più piccoli. Lo stesso giorno, alle 9,30, si svolgerà anche un’escursione, programmata nell’ambito dell’iniziativa Archeotrekking, con visita guidata all’Altopiano delle Manie e alla Val Ponci. L’itinerario si svilupperà tra cavità naturali e i monumentali ponti della strada romana Iulia Augusta, inseriti in un ambiente naturale nel quale le tracce della presenza umana si fondono con un suggestivo paesaggio (per informazioni: tel. 019.690020).
Con l’apertura della nuova sala, il Museo Archeologico del Finale, collocato nei prestigiosi ambienti del complesso monumentale di Santa Caterina in Finalborgo, si arricchisce di un ulteriore importante spazio espositivo, dopo i recenti interventi di riallestimento della sala dedicata all’Età medievale e moderna. La nuova sala, progettata dall’architetto Roberto Grossi, è stata realizzata secondo un piano scientifico elaborato dallo stesso Museo, dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici della Liguria e dalla sezione Finalese dell’Istituto Internazionale di Studi Liguri.
Nella sala sono presentati numerosi reperti provenienti dal territorio finalese, in particolare da importanti siti archeologici quali la Pieve del Finale, le necropoli romane di Perti e di Isasco, la chiesa di San Lorenzo di Varigotti e la fortificazione bizantina di Sant’Antonino di Perti.
Il nuovo allestimento offre al visitatore reperti originali, molti dei quali esposti per la prima volta al pubblico, tra cui ceramiche, vetri, metalli, monete e sepolture risalenti ad un periodo compreso tra II secolo a.C. e VIII secolo d.C. Ad essi si aggiungono un diorama, che riproduce una porzione di una strada romana, e tre suggestivi disegni di ambientazione storica realizzati dallo Studio Inklink di Firenze. La grande tavola con una scena del cantiere di costruzione del Ponte delle Fate, in Val Ponci, sarà dedicata al prof. Tiziano Mannoni, maestro dell’archeologia globale e dello studio della cultura materiale, recentemente scomparso.
Proprio il prof. Mannoni diresse, insieme al prof. Giovanni Murialdo, lo scavo del Castrum bizantino di Sant’Antonino di Perti e lo studio dei materiali ritrovati, ai quali è dedicata una delle vetrine espositive.
L’ETÀ ROMANA NEL FINALESE – Dopo aver occupato il territorio dei Liguri Sabazi, nel 181 a.C. le legioni romane guidate dal console L. Emilio Paolo sconfissero gli Ingauni in una battaglia avvenuta nelle valli del Finalese e occuparono la fertile piana di Albenga. Iniziò così la “romanizzazione” del Ponente ligure.
L’inserimento del Ponente ligure nel mondo romano, esordito nel II secolo a.C., fu un processo lento e graduale, che si protrasse fino agli inizi del I secolo d.C. Ceramiche da tavola a vernice nera, monete in bronzo e denari in argento segnarono le fasi iniziali dell’occupazione militare del territorio, incentrata nelle piane costiere. Le genti liguri insediate sulle pendici montuose e nelle aree dell’entroterra conservarono più a lungo i loro antichi costumi. Le tombe a cremazione della necropoli di Perti testimoniano il mantenimento da parte di queste popolazioni di riti funerari tradizionali.
Il periodo imperiale, tra I e V secolo d.C., vide l’inserimento del Finale nel grande mondo romano. Un precoce momento della cristianizzazione del territorio è testimoniato dall’epigrafe di Lucius rinvenuta a Perti e datata al 362. Di grande importanza per la storia della Liguria i reperti appartenenti all’età bizantina e altomedievale, tra i quali il sarcofago in marmo rinvenuto nella chiesa di San Lorenzo di Varigotti.