Albenga: con Marta Cuscunà, un gran finale per Terreni Creativi 2013

di Alfredo Sgarlato – La terza serata del festival Terreni Creativi si svolge ad Albenga presso l’azienda RB Plant di Regione Maglio. Si chiude la serie di lezioni “Non leggete i libri, fateveli raccontare”, tenuta con grande verve dall’ottimo Angelo Romagnoli, con la parte finale in cui si affronta quello che l’autore, Bianciardi, definiva “il lavoro culturale”. Il rapporto col padrone, coi sottoposti, la scoperta di nuovi talenti. Un antipasto letterario molto divertente, che l’attore porge con classe, giacca stazzonata e bicchiere sempre in mano come si addice al vero intellettuale maledetto di provincia.

Il clou della serata è il monologo di Marta Cuscunà “La semplicità ingannata”. L’attrice, nonché autrice e regista della spettacolo, ci narra la condizione della donna nel ‘500, quando un difetto fisico o un carattere ribelle facevano aumentare la dote richiesta e quindi diminuire la possibilità di sposarsi. Per cui molte ragazze, per motivi sociali o familiari, venivano destinate ad essere spose di Cristo. Quindi si narra di un episodio storico molto interessante e per nulla conosciuto, la vicenda delle Clarisse del convento di Udine. Marta è in scena da sola, attorniata da pupazzi a cui presta la voce nei momenti dialogati. Esprime una presenza scenica fortissima, la sua voce ha un bel timbro, alterna italiano colloquiale e antiquato e cadenze dialettali. Riesce a creare un pathos eccezionale, stemperato da momenti più divertenti, quando come un ventriloquo dà voce ai pupazzi. Il pubblico è totalmente rapito e gli applausi si susseguono durante e dopo lo spettacolo, persino quando gli spettatori incontrano l’attrice in giro per lo stabilimento durante il concerto. Scelta azzeccatissima, un bravo ai ragazzi di Kronoteatro per averci fatto scoprire, e non è la prima volta, un talento puro.

Il pubblico si dirige verso la performance Germinazioni, ideata da Nicoletta Bernardini, in cui sulle note di Different Trains di Steve Reich i ballerini mascherati e imprigionati da nanetti che si spostano su rotaie compiono gesti ripetitivi e alienati. Mentre la performance è ancora in svolgimento parte una musica araba, è l‘Orchestra Bailam che accompagna la ballerina Ailema. Si alternano tradizionali arabi come Lamma Bada, greci come Misirlou, rivista in versione rock con la chitarra di Franco Minelli e il sax di Edmondo Romano al proscenio, ebraici, rom, con composizioni originali dell’Orchestra. Il gruppo però appare un po’ sottotono rispetto a lunedì quando erano stati davvero trascinanti, sarà il caldo che in questi giorni era adeguato alle località cantate dalla Bailam. Nel complesso un festival di alto livello, che ha fatto un bel salto di qualità presentando un doppio spettacolo teatrale e alzando il livello della componente musicale e ci piacerebbe raggiungesse notorietà nazionale.

Ancora complimenti ai ragazzi di Kronoteatro e un plauso all’Amministrazione Comunale, agli sponsor e al pubblico che hanno creduto nella manifestazione.