IL BUIO OLTRE LA SIEPE

di Guglielmo Olivero – Una pischella (tanto per usare un termine caro a Fiorello) torinese, l’altra sera, si è inventata di essere stata stuprata da due rumeni. Nessuno, neppure un momento ha pensato che quella pischella (per non usare un termine che inizia con la p e termina con la a con due t in mezzo) stesse inventando tutto, come tipico, purtroppo, di tanti suoi coetanei. Nessuno è tornato, almeno per un minuto, alle terribili ore che seguirono il delitto di Novi Ligure quando la comunità di quel posto se la prese con gli stranieri, sostenendo che erano stati loro ad uccidere una donna ed il suo figlioletto, e non la pischella Erika, oggi già fuori dal carcere e presto ospite del salotto vespaio di Porta a Porta.

Nessuno, ha dubitato e, con una scena che ricordava drammatice immagini degli anni ’30, ha compiuto una vendetta incendiando un campo rom. Ancora una volta, come tante, qui non si vuole difendere ad ogni costo una persona staniera che, come tutte, deve essere perseguita quando commette un reato. Ma, per farlo, ci vogliono prove, non indizi. Il buio oltre la siepe è qualcosa di odioso, che purtroppo, ancora oggi, tanti emigranti italiani provano in Svizzera od in Belgio, senza andare tanto lontano. A consolare da quelle immagini la gioia di Nadia Eifanjni, una ragazza marocchina con residenza italiana che ieri ha ottenuto il quarto posto ai campionati europei di corsa campestre.  Al traguardo ha dedicato la vittoria a tutti i suoi amici, senza fare distinzioni di razza. Soltanto diventando cittadini del mondo e mettendosi in contatto con le altre culture il buio dentro la siepe che germoglia in molte persone potrà un giorno scomprire.

* Willypedia, rubrica Corsara di Guglielmo Olivero