Giovedì 15 dicembre alle ore 21, presso la Musikalische WunderKammer di Palazzo Oddo in via Roma, con una serata dedicata allo scrittore argentino Jorge Luis Borges (1899-1986) si terrà ad Albenga l’ultimo appuntamento con «4 passi nel Fantastico. Invito alla lettura di…».
di Maurizio Natoli – Così siamo arrivati alla fine, con Borges, ovvero “l’incanto di un attimo in cui le cose sembra stiano per dirci il loro segreto”.
Il segreto dei segreti senza fine, di esagoni senza limiti, della moltiplicazione dei mondi possibili e impossibili, dell’ossessione per le vertigini del calcolo combinatorio e per l’esplosione di tutti gli zeri del mondo, che pure non basterebbero a definire la vastità degli scritti della ‘Biblioteca di Babele’, il ‘non luogo’ ove abbiamo immaginato di trovarci per l’ultimo appuntamento.
Che svelerà finalmente il secretum secretorum.
Una nota comune tra i ‘magnifici quattro’ dei nostri incontri, è che pure nello spazio lasciato vuoto, all’interno della loro scrittura, è possibile trovare dei sensi e dei significati, senza peraltro peccare di ‘ipertrofia interpretativa’; si tratta di Autori nei quali è possibile anche leggere il ‘bianco’ lasciato scoperto dal nero delle lettere, e ad ogni lettura un nuovo livello, sempre più profondo e attuale, si presenta al lettore.
E Borges, se possibile, rappresenta l’epitome di questa scrittura polisemica, spaziando dalla cabala alla mitologia, alle matematiche qualitative, ai paradossi linguistici e sentendosi a proprio agio in ciascuno di questi mondi, anzi sentendosene re e padrone: cosmocrator.
Borges costruisce abilmente degli scenari, alle volte di vita quotidiana e diremmo quasi banale, all’interno dei quali inserisce l’elemento fantastico che, proprio rispetto alla quotidianità del contesto, appare stridere ed affermarsi; oppure in una storia di ordinaria vigliaccheria suggerisce la possibilità di condividere in uno spazio-tempo ritenuto fisso e immutabile, dei ricordi alternativi, che emendano in un senso metacattolico l’atto esecrabile, confinandolo in un non-luogo, perso nella nebbia.
I sentieri si biforcano e si moltiplicano e una moltitudine di possibilità si compie, le bocce del biliardo tracciano percorsi inaspettati; tutto questo accade contemporaneamente, istantaneamente. Lo stesso Autore ci avverte qua e là: la struttura stessa del linguaggio, con la sua necessità di espressione orizzontale non è adatta per descrivere esperienze di natura mistica o comunque ultraumana, e ciò che sembra immutabile a ben guardare immutabile non è.
La montagna finirà livellata dalle pazienti mani di Cronos, che la divorerà, come farà con i fiumi e le stelle, ma nella ciclicità, nell’eterno ritorno si potranno ritrovare le tracce e il nome del Dio, almeno così ci suggerisce Borges, mostrandoci l’orlo della comprensione.
‘Borgesiano’ è l’aggettivo che definisce la vita e la letteratura come finzione, la storia come ucronia, ma a me sembra che queste definizioni non abbiano compreso il senso del messaggio del Nostro: per lui tutte le storie e le combinazioni si compiono, e qualsiasi storia sia raccontata è vera.
Questa volta io racconterò la biblioteca e il contesto, e le straordinarie Carla Migliardi e Milli Conte – che non finirò mai di ringraziare – e Maurizio Clementi, leggeranno le tracce sparse come segnature del tempo, di uno dei tempi possibili.
Alla Musikalische WunderKammer di Palazzo Oddo giovedì 15 Dicembre alle 21.