Pronto Soccorso cairese a rischio

di Alessandro Arena – Il Pronto Soccorso cairese è a rischio. È quanto emerge dalla relazione presentata dall’assessore regionale Montaldo nel corso della riunione di giunta che si è tenuta ieri sulla riorganizzazione del sistema d’emergenza, paventando una sorta di declassamento a “punto di primo intervento”. Nonostante le rassicurazioni del consigliere regionale Quaini e del sindaco Briano, che parlano sostanzialmente di una norma assolutamente priva di effetti per l’ospedale cairese, si è già scatenata la reazione del Comitato in difesa del nosocomio valbormidese: «E’ inaudita, incresciosa, scellerata ed intollerabile la notizia al riguardo del Pronto Soccorso – afferma il presidente Enrico Gallo –ancora una volta si sente parlare solo di riduzioni e tagli e non di risparmi, evitando gli sprechi che tutti ben conosciamo. Tutto sulla pelle dei cittadini. Sappiano le autorità Regionali, Provinciali e Locali che non lasceremo passare questo provvedimento, la popolazione della Valbormida è pronta a ripetere la “Marcia dei 4.000” e più, se necessario, come sarà pronta a difendere con le unghie e con i denti ciò che con fatica ha ottenuto».

Una delle principali motivazioni che spinge l’associazione alla difesa del presidio è la lontananza da tutti gli altri ospedali: «I più vicini sarebbero ad Acqui e Savona, senza contare purtroppo Ceva che la Regione Piemonte sta provvedendo a smantellare. Hanno idea i nostri politici delle condizioni delle strade che dovremmo affrontare in un caso di emergenza? Magari dietro a un Tir che spesso intasa queste arterie. Declassare il Pronto Soccorso significa avere minori risorse nel campo della Cardiologia e dell’Anestesia/Rianimazione e conosciamo innumerevoli casi di persone che senza il Pronto Soccorso di Cairo, sicuramente non sarebbero stati nelle condizioni di giungere in tempo all’Ospedale San Paolo di Savona». Ora l’associazione chiede ai politici che le promesse fatte in campagna elettorale vengano rispettate: «Ci chiediamo per quale motivo gli amministratori Regionali e Provinciali da noi eletti e pagati, dopo le loro visite “di apostolato” in campagna elettorale, dove non lesinano strette di mano e sorrisi compiaciuti a tutti quelli che incontrano, siano poi improvvisamente così schivi, riservati, timidi, timorosi e soprattutto super impegnati per evitare di incontrare i cittadini in un’assemblea pubblica. Dopo una costante e reiterata manovra, che giorno dopo giorno, pezzo dopo pezzo, depaupera l’ospedale di Cairo delle sue potenzialità umana e tecnologica, dopo un’incuria e un disinteresse totale per i problemi sul territorio di cui non si vuol parlare, siamo arrivati alla sfrontatezza».