Domenica per Doc in Borgo “Terra Madre” di Ermanno Olmi

Proiezione ad ingresso libero del documentario “Terra Madre” di Ermanno Olmi domenica 6 marzo, alle 17, all’Auditorium di Santa Caterina in Finale Ligure Borgo. L’iniziativa è promossa dall’Assessorato alla cultura e dalla Biblioteca Mediateca Finalese nell’ambito della rassegna di documentari d’autore “Doc in Borgo”, curata dal regista Teo De Luigi. Alla proiezione seguirà un aperitivo offerto in collaborazione con la Bottega del Mondo – Commercio Equo e Solidale.

“Terra Madre”, recente lavoro del grande regista bergamasco, è un viaggio intorno al mondo alla ricerca di ciò che resta della biodiversità, nell’agricoltura e negli allevamenti. Un film che mostra la potenziale ricchezza alimentare esistente, contro le degenerazioni messe in atto dalle multinazionali del cibo, e si oppone alle leggi che distruggono la produzione alimentare locale, che proibiscono la conservazione dei semi, che fanno diventare merce anche l’acqua. Uno scenario poetico che invita a rispettare l’unico mondo che abbiamo. Prima che sia troppo tardi.

Terra Madre, note di regia – Il tema è la necessità che l’agricoltura ritrovi il rispetto delle leggi della natura e non del mercato e degli Ogm. “Il primo appunto che Carlo Petrini mi ha inviato è del 1° luglio 2006. E dice: “questo sarà un film politico e preveggente per far conoscere a tutti coloro che ancora non sanno, quegli esempi positivi che le Comunità dei contadini di tutto il mondo e i Presidi Slow Food mostreranno nel corso del grande raduno Terra Madre 2006 a Torino”. E io, naturalmente, ero fra coloro del nostro tempo che non conoscevano la solidale unione di intenti testimoniati in questo raduno mondiale fra tutte le Genti contadine. Uomini e donne che nelle loro terra ancora resistono all’incalzare di una delittuosa politica di sfruttamento esasperato e devastante dei suoli fertili, unica risorsa per il cibo di tutti i popoli. Una testimonianza eroica di eterna e leale alleanza con la natura e i suoi frutti. Un’alleanza che non ha barriere di lingue, divisioni di ideologie e religioni, né confini di Stati. Al Forum di Terra Madre ho riconosciuto i contadini come li ricordavo nelle nostre campagne, al tempo della mia infanzia. I volti dei contadini si somigliano in ogni angolo del mondo. Sono volti su cui si riconoscono le medesime tracce di vita, così come le fisionomie dei paesaggi con i campi arati, le colture, i pascoli. Oggi quel mondo dei contadini è assediato dalle grandi imprese il cui scopo è nel profitto.

Anche il contadino vuole guadagnare, ma il suo attaccamento alla terra è anche un atto d’amore ed è in questo sentimento solidale che si genera il rispetto della Natura. Sono sicuro che questi onesti cittadini non tradiranno mai la loro Terra. E noi cittadini metropolitani, che viviamo inscatolati nelle nostre città, senza più i colori e i profumi delle stagioni forse, in un giorno molto prossimo, se ci capiterà di passare accanto a un orto dove un nonno e una piccola bimba colgono i frutti maturi, allora potremo ancora riconoscere la vera casa dell’uomo” Ermanno Olmi (Gennaio 2009).