Sull’abolizione delle comunità montane sono state presentate ieri in Consiglio regionale due interpellanze, una del Pdl e una del gruppo “Noi con Claudio Burlando”.
Franco Rocca (Pdl) ha detto: «Non esiste un vero presidio del territorio montano senza le Comunità montane. Visto che si va alla soppressione, secondo la Giunta quale è la soluzione idonea a risolvere un così importante caso di gestione del territorio?».
Massimo Donzella (Noi con Claudio Burlando) ha manifestato alla Giunta: «Grande apprensione perché le Comunità montane rappresentano il presidio di un territorio debole, importanti per i servizi che garantiscono. Il tema delle autonomie locali e, quindi, della soppressione delle Comunità montane, a livello nazionale andava trattato in maniera diversa. Non si può espungere un soggetto dalla sfera costituzionale: si deve valutare lo scenario che si ha davanti. La riforma si fa nell’interezza, non eliminando di punto in bianco un soggetto. È un errore da denunciare. I problemi sono il personale, i mutui in corso, il patrimonio, i tempi dei commissari. Il primo passaggio sarà nelle convenzioni, nel passaggio di attribuzioni. Troviamo i fondi per aiutare questo percorso: un impegno che deve essere di tutti». Donzella ha quindi chiesto quali iniziative intende intraprendere la Giunta «per rispondere alle Comunità Montane e ai piccoli Comuni che sono in una situazione di stallo. La riforma, oltre mettere a rischio il pagamento degli stipendi al personale dipendente, e a creare problemi occupazionali, danneggia i cittadini».
Ha risposto l’assessore all’agricoltura, Giovanni Barbagallo «Anche noi avremmo auspicato un riordino invece di una abolizione come ha deciso il Governo. Insieme ad Anci e sindaci stiamo traguardando un nuovo sistema organizzativo: l’unione di Comuni. Stiamo individuando i differenti ambiti e tutto il personale delle Comunità Montane verrà ricollocato.
Rocca ha replicato: «Difficile dire a un cittadino dell’entroterra come fare adesso e a chi rivolgersi per una pratica agricola. La Comunità Montana era un punto di riferimento». Soddisfatto della risposta Donzella: «È positivo l’impegno della Giunta di mettere disposizione dei comuni montani risorse tecniche ed economiche».
Con un’altra interrogazione Marco Scajola (Pdl) ha inoltre chiesto alla Giunta Burlando notizie più precise sul destino lavorativo dei dipendenti delle Comunità Montane dell’imperiese che, al pari di tutte le altre, si avviano alla chiusura. Scajola ha ricordato che i lavoratori degli organismi imperiesi hanno lanciato un appello, esprimendo grande preoccupazione per il loro futuro occupazionale. Il consigliere ha chiesto «come l’amministrazione intenda risolvere il problema relativo a questi lavoratori, in che tempi ed in che modi, visto che per tanti anni queste persone hanno dato un contributo prezioso e sono stati una risorsa fondamentale per le zone dell’entroterra ligure».
Per la Giunta ha risposto l’assessore all’agricoltura, Giovanni Barbagallo: «Nessuno dei dipendenti delle Comunità Montane liguri perderà il posto di lavoro», ha detto, ricordando che alla fine dello scorso anno i dipendenti delle Comunità montane liguri erano 168, ma il numero è diminuito di circa venti unità per ricollocazioni in altri posti di lavoro e pensionamenti. Altri venti lavoratori andranno in pensione negli anni 2011-2012. Barbagallo ha quindi preannunciato un disegno di legge della giunta con il quale si assegnerà una precisa collocazione ai lavoratori degli enti montani in chiusura e saranno decise le attribuzioni delle competenze al momento in carico alle Comunità Montane. : «Stiamo lavorando con sindacati e Anci per dare assetto più snello e meno costoso, alla gestione dell’entroterra. Stiamo traguardando un nuovo sistema organizzativo, a quale si arriverà in maniera graduale, basato sull’Unione di Comuni che metteranno assieme i loro servizi».
Scajola pur dicendosi «Soddisfatto che si stia lavorando», non ha nascosto le sue preoccupazioni per il futuro ed ha auspicato che il passaggio di attribuzioni avvenga in stretto contatto con i comuni che hanno una visione chiara della realtà dell’entroterra.