Finale: Arie da camera del Risorgimento Italiano ricordando il 150° anniversario dell’Unità d’Italia

Giovedì 8 luglio, nella consueta cornice dei Chiostri di Santa Caterina, si terrà il secondo dei “Concerti di Luglio”, organizzati dall’Accademia Musicale del Finale nell’ambito della rassegna “Percorsi Sonori”, che vedrà impegnati il soprano Giorgia Rotolo, il tenore Sa Qian Wang, il basso Paolo Marchini e il pianista Dario Bonucelli.

Si avvicina il 150° anniversario dell’Unità d’Italia e questo concerto è interamente dedicato alle arie da camera di Angelo Mariani (1821-1873), celebre direttore d’orchestra e compositore, che studiò anche con Rossini ed esordì come direttore nel 1843. Nel 1852 divenne direttore stabile al Teatro Carlo Felice di Genova e qui la sua fama s’accrebbe per il fatto che egli fu tra i primi a configurare il ruolo del direttore d’orchestra come oggi lo intendiamo. Fu in stretto contatto con Verdi, di cui diresse mirabilmente le opere, anche se poi quest’importante amicizia si guastò per motivi personali.

Nelle arie di Mariani rivive intatto il nostro Ottocento, ricco di temi risorgimentali sia nei toni battaglieri, sia in quelli più intimi e famigliari. Il rapporto con Verdi è evidente nella costruzione fortemente drammatica di alcune arie e nella tessitura vocale, che si presenta piuttosto impegnativa. Trovatori e guerrieri, giovani donne infelici e devote, stornelli nel gusto dell’Italia centrale, serenate e canzoni d’amore: quello di Mariani è un repertorio vivo e divertente, riscoperto attraverso documenti d’archivio rimasti “silenziosi” per almeno un secolo, che si ascolta con rispetto e con una certa tenerezza.

Lo spettacolo, coordinato da Tiziana Canfori, nasce come collaborazione del Conservatorio Paganini di Genova con la Provincia di Genova, che festeggia l’inserimento di Sant’Agata Feltria, città della quale Mariani diresse la banda, fra i suoi Comuni Onorari.

Angelo Mariani –  Nato il 12 ottobre 1821 a Ravenna, Angelo Mariani è considerato uno dei più grandi direttori d’orchestra italiani di tutti i tempi. Allievo di Gioacchino Rossini, all’età di 20 anni fu chiamato a dirigere la banda comunale di Sant’Agata Feltria, dando così inizio alla sua promettente carriera. A ricordo di questo debutto ad Angelo Mariani è stato intitolato il teatro di Sant’Agata, il più antico teatro d’Italia costruito interamente in legno.

Nel 1844 esordì come direttore all’inaugurazione del teatro comunale di Messina, con la Saffo di Pacini; successivamente diresse due sinfonie di Rossini a Firenze. Da Sant’Agata si trasferì a Faenza, poi a Milano e quindi in Germania, dove ebbe la direzione di vari spettacoli teatrali; diresse poi Cori e Canti pastorali, su parole del Trinissino, nel teatro olimpico di Vicenza. Nel 1847 ebbe l’incarico di direttore del teatro di corte di Copenaghen.

Dopo la guerra del 1848, alla quale partecipò come volontario, divenne direttore del teatro di Pera a Istanbul. Tornò in Italia nel 1852 e due anni dopo ottenne un incarico al Teatro Carlo Felice di Genova. A Ravenna nel 1865, nel sesto centenario della nascita, compose il famosissimo Inno a Dante. Conobbe grandi successi a Bologna, dove ogni autunno dirigeva la stagione teatrale.

Si era già affermato come uno dei primi direttori d’orchestra d’Italia, quando nel 1857 l’incontro a Rimini con Giuseppe Verdi accrebbe ulteriormente la sua fama, consacrandolo come il numero uno. Opere dello stesso Verdi cadute nel pieno insuccesso, come La Traviata, grazie alla sua direzione furono completamente rivalutate. I due compositori collaborarono in perfetta armonia per undici anni, finché si separarono a causa di alcune incomprensioni.