Consiglio Regione Liguria, dibattito sulla manovra di bilancio (2)

Regione Liguria -foto Consiglio

Genova | Dopo le prime relazioni presentate sul Bilancio questa mattina da Lilli Lauro (maggioranza), Enrico Ioculano (Pd-Articolo Uno)  e Ferruccio Sansa (Lista Ferruccio Sansa presidente), In Consiglio regionalenel pomeriggio Fabio Tosi (M5S) ha illustrato la sua relazione di minoranza: «Ci troviamo davanti ad un atto raffazzonato, privo di qualsivoglia strategia – ha detto – per la crescita della regione e per il benessere dei liguri e che non risponde ad alcuna delle necessità e delle emergenze anche segnalate dagli amministratori locali». Tosi ha rilevato la carenza di fondi per i parchi e ha ritenuto irrilevanti le detrazioni attivate dalla giunta per le famiglie.

Il consigliere ha poi ringraziato il presidente e tutto l’ufficio di presidenza del Consiglio regionale per avere affrontato la questione dell’assenza, durante il dibattito in I Commissione, delle schede tecniche dei provvedimenti di natura finanziaria, che sono previste dal Regolamento dell’Assemblea e che consentono di conoscere la manovra dei dettagli e presentare emendamenti. Tosi ha quindi criticato la scelta del presidente della giunta di far dimettere dalla carica di consigliere gli assessori: «Questascelta fa lievitare i costi della macchina regionale. È una decisione, in un periodo di grave emergenza sanitaria, e quindi anche economica ed occupazionale, che si commenta da sé perché genera per tutti i liguri, un costo pari a mezzo milione di euro netti in più all’anno». Secondo il consigliere quelle risorse potevano essere destinate all’acquisto di dispositivi di protezione individuale per associazioni di volontariato di protezione civile e per persone disabili.

Tosi ha, inoltre, criticato altre spese: «Sono stati triplicati i finanziamenti erogati per lo staff del presidente. Se durante la legislatura precedente la squadra di assessori poteva spendere 523 mila euro tondi l’anno per il personale, nel Toti-bis il tesoretto cresce del 160%, gonfiandosi fino a 1 milione e 356 mila euro, cioè 833 mila euro in più, così ogni componente della Giunta potrà assumere nella propria segreteria politica, con nomina fiduciaria, due funzionari di posizione economica D6, con uno stipendio lordo 61 mila 644 euro l’anno, invece di uno solo. Mentre al vicepresidente ne spetteranno quattro, rispetto ai due precedenti. Così le poltrone da riempire a spese del bilancio passano in totale da 8 a 22, per un esborso complessivo che nei 5 anni di legislatura arriverà a sfiorare i 7 milioni di euro». Forti critiche sono state espresse anche alla politica sanitaria della giunta Toti e, in particolare, alla mobilità passiva che – ha detto – genera in Liguria un saldo negativo di oltre 51 milioni di euro e costa 206 milioni di euro. Tosi ha accusato la giunta di procedere con una progressiva privatizzazione degli ospedali. «Il 2020 verrà ricordato come un anno nero, e non solo per il Covid, per le sue conseguenze sanitarie ed economiche: ogni cittadino – ha concluso – perderà 2 mila 498 euro, quindi la minor tassazione decisa dalla giunta lascia il tempo che trova. Nei primi nove mesi del 2020 in Liguria sono scomparse, fra scioglimenti e liquidazioni volontarie 552 imprese del commercio e del turismo».

Gli interventi in Aula

Dopo l’ultima relazione di minoranza, presentata all’inizio della seduta del pomeriggio dal consigliere Tosi, si è svolta la discussione generale con gli interventi dei consiglieri

Gianni Pastorino (Linea Condivisa) ha motivato la decisione di non presentare la relazione del suo gruppo esprimendo critiche l’organizzazione della sessione di bilancio, in quanto sarebbero stati necessari tempi maggiori a disposizione dei consiglieri per approfondire la manovra. «Sono amareggiato perché si dovrebbero assumere azioni che riguardano il benessere della collettività – ha aggiunto – al di là delle posizioni politiche». Asl contrario, Pastorino si è dichiarato certo che non sarà approvato dalla maggioranza nessuno degli emendamenti presentati dalla minoranza: «Nel bilancio non c’è una visione, – ha dichiarato – non c’è nulla, per esempio, sulle politiche attive del lavoro e questo dimostra che non la giunta non ha una visione, la classe politica dovrebbe partire dai giovani e, invece, su questo non c’è nulla. Questo bilancio è un pensiero debole». Il consigliere ha quindi illustrato gli emendamenti che presenterà durante le votazioni dell’articolato previste previste nella seduta di domani.

Roberto Arboscello (Pd-Articolo Uno) ha definito il bilancio un «documento burocratico di cui non si capisce neppure il metodo con cui è stato redatto». Il consigliere ha aggiunto: «La manovra avrebbe dovuto affrontare tre emergenze: sanitaria, economica- occupazionale e rilancio, invece è un documento di natura ordinaria». Secondo Arboscello, inoltre, «manca uno scenario complessivo sugli investimenti e sulla sanità ligure, che va ripensata completamente senza logiche di campanile».

Davide Natale (Pd-Articolo Uno) ha invitato la giunta alla collaborazione e ha dichiarato: «Oggi è una giornata spartiacque e bisogna capire se si parte bene o male, se c’è collaborazione e ascolto fra le parti, per migliorare la qualità di vita dei nostri concittadini, o se si intende recitare una parte». Natale ha ricordato le proposte già avanzate dalla minoranza attraverso le relazioni dei gruppi di opposizione: «Da questa Assemblea devono arrivare parole di chiarezza – ha auspicato – per rispondere alle legittime paure che arrivano da territorio».

Sergio Rossetti (Pd-Articolo Uno) ha chiesto delucidazioni su alcune azioni: «Ci aspettavamo che nel bilancio ci fossero azioni di contrasto a quello che accadrà nel 2021, cioè la crescita della disoccupazione e della povertà delle famiglie, ma queste azioni non ci sono». Rossetti ha aggiunto: «Anche rispetto al sostegno economico alla Liguria, non solo non troviamo risorse nelle Missioni, ma la giunta non crea nemmeno i presupposti per attivarle attraverso, per esempio, misure di accesso al credito». Il consigliere, inoltre, ha accusato il presidente Toti di avere annunciato il raggiungimento di obbiettivi che, in realtà, non si sarebbero verificati e di avere investito solo sulla comunicazione.

Selena Candia (Lista Ferruccio Sansa presidente) ha analizzato i diversi capitoli di spesa del Bilancio 2021-2023 e ha criticato la riduzione di risorse citando, fra gli altri, il settore di sport e tempo libero, la tutela del territorio e le politiche del lavoro. Il consigliere ha denunciato, in particolare, la scarsa attenzione da parte della giunta al futuro delle nuove generazioni. Il consigliere, infine, ha denunciato la cattiva gestione a livello regionale del sistema idrico integrato.

Roberto Centi (Lista Ferruccio Sansa presidente) ha rivendicato la centralità dell’Assemblea legislativa: «Il nostro compito non è secondario rispetto alla giunta ed è carico di responsabilità». Il consigliere ha dunque rilevato la scarsa chiarezza, rispetto alle somme inserite nel bilancio, per distinguere quelle che sono di fonte regionale rispetto a quelle statali. «Noto che – ha detto – il centralismo fa comodo in certe situazioni e il regionalismo in altre occasioni».

Luca Garibaldi (Pd-Articolo Uno) ha detto: «Occorre consolidare gli aspetti collegati all’emergenza sanitaria per ricostruire una rete economica e sociale con strumenti straordinari». Su questi temi Garibaldi ha chiesto maggiore chiarezza dalla giunta: «Nelle misure messe in campo non riscontriamo una strategia, c’è una gestione ordinaria dei capitoli di spesa e il tema delle risorse che mancano si scontra con le manovre fatte da altre Regioni, dove gli investimenti messi in campo sono più forti ed hanno un impatto maggiore».

Claudio Muzio (FI) ha rilevato l’importanza della manovra di bilancio e ha ricordato l’approfondimento compiuto nella competente commissione consiliare. Rispetto alle critiche della minoranza sugli investimenti il consigliere ha ricordato gli interventi mirati sul territorio. Muzio ha sottolineato che il Fondo straordinario di 10 milioni «rappresenta un’importante segnale così come la procedura per accedere alle esenzioni per il bollo auto. Sono tutte azioni concrete e importanti per il cittadino, che ha bisogno di risposte immediate e – ha detto – queste due iniziative rappresentano dunque un passo in avanti importante». Muzio ha aggiunto: «E’ un bilancio difficile per la situazione che ci troviamo ad affrontare, una situazione molto complessa per chiunque si trovi a governare». Il consigliere, infine, ha ricordato nel dettaglio i fondi stanziati dalla giunta nel bilancio 2021-2023 per finanziare i diversi capitoli di spesa.

La replica del presidente e assessore al Bilancio Toti

Il presidente della giunta con delega al Bilancio Giovanni Toti ha replicato agli interventi di minoranza ribadendo i contenuti della manovra e sottolineandone gli aspetti più qualificanti. «Il dibattito sul bilancio è un po’ un dibattito su una visione della Regione, della politica e di futuro e non credo potesse andare diversamente da come è andata e il dibattito di oggi – ha esordito – è stato per certi aspetti più costruttivo di altre volte».

Toti ha respinto con forza le accuse che nella legge di bilancio e nei progetti normativi degli ultimi 5 anni non ci sia un disegno di Regione: «Questa di oggi è una rivincita oratoria in cui la minoranza, oltre a dare suggerimenti, cerca di convincermi del fatto che il modello di Liguria che stiamo portando avanti sia sbagliato e che sia meglio il loro, ma – ha aggiunto – credo che di questo dovrebbero convincere i liguri che hanno scelto il nostro modello poche settimane fa». Il presidente ha definito questo atteggiamento della minoranza «un filo arrogante» mentre ha condiviso sulla necessità di un ruolo complementare delle opposizioni e ha aggiunto: «Non si può disconoscere un modello, che lo si condivida o meno. Questo è il punto base da cui partire, se vogliamo un dibattito costruttivo».

In merito ad alcune obiezioni dell’opposizione il presidente ha ribattuto: «Non comprendo, talvolta, se veniamo accusati di essere troppo rigoristi o se siamo accusati di essere sperperatori di soldi, facendo per esempio dei parcheggi, e non mi è chiara l’impostazione del modello di Liguria della minoranza da un punto di vista di macrovisione». Rispetto alle critiche sulla gestione della sanità il presidente, che assume anche la delega alla Tutela della salute, ha ricordato che la Liguria è fra le prime regioni in Italia nella crescita dei LEA. «Ai consiglieri che hanno sostenuto che la giunta non ha investito nella difesa del suolo ricordo che la nostra Regione, durante il primo governo Conte, ha stanziato 1 miliardo di euro dopo le alluvioni del 2018 e questa cifra non si era mai vista prima». Il presidente ha poi ricordato l’attivazione di un fondo di garanzia FILSE subito dopo la prima ondata epidemica per il credito alle imprese: «ll credito alle imprese – ha puntualizzato – è sempre stato un nostro indirizzo politico». Toti ha poi ricordato l’attivazione di borse di studio per i giovani medici anche per farli restare in Liguria. «Ritengo che il nostro modello sull’industria e sul turismo sia molto chiaro, sul turismo non credo sia stato investito come negli ultimi 5 anni».

Rispetto alle spese per la comunicazione il presidente ha replicato: «La comunicazione non è uno spreco, ma un gigantesco volano di promozione del territorio» e, rivolgendosi alle minoranze, ha auspicato: «Le nostre posizioni possono essere diverse, ma se le opposizioni potranno inserire un po’ di sensibilità, questa potrebbe essere la sintesi delle nostre giornate di dibattito sulla manovra». Il presidente, infine, ha puntualizzato circa le contestate dimissioni degli assessori da consiglieri: «Gli assessori si sono dimessi per concentrarsi sui compiti istituzionali che la Regione gli ha affidato e che richiedono anche più, se possibile, di 24 ore di più di lavoro al giorno dando, così, dignità ai consiglieri e permettendogli di svolgere il proprio compito scevri da altri impegni».

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