Andora, energia dai rifiuti del mare: incontro di Ama e Comune con Iris

Energia dalla plastica raccolta in mare, iniziato l’iter per verificare la possibilità di realizzare dei test sperimentali nella marina ligure  

barche ormeggiate al Porto di Andora

Andora | Riunione in video conferenza, questa mattina, fra Comune di Andora, la sua azienda multiservizi A.m.a. e l’I.r.i.s., la PMI innovativa che ha ideato Green Plasma un dispositivo che ricava energia dalla plastica raccolta in mare. E’ il primo passo operativo di un cammino di collaborazione iniziato al Salone Nautico di Genova atto a verificare le varie ipotesi di applicazione della tecnologia a un piccolo approdo come quello di Andora.

Stiamo vagliando la possibilità di ospitare un prototipo per realizzare una sperimentazione avanzata che si inserisce negli ultimi test, in contesto operativo, che la I.R.I.S. sta realizzando per arrivare alla commercializzazione del dispositivo entro la fine del 2021 – ha spiegato il presidente dell’A.M.A. Fabrizio De Nicola che ha organizzato l’incontro a cui hanno partecipato il sindaco Mauro Demichelis, il direttore del porto Eugenio Ghiglione, l’amministratore delegato di A.M.A., Silvia Garassino, il funzionario comunale, architetto Paolo Ghione, la consulente per le certificazioni ambientali, Maura Camoirano.

Siamo lieti di poter collaborare con un comune e in un contesto come il approdo turistico di Andora che ha la giusta sensibilità ambientale – ha spiegato l’ingegner Manuel Lai, fra i fondatori di Iris, accompagnato dall’ingegner Chiara Iurlaro – L’IRIS sta lavorando su tre prototipi. Un’apparecchiatura da allocare a terra, in parte ospitata in un container che tratta rifiuti direttamente sul posto, un secondo prototipo più piccolo che può essere sistemato su una chiatta e che si alimenta  batterie ricaricabili e un terzo prototipo innovativo, in fase di ricerca e sviluppo: si tratta di un battello autonomo, che si può muovere senza equipaggio nel porto o lungo la costa, che raccoglie la plastica e si autoalimenta con l’energia prodotta con i rifiuti raccolti. Il tutto senza  nessuna emissione e nessun residuo”.

La riunione è stata realizzata anche per verificare l’integrabilità di questo sistema di produzione di energia pulita dai rifiuti nel futuro assento del porto: il PUO delle future opere a terra ha già previsto edifici che producano autonomamente energia con l’ausilio di pannelli fotovoltaici e solari. Inoltre, la tecnologia dell’Iris che non produce residui ed emissioni, potrebbe essere utilizzata anche per smaltire la plastica raccolta sul territorio con la raccolta differenziata. Il tutto cercando di intercettare i fondi europei destinati alle economie circolari a favore dell’ambiente, forti anche delle certificazioni ambientali già acquisite dal Porto andorese che è anche Bandiera Blu ininterrottamente da 33 anni e che nell’immediato futuro vuole agevolare la mobilità elettrica  sia nella marina che verso il territorio.

Il percorso tracciato dall’A.M.A. e dall’avvocato De Nicola è assolutamente apprezzabile e faremo il possibile per fare in modo che la sperimentazione possa essere fatta nel nostro porto – ha dichiarato il Sindaco Mauro Demichelis –  Ora inizia una lavoro di analisi della fattibilità tecnico-economica su una piccola realtà come la nostra, auspicando di poter costruite un percorso specifico e un progetto che possa usufruire anche dei fondi europei che, come ci ha confermato l’ingegner Lai che ringrazio per la disponibilità, sono sempre più mirati a sostenere le tecnologie rispettose dell’ambiente e che ricavino servizi e prodotti dal riciclo”.