Liguria, Volpi (M5S): “test sierologici a rischio inaffidabilità”

"Ad oggi l’unico test affidabile per fare diagnosi di coronavirus è il tampone"

leda volpi

Roma / Genova | Troppi falsi negativi dai test sierologici che non sempre sono sufficientemente attendibili, afferma Leda Volpi, medico e portavoce del M5S alla Camera dei Deputati. «A margine di quanto accaduto in molte RSA, l’ultimo caso quello di Millesimo (SV) dove 40 ospiti su 43 erano risultati negativi ai test sierologici per Covid per poi, dopo pochi giorni, risultare positivi al tampone, vorrei sottolineare alcuni punti importanti» spiega Leda Volpi.

«Il Ministro della Salute, come evidenziato dalla comunità scientifica, ha ribadito che i test sierologici non sono al momento abbastanza affidabili per essere utilizzati a fini diagnostici, ma solo per indagini epidemiologiche sulla circolazione virale. Tuttavia molte regioni, tra cui la Liguria, hanno iniziato già da tempo ad utilizzarli in luoghi sensibili come ospedali ed RSA. C’è da dire, inoltre, che i diversi test disponibili sul mercato differiscono molto in termini di sensibilità e specificità, cioè nella percentuale dei casi in cui restituiscono una risposta corretta. Tutto questo rappresenta un rischio di dare luogo a focolai di contagio originati da falsi negativi».

«Tra l’altro i nostri consiglieri regionali del M5S hanno chiesto di conoscere le specifiche tecniche dei kit utilizzati in Liguria senza ottenere nessuna risposta dall’assessore alla Sanità. Ad oggi l’unico test affidabile per fare diagnosi di coronavirus è il tampone. Per questo l’uso dei test sierologici deve essere effettuato con cautela. Perché non bloccare l’uso di questi test fino al completamento della sperimentazione avviata dal ministero e puntare invece sui test di biologia molecolare ampliando la rete di diagnosi a tutti i laboratori pubblici? Questi aspetti sono particolarmente rilevanti sia nelle situazioni ad alto rischio (centri anziani, operatori sanitari, forze dell’ordine) sia nella strategia della fase 2 di ritorno al lavoro, per evitare nuove ondate di contagio» conclude l’on. Leda Volpi.